Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

venerdì 5 settembre 2008

Del tempo e di altre incertezze

La mia hermana argentina Maria ha postato un bellissimo aforisma Shakespeariano sul tempo (cronologico) e sulla percezione umana del cambiamento, un concetto molto Bergsoniano, in anticipo sui tempi della filosofia, e quindi illuminante come ogni opera di Shakespeare.


Leggendo quei versi ho riflettuto su come, ultimamente, il mio rapporto con il tempo si stia modificando, alternando momenti di "veloce consumo della vita" a lunghe, infuttuose fasi di "attesa messianica" che - inevitabimente - mi spingono verso una sorta di "schizofrenia cronologica" difficile da gestire...


In giorni di "attesa messianica" come questi, mi è tornato in mente un breve racconto (quasi una psicografia) di Kafka, che (sottolinerei purtroppo) rispecchia bene il mio stato d'animo presente.





Rinuncia!

Era di mattina molto presto, le strade pulite e deserte, andavo alla stazione. Confrontando il mio orologio con l'orologio della torre vidi che era già molto più tardi di quanto avessi creduto, dovevo affrettarmi, l'ansia per quella scoperta mi fece incerto della strada, non conoscevo molto bene quella città, per fortuna lì vicino c'era una guardia, corsi da lui e senza fiato gli domandai la strada. Egli sorrise e rispose: "Da me vuoi sapere la via?". "Sì", dissi, "perché non riesco a trovarla da me". "Rinuncia, rinuncia", disse e si girò bruscamente, come quelle persone che vogliono stare sole con la loro risata.


Gibs auf!

Es war sehr früh am Morgen, die Straßen rein und leer, ich ging zum Bahnhof. Als ich eine Turmuhr mit meiner Uhr verglich, sah ich, dass es schon viel später war, als ich geglaubt hatte, ich musste mich sehr beeilen, der Schrecken über diese Entdeckung ließ mich im Weg unsicher werden, ich kannte mich in dieser Stadt noch nicht sehr gut aus, glücklicherweise war ein Schutzmann in der Nähe, ich lief zu ihm und fragte ihn atemlos nach dem Weg. Er lächelte und sagte: "Von mir willst du den Weg erfahren?" "Ja", sagte ich, "da ich ihn selbst nicht finden kann." "Gibs auf, gibs auf", sagte er und wandte sich mit einem großen Schwunge ab, so wie Leute, die mit ihrem Lachen allein sein wollen.

10 commenti:

Marlene ha detto...

l'orologio di Praga con il meccanismo che attira tutti i turisti a naso all'insù ogni ora...che bel ricordo.

alfie ha detto...

che tipo di problemi aveva la guardia??? :P

Pipoca ha detto...

Siamo in molti purtroppo a soffrirne...
Bisognerebbe imparare a 'spalmare' le cose -come dice la gelmini, che lei però spalma le materie-
Che secondo me è un po' come la marmellata, che se non la spalmi bene, ti trovo dei pezzi di pane dove non c'è niente e dei pezzi invece dove ci son dei monti che ti stuccano il palato poi.

desaparecida ha detto...

E' facile che persone che vogliono stare da sole con la propria risata....rispondano "rinuncia,rinuncia"

ed è facile che xsone che ricevono una risata disorientare nn trovino la via che cercavano ma un'altra!

un bacio

Emilia ha detto...

è bellissima... sono anche io atemlos! Grazie del post e dei saluti.

emi

Dressel1 ha detto...

occhi alle fasi di attesa...sono le peggiori!

Mat ha detto...

hola fabio, pronto a rileggerti!
:)

Maurizio ha detto...

Il Tempo... anche per me diventa spesso una ossessione, soprattutto quello che manca, quello che passa troppo velocemente e che si vorrebbe avere indietro... sindrome da "Ritorno al Futuro", verrebbe da dire!

Stammi benone!

Mauri
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Irene ha detto...

Io sono nel periodo del "veloce consumo della vita", ma assaporando ogni minuto! ciao ciao

María ha detto...

Ogni anno quando è vicino mio compleanno penso molto nel tempo. Dopo l'ossessione sparisce, fino all'anno prossimo.

Un abbraccio.