Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

lunedì 24 marzo 2008

Amarcord..



Discutendo con amici e colleghi dei problemi che riguardano i nostri studenti, qualche giorno fa', mi sono soffermato a pensare alla straordinaria (nel senso etimologico del termine) "delicatezza" ed ipersensibilità degli stessi, e di come questa generazione - chiamiamola pure Y visto che la mia dovrebbe essere quella X secondo Douglas Coupland - sembri a volte esageratemente complessa ed indifesa, malgardo gli "agi" e gli indubbi progressi economici degli ultimi 30 anni.


Insomma i "twenty-something" sembrano sempre di più insicuri e deboli, in cerca di risposte e molto complicati, e malgrado la messe incredibile di fonti informative e stimoli culturali di cui dispongono oggi (o forse questa è la causa) sempre più ignoranti...

Le eccezioni - come in ogni caso - sono chiaramente molteplici, ma la nostra riflessione si è anche concentrata sulle personali esperienze passate, sulla vita che abbiamo vissuto a cavallo degli anni 70 ed 80, ed allora mi è tornato in mente un testo che un mio coetaneo mi spedì per e-mail qualche tempo fa' e che voglio postare qui, dedicandolo a tutti quelli che possono riconoscervisi in qualche modo.

Agli amici più giovani chiedo comunque di leggerlo: è un pezzo di archeologia del post-moderno!



Tu che sei nato prima del 1970...o quasi:

A ben pensarci, è difficile credere che siamo vissuti fino ad oggi!!


Da bambini, andavamo in macchina (quelli che avevano la fortuna di averla) senza cinture di sicurezza e senza air bag....
E viaggiare nel cassone posteriore di una pickup, in un pomeriggio torrido, era un regalo speciale. I flaconi dei medicinali non avevano delle chiusure particolari. Bevevamo l'acqua dalla canna del giardino, non da una bottiglia. Che orrore!! Andavamo in bicicletta senza usare un casco. Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri "carri giocattolo".
Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino aquando non ci sfracellavamo contro un albero o un marciapiede. E dopo numerosi incidenti, imparavamo a risolvere il problema.... noi da soli!!!
Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno; i nostri genitori non sapevano esattamente dove fossimo, nonostante ciò sapevano che non eravamo in pericolo.
Non esistevano i cellulari. Incredibile!! Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti... e non c'erano mai denunce, erano soltanto incidenti: nessuno ne aveva la colpa.
Ti ricordi degli incidenti? Avevamo delle liti, a volte dei lividi. E anche se ci facevano male e a volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i nostri genitori lo sapessero mai.
Mangiavamo dei dolci, del pane con moltissimo burro e bevande piene di zucchero... ma nessuno di noi era obeso. Ci dividevamo una Fanta con altri 4 amici, dalla stessa bottiglia, e nessuno mai morì a causa dei germi.
Non avevamo la Playstation, nè il Nintendo, nè dei videogiochi. Nè la TV via cavo, nè le videocassette, nè il PC, nè internet; avevamo semplicemente degli amici.
Uscivamo da casa e li trovavamo. Andavamo, in bici o a piedi, a casa loro, suonavamo al campanello o entravamo e parlavamo con loro. Figurati: senza chiedere il permesso! Da soli! Nel mondo freddo e crudele! Senza controllo!

Come siamo sopravissuti?!


Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi. Giocavamo con dei vermi e altri animaletti e, malgrado le avvertenze dei genitori, nessuno tolse un occhio ad un altro con un ramo e i nostri stomaci non si riempirono di vermi.
Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e dovevano rifare la seconda elementare. Che orrore!!! Non si cambiavano i voti, per nessun motivo. I peggiori problemi a scuola erano i ritardi o se qualcuno masticava una cicca in classe. Le nostre iniziative erano nostre. E le conseguenze, pure.
Nessuno si nascondeva dietro a un altro. L'idea che i nostri genitori ci avrebbero difeso se trasgredivamo ad una legge non ci sfiorava; loro erano dalla parte della legge.
Se Ti comportavi male i tuoi genitori ti mettevano in castigo e nessuno li metteva in galera per questo. Sapevamo che quando i genitori dicevano "NO", significava proprio NO.
I giocattoli nuovi li ricevevamo per il compleanno e a Natale, non ogni volta che si andava al supermercato. I nostri genitori ci facevano dei regali con amore, non per sensi di colpa.
E le nostre vite non sono state rovinate perché non ci diedero tutto ciò che volevamo.
Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio e ottimi risolutori di problemi. Negli ultimi 50 anni c'è stata un'esplosione di innovazioni e nuove idee.
Avevamo libertà, insuccessi, successi e responsabilità, e abbiamo imparato a gestirli.
Tu sei uno di loro. Complimenti!!! Uno di quelli che hanno avuto la fortuna di crescere prima che gli avvocati e i governi regolassero la nostra vita...

