Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

martedì 30 settembre 2008

Il Genio e la resa.

Tra i tanti "pezzi unici" della letteratura che amo, c'è un autore austriaco scoperto quasi per caso, poi studiato, letto, amato e - per un breve periodo - ripudiato (come si può ripudiare una sposa promessa che ancora si ama, ma che improvvisamente si ha paura di amare) prima di riprenderlo in mano, e lasciarmi affascinare ancora una volta dal suo particolare "Stream of consciousness".
Si chiama Thomas Bernhard.

Dopo l'esito delle recenti elezioni austriache ho pensato a lungo a Bernhard, ed alla sua posizione marginale tra i monti alpini, a quel suo "unbehagen", un sentimento di incompiutezza, inadeguatezza rispetto al suo tempo ed al suo paese, che lo porterà al suicidio.

La sua Austria è lontana milioni di kilometri dall'idillio montano venduto ai viaggiatori dai depliant dell'ufficio del turismo, introiettata invece verso i fantasmi della Anschluss nazista, con un senso di colpa che stentava (e stenta ancora) a farsi riflessione storica.

Allora ho ripreso in mano un suo straordinario romanzo: Der Untergher (Il Soccombente), in cui lo scrittore delinea un altro conflitto: quello tra il genio e la cultura.

La storia -in estrema sintesi - è questa: ad un corso di perfezionamento tenuto da Horowitz, a Salisburgo, presso il famoso Mozarteum, si incontrano tre giovani pianisti. Due sono brillanti, promettenti. Ma il terzo è Glenn Gould: qualcuno che non brilla, non promettente, perché è.
Una variazione romanzesca sul tema della grazia e dell'invidia, di Mozart e Salieri, ma ancor più sul tema terribile del "non riuscire a essere".

Tramite (grazie a) Bernhard mi sono innamorato di Gould, e delle variazioni Goldberg di Bach, e poi - vivendo per alcuni mesi proprio a Salisburgo - ho sperimentato di persona i luoghi, le atmosfere, l'aria alpina che traspare dal romanzo, nella descrizione delle lunghe passeggiate tra il genio e lo studente dotato, che si accontenta di vivere una vita "nell'ombra", con dignità, con la consapevolezza che di fronte al genio a volte bisogna arrendersi...

Per chi non conoscesse Gould, ecco pochi, magici, istanti delle sue mani:

video

lunedì 29 settembre 2008

Lyrisches Intermezzo

Dopo il famoso e stramaledetto system crash del PC (di cui avevo parlato qui) continuo ad avere vuoti di memoria (e-memory?) del mio passato, ovvero molti files non sono più recuperabili ed allora cerco in giro, tra vecchi floppy, memory pen, pc di amici, e-mails spedite ecc...

Sto ricontruendomi - per così dire - una memoria virtuale, ed ogni tanto ho delle sorprese: ritrovo brani, frammenti, pezzi di esistenza virtuale e scritti giovanili che avevo dimenticato da tempo...

Tra la cianfrusaglia emersa dal baule virtuale nella soffitta elettronica ho persino ritrovato alcuni tentativi poetici d'antan.
Ed allora è con un po' di nostalgia, e tanta vergogna, che ne posto 2 qui, in questa nuova memoria virtuale della rete, così sono sicuro che sopravviveranno a me ed al mio PC.

Sono io, ero io, sono le mie parole, erano i miei sentimenti. E' strano che oggi ricordi a stento la persona a cui le dedicai, mentre il pensiero della scrittura è tuttto lì. Ancora.

Come di gatto,
verdi di terra irlandese, occhi:
Lame improvvise nel cielo sereno
non più di amabile estate
e temperata.
Musa smeraldo,
tripla regina di sole e di tenebre.
Castelli bruciati e cuori dai lampi
d’improvvisi occhi
nel pallido mare di un viso
inatteso e cercato
tra la muta folla di voci distanti
oasi di verdi magie,
vecchi trucchi da circo
di periferia.



Donna dalle innumerevoli porte,
castello che accesso hai lasciato al pellegrino
che ora deambula nella tua oscurità.
Poche finestre, inaccessibili varchi
all’ esterno delle mura.
Difficile è la strada che condurrà
alla luce diurna.
Prigioniero di un oscuro maniero, senza fantasmi.


p.s. Chiedo umilmente scusa ai veri poeti (ok, Daniele?)

sabato 27 settembre 2008

Butch Cassidy è morto davvero...

Chi, leggendo Sepulveda ed il suo splendido Patagonia Express, non è rimasto affascinato dal mito di Butch Cassidy e Sundance Kid fuggiaschi alla fine del mondo?

Sepulveda si mise in viaggio alla ricerca di una leggenda, cercando le tracce di un'afascinante teoria caldeggiata dal suo amico Bruce Chatwin, che - morto prematuramente - purtroppo non potè accompagnarlo alla terra del fuoco, ed allora il suo viaggio fu un ultimo, dolce, tributo all'amicizia tra due veri viaggiatori dell'anima e del mondo...

Chatwin non credeva alla morte dei due protagonisti de famoso Wild Bunch di rapinatori alla fine dell' 800, e coinvolse anche Sepulveda nella ricerca delle tracce terrene dei due gringos in fuga dalla taglia messa dall'agenzia Pinkerton.

Il viaggio è descritto magistralmente, solo come Sepulveda sa fare, nel racconto della Patagonia, e la voce tenera dell'ultimo testimone di quell'epoca risuonano ancora nelle orecchie del lettore, come l'ululato del coyote delle praterie:

"...La casa di tronchi d'albero che Etta Place, Butch Cassidy e Sundance Kid avevano costruito nei pressi di Cholila sta sempre in piedi, e la sua solidità è così impressionante che si potrà continuare a contemplarla ancora per molti anni. La famiglia che attualmente vi abita - capriccio del destino ! - porta il nome di Sepulveda. Un pomeriggio sotto un cielo che prometteva burrasca, il mio amico fotografo Daniel Mordzinski ed io abbiamo chiacchierato e bevuto maté con don Aladin Sepulveda, il capofamiglia, un vecchietto dallo sguardo di bambino ma astuto come una volpe.- Ma certo che li ha trovati. È venuto qui e ha parlato con loro. Non ero ancora nato, e ho appena compiuto ottantaquattro anni, ma lo so perché me lo ha raccontato mio padre. È accaduto verso il 1907. Sheffields è arrivato sul suo cavallo bianco. Non ha mai avuto una cavalcatura con un altro mantello. Arrivato alla staccionata ha gridato: «Butch! Sun!», e i due uomini gli hanno risposto in spagnolo che si chiamavano don Pedro e don Josè. Allora Sheffields è scoppiato a ridere, a ridere così forte che per poco cadeva da cavallo. Dopo si sono parlati in americano...".

