Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

domenica 13 luglio 2008

Forse non tutti sanno che....

Prefazione: questo piccolo post autorale è frutto del fancazzismo domenical-pomeridiano, ed è chiaramente ispirato da Andrea ed il suo blog che - di quando in quando - indulge nella filosofia settimana-enigmisticheggiante.

Avrei potuto chiamarlo pure: Perchè si dice così? I nostri modi di dire ed il medioevo...

Allora: molte locuzioni moderne sono ancora - inconsciamente - legate al passato remoto della lingua, e/o a contesti esplicitamente datati, a cui, pur non essendoci più memoria, facciamo riferimento indiretto ogni volta che li usiamo.

Nel caso specifico voglio indicare l'etimologia (spesso sconosciuta ai più) di alcune espressioni comuni che si rifanno ad usi e locuzioni medievali (aridaje, diranno i miei piccoli lettori...), ma per chi fosse curioso e volesse scoprirene di più, rimando volentieri al link di wikipedia.

Ecco quindi un po' di di esempi:

  • Un altro paio di maniche (significa: una cosa completamente differente): nel medioevo era in voga l'uso di cambiare le maniche - che erano cucite in modo da essere sostituite - in abiti particolarmente pregiati, spesso regalandole ai propri amanti come pegno d'amore. Il vestito appariva, quindi, sostanzialmente diverso dal precedente.

  • Spezzare una lancia a favore di qualcuno (significa: dire o fare qualcosa in favore di qualcuno): prima di un torneo il cavaliere poteva "dichiarare" pubblicamente a chi avrebbe dedicato l'eventuale vittoria, correndo con il cavallo, lancia in resta, verso il muro dell'abitazione ove abitava la bella Dama, spezzando la propria lancia su tale muro, in segno di dedizione..

  • Il bicchiere della staffa (significa: ultima bevuta prima di partire): come si deduce facilmente, era l'ultimo bicchiere offerto al cavaliere ospite, quando questo era già pronto a ripartire, col piede sulla staffa del cavallo.

  • Salvarsi per il rotto della cuffia (significa: salvarsi all'ultimo momento, per un pelo): la cuffia era la parte terminale della cotta di maglia che indossavano i cavalieri medievali soto l'armatura, che copriva la testa. Era larga sotto il mento per lasciar respirare il cavaliere. Nel caso in cui la lancia colpisse al volto il cavaliere, poteva anche trapassare la cuffia, che si rompeva, e quindi il cavaliere (forse disarcionato) poteva salvarsi.

  • fare la corte /corteggiare qualcuno: originariamante designava il luogo del corteggiamento, ovvero la Curtis medievale, poi corte d'amore, luogo interno nelle mura del castello feudale dove l'amante poteva cercare di concupire l'amata. Poi da luogo il significato transla in azione stessa dell'incontro amoroso

  • andare a Canossa (significa: fare penitenza, umiliarsi pubblicamente): L'espressione deriva dal noto fatto storico con riferimento al fatto occorso a Canossa, nell'inverno del 1077 quando l'imperatore Enrico IV attese per tre giorni e tre notti, scalzo e vestito solo di un saio, prima di essere ricevuto e perdonato dal Papa Gregorio VII. Ma il conflitto tra i due era destinato a riaprirsi di lì a poco.

  • Fare bancarotta (significa: fallire economicamente): deriva dall'usanza dei banchieri medievali (soprattutto a Firenze) di aprire banchi per cambiare o prestare soldi in strada. Tali banchi (simili a lunghi tavolini) venivano spezzati in tante parti dai soldati comunali nel caso in cui il banchiere non potesse risarcire o pagare quanto dovuto. Il banco rotto (bancarotta) era quindi sinonimo "visibile" di fallimento

  • Sgamare qualcuno (significa: scoprire, svelare un segreto) è termine legato al mondo contadino: la "gama" è infatti la pellicina che copre il chicco di grano, quindi va tolta per scoprire i chicco, quindi rivelarlo, prima di essere portato al mulino.

  • Finocchio (significa - volgarmente - omosessuale): contrariamente a quanto si pensa, il termine non è affatto "gaio" o allegro, tutt'altro. Esso è infatti legato all'uso terribile di bruciare sul rogo gli omosessuali nel medioevo (ed oltre..), buttando qualche seme di finocchio nella pira, affinchè dall'odore dolciastro il popolo astante e l'intera città comprendesse chi stava bruciando..
Un'ultima curiosità: il segno di interpunzione interrogativa ? è l'evoluzione della lettera q seguita da un punto che i monaci amanuensi ponevano all'inizio ed alla fine di un brano trascritto nelle pergamene, per indicare al lettore che quel passo doveva essere letto con l'intonazione di una domanda (quaestio, appunto).


Questo uso è rimasto in spagnolo, dove si usano ancora oggi 2 punti interrogativi all'inizio (rovesciato) ed alla fine del paragrafo...

Ci avevate mai fatto caso?

21 commenti:

Donna Cannone ha detto...

Molto interessante! Sarà che mi son rimessa a leggere, scrivere e tradurre, ma mi sto proprio 'intrippando' con queste cose.
A proposito di ? quaestio, Sai che qualche anno fa sono andata in giro per Roma chiedendo ?quaeso, ubi est colosseum?' (armata di uno splendido e improbabile libretto trovato a Trastevere: corso di latino per americani, con fumetti e scene di vita quotidiana, moderna, obviously)!