22 commenti:

orchy ha detto...

Certo le eccezioni ci sono e ci son state, però quello che scrivi è sacrosanta verità!
Siamo cresciuti ugualmente anche noi,( generazione x ) con le nostre difficoltà e problemi senza ricorrere a nessuna soluzione drastica.
Con la comprensione dei genitori e le "ramanzine" degli insegnanti.
Ti immagini episodi di "bullisno" ai nostri tempi? Ihihih come potevamo farci del male? Con le cerbottane di plastica e le palline di carta? O con gli elastici? ihihihihih
Forse oggi c'è troppa libertà, troppi permessi, tutto è lecido e ...okkio a non sfiorare nessuno!
Ma io credo anche che ci sarà un punto di " ritorno", e non solo nella moda!
Gran bel post...ciao.

María ha detto...

È vero Fabio. Come siamo sopravvissuti per trasformaci in persone normali,o quasi normali?
Ho cresciuto ascoltando, in un vecchio giradischi, i conti che mi regalava mia zia; non avevamo tv. a colori, soltanto un vecchio "armadio" bianco e nero che funzionava ogni tanto; non esistevano la PC, ne il Play station, ne il Cd, nemmeno il Mp3. Sono della generazione che ha cresciuto giocando con i cani, arrampicandosi negli alberi, leggendo, immaginando e in contatto con la natura.
VOGLIO RITORNARE A QUELLI ANNI!!!!

Grazie per il ricordo. Un bacio.

Gianluca ha detto...

Ci siamo scamazzati di legnate e pietrate nei cantieri dei palazzi in costruzione
Abbiamo giocato a pallone sbucciandoci le ginocchia
Se pioveva Subbuteo.
La tv era in bianco e nero, poi venne il colore.
Non c'erano le multisale ma i cinema parrocchiali hanno iniziato a chiudere.

Io mi son divertito.

Eli ha detto...

che bel tuffo!io sono nata a metà dei '70 ma mi riconosco in pieno in tutto e ne vado fiera. buona pasquetta!

stellastale ha detto...

e sì eli... anche noi nae a metà anni 70.... io giusto al centro.... siamo sopravvissute senza pc, nè nintendo, nè ps, ma i manga... quelli sì!!!! e qualcuno ci ha anche rovinato!!!!!!!!!!!!!!

60gandalf ha detto...

eh, per me i manga erano già la rovina dei cartoni come li avevo conosciuti e goduti io: topolino, braccio di ferro, titty,...
e da più grandicello: zorro, happy days.
le sassate, il pallone e i capanni nei boschi...
maestro e genitori un' unica figura, la bicicletta sempre con noi come oggi hanno il nintendo o il cellulare, gli interi pomeriggi fuori senza paure nè nostre nè dei genitori...

ora li rendiamo nevrotici: pranzo al doposcuola, il pomeriggio sport, la sera noi che torniamo stressati...

mah!..

fabio r. ha detto...

vedo che ci sono parecchi nostalgici in giro (Oddio, su gandalf non avevo dubbi :-D), le ns esperienze si somigliano, è bello far parte di un ricordo comune...
L'urbanistica forse discrimina: in un borgo medievale i passatempi erano diversi da quelli di Milano o Roma.
Io ricordo con grande nostalgia le partitelle a pallone improvvisate di sera nella piazza principale, senza macchine!! e poi le guerre tra terzieri (cfr. le contrade) a cerbottana e fionde.
Quanti lividi! è vero!!
Io porto ancora una piccola cicatrice su di un palmo di cui vado fiero manco fosse una ferita di guerra..
Wobinda ed Emil in tv, carosello (gigante, pensaci tuuuu! e che c'ho scritto Gio Condor?) ma non eravamo ancora rimbambiti dal plasma.
Bastava un grido dalla strada e si scendeva in strada.
Devo dire che oggi mi fa un po' tristezza vedere ragazzini che si parlano solo via sms anche se nella stessa via... Noi urlavamo da finestra a strada e viceversa: "Veni giù che annamo a giocà giù e mura!!" (narnese puro...) e si partiva.
sigh! :-(

Moky ha detto...

