Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

mercoledì 26 dicembre 2007

My hometown


NARNI



Città su un colle ad olivi, domina la piana di Terni e la valle del Nera. Insediamento prima umbro, poi romano, ed infine medievale, epoca a cui fa tutt’oggi riferimento l’impianto urbano del suo centro storico.
L’elemento più universalmente noto del suo passato romanno non si trova all’interno delle mura cittadine, bensì sulla Flaminia, a custodia del Fiume Nera: il Ponte d’Augusto: costruito nell'anno 27 a.c. dagli ingegneri dell'Imperatore Augusto per la realizzazione della Via Flaminia. E' un manufatto imponente, che all'epoca era lungo ben 160 metri. L'arcata oggi rimasta in piedi misura circa 30 metri. La sua notorietà nell’ambito del Grand Tour è dovuta anche ad un dipinto che lo rappresenta, realizzato dal Corot, e che oggi si trova al Louvre.
Narni dette i natali, tra gli altri, all’imperatore Cocceio Nerva ed al condottiero Gattamelata.
L’antico centro storico lo si può abbracciare da lontano con lo sguardo. Le sue torri svettano contro il cielo, all’ombra della possente Rocca albornoziana (XIV° sec.).
La città medievale conserva ancora la antica divisione territoriale nei tre Terzieri ( le locali contrade) di Mezule, Fraporta e S.Maria, che assumono un’importanza particolare non solo nell’ambito delle manifestazioni della celebre Corsa all’Anello (palio equestre della seconda Domenica di Maggio).
Il Medioevo è d’altronde l’epoca della massima espansione ed importanza politica della città: il libero Comune (XII° sec.) affronta e sconfigge città, annette castelli ed estende il suo dominio in tutta la Sabina.
La Cattedrale (1145), dedicata ai Santi Giovenale e Cassio, conserva le tracce di quel periodo che intercorre tra la Romanità classica ed il Romanico narnese. L’antico Sacello di San Giovenale, Santo Patrono e primo Vescovo di Narni (IV° sec.) racchiude il Sarcofago funerario del Santo e lo splendido mosaico del Cristo benedicente, di chiara ispirazione bizantina, risalente al sec. IX. Pregevoli affreschi medievali e rinascimentali ornano le pareti della chiesa, vero gioiello del compiuto romanico narnese.
Santa Maria Impensole (XII° sec.) sembra essere il modello sperimentale della più grandiosa Cattedrale (tutte e due raccolgono gli elementi caratteristici del Romanico narnese), mentre Santa Maria Maggiore, oggi S.Domenico, (a memoria del passaggio dell’antichissima cattedrale all’ordine domenicano nel XIV° sec.) è un edificio di estrema particolarità nell’intero panorama architettonico umbro.
Il Gotico mostra le sue forme invece nella Chiesa di San Francesco che sembra riproporre all’interno gli elementi spaziali del Duomo di Orvieto e nel Sant’Agostino che si affaccia arditamente nella conca ternana. L’architettura militare e civile contribuisce a modificare significativamente l’assetto urbanistico della città: il Palazzo Comunale, nato dall’accorpamento di più antiche torri ed il Palazzo dei Priori, opera attribuibile a Matteo Gattaponi, rimodellano, insieme alla elegante fontana del 1301, l’antica Platea Major.
Il Palazzo Comunale ospita una serie di testimonianze storiche del passato all’interno del proprio androne: notevoli bassorilievi e sculture romane ed alto medievali, provenienti dall’intero territorio comunale. Nella sala consiliare dell’edificio si conserva invece la splendida Pala del Ghirlandaio: L’ Incoronazione della Vergine, vero e proprio capolavoro del Rinascimento italiano.
E’ ancora probabile l’intervento del Gattaponi nella possente Rocca, alla quale fu affidato il compito di controllo e di difesa della città e del territorio, divenendo polo di sviluppo per il futuro quartiere del Monte.
Le mura riquadrano come elegante cornice il volto di Narni, lasciando i compiti di comunicazione alle antiche Porte: Polella, Pietra, del Votano, Porta delle Arvolte, Porta Romana, Porta della Fiera e della Rocca.
Il Rinascimento appone un segno forte alla città medievale: molti antichi edifici vengono trasformati in palazzi nobiliari, gli antichi orti assumono l’aspetto di gentili corti.
Anche nella pittura si ritrovano i segni della rinnovata cultura: la seconda metà del secolo XV vedrà la presenza di artisti di levatura "internazionale" quali Pier Matteo d’Amelia, Antoniazzo Romano, Lorenzo Vecchietta, Lo Spagna.
Nei secoli a venire l’aspetto della città rimane pressoché immutato: l’ultimo grande intervento spetta al complesso settecentesco del Beata Lucia voluto dal Cardinale Sacripante per accogliere ed educare gli orfani del territorio.



Narni
Narni è in una posizione abbastanza singolare e molto ineguale; si sale parecchio per arrivare alla città [...] vi è una piazza abbastanza graziosa e una chiesa al lato; [...] non ci sono che alcune buone case comuni; le sue fortificazioni non sono altro che vecchie torri o porte; la sua posizione mostra un bel colpo d’occhio e complessivamente piacevole.
Luc Joseph van der Vynckt, 1725


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