Beh, nella mia memoria oggi le parole di Sepulveda si intrecciano alle immagini di un film ed alla musica.

La faccia di Butch Cassidy, per quelli della mia generazione, aveva stupendi occhi di ghiaccio ed un sorriso da spaccone che incantava le donne e catturava la simpatia degli uomini.

Paul Newman era Butch Cassidy, ed oggi - purtroppo - possiamo dirci sicuri che Butch è veramente morto, con lui e la sua bicicletta, mentre le gocce di pioggia continuano a cadere in Patagonia..

Qui il video tratto dal film. Ve lo consiglio di cuore (soprattutto alle amiche bloggers), è ancora un pezzo da 90 di romanticismo cinematografico.

venerdì 26 settembre 2008

Ein bisschen Gaudi !

Obwohl ich dieses Jahr leider zu Hause geblieben bin, fühle ich mich sowieso “gezwungen” ein paar Überlegungen im Bereich „Oktoberfest“ zu machen..

Hier sind einige Bilder, die am besten darstellen , was sich hinter dem Begriff „Gaudi“ auf der Wiese steckt.

So een, zwo drei... Gsuffa!! *


Hendl muss sein ! (ecco i famosi polli!)



Geschlossen wegen Überfüllung (chiuso per sovraffollamento)



Drahwuam !! (non ci vado più !!)



Brezn und Gaudinockerln (Bretzel e tettona..)



Gaudinockerln (e basta..)


(*anche se quest'anno sono rimasto, purtroppo, a casa, mi sento per così dire "obbligato" a fare un paio di riflessioni in ambito Oktoberfest. Ecco quindi qualche foto che può rappresentare al meglio ciò che si cela dietro il termine "Gaudi" - divertimento - nei giorni della festa. Allora Uno, due tre... Alla Salute!!)

giovedì 25 settembre 2008

In Micheal we trust ! !

Per fortuna che c'è lui:
Gratis sul web “Slacker Uprising”, l'appello al voto di Michael Moore.
Il documentario del regista di “Bowling for Columbine” e “Farhenheit 9/11” invita i giovani a partecipare in massa alle elezioni: “Lo dedico a chi salverà l'America da altri 4 anni con i repubblicani"



Qui potete già vedere il trailer (gli americani possono scaricarselo a gratisse: capito Moky??).

Della serie: speriamo che non sia troppo tardi !

mercoledì 24 settembre 2008

I nostri Top Gun (alla faccia di Tom Cruise...)

ITALIANI!!!
Dormite tranquilli stanotte!
Adesso potremo serenamente spezzare le reni ad ogni nemico, di terra, di mare e di cielo ! ! !



(i prodi eroi del cielo con tutina catarifrangente tipo ANAS si apprestano ad entrare in azione)

Ma andate a lavorare in miniera, va'.......!
P.S. resto sempre dell'idea - come disse Daniele Luttazzi - che scegliere La Russa come ministro della Difesa è come mettere Pacciani a capo di una task force anti stupri....

martedì 23 settembre 2008

Post - tribolo

Sono giorni strani questi.
Il freddo mattutino pungente si alterna ai 18 gradi del pomeriggio, il cielo è bello, pulito, azzurro.
Mi piace l'aria frizzante autunnale.

Ho ricominciato a viaggiare: da scuola a scuola ho un bel percorso collinare, mi muovo accanto alle foglie che improvvisamente diventano gialle.

Vorrei avere solo un po' più di sicurezza e tranquillità, ancora è tutto in bilico, la vita ed il lavoro. La cosa mi fa tribolare un po' (nel senso dialettale, soffrire ma anche inquietare..) ed allora cerco oasi di tranquillità pseudo-zen un po' ovunque: tra i libri, con la musica, ma non mi riesce di staccare del tutto la spina.

Allora opto per le belle immagini senza molti problemi, lì cerco il relax, magari mi riguardo pure il grande Fantozzi con la Coppa Cobram, così mi faccio due sane risate, e poi...
...beh: anche il desktop ultimamente aiuta: questa la mia scelta per giorni così così.

Io la chiamo (citando Woody Allen, of course): "la risposta di Dio a Giobbe."


lunedì 22 settembre 2008

Ma come è umano Lei......

Non so voi, ma io, dopo aver saputo che il commissario straordinario per liquidare l'Alitalia si chiamava proprio

FANTOZZI,


ho subito pensato a questa situazione:


video

domenica 21 settembre 2008

Buona caccia a tutti ! ! !

Quasi dimenticavo!

Oggi si è aperta la caccia (almeno qui nella sghignazzante Umbria, regione con il record di doppiette e con San Francesco, capite l'ironia??), allora - da parte mia e dei miei amici animali - volevo augurare a tutti i cacciatori

BUONA CACCIA ! ! !

Ai spick inglisc

E ti pareva!!!
Come se non bastasse l'imbarazzante situazione dello studio delle lingue straniere in Italia, e l'imminente precarizzazione di TUTTA la SCUOLA ITALIANA, ora la bella Ministra (de che??) ha estratto l'ennesimo coniglio dal suo .....vabbè diciamo cappello:

Gelmini: «Gli esuberi potranno insegnare le lingue straniere»

....il ministro ha ribadito anche l'impegno, già del ministro dell'Istruzione nel precedente governo Berlusconi, Letizia Moratti, per quanto riguarda l'insegnamento delle lingue straniere. «Forse - ha detto - ad alcuni docenti che risultano in esubero per quanto riguarda l'insegnamento delle materie umanistiche, chiederemo uno sforzo per apprendere l'insegnamento della lingua straniera».......

Quindi, la (mia tra l'altro) professionalità pluriennale qualificata andrà direttamente nel WC, e - colmo dei colmi - saremo (nel migliore dei casi) richiesti solo per riqualificare insegnanti di storia, geografia o latino (che di voglia e tempo di imparare l'inglese a 50 anni ne avranno a iosa...) affinchè possano istruire i ragazzi dopo un corso di 80 ore....

Ed io chiaramente a spasso nel parco...

N.B. Io ho già insegnato ad uno di questi corsi, organizzato per maestri elementari, e vi assicuro che la voglia di rimettersi a studiare una lingua passati i 40 è pari alla mia di voler imparare - che so' - il ceceno medievale!

Malgrado la buona volontà di alcuni, i risultati sono appena sufficienti, e comunque assolutamente lontani dalla finalità didattica....

Conclusione: l'inglese (il francese, il tedesco) dei vostri figli fra qualche anno sarà equiparabile a questo:


Bitte, scien noio volevon savuar l'indiriss ja!!! parla italiano molto bene! noi vorremmo sapere per andare, dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?

Grazie ministra riscaldata. Spero vivamente che tra qualche tempo potrà godere anche Lei del sussidio di disoccupazione o di un posticino cococo in un call center erotico del varesotto....

sabato 20 settembre 2008

A Stefano che se n'è andato. E scusa il ritardo...

