Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

martedì 26 agosto 2008

Dell'umorismo yiddisch e dei suoi autori

Un gentile, cioè un non ebreo, domanda a un ebreo: "Perché voi ebrei a una domanda rispondete sempre con una domanda?" E l'ebreo: "E Perché no?"
La pubblicazione di una straordinaria battuta di Woody Allen (una mia grande passione, da sempre) nel blog della mia amata Desaparecida, unitamente al mio recente viaggio praghese, mi porta a riflettere brevemente sulla ricchezza della cultura yiddisch e sul'ironia (sarcasmo?) innato con cui questa cultura ha arricchito l'occidente.

Una delle mete "classiche" di ogni viaggio praghese è il quartiere ebraico, Josefov, con annessa visita alle straordinarie sinagoghe che - malgrado la furia nazista - sono miracolosamente sopravvissute alla barbarie.

La Sinagoga Vecchia - Nuova (Alt-Neue Synagoge) in primis, con tutta la magia alchemica del Rabbino Loew e del suo Golem; la Sinagoga Spagnola, con i suoi stupefacenti stucchi ed ori, ed i rotoli della Torah esposti nella teca, e tutte le stradine ed i vicoli del quartiere, tutto profuma di culura e tradizione kosher a Praga.

Gli autori più grandi nati in questa città, che scrivono e pensano in tedesco, sono in realtà figli di David, Kafka e Rilke in primo luogo, ma anche Langer, Brod, Meyrink, Werfel ecc... e la loro lingua, la profonda cultura e persino l'ironica distanza dalle cose è figlia dell'ebraismo.

L'humus in cui nasce la cultura Mitteleuropea di Kafka è quella Praga che - con le parole di Giuliano Baioni - "...era in qualche modo una sorta di idillio ebraico-tedesco che non conosceva minimamente le tensioni della capitale austriaca, culla dell'antisemitismo più virulento..."

Una koinè linguistica difficile da comprendere appieno, per chi - come me - è gentile, intriso nell'assolutismo cattolico mediato dalla Chiesa da millenni, eppure affascinante, misteriosa, e colma di lucida ironia, che - soprattutto nelle storielle del ghetto ebraico - sfocia nell'umorismo assoluto.


Umorismo Yiddish
Un ebreo dice ad un amico: “Ti ricordi di mio figlio? Tu sai che l’ ho sempre educato nel rispetto della religione ebraica. E’ successa una cosa strana: l’ho mandato in Israele perche’ cresca da vero ebreo, e lui… e’ tornato cristiano”. “E’ strano. Anch’ io ho educato mio figlio nel rispetto della vera religione, ma quando l’ho mandato in Israele, e’ tornato cristiano anche lui”. “Questo e’ molto strano, parliamone al rabbino: “I nostri figli che abbiamo educato da veri ebrei sono andati in Israele e sono tornati a casa cristiani”. “Questo e’ molto strano perche’ anche mio figlio, e’ andato in Israele e, malgrado sia stato allevato da vero ebreo, e’ tornato a casa cristiano”. “Cosa possiamo fare? “. E il rabbino: “Chiediamo al Signore: Signore di Israele, Dio di Isacco e di Giacobbe, ascoltaci, vogliamo chiederti un consiglio: i nostri figli, tutti degli ottimi ebrei, sono andati in Israele e sono tornati a casa cristiani, che possiamo fare? “. E Dio: “Questo e’ molto strano, perche’ anche mio figlio… “.

Degni rappresentanti di questo umorismo estermamente colto sono - appunto - Woody Allen, soprattutto nei primi libri e nei film, penso ad Amore e Guerra. Ecco dal film una battuta yiddisch esemplare:« Che effetto fa essere morti? Hai presente il pollo al ristorante di Tretskij? Beh, è peggio. ».




Ma anche da noi, in Europa ed in Italia, c'è un autore che da anni si spende per mantenere viva questa tradizione: Moni Ovadia.

Shloimele e Duvidl, due studenti di yeshivà, sono accaniti fumatori, sanno che questo loro vizio è guardato con sospetto ma la voglia di fumare non li lascia mai. Decidono allora di chiedere al rabbino come comportarsi al riguardo .
Va, a nome di tutti e due, Shloimele: "Rabbino, rabbino".
"Dimmi Shloimele caro, cosa ce l'è?"
"Rabbino io tè lo volevo domandare... quando si studia il Toyre, si può fumare?"
"Cosa tè lo viene in mente razza di vizioso che lo sei? Quando si studia, si studia e basta! "
Con la coda fra le gambe, Shloimele torna da Duvidl e gli racconta della lavata di capo che gli ha fatto il rabbino.
"Sai quale è il problema con te?" gli dice Duvidl. "Tu non sai fare il domande. Lascia, vado io. "Rabbino, rabbino io tè lo voglio qualche cosa do-mandare" .
"Dimmi Duvidl caro, sono qui per quello". "Rabbino... quando si fuma, si può studiare il Toyre?"
"Certo Duvidl caro! Sempre è un buon momento per studiare il Toyre! " esclama il rabbino entusiasta.


(Moni Ovadia, da L'ebreo che ride)

8 commenti:

dioniso ha detto...

Bellissima quella dei figli! :-)))

Un saluto

koala ha detto...

Anche io adoro l'umorismo ebreo e Woody Allen. Mi diverte molto anche Seinfeld.
Sono un po' come i napoletani da noi, sempre pronti con le battute.
Bellissimi i posti che hai visitao e le informaxioni che dai.
Si vede che sei un insegnante. A proposito, sei pronto per il rientro a scuola? Io no!!!
Dovro' farmi coraggio.
Bacini

Donna Cannone ha detto...

un saluto veloce e a rileggerti presto

Gute Nacht

desaparecida ha detto...

MIO CARO DEMONE ETEREO...
UN PUNTO DELICATO TI HO TOCCATO!!!

Moni Ovadia l'ho visto 3 volte....
che spettacolo la sua testa,la sua intelligenza,la sua sensibilità....

un abbraccio Fabius caro....

digito ergo sum ha detto...

i miei padroni di "casa" sono ebrei e facciamo un gran parlare di questi temi. la cultura ha un fascino talmente suo, che non potrebbe incollarsi a null'altro.

María ha detto...

Anche a me mi piace l'umorismo ebreo. L'ultimo umorista ebreo che avevamo, Norman Erlich, è morto due anni fa. Era un piacere ascoltarlo.


Baci.

PS. Non sapevo che lo yiddisch è una lingua germanica. Mai lo avessi immaginato.

desa ha detto...

...ma così...passo il buongiorno... :)

L'Esteta col gilet ha detto...

:D