Penny Lane ha detto...

Però...mi è proprio piaciuto 'sto post! Sarà che sono una patita della Settimana Enigmistica...e che sono una "linguista" pure io...ma davvero le lingue (inclusa naturalmente la nostra) sono uno dei soggetti di speculazione più interessanti e inesauribili! Hai avuto una bella idea: bravo, Fabio!

Penny Lane

@ la donna cannone: accidenti, adoperare il latino per strada... la voglio provare anch'io, quest'esperienza! :-DDD

giulia ha detto...

Interessantissimo, grazie mille!

AndreA ha detto...

Altro che fancazzismo....ci sono delle ricerche dietro...mica i post li si butta cosi....CI TENGO A VOI!!
Non potrei nmai darVi delle informazioni sbagliate!! :-))))))))

stellavale ha detto...

Saggezza popolare...

MARGY ha detto...

MAMMA CHE BELLO QUESTO POST!!...

non sapevo nulla di tutto ciò..soprattutto quella del " ? " !!
grande Maestro!! ;)

ps: e Grande anche Andrea ..per l'ispirazione!! :)

Silvia ha detto...

Perdindirindina!!!! Quante informazioni utili, grazieeee!!!!

;-))

dioniso ha detto...

Che coincidenza. Proprio la scorsa settimana ho sentito Giuseppe Pontiggia scagliarsi contro questi modi di dire con radici medioevali in quanto oramai privi di riferimenti nella nostra realtà.
La trasmissione era:
Conversazioni sullo scrivere.

Non mi sono trovato d'accordo con lo scrittore.

María ha detto...

Non conoscevo la evoluzione de q a ?, ne l'origine di tante frasi che si usano anche qui.
Un post molto interessante.


Bacio.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Davvero bravo! Straordinariamente interessante!!!!

Ciao Fabio!
Daniele il Rockdichter.

Moky ha detto...

Grazie, Fabio...

riccardo gavioso ha detto...

molto interessante questo post: curioso il fatto che molti di noi facciano largo uso di modi di dire senza mai porsi la domanda sulle origini.
Peraltro, credo siano pochi anche quelli che conoscono l'origine della parola "ciao" che usiamo forse più di ogni altra...

blog veramente molto stimolante, l'ho aggiunto al mio blogroll

Marlene ha detto...

Questo post meriterebbe un commento ragionato. Anche io sono appassionata di liguistica, i miei esami migliori semiotica e storia della lingua italiana. storia della lingua italiana l'ho fatta con Sanguineti (figlio) e ho studiato come dal latino si è evoluta la lingua italiana per formare poi i 20 dialetti. curiosità che non hanno prezzo. bravo!

dioniso ha detto...

Marlene,
quali sarebbero i 20 dialetti? Sono molto curioso in materia (solo curioso in quanto sono un matematico).
Sto proprio pubblicando sul mio blog un ciclo dedicato al mio dialetto. Per ora ho pubblicato solo l'introduzione.

MariCri ha detto...

e bravo il prof.!un 10 e lode questa volta lo meriti tu per questa spiegazione! spero che presto scriverai altre dissertazioni sulla nostra bellissima lingua.

Sara Sidle ha detto...

Bello sapere l'etimologia delle parole.
Brutto davvero il termine finocchio, però,..davvero brutto..
Un bacione professore!^______^

fabio r. ha detto...

Wow! grazie a tutti per l'interesse! Da appassionato linguista l'etimologia delle parole è da sempre un mio cavallo di battaglia, anche per avvicinare i ragazzi allo studio delle lingue con la curiosità...

Come ricorda Riccardo Gavioso (grazie per la visita ed il link, approfitterò..) anche piccole parole che all'apparenza sono modernissime come CIAO (dall'uso - soprattutto veneziano- di salutare dicendo Schiavo> Sciao> ciao) hanno in verità una radice antica.. ed è interessante scoprirne le tracce.
A presto allora, per nuove, mirabolanti, scoperte
:-D

Irene ha detto...

ciiiaooo!! sai che mi hai risolto un dubbio che mi assillava da un sacco di tempo??? mi sono sempre chiesta perchè si dicesse salvarsi per il rotto della cuffia!! stavo pensando cosa centrassero le cuffie delle nonnine con questo modo di dire!!

Marlene ha detto...

dioniso, un po' ho sparato a caso (non sono stata a contare e poi ho sostenuto l'esame molto tempo fa), però pensa che c'è un dialetto per ogni regione che arriva dritto dritto dalla contaminazione del latino con la parlata del volgo (del popolo), per questo si parla di "volgare" quando ci si riferisce alla lingua italiana parlata nel medioevo. Tranne per la Sardegna, in cui è errato parlare di dialetto perchè si tratta di una vera e propria lingua.

BAK ha detto...

mooolto interessante sta cosa delle q.
Me la rivendo con qualche bella intellettuale al mare appena posso ...
hehehe
ciaooooo
O<-<

Alabama ha detto...

Come al solito in stra ritardo ho letto questo tuo post.
FANTASTICO!
ADOOOORO la dannata lingua italiana, su alcune cose ho proprio fatto la faccia così :O
La storia della Q punto interrogativo è MERAVIGLIOSA.

Grazie!