I pensieri a volte hanno bisogno di "decantare", come la schiuma di un'ottima birra scura, prima di essere goduti fino in fondo.
Questo il mio piccolo, personale, omaggio ad un artista:

Stefano rosso se n'è andato (mentre Calderoli e Bondi scoppiano di salute aggiungerei con un pizzico di tristezza..), ed allora i ricordi improvvisamente riemergono dalla polvere, così come i versi delle sue canzoni, da tempo mute eppure mai dimenticate...

A lui devo il mio primo "concerto live", a cui mi accompagnò 1000 anni fa' un intrepido cugino più grande, in un fumoso locale sotto il cinema Politeama, a Terni, una cantina che negli anni 70 era una sorta di discoteca equivoca dove - di quando in quando - si esibivano anche cantanti dal vivo.

Avrò avuto 12 / 13 anni (ergo nel Pleistocene...) e quell'impatto con la musica folk, in un pomeriggio di domenica (e già: esistevano addirittura i mattinè all'epoca... ) ha marchiato indelebilmente la mia memoria musicale, aprendo la strada al country folk, all'emozione della chitarra a 12 corde ed all'oscuro oggetto del desiderio musicale che era un banjo suonato con grande perizia dal trasteverino.

Certo, i testi che paralvano di Bologna 77, Via della Scala, o di storie disoneste erano ancora leggermente ermetici per me (in quel tempo il Pakistano nero era - al limite - un orientale di colore..), eppure capivo che qualcosa stava scuotendo la scena musicale ed il paese, e la voce leggermente nasale del romanaccio esorcizzava le bombe e la paura delle P38 che serpeggiava dentro le nostre casette borghesi, dalla tv in bianco e nero, e si faceva melodica nella penombra fumosa (e non erano solo sigarette...) di quella disoteca improvvisamente trasformata in una parafrasi ternana del folk studio.

Ricordo ancora con tenerezza la copertina del suo LP (che bel suono ha ancora questo strano dittongo vinilico alle orecchie dei più anzianotti) e allora senti cosa fo', in cui un innamorato evidentemente arrabbiato (lo si deduce poi dal testo) attende la sua morosa al varco, dietro un angolo, in un gesto che sembra richiamare quello dei brigatisti, una foto in rigoroso B/N dove però - come in un sogno vespertino - il mazzo di fiori che impugna al posto della pistola è l'unica macchia di colore...

Da qualche parte l'ho ancora quel disco, confuso tra altri pezzi di archeologia del moderno, forse in qualche scatolone polveroso, magari accanto a "Sotto il segno dei Pesci" o a "Generale", inconsciamente rimosso dal mio passato, dalla storia stessa di quegli strani anni tesi tra utopia e disincanto, anni in cui si imparava a suonare la chitarra con Stefano Rosso, anni in cui comprai anch'io un banjo (a 6 corde!!) perchè - in qualche modo - quella sferzata di protesta folk mi aveva toccato nell'anima, forse...

Forse tra un po' andrò a rispolverare quel disco e me lo guarderò un po', con nostalgia, come si guardano le foto di famiglia..
Ciao Stefano, e grazie per l'utopia.

venerdì 19 settembre 2008

Equinozio

Ogni stagione ha il suo poeta (ed il suo artista). Amo l'autunno anche per Rilke e per Van Gogh:



Herbsttag

Herr: es ist Zeit.
Der Sommer war sehr groß.
Leg deinen Schatten
auf die Sonnenuhren,
und auf den Fluren
laß die Winde los.

Befiehl den letzten Früchten
voll zu sein;
gieb ihnen noch
zwei südlichere Tage,
dränge sie zur Vollendung hin

und jage die letzte Süße
in den schweren Wein.
Wer jetzt kein Haus hat,
baut sich keines mehr.

Wer jetzt allein ist,
wird es lange bleiben,
wird wachen, lesen,
lange Briefe schreiben

und wird in den Alleen
hin und her
unruhig wandern,
wenn die Blätter treiben.

Rainer Maria Rilke




"Giorno d'Autunno"
Signore: è tempo. Munifica fu l’estate. / Deponi l'ombra sulle meridiane, /e sopra i campi libera il vento. / Fa' che sia colmo ancora l’ultimo frutto; / concedigli ancora un giorno del Sud,
e il frutto spingi a maturare, e spremi / nel grave vino l'ultimo sapore. / Chi non ha casa adesso, non ne avrà più. / Chi ora è solo, a lungo solo dovrà stare. / Sarà sveglio, leggerà, e scriverà lunghe lettere / Inquieto passeggerà lungo i viali / quando nell'aria le foglie cadono.

giovedì 18 settembre 2008

Melancholy


Melodia Malinconica

Piove nel mio cuore
come piove sulla città;
Cos’é questo languore
che penetra il mio cuore ?

Dolce è il rumore della pioggia
in terra e sopra i tetti !
Per un cuore che si annoia
Oh, il canto della pioggia !

Piove senza ragione
in questo cuore che ha di se’ disgusto
Cosa ? Nessun tradimento ?..
Questo lutto è senza ragione.

E’ veramente la peggior punizione
non saper perché
senza amore e senza odio
il mio cuore ha tanta pena.

(Paul Verlaine)

mercoledì 17 settembre 2008

Metamorfosi

Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono arance d'oro
Un vento lieve spira dal cielo azzurro
Tranquillo è il mirto, sereno l'alloro
Lo conosci tu bene?
Laggiù, laggiù
Vorrei con te, o mio amato, andare!

J. W. Goethe (1777)



Conosci tu il paese dove fioriscono i cannoni?

Non lo conosci? – Lo conoscerai !
Là sono procuratori fieri e coraggiosi
Nei loro uffici, come fossero caserme
Là sotto le cravatte crescon bottoni da caporale
Ed elmi invisibili si portan là
Facce si hanno, ma non le teste
E chi a letto presto va, già si riproduce.

Conosci tu il paese dove fioriscono i cannoni?
Non lo conosci? – Lo conoscerai !

Erich Kästner (1928)


Nota: nel primo caso Goethe si riferiva all'Italia del Grand Tour, nel secondo Kaestner alla Germania Guglielmina, ma - mutatis mutandi - l'immagine ben si adatta all'Italia 2008...

martedì 16 settembre 2008

Dis-agio

C'è poco da fare (o da dire): malgrado vari tentativi, ultimamente continuo a sentirmi a disagio un po' ovunque, per tanti motivi.
Endogeni ed estrogeni.

E visto il casino che mi/ci circonda (la mia situazione non è nemmeno lontanamente avvicinabile al vero disagio) mi ci sento pure in colpa !!

E poi tra ieri ed oggi sono passati a miglior vita pure Richard Wright e Stefano Rosso ( mentre Calderoli e Bondi godono di perfetta salute !!), e la sensazione di ingiustizia si accresce.

