Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

giovedì 10 gennaio 2008

Das Ewigweibliche - L'eterno femmineo


“ Dove stai andando ragazzo ? “ la voce arriva inattesa, l’uomo si avvicina sorreggendosi sul bastone, eppure vigoroso, quasi che il bastone sia solo un vezzo, da antico signore abbigliato all’ottocentesca, trasfigurazione di un quadro francese. La voce è profonda, di lontananze invisibili.
Cammina lungo le sponde del fiume che delimita Soltana. Mi chiama ragazzo, lui può certo farlo e forse è stato giovane un tempo, nel passato di chissà quale evo, forse ha amato anche lui, ha sofferto, ed è sopravvissuto.
“Allora, cosa cerchi da queste parti ? “ insiste con un tono da vecchio curioso, mentre io mi fermo ad osservarlo tra i raggi del pallido sole che trapelano dai rami degli alberi ( già, gli alberi, alti ed indifferenti all’uomo ), ma si vede ben poco nella luce della sera incombente.
“Una donna, non è vero ?

C’è sempre una donna all’inizio, ed alla fine: Das Ewigweibliche zieht uns hinan “
Quelle parole mi risvegliano come da un torpore millenario, come se non avessi mai vissuto prima di quelle parole, un’eco di lettere e letteratura profonda, un richiamo dell’anima.
“Herr Goethe ? Cosa fate qui, o forse dovrei dire: cosa fate adesso ? “ Il consigliere segreto sorride, o forse è solo una smorfia di quel viso accecato da un repentino raggio di sole.
Weimar è lontana, il Meno non assomiglia affatto a questo rigagnolo di campagna, eppure il grande Pagano è qui, ora, e non altrove.
Ich habe Ihnen die erste Frage aber gestellt, mein junger Herr. Na und: wo gehen Sie jetzt hin ? “
“Da nessuna parte in particolare, passeggio per dimenticare, o forse per ricordare. Non lo so più a questo punto. Ma che ora é ? E che giorno è oggi ?”
“ Oggi è già domani, e ieri non è ancora dietro la collina. Il passato è già presente mentre corre verso il futuro. Cosa significa dopo tutto il tempo ? E’ una cesura dell’infinito, una pura convenzione come i colori, come questa stupida luce che sta cercando di vincere le tenebre della foresta. Io esisto qui, esistevo prima e ci sarò quando Voi ve ne sarete andato, tornando a casa...”
“ Tornare da lei? Non credo proprio Herr Goethe.” Le parole escono naturalmente, incuranti di quella palese incoerenza spazio-temporale, un modo come un altro di discorrere amabilmente con uno scrittore morto e sepolto, un monumento della letteratura mondiale, ma tale è la situazione, che ora mi ritrovo a parlare con Johann Wolfgang von Goethe.
“Una donna? La sua Musa quindi... “

"Una Musa, già, è stata la mia Musa, forse solo una presenza immaginaria, sicuramente irreale. Ora non sono più sicuro che sia veramente esistita, forse è stato tutto un sogno, forse ho solo proiettato su di lei le mie fantasie . Lei però si è prestata a questo gioco crudele, mi ha avvinto a se’, ed ora il suo stesso nome mi ferisce, e vorrei poterla dimenticare, ma continuo a vederla ovunque, anche lungo le sponde di questo fiume..”
“Mignon fece lo stesso effetto, ma questo Voi lo sapete già... però vi dirò una cosa che forse non conoscete: nemmeno Mignon era poi quella grande bellezza, certo, era affascinante, piena di mistero, attraente sicuro, ma non certo pari ad Elena.
Eppure sapete come andò, e allora solo questo posso dirvi: nessuna donna è perfetta, non esiste la realizzazione di vostri sogni, in assoluto. Esistono donne che incarnano in gran parte queste caratteristiche, ma ciò che conta è quel certo quid che le rende uniche, insostituibili, perfette in un dato momento della Vostra vita. Un attimo che le trasforma immediatamente in ectoplasmi d’amore, dietro cui lasciar correre il cuore e la fantasia. Quella prima immagine, e non altre, Voi -caro signore- inseguirete nel tempo che seguirà: un suono, un profumo, l’eco di uno sguardo o di un gesto la avranno legata al vostro cuore, e quel momento ritornerà, cristallizzato, per sempre, non l’immagine reale, bensì l’archetipo. Pronto però a frantumarsi in mille pezzi qundo deciderà di vivere la propria vita, libera da Voi, beh, allora caro amico il quadro si romperà in terra, e voi vi troverete a raccoglierne i cocci..”
“Ma allora le affinità elettive ? E la chimica ? Nulla ha più durata ? “ risposi con una domanda.
“La chimica, mio caro signore, non prende in considerazione l’anima, essa lega due amanti come fossero due elementi simpatici, a volte da’ l’impressione che il legame possa durare in eterno, ma forse questo eterno vale solo per noi poveri sognatori di carta, noi bibliovori che non possiamo vivere al di fuori delle nostre aride citazioni d’effetto..”

A quelle parole il consigliere segreto Von Goethe si allontana verso i bosco, e lungo la strada viene affiancato da un altro personaggio (dunque la foresta è viva, dopo tutto ! ), i due sembrano discutere vivacemente, e quest’altro signore si tende verso il poeta, quasi per ascoltare meglio le parole, e disapprovarle da ciò che si può notare.


Una carrozza passa lungo il fiume, Herr Goethe si allontana dal ciglio della strada con deferenza, ed accenna un inchino, lui che di inchini dovrebbe essere l’oggetto invece, ed infatti il suo compagno di strada sembra disapprovare sdegnosamente questo atteggiamento sin troppo ossequioso verso chissà quale principino di campagna, e da’ un’energica scrollata di spalle.

Si muove in avanti lasciando il poeta quasi immobile: Karlsbader Begegnung.

Ora il poeta si sta allontanando verso la foresta, vecchio saggio, mai cresciuto, un bambino prodigioso che se ne torna da solo nella leggenda.
Io resto lì, pensando al passato con molti più rimpianti che soddisfazioni, mentre mi assale la paura di aver perso l’unica, l’ultima chance di vivere davvero, di uscire dalle pagine del libro, di scrivere una mia storia e non riassumere più quelle degli altri, ma ormai Erato mi guarda da un altro paese, e seppure vicina i suoi occhi sanno di ghiaccio e di terra arida.
Unreal city. “We who were living are now dying, with a little patience..” La pazienza è l’ultima risorsa, di tempo ormai ce n’é tanto, c’é l’eternità ( per rimpiangere e piangersi addosso...

4 commenti:

CHINA ha detto...

bella professo!!!!!!!!!!!!!

CHINA ha detto...

cmq veramente complimenti per questo blog è veramente fatto bene

fabio r. ha detto...

Danke!
Grazie per la visita ed a presto con altre roboanti novità!!!

CHINA ha detto...

we ciccio mo l'ho fatto pure io sto blog però nn sn molto pratico qundi ci metterò un po a riempirlo^^ gute nacht (se è errato nn lo dica che faccio una figuraccia)