Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

sabato 29 dicembre 2007

Epifanie



Epifania. Etimologicamente: apparizione, nell’ambito religioso il termine si riconnette ai Re Magi, che, a seguito dell’apparizione della cometa, giungono ad adorare Messia.
Più genericamente un’epifania è un momento d’illuminazione, un attimo in cui tutto ci appare chiaro, il pulsante mentale che accende lo “stream of consciousness”, che conosciamo attraverso i personaggi di Virgina Woolf e di James Joyce.
Un’epifania può scatenare l’inconscio, aprire il cassetto dei ricordi celati, rimescolare le carte delle nostre sinapsi e può condurci verso una verità (o una semplice sensazione) inattesa.
Il grande poeta tedesco Friedrich Hölderlin parla di Teofania Vespertina, un’epifania superiore che ci lascia intravedere la natura divina delle cose solo al tramonto, in quel tempo sospeso dove il giorno non è più giorno e la notte è ancora a venire…
Questi momenti sono rari nella vita quotidiana, possono colpirti all’improvviso, come un fulmine nel bosco, negli ambienti e nelle situazioni più inattese: durante una passeggiata nel bosco, in strada, camminando con gli amici, di sera in auto.
Quando accade non possiamo fare altro che fermarci e lasciare fluire la corrente dei pensieri e dei sentimenti che ci attraversano come una scossa, prima di rituffarci di nuovo nella folla e nella vita, tagliando le funi che ci hanno legato – per un solo, interminabile istante – alla nostra sfera metafisica.

“Today I saw a red and yellow sunset and I thought, how insignificant I am ! Of course, I thought that yesterday, too, and it was raining…” (Woody Allen)

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