Mi dico che è solo un periodo, e spero che il periodo passi presto...

.

lunedì 15 settembre 2008

Is this the world, we created?

Ok, i grandi Queen non c'entrano molto col post (se non come ispirato grido di disperazione), lo ammetto, ma la tentazione del refrain era troppo forte!

Ho sbirciato alcune belle ragazzotte italiane durante Miss Italia, confesso, ma mi sono perso le risposte ad eventuali domande "de curtura" somministrate alle aspiranti Miss; penso - spero ? - che comunque, in qualche caso, siano state all'altezza della tradizione italica e del duro studio che sta alle spalle della Miss....

Poi ho pensato al video degli Weezer (Pork and Beans) dove - tra gli altri fenomeni del web - c'è una bella ragazzotta aspirante Miss Soth Carolina, notevole ed intonata, non c'è che dire!

Poi però mi sono chiesto il perchè dell'inclusione della tipa in questa sorta di Barnum elettronico, ed ho approfondito la cosa; finalmente ho trovato in rete il motivo della sua presenza su You Tube (video tra i più cliccati!) e voglio condividere la scoperta con voi.

Senza parole...

video

domenica 14 settembre 2008

Clouds in the blue Italian sky...

LA (s)fortuna di leggere giornali stranieri mi porta, di quando in quando, a delle inattese scoperte, che danno una bella scossa alla percezione dell'attuale immagine italiana all'estero.

Ecco un estratto dall'articolo dell' International Herald Tribune dove si racconta il Belpaese che non si vede....


Thousands lead invisible life in Italy
Sunday, September 14, 2008

ROME: They speak Italian, eat Italian and cheer for Italy's football stars, but they are not Italian. In fact, it's hard to say what they are.

Thousands of people are living in Italy without citizenship or identity documents from any country. Most were citizens of countries that no longer exist, like Yugoslavia or the Soviet Union. But they never received citizenship from the new countries that replaced their broken-up nations, and they also fail to meet the requirements to become citizens of Italy.

It's hard to know how many there are because they survive on the margins of society, but the Sant'Egidio Community, a Rome-based Catholic organization, puts the number at about 10,000 to 15,000. They are often hunted by authorities, who try to deport them as illegal immigrants even though they have nowhere to go.

Life in limbo can be particularly harsh for those who were born and went to school in Italy. Once they turn 18, they become little more than illegal immigrants under the law.
"We are not Yugoslav, we are not Italian. We are like clouds," said Toma Halilovic, who lives with his parents, wife and children in two containers in a makeshift camp on the outskirts of Rome.

Halilovic, 26, was born in the Italian capital to Yugoslav parents who came here legally in the 1970s. He went through compulsory basic schooling, made friends with local children and picked up a passion for the capital's AS Roma football team.
When he turned 18, he thought he would receive citizenship. Children born to foreigners in Italy do not automatically receive citizenship, but they can claim it between ages 18 and 19 if they have lived in the country continuously and legally.

Halilovic said his application was turned down on a technicality: He was not registered as a resident at birth because at the time it was not required by law.
"They told me I was born in transit," he said. "What does that mean? This is my country."
In some cases, parents do not register children at birth because they have lost citizenship of their own countries of origin and cannot renew their Italian residency permits, said Paolo Morozzo della Rocca, a professor of immigration law at the University of Urbino, in central Italy.
(...) Many of the nearly invisible people in Italy are Gypsies from the former Yugoslavia. Their lack of identity papers and a work permit gives them little opportunity to study, get a job and leave the poor encampments that house much of Italy's Gypsy population of 150,000.

The Gypsies are the target of a much-criticized census by Premier Silvio Berlusconi's conservative administration, which includes fingerprinting adults and children if they don't have a valid ID.

The government says the measure is needed to establish who is in the country illegally, to curb street crime and to get Gypsy children to attend school.

In August the government also began deploying thousands of soldiers to help police fight crime, patrol city streets and check documents.
"I'm afraid each time I leave home," Halilovic told The Associated Press in an interview. "Even more now with all these soldiers around. If they catch you they lock you up like a thief."

But there's a catch-22 situation in Italy:

The Interior Ministry requires a residency permit to recognize people as stateless. And a residency permit cannot be obtained without a valid passport, which stateless people do not have.

The only alternative is to sue the ministry in a civil court, which can take at least three years, Morozzo della Rocca said. He noted that most people without documents lack the time and money to go to court.
"Italy is being dishonest in applying the convention," he said.
Halilovic began the court process six years ago, and carries around court papers as his sole document. But police still arrested him as an illegal immigrant two years ago during a routine check.
He said he was sent to a temporary holding center in Turin, but was quickly released thanks to his contacts with Sant'Egidio and its lawyers.

(...) Halilovic is unemployed and collects scrap metal for resale, the most common occupation for Gypsies in Italy. His four children, ranging from 5 months to 4 years in age, cannot be registered as residents because of their father's status.

They could face the same problems when they turn 18.

"If they had given me citizenship I could have made something of myself, I could have continued to study or joined the army," he said. "We need a document, any document. We need it so we can give our children a future."

sabato 13 settembre 2008

Mincul POP

Questa - in sintesi -la notizia:


Festival Roma, polemiche sul no al Bush di Stone.
Rodano: «In gioco il futuro della rassegna»




Non sarebbe andata giù al premier Silvio Berlusconi la versione "aporcrifa" di George W. Bush diretta dal più politico dei registi made in Usa, Oliver Stone. Per questo motivo, secondo i promotori del film W, che racconta carriera e vita privata del controverso presidente degli Stati Uniti, interpretato da Josh Brolin, la pellicola sarebbe stata respinta dal Festival Internazionale del Cinema di Roma. Ed allora il film è stato offerto al London Film Festival, dove il 23 settembre avrà la sua prima internazionale.

Secondo la ricostruzione che Cristelle Dupont, che per l'agenzia Dda si occupa della promozione del film di Stone, ha fatto a Repubblica, «a un certo punto gli organizzatori (del festival, ndr) ci hanno detto che il primo ministro italiano Silvio Berlusconi è un gran sostenitore del presidente Bush e quindi non avrebbe gradito che un film come quello di Stone aprisse il festival».

Dennis Davidson, capo di Londra dell'agenzia, completa il racconto: «A un certo punto da Roma devono aver cambiato idea: ci hanno nuovamente richiesto il film, ma ormai era troppo tardi, Londra se l'era già accaparrato».


Nota a margine: ma siamo veramente ridotti così male (avrei voluto dedicarvi un sondaggio ma evito per pudicizia..) ? ? ?

venerdì 12 settembre 2008

L'uomo del futuro


L'uomo del futuro sarà più piccolo
In natura prevalgono le specie piccole sulla grandi perché hanno bisogno di meno risorse

Io lo sospettavo che non ce lo saremmo più tolto dai co...oni.

giovedì 11 settembre 2008

E' un mondo difficile: vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto

COCOCO, già l'acronimo sa' di presa per il culo. Sembra un'imitazione del verso dei polli.