GLi Italiani seguono a ruota le "mode" americane... nel bene e nel male... io ho paura a lasciare i miei figli a giocare fuori (nel giardino davanti non recintato o in strada)in una zona super-tranquilla per paura dei kidnappers etc... mia mamma mi "buttava" fuori casa dopo le 3 e io scorazzavo per il quartiere di Milano, con i pattini a rotelle o in bicicletta finche' era ora di cena... la nostalgia che mi hai creato con questo post, darn it!
E le Big Babol!!! A causa loro ho smesso di masticare cicche d'ogni tipo a 10 anni... e 31 anni dopo,sono ancora "bubblegum-less"... Tutti ricordi seppelliti da qualche parte nella mia memoria....

desaparecida ha detto...

anche io ho ricevuto qsta mail...circa 4 anni fa.
se penso che addiruttura tra i miei giochi c'era anche qllo di organizzare pic-nic tra cugini...nel prato sotto casa di nonna....
e tutti i giochi che s'inventavano...
Adesso ho scoperto che alcuni bambini alle elementari hanno il cellulare!!!

Io mi sono divertita tanto
un abbraccio fabio

stellavale ha detto...

Che nostalgia....

Gianluca ha detto...

Magister...Supergulp è un colpo basso però..(singhiozzo)

MusEum ha detto...

Bè, sono nata nell'80, ma mi ci rispecchio in pieno... Che bei tempi... (e mai avrei pensato di dirlo!)

Maria Rita ha detto...

...io sono nata (per un soffio, lo ammetto...) nella decade successiva alla vostra, ma ho notato che esistono molte meno differenze tra le nostre generazioni e tra la mia e quelle successive. Penso che gli anni 80 siano stati un ultimo periodo di serenità prima del grande "collasso", dato dal crollo delle virtù e dal prolificare dei vizi. Anch'io ricordo l'andare in auto senza protezioni, i giochi in cortile fino a tarda sera, le ginocchia sbucciate, le ricchissime merende (fatte in casa dalla mamma o dalla nonna), i giocattoli "arrangiati" etc. etc. Sono felice di aver goduto di queste piccole cose, di aver apprezzato come potesse bastare un nonnulla per sorridere...

Mat ha detto...

mmmmhhh, fabiooooo!! happy days!!

ancora lo guardo se capita!! io sono cresciuto, e mi sa tanti di noi, con le avventure di qst personaggi...

mi hai risvegliato i ricordi....e arnold??? la famiglia bradford??
ahahah
desideravo il pulmino wolfswagen eh eh eh..
e i cartoni animati vecchio stampo?

l'altro giorno, al supermarkt ho comprato le big babol...e come da bimbo ne ho messo in bocca 5 per fare una bolla enorme!
che ovviamente si è scoppiata sugli occhiali da sole...
sto ancora cercando di toglierla :)

Sara Sidle ha detto...

Come sono vere queste parole!
Però se ci pensiamo bene, i ragazzi di oggi sono i figli di quei ragazzi di ieri!Nel senso i giochi elettronici, i regali, il difenderli a scuola e tutto il resto lo fanno i genitori.Credo che una parte importante nella colpa dei ragazzi odierni sia da attribuire a casa, l'altra metà dalla cosiddetta società. Ma anche alle tante insicurezze, alla precarietà, alla poca fiducia nel futuro, cosa che ai nostri tempi, non c'era, fortunatamente!E' vero, non invidio i giovani di oggi, ma forse qualche responsabilità dovremmo pur prendercela..Comunque bel post. Ci sarebbero così tante cose da dire..
Bacioni

fabio r. ha detto...

sono felice di aver riacceso un po' di memoria e nostalgia..
Grazie delle vostre parole.

riguardo alle Big Babol: ad un certo punto si disse che fossero addirittura cancerogene, come tutte quelle cose colorate dal famigerato E-11qualchecosa..

