Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

venerdì 9 maggio 2008

I Barbari



Ho comprato l'edizione economica del saggio Baricchiano "I Barbari", che ho iniziato a leggere avidamente già in strada, tornando dalla libreria (non un mega store, ma una di quelle vecchie librerie di una volta, piene di scaffali trabordanti di libri, con un gentile signore che ti fa da Caronte nel mare delle pagine...) e ne sono rimasto semplicmente affascinato.

Avevo letto alcuni articoli sparsi (qui riuniti) nel tempo in cui furono scritti, ma ora, con calma, me li sto gustando anche di più, potendo contare sulla "massa critica" del volume, sicuramente più attraente delle pagine di un giornale, leggere e volatili.
La prima sorpresa nella lettura delle "epigrafi" tra cui Baricco inserisce a buon titolo il mio Benjamin (il tizio che vedete nella foto a destra del blog, vagamente somigliantemi, ed a cui ho dedicato questo insieme convulso di idee e segni) ed allora il cuore si è aperto, mi sono quasi commosso, devo ammetterlo.
Da Baricco (autore di romanzi che non amo particolarmente, lo ammetto, lo preferisco come saggista) non me lo apettavo. O forse sì?

Beh, la lettura vorace delle pagine (per cui ho interrotto altre letture in corso) mi ha risvegliato il ricordo di Kavafis, e della sua splendida poesia, molto vicina allo spirito apologetico / apodittico e vagamente apocalittico dell'era in cui viviamo.

Eccola qui:
Costantino Kavafis: aspettando i barbari

Che aspettiamo, raccolti nella piazza?
Oggi arrivano i barbari.
Perché mai tanta inerzia nel Senato?

E perché i senatori siedono e non fan leggi?
Oggi arrivano i barbari. Che leggi devon fare i senatori?

Quando verranno le faranno i barbari.
Perché l’imperatore s’è levato così per tempo e sta,
solenne, in trono, alla porta maggiore, incoronato?
Oggi arrivano i barbari

L’imperatore aspetta di ricevere il loro capo.
E anzi ha già disposto l’offerta d’una pergamena.

E là gli ha scritto molti titoli ed epiteti.
Perché i nostri due consoli e i pretori sono usciti stamani in toga rossa?
Perché i bracciali con tante ametiste, gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti?
Perché brandire le preziose mazze coi bei caselli tutti d’oro e argento?

Oggi arrivano i barbari, e questa roba fa impressione ai barbari.
Perché i valenti oratori non vengonoa snocciolare i loro discorsi, come sempre?
Oggi arrivano i barbari: sdegnano la retorica e le arringhe.
Perché d’un tratto questo smarrimento ansioso?

(I volti come si son fatti serii)

Perché rapidamente le strade e piazze si svuotano,
e ritornano tutti a casa perplessi?
S’è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.

Taluni sono giunti dai confini, han detto che di barbari non ce ne sono più.
E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?

Era una soluzione, quella gente.

6 commenti:

Mat ha detto...

buona lettura caro fabio!
e buon weekend :)

NADIA ha detto...

hola ha per caso un' assonanza con il nuovo governo??????????
Buon fine settimana!!!!!!

desaparecida ha detto...

un saluto veloce.....poi recupero,eh?

ma kavafis nn potevo nn leggerlo! :)

Inenarrabile ha detto...

Di Baricco voglio leggere "Castelli di rabbia" perché l' ho sentito osannare da più parti, se mi fa lo stesso effetto di un altro suo libro che ho letto in precedenza la faccio finita con questo autore, oppure gli do l' ultima possibilità con il saggio "I barbari" :P

Ciao Fabio :)

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

E pensare che io sono un po' meno convinto di Baricco e certi contenuti presenti nel suo libro ed esposti da Fazio non mi hanno convinto del tutto.

MARGY ha detto...

... oh salutamE Baricco...e visto che ci sei anche Benjamin! ihihih

ciao e buona lettura..
ps: ripeto...vicino a te mi sento un vermicello che striscia!! non apro un libro chissà da quando!!(ecco si: a settembre un anno...)