Ma lo stato c'ha pensato (Cazzo! se non ci pensa lo stato, chi?) ed allora ci promuove a COCOPRO, cioè la collaborazione ora è legata ad un progetto. Il chè potrebbe andare bene per un carpentiere, o per un falegname. Devi fare un tavolo? Una struttura di legno? Ok! ti dò X mesi ed alla fine del progetto ti pago. Grazie ed arrivederci.


Ma con l'istruzione? Come si fa? Quando si completa un progetto di vita? Quando termina un "progetto"? Per me è più facile, certo: un progetto è un'aquisizione di un gergo, di una capacità comunicativa.

Ok. Belle parole, ma poi? Si può vivere di progetti a termine?

Si può pensare un futuro a rate? Le banche - se mai dovessi chiedere un mutuo - mi ridereebbero in faccia; per lo Stato esisto solo come soggetto tassabile.


Sono stanco. Lo ammetto. Sto seriamente pensando di staccare la spina.


Scusate lo sfogo.

Non posso lasciarvi così, Vi meritate (ci meritiamo) una risatina, o 2:





Una vita da Precario (da canticchiare sull'aria di Ligabue)

Una vita da precario
A recuperar supplenze
Non è fisso il tuo salario, aggiornando competenze


Una vita da precario, Con dei compiti precisi
a coprire certe classi a mostrarsi mai decisi
lì sempre lì lì nel mezzo finchè ce la fai stai lì



una vita da precario
Che non ha paga in Agosto
che la classe devi darla a chi è già perdente posto

Una vita da precario
Che lo stato non ti ha dato
nè la spinta del partito, della Chiesa: che peccato
lì sempre lì lì nel mezzo finchè ce la fai stai lì


Una vita da precario
Da uno che si stressa presto
perchè quando hai fatto un anno devi andare in altro plesso

Una vita da precario
Lavorando senza orari
anni di fatiche e file negli uffici provinciali
lì sempre lì lì nel mezzo finchè ce ce la fai stai lì stai lì…

mercoledì 10 settembre 2008

Parliamone....

Il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca all'attacco

"Governi, sindacati e stipendificio" I mali della scuola per la Gelmini
Epifani: "Scuola sarà fulcro di un'estesa protesta"
(da La Repubblica)




Della serie: ok, parliamo, contrattiamo, ci incontriamo al tavolo ecc... ma mettiamo subito in chiaro una cosa; voi siete il male ed io sono la cura.....

P.S. Da precario, sottopagato, insicuro del futuro ed incazzato, oggi partecipo " a gratis" ad una sessione di esami universitari senza contratto e senza percepire un euro...

Ma si sà: Litterae non dant paenm

lunedì 8 settembre 2008

Affinità genetiche

Sono nato il 9 settembre, tanti anni fa'.

Mia madre dice che quell'anno a settembre era caldo come in pieno agosto, che l'estate sembrava non voler finire mai (e la cosa suona familiare..).


Sono nato in ritardo sul tempo (strano per uno puntualissimo come me), di ca. 1 settimana, il che mi fa supporre che i miei festeggiarono l'anno nuovo intensamente quel 31 dicembre.

Sono nato alle 9 di mattina. Poi sono morto. Per un'oretta, sembra. Mia madre era grave, il parto andò male (tossicosi, ed all'epoca non c'era il dottor House..) ed i medici temevano di non recuperarla.


Sono stato da subito un tipetto silenzioso, ma non è una bella qualità quando si nasce. Non andava bene. Malgrado sculacciate, bagni freddi e piccole torture, non piangevo. E nemmeno il cuore batteva. Solo il cervello (il maledetto) sembrava dare segni di un coma vigile. Poi 30 minuti dopo, con una bella dose d'epinefrina nel petto (già, come un tossico in overdose) sono tornato in questa valle di lacrime, a cui finalmente aggiunsi le mie.


Per un mese (un lungo settembre caldo) mi rinchiusero in un'incubatrice perchè un polmone non andava. Ho combinato guai e portato preoccupazioni abbastanza presto...

Poi mi sono arreso alla vita.


Condivido il mio compleanno con personaggi di tutto rispetto, nella storia: dal grande Otis Redding al mefistofelico cardinale Richelieu, dal romantico Clemens Brentano al regista espressionista Max Reinhardt....


La maggiore affinintà però la sento da sempre con lui: Cesare Pavese, nato proprio 100 anni fa' (quindi un po' più vecchio di me) nelle Langhe piemontesi, che tanto ricordano le mie amate colline umbre, scrittore, poeta e straordinario traduttore (quando leggete Moby Dick è Pavese che state leggendo), una stella fissa nel firmamento della mia cultura. Da sempre.


Spesso mi sento vicino alla sua sensibilità ipertrofica, ed ho un po' paura delle conseguenze.
E' quando mi sento inerme, senza pelle, senza difese di fronte al mondo, con la sensazione che quella lunga e dolorosa nascita sia stata effettivamente un errore..
Ed allora cerco rifugio nelle ombre delle parole, tra i solchi della penna, o - più prosaicamente - saltando da una lettera all'altra sulla tastiera nera, cercando - invano - di sfuggire ai miei Demoni.


Amo la sua prosa, e soprattutto le sue poesie. Amo quel suo modo di giocare con la lingua, di passare dall'inglese all'italiano con naturalezza, conservando sempre una raffinatezza "ermetica" tipica del pensatore a cavallo tra 2 mondi e due lingue, apolide della letteratura.


Visto che la festa è mia, la poesia da dedicare a me ( ed a tutte quelle anime di vetro che ho incontrato nella vita) la scelgio IO:







The cats will know


Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l'alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.

Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole ‒
viso di primavera,
farai gesti anche tu.

I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l'alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi piú non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell'alba,
viso di primavera.




P.S. Cesare Pavese muore suicida il 27 Agosto 1950, aveva appena 42 anni. Solo un'annotazione, sulla prima pagina dei Dialoghi con Leucò, sul comodino della stanza:


«Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.».


Vorrei che fosse la mia epigrafe.

domenica 7 settembre 2008

Previsioni atmosferiche....

Non so voi, ma ultimamente alcune notizie lette in giro (tipo questa, o questa, o anche questa, ma ce ne sarebbero molte altre) mi stanno preocupando un po'...