Sono d'accordo con Sara Sidle. le colpe sono spesso dei padri (IO ho deciso di non averne, tanta è l'impressione che mi fanno a scuola ogni giorno, così resto immune dai sensi di colpa..)- è vero. Ma allora bisognerebbe chiedersi cos'è che ha fatto perdere il "coraggio di vivere" ai genitori per far vivere i figlioli perennemente in una campana di vetro..
eppure le nostre ferite si sono rimarginate!

@Gianluca: Supergulp? hai mai visto il sito? eccolo:http://www.gulpsupergulp.it/gulp.htm

Scrivo mentre ascolto la cronaca del rave a Milano, in cui è morto un ragazzo per sospetta overdose.
Beh, ecco, in questi momenti mi chiedo cos'è andato storto nella vita...

desaparecida ha detto...

stavo ascoltando anch'io il radiogiornale che parlava del rave....
possono esserci tante cose..tutte tristi...
finire la vita così...quasi x noia mi fa paura!


Vabbè lasciamo stare...vado nel sito di supergulp...di cui nn sapevo nemmeno l'esistenza! :)

Gianluca ha detto...

Ho sentito un giornalista dire che se fossimo stati così moralisti non ci sarebbe stata Woodstock...
ma i ragazzi d'oggi che vannoa stonarsi ai rave hanno qualcosa in comune con la woodstock generation? hanno questa voglia di stare insieme e cambiare il mondo? o solo dimenticare la loro nausea di vivere con gli acidi? e non che all'epoca ne girassero pochi...
era diverso il modo di assumerli...

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Cosa dire.... credo che la nostalgia sia soprattutto per la vita che oggi sembra essere meno serena, meno pronta a dare una chance ai giovani, una vita che oggi cancella presto anche i vecchi.

Una vita che sta sciogliendosi e sta portandoci ad una estinzione quasi sicura.

E quei gironi che precederanno la nostra fine non saranno certi Happy Days...

Catastrofico lol?

NADIA ha detto...

hola fabio r. gran bel post, mi hai fatto venire una nostalgia.... di quando giocavo con i pattini in cortile con tanti bambini e cugini , sembrava che mai sarebbero passati gli anni eravamo felici di non avere niente e con pochissimo giocavamo,avevamo solo tanta fantasia e voglia di stare insieme.
Adesso se non hanno un gioco elettronico o cellulare non sanno che fare..ma sono i nostri figli..figli di quella generazione e allora dove abbiamo sbagliato? viene da chiedersi forse diamo troppo perchè non lo avevamo noi? oppure questa è la società e chi non ha questo non ha niente? Oppure abbiamo dei sensi di colpa?
Io provo a fare del mio meglio....
un abbraccio e un besito

rudyguevara ha detto...

caro fabio,premetto che sono nata nel 73.nn costruivo già più i miei giocattoli,la barbie era il top del top,ma in parecchio di questo racconto mi sono riconosciuta.certo,le cose erano più semplici,oppure è solo un po' di nostalgia,nn so.nn credo che nemmeno allora fosse tutto rose e fiori,esistevano le famiglie problematiche,senza dubbio nn è un'invenzione di questi ultimi anni,ma posso dire una cosa:ho imparato a pensare con la mia testa e a nn emulare gli altri,e di questo sono felice.credo che questo sia possibile anche oggi,dipende da tanti fattori che probabilmente nn so spiegare,nn sono una sociologa,ne' una pedagoga,ma una cosa la penso:i no,motivati e nn detti tanto x dire,servono a crescere.la ribellione anche,ma quella costruttiva,e te lo dice una ribelle nata tale.nn credo ci sia una ricetta specifica,credo che ogni individuo richieda un'educazione"personalizzata"e nonostante gli sforzi,nn sempre possono sortire gli effetti sperati,è un po' come un terno al lotto.ma abbassare le braccia e dire tutti sì,x nn sforzarsi,certo nn potrà mai portare niente di buono.un bacio da una cinicona.

AndreA ha detto...

In parte alcune di queste cose le sento anche mie, nonostante sia nato a metà strada tra i 70 e gli 80...

Chissà, magari le "difficoltà" aiutano di più...

Buona serata!! :-)