Sembra che l'autunno (imminente? co 'sto caldo??) porterà alcune variazioni atmosferiche che - so già - non apprezzerò....


sabato 6 settembre 2008

Tempo di Oktoberfest: Istruzioni per l'uso (e l'abuso)

N.B. Questo è un post - per così dire - di servizio, viste le recenti richieste da parte di amici (vicini e lontani) circa informazioni attorno alla famosa Oktoberfest di Monaco, ho pensato di "reindirizzarli" qui, al mio blog, e forse anche qualche lettore comune potrà essere interessato all'argomento...


Questa piccola guida in punti si propone, quindi, di dare delle dritte a tutti i prossimi visitatori della kermesse "luppolosa" bavarese, soprattutto a chi ci va per la prima volta, e nasce dall'esperienza pluriennale del sottoscritto, come utente e come accompagnatore di gruppi italiani negli anni passati (qundi anche da sobrio).


La guida è questa:
Sfatiamo subito un mito: nel caso in cui decidiate di visitare Monaco espressamente per partecipare alla bolgia birresca in Ottobre, beh, state atenti alle date. Quest'anno la festa si svolge dal 20 setembre al 5 Ottobre! Quindi, malgrado il nome possa ingannare, la vera festa è settembrina, ergo evitate di aggirarvi con macchine, camper o a piedi nel bel mezzo di Ottobre a Monaco: vi prenderanno per pazzi, o -nella migliore delle ipotesi - vi dirotteranno verso la famosa Hofbräuhaus, deliziosa e storica birreria al centro di Monaco.


Capitolo trasporti: molti visitatori italiani si affollano durante il secondo weekend della festa (e gli indigeni lo sanno bene, quindi si attrezzano con depliants italiani, souvenirs italiani ecc ecc..) arrivando con camper e roulottes. Se vi spostate con tali mezzi, preparatevi a rimanere fuori del centro storico della città. Gentili ma inflessibili poliziotti vi stopperanno all'uscita dell'autostrada (mentre voi proseguite in direzione Zentrum) e vi dirotteranno verso uno dei tanti campeggi -lager allestiti ai margini della città, ovvero - normalmente - proprio in un'altra città, tra Rosenheim e Landsberg... Di lì avrete la possibilità di arrivare al centro via S-Bahn (un trenino di superficie che poi diventa Metro in città). Non insistete ad addentrarvi con le auto.


Se invece avete optato per treno/ aereo/ auto propria, cercate una pensione e/o hotel preferibilmente dalle parti della stazione: tra Goethe Strasse, Schiller Strasse, Bayer Strasse, Arnulfstrasse ce ne sono di carini, abbastanza puiti e a buon mercato. Cercate pure su internet (magari affidatevi a tripadvisor) e poi prenotate in fretta!! Calcolate che il periodo dell'Oktoberfest è considerato alta stagione, quindi con la fascia di prezzi più alti.


Una postilla al 3: se venite con auto propria, cercate una sistemazione che vi offra un parcheggio privato, magari anche a pagamento, altrimenti il gioco non vale la candela.



Folla lungo i viali, vista dalla routa panoramica


Nessuno a Monaco vi parlerà dell'Oktroberfest, la parola indigena più usata è Wiesn (contrazione di Theresien-Wiese, dal nome del prato/parco in cui si piantano i tendoni dei produttori di birra), quindi non sorprendetevi se questa parola risalterà ovunque in città, mentre il termine Oktoberfest sarà molto meno presente.




La Zelt della Paulaner


Una volta approdati alla Wiesn, stanchi ed assetati, sarete accolti da una sorta di mega luna park con le tipiche attrazioni della fiera di paese: dalle temibili montagne russe, al calcinculo, dal trenino tipo brucomela alla casa degli specchi (dove si mormora siano ancora dispersi dei turisti ubriachi di Como dal 2001...). Di tendoni nemmeno la tracci. Allora? beh, in realta ai fianchi dello stradone / luna park, sono in bella vista delle megastrutture di legno, tipo enormi baite tirolesi, il cui interno può ospitare fino a 6000 persone (sic!) e sono caratterizzate dal logo della rispettiva birra: HB, Paulaner, Loewenbraueu (col tipico leone), Franziskaner ecc... Ecco. Queste sono le mitiche Zelten (=tende).



Il Leone sopra la Zelt della Loewenbraeu



Le temibili montagne russe (da evitare dopo aver bevuto..)

Nelle ore di punta (cioè dalle 11 in poi, oppure quando fuori piove, evento comune...) molte Zelten saranno piene fino all'orlo, allora cartelli o messaggi su display avvisano che il luogo è chiuso per sovraffollamento. In questo caso le file bibliche che si formano davanti alle entrate (di norma 4, anche se in realtà le laterali son più uscite di emergenza) saranno inutili. Meglio spostarsi un po' e non far innervosire quei simpatici signori della security in nero, vagamente minacciosi nell'aspetto (lo sono davvero), solitamente ingaggiati tra le palestre di boxe più infime di Monaco.. P.S. i sopra citati energumeni a stento parlano tedesco, diciamo che biascicano il bavarese, di inglese nemmeno a parlarne, ergo evitate frasi tipo "please I want to come in and drink!"


Una volta dentro il tendone (agognata meta) cercate un posto a sedere, anche uno strapuntino in un tavolo di australiani brilli è ok. Se rimarrete più giorni sarebbe consigliabile addirittura prenotare un tavolo, ma la possibilità è molto bassa.. In piedi nessuna Kellerin vi servirà da bere. Quindi - se in gruppo numeroso - optate per la suddivisione in piccoli gruppi e datevi appuntamento prferibilmente all'esterno accanto ad un luogo noto (non basta dire "ci vediamo qui fuori" quando fuori ci sono 120.000 persone vestite simili...), perchè visto e ben evidente. Ricordate che all'uscita sarete brilli, quindi i colori e le forme per lo più saranno indistinguibili... Seduti? Ok! Godetevi la birra!




L'interno della Zelt Paulaner



Non chiedere birre piccole o altre bevande. E' inutile. La misura tipo è un Mass (più o meno un litro), anche se la birra non raggiunge mai l'orlo. Un Mass quest'anno costa tra 7,20 e 7,90 Euro. Calcolate sempre che le Kelerinnen vivono di mancia, quindi scordatevi il resto. Preparatevi a pagare in turno, ovvero se siete 4 ogni partecipante paga un intero giro, poi il 2° pagherà tutto e così via...


Un Mass


Se prendete un Mass all'esterno della Zelt, nello spazio riservato al Giardino, vi si chiederà un Euro in più come Pfand, ovvero la nostra cauzione. Avrete un gettone di plastica da 1 Euro che poi dovrà essere riconsegnato insieme al vuoto alla cassa. Così riavrete indietro i soldi da reinvestire...



Un brindisi sui tavoli all'esterno, anche sotto la pioggia è ok!


A propos Kellerinnen: alcune molto carine, altre nerborute copie al femminile del nonno di Heidi, tutte comunque indaffarate e molto concentrate sul proprio lavoro, e sempre (sottolineo sempre) in contato visivo con le bodyguards si cui sopra. Quindi, a meno che che loro apprezzino palesemente il vostro approccio e quindi facciano una pausa per sedersi al vostro tavolo (evento raro ma capita), evitate di infastidirle, se non volete esser trascinati via per un'orecchio all'esterno e/o malmenati dai nerboruti men in black. Meglio puntare sulle turiste straniere brille che sicuramente non mancano (le americane o le australiane sbronze sono quasi una garanzia..).



Kellerin con 8 boccali !!

Il Cibo: nella Zelt - è ovvio - si beve. Molto. Si cantano a squarciagola canzoncine popolari tedesche o l'onnipresente Hey Baby (dello svizzero Dj Oetzi), si suda (tantissmo! anche se fuori è fresco/freddo dentro la temperatura e l'umidità vi daranno la sensazione di stare in una serra) ed ogni tanto si mangi. Se non altro per quietare l'alcol in pancia. Un Must da Oktoberfest sono le gigantesche Brezel (o Brezn in Bavarese), croccanti, salate in superficie che poi però mettono più sete di prima.. Per andare più sul sostanzioso, optate per il pollo (mezzo pollo) con Gnocco di patata (Hendl mit Kartoffelknoedel) oppure per i sempreverdi Wuerstel con Suerkraut (crauti).


Tipico Menù da Oktoberfest (prezzi del 2006)






La famosa Brezel


Servizi igienici: ben individuabili ovunque, all'esterno dei tendoni, guardando in alto agli incroci delle strade, vedrete spesso un cupido con arco e frecce che indica verso un doppio zero (00): quella è la direzione per raggiungere i pissoirs più vicini. Un po' di problemi in più - come sempre - per le signore, con file più lunghe ed attese piùì snervanti..


Soddisfatta la gola, il palato e con l'ugola annientata dall'alcol e dalle canzoni, potrete uscire a rivedere le stelle. Soprattutto se calcoliamo che vi siete entrati attorno alle 10 e sono già le 20... Non dimenitcate che le Zelten chiudono immancabilmente attorno alle 23!! Fuori farà fresco, ed umido, e voi sarete tentati dal portarvi a casa il solito boccale - souvenir senza pagare! Errore grave! Gli italiani sono noti in tutta la Baviera per questa usanza poco civile, e spesso identificati al volo dalla security grazie agli immancabili zaini Invcta che suonano come campanelle all'uscita dal tendone. Se proprio volete (è vietato!!) provare il brivido il consiglio è quello di suddividere il bottino in più persone, in borse più grandi, mai mettendo insieme 2 bicchieri che suonernno all'unisono (ma ripeto è vietato!!). Poi sperate che non vi controllino comunque.



L'interno della HB


Capitolo: Souvenirs (ufficiali): lungo la Wiesn troverete stands e baracchini pieni di improbabili (ma amatissimi) cappelli di peltro da fungo bavarese, T-shirt vagamente ironiche inneggianti all'ubriachezza (Ok, ne ho una anch'io, ma il peccato è di gioventù...) e tantissimi cuori di Marzapane, vero status symbol della festa. Ogni cuoricino riporta un motto amorevole, ergo sono per lo più destinati alle vostre donzelle. Non è raro infatti vedere ragazze orgogliose di indossare al collo questi cuori odorosi di cannella a mo' di pendaglio, con la scritta "I Mog di!" (me piaci, in bavarese) o simili, mentre è inopportuno che i ragazzi un po' sbronzi ne mettano al collo uno, magari passeggiando insieme all'amico di sbronza...



I Marzipan-Herzen, cuori di marzapane (non mangiateli!!)


Ultimo capitolo: the long way home. A meno che non siate stati fortunati ed abbiate trovato un hotel o pensione nelle vicinanze della Wiese, per tornare in centro dovrete prendere la U-Bahn (Metropolitana) alla stazione di Theresienwiese. Durante la festa funziona fino oltre le 01.00 di notte (poi solo i taxi) ma più ci si avvicina all'ora di chiusura, maggiore sarà la fila per entrare nei vagoni, e la ressa. La security lungo i binari spesso usa modi un po' pesanti per fare entrare i blocchi di persone nei vagoni. L'importante è lascairsi trasportare dalla marea, in un certo senso, e darsi appuntamento con eventuali amici a terra alla stazione prescelta.



Folla in attesa alla stzione della U-Bahn
Divertitevi!!

venerdì 5 settembre 2008

Del tempo e di altre incertezze

La mia hermana argentina Maria ha postato un bellissimo aforisma Shakespeariano sul tempo (cronologico) e sulla percezione umana del cambiamento, un concetto molto Bergsoniano, in anticipo sui tempi della filosofia, e quindi illuminante come ogni opera di Shakespeare.


Leggendo quei versi ho riflettuto su come, ultimamente, il mio rapporto con il tempo si stia modificando, alternando momenti di "veloce consumo della vita" a lunghe, infuttuose fasi di "attesa messianica" che - inevitabimente - mi spingono verso una sorta di "schizofrenia cronologica" difficile da gestire...


In giorni di "attesa messianica" come questi, mi è tornato in mente un breve racconto (quasi una psicografia) di Kafka, che (sottolinerei purtroppo) rispecchia bene il mio stato d'animo presente.





Rinuncia!

Era di mattina molto presto, le strade pulite e deserte, andavo alla stazione. Confrontando il mio orologio con l'orologio della torre vidi che era già molto più tardi di quanto avessi creduto, dovevo affrettarmi, l'ansia per quella scoperta mi fece incerto della strada, non conoscevo molto bene quella città, per fortuna lì vicino c'era una guardia, corsi da lui e senza fiato gli domandai la strada. Egli sorrise e rispose: "Da me vuoi sapere la via?". "Sì", dissi, "perché non riesco a trovarla da me". "Rinuncia, rinuncia", disse e si girò bruscamente, come quelle persone che vogliono stare sole con la loro risata.


Gibs auf!

Es war sehr früh am Morgen, die Straßen rein und leer, ich ging zum Bahnhof. Als ich eine Turmuhr mit meiner Uhr verglich, sah ich, dass es schon viel später war, als ich geglaubt hatte, ich musste mich sehr beeilen, der Schrecken über diese Entdeckung ließ mich im Weg unsicher werden, ich kannte mich in dieser Stadt noch nicht sehr gut aus, glücklicherweise war ein Schutzmann in der Nähe, ich lief zu ihm und fragte ihn atemlos nach dem Weg. Er lächelte und sagte: "Von mir willst du den Weg erfahren?" "Ja", sagte ich, "da ich ihn selbst nicht finden kann." "Gibs auf, gibs auf", sagte er und wandte sich mit einem großen Schwunge ab, so wie Leute, die mit ihrem Lachen allein sein wollen.

giovedì 4 settembre 2008

Brevissimo corso di scrittura creativa

Ho deciso che, al fine di continuare la cura antidepressiva in corso, ingollare le residue "Palle di Mozart" salisburghesi - sebbene deliziose - non è salutare... allora vado in bici, leggo molto poco (in questa fase la lettura di qualunque autore che non sis Paolo Villaggio sarebbe deleteria..) e scrivo cose a casaccio.


Ecco un semplice giochino con cui tutti possono scrivere brevi racconti non-sense (oppre full-sense, dipende dal caso) in pochi minuti. Alla faccia di Moccia!


p.s. sarebbe carino se i passanti ed i lettori occasionali dessero poi pubblicità dei loro risultati letterari, pubblicandoli sui loro siti... che ne dite?


Via col gioco!





  • GIOCO DELLO SCRITTORE

    Nel gioco sono presenti 9 liste, ognuna con 11 parole, numerate da 2 a 12; si tirano due dadi ottenendo un numero da 2 a 12. Bisogna scrivere le parole corrispondenti per ogni numero corrispondente alla lista, su questa base si deve scrivere un breve racconto di senso compiuto, utilizzando solo alcuni articoli, verbi, aggettivi e preposizioni per integrarlo.

    1° lista
  • 2 apprendista
  • 3 pedone
  • 4 maestra
  • 5 automobilista
  • 6 dentista
  • 7 pompiere
  • 8 ladro
  • 9 commessa
  • 10 postino
  • 11 straniero
  • 12 casalinga

2° lista

  • 2 cieco
  • 3 povero
  • 4 magro
  • 5 cortese
  • 6 conservatore
  • 7 fidato
  • 8 forte
  • 9 simpatico
  • 10 curioso
  • 11 silenzioso
  • 12 malato


    3° lista
  • 2 occhiali
  • 3 spiegazione
  • 4 bicicletta
  • 5 barba
  • 6 stomaco
  • 7 mal di denti
  • 8 relazioni
  • 9 carattere
  • 10 cappello
  • 11 patente
  • 12 diploma

4° lista

  • 2 parcheggio
  • 3 guardaroba
  • 4 ascensore
  • 5 porto
  • 6 campeggio
  • 7 ufficio immigrazione
  • 8 erba
  • 9 muro
  • 10 anagrafe
  • 11 toilette
  • 12 costa
5° lista
  • 2 tasca
  • 3 banconota
  • 4 iscrizione
  • 5 martello
  • 6 moneta
  • 7 scatola
  • 8 guanto
  • 9 fazzoletto
  • 10 anello
  • 11 bottone
  • 12 notizia


6° lista

  • 2 amare
  • 3 vincere
  • 4 perdere
  • 5 trovare
  • 6 cercare
  • 7 rubare
  • 8 sollevare
  • 9 ottenere
  • 10 portare
  • 11 vendere
  • 12 dimenticare


    7° lista
  • 2 nebbia
  • 3 festa
  • 4 conferenza
  • 5 in pubblico
  • 6 per strada
  • 7 temporale
  • 8 cena
  • 9 riunione
  • 10 ritorno
  • 11 economia
  • 12 dopo



    8° lista
  • 2 partner
  • 3 testimone
  • 4 sindaco
  • 5 affittuario
  • 6 collaboratore
  • 7 cavallo
  • 8 presidente
  • 9 negoziante
  • 10 padrone
  • 11 superiore
  • 12 politico

9° lista
  • 2 colpire
  • 3 sorprendere
  • 4 salutare
  • 5 incontrare
  • 6 offendere
  • 7 osservare
  • 8 uccidere
  • 9 ferire
  • 10 fraintendere
  • 11 conoscere
  • 12 sparare

mercoledì 3 settembre 2008

Depresso in cura....

Per diversi motivi (per lo più legati al lavoro, aihmè...) in questi giorni sto lentamente arrancando lungo il viottolo della depressione ed allora ho la sensazione di dovermi tirare sù, ed accettare i buoni consigli degli amici /amiche ottimisti/e che continuano a dirmi:

"dai! non ti preoccupare! vedrai che tra pochi giorni tutto si risolve e poi ti lamenterai per il troppo lavoro!!"

(cosa che probabilmente farò, come sempre, ma per il momento l'orizzonte è grigio ed allora
W la lamentatio laboris, se deve venire...).

A volte mi sento un po' sull'orlo del vomito.

Quindi urge un tiramisù dello spirito, ed allora - a propos rigurgiti - ho scovato questa strip di Garfield che unisce l'utero al dilettevole (cliccare per ingrandire):

martedì 2 settembre 2008

Simon's cat is back !!

Quasi dimenticavo: l'atteso ritorno del gatto di Simon, il terzo episodio- spero di una lunga serie (ecco qui il primo, ed il secondo per chi se li fosse persi...) è già da un po' nel mio Iphone/Ipod...

Quindi lo posto anche qui, con la speranza che i fans felini del blog (Moky's kids in prima linea...) apprezzino anche questa ennesima avventura del micione:


video

lunedì 1 settembre 2008

Il Golem

Praga è -come ampliamente detto - una delle città "magiche" per eccellenza in Europa, e parte della sua magia viene proprio dal connubio tra la civilità ebraica ed i suoi riti, e quella tedesca.
Tra le leggende più note, ed affascinanti, c'è sicuramente quella del Golem, un classico della tradizione e della lettteratura praghese, la cui storia ed origine riassumo qui brevemente (fonte: Wikipedia)
Si narra che nel XVI secolo un mago europeo, il rabbino Loew ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per servirsene come servi, plasmandoli nell'argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola "verità" (in ebraico אמת = emet).


La tomba del rabbi Loew (notare il grande numero di sassolini, offerti alla memoria del Rabbino)
C'era però un inconveniente: i golem così creati diventavano sempre più grandi, finché era impossibile servirsene: il mago decideva di tanto in tanto di disfarsi dei golem più grandi, trasformando la parola sulla loro fronte in "morte" (in ebraico מת = met); ma un giorno perse il controllo di un gigante, che cominciò a distruggere tutto ciò che incontrava.

Il Golem - Souvenir praghese, che ora spicca sulla mia scrivania...
Ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem che nascose nella soffitta della Sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove, secondo la leggenda, si troverebbero ancora oggi.


La Alt-Neue Synagoge: qui dovrebbe nascondersi ancora oggi il Golem..
Lo scrittore ed esoterista Gustav Meyrink si ispirò a questa leggenda per il suo romanzo del 1915: Il Golem (Der Golem) come anche il regista Paul Wegener per la serie di film classici dell'espressionismo tedesco degli anni '20 a partire dal film muto Der Golem (1915). Questi film (soprattutto Der Golem: Wie er in die Welt Kam del 1920) ispirarono James Whale per il suo Frankenstein del 1931

Der Golem: scena dal film di Meyrink