Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

mercoledì 31 dicembre 2008

Buoni propositi per capodanno...

I buoni propositi per l’anno nuovo sono solo assegni che gli uomini versano in una banca dove non hanno nemmeno un conto.
Oscar Wilde





Il tempo non ha nessuna divisione visibile che ne segni il passaggio, non una tempesta con tuoni, né una trombe che annunicino l’inizio di un nuovo mese, o un nuovo anno. Persino quando inizia un nuovo secolo siamo solo noi mortali che suoniamo le campane e spariamo in aria con le pistole.
Thomas Mann



Il capodanno è un’innocua istituzione annuale, utile solo come scusa per bevute promiscue, telefonate di amici e stupidi propositi. Il capodanno è il momento per fare i vostri buoni propositi, così l’anno prossimo potrete piastrellarci la strada per l’inferno, come sempre …
Mark Twain


P.S. forse (e sottolineo forse) l'unico proposito che faccio per il 2009 è questo:

lunedì 29 dicembre 2008

Niente botti, siamo umani.



Nell'imminenza del capodanno (che verosimilmente passerò a letto, ma questi sono problemi miei...) un problema, anzi un timore, si riaffaccia alla mia porta con tanto di coroncina natalizia, puntuale come le tasse, ogni anno: I maledetti Fuochi d'artificio.
So già che molti obietteranno alle mie parole, che la tradizione è tradizione, e che si deve festeggiare un passaggio dall'anno all'altro sparando fuochi in aria come invasati.
Mi rendo conto che - in questa occasione più che mai - faccio parte di una risibile minoranza in Italia (ma, d'altronde, come diceva Benigni nel Mostro: "Vaffanculo la maggioranza!"), eppure non posso che sottolineare / gridare la mia assoluta contrarietà a questa becera tradizione incivile.



Avevo risposto piuttosto accoratamente ad un post a tema di follerumba in cui l'amico blogger evidenziava alcune notizie di cronaca "storiche" legate a questi fatti, per cui la solita litania dei feriti e degli incidentati (soprattutto minorenni) è già iniziata, cosa che ha sottolineato anche la Repubblica, così come altri giornali e TV, come dimostra questo articolo pubblicato in data odierna.
Ribadisco qui, in questa misera sede, che degli incidenti occorsi ai cretini manipolatori delle varie bombe di maradona (o teste di caz..anzi Lavezzi, come si chiamano oggi) NON ME NE PUO' FOTTERE DI MENO!
Il problema che mi preme di più sottolineare qui invece riguarda tutte quelle creature che dei botti e dei missili sono SOLO VITTIME e che delle bombe ne farebbero volentieri a meno, ovvero gli ANIMALI.



Come molti di noi sapranno, i botti di capodanno terrorizzano letteralmente i nostri amici quadrupedi (o pennuti), e come ribadito anche ultimamente da molti organi di stampa (ad esempio da questo articolo: Capodanno- Lac, Non Acquistate i Botti; Uccidono Animali) oltre a farli fuggire dalle nostre case possono addirittura avere conseguenze peggiori, per loro ma anche per gli umani.
Da parte mia, ho passato molti anni a prendermi cura dei miei (e degli altrui) animali a Capodanno, ho anche partecipato (alcuni anni fa') alle terribili nottate al canile cercando di tranquillizzare cani e gatti nei momenti (nelle ore!) del capodanno.. L'esperienza è traumatica per noi e per loro, ve lo posso assicurare...


Non oso sperare che il 31 notte tutti si comporteranno civilmente, questo no, però vorrei veramente che chiunque abbia un animale domestico, almeno lo mettesse al sicuro, non lasciandolo fuori, magari in giardino o in terrazzo, e che cercasse di sensibilizzare anche amici o conoscenti.
Grazie a tutti, e scusate lo sfogo, ma visto che qui alcuni simpatici frugoletti hanno iniziato a fare i botti dal 15 Dicembre, la faccenda mi sta esasperando!

domenica 28 dicembre 2008

Neve

Sorpresa mattutina, anzi soprese (2) sebbene di una sorpresa avrei fatto volentieri a meno...
La prima (non gradita) l'arrivo dell'influenza, forse...vabbè, i sintomi sono sempre quelli, e il mio personale contatore Geiger e il mal di gola.


La mia gola è - semplicemente - straordinaria nel diagnosticare l'arrivo di ogni malattia, un vero e proprio Radar pronto ad avvisarmi che dovrò alzare bandiera bianca...

Io provo a spedire subito la cavalleria (antibiotici) fanteria leggera (aspirina) e quella pesante (Tachipirina, ma solo dopo Caporetto, extrema ratio..) ma il nemico è forte, già lo sento....

Prefiguro una fine d'anno allettante, nel senso che dovrò mettersi a letto... Degna conclusione di un anno bisesitile!



Seconda sopresa: nevica! Contro ogni previsione, visto che qui in bassa collina (220 metri) la bianca signora invernale si mostra raramente, e quando lo fa tutti i bambini (ma anche gli adulti, dai..) corrono verso la Rocca, il castello, con improvvisati slittini da collina. Poi armati di palle di neve inizia la battaglia tra terzieri. Proprio come nel famoso affresco del Buonconsiglio a Trento... Retaggio medievale!


Trento - castello del Buonconsiglio


Certo, ci sono eccezioni: la famosa nevicata del 56, mitizzata dai nostri genitori, e dalla musica.


Narni: la nevicata del '56


E' straordinario come la Neve attutisca tutti i rumori della città. I vicoli, le piazze, le strette scale che portano al castello e quelle che scendono alla fontana. Sembra che improvvisamente qualcuno abbia abbassato il volume della vita in paese; persino i miei gatti curiosi, dopo il primo, stupito, impatto con il manto soffice e bianco, ora sono in silenzio, accovacciati al caldo, in casa.



Il giardinetto di fonte allo studio, dove i gatti vorrebbero andare...

Solo di tanto in tanto gettano lo sguardo felino fuori dalla finestra, ma tutto quel bianco suscita in loro un sentimento di smarrimento invernale...allora rinunciano all'impresa, non prima però di aver zompettato allarmati nella neve ed essere rientrati in casa scrollandosi i fiocchi dal pelo!


La neve si posa lungo le scale che portano alla Rocca

Beh, è la neve baby, e tu non puoi farci nulla!


Il Convento di San Cassiano, di fronte alla città

venerdì 26 dicembre 2008

525.600 minuti (+1440)

"....525.600 minuti, come lo conti un anno? Con la luce del sole, con i tramonti? conti le mezzenotti, o le tazze di caffè, lo conti in pollici, in miglia, in risate o litigate? 525.600 minuti, come conti un anno nella vita? Che ne pensi di contare l’amore?..."

Eccoci (eccomi) qua.
525.600 minuti (in realtà 527.040, anno bistesto e funesto il 2008..) sono passati da questo primo, timido, impacciato approccio col mondi virtuale el blog.

Esattamente un anno fà, mi misi di fonte allo schermo, non sapendo da dove iniziare, solo con la malcelata voglia di urlare, sussurrare, condividere, interrogare il mio mondo ed i miei "variegati" stati d'animo, con un succedaneo della cara Moleskine, un diario da tenere aperto a tutti, con tutti i rischi del caso, ma anche con la speranza di trovare "anime affini" in questo strano mondo fato di bit e byte, si html e di "template".

Mi sentivo un po' come Alice dietro lo specchio, mi aspettavo di tutto, temevo di tutto.

Ora, dopo circa 23.000 visite di persone cortesi e curiose come me, (quasi 62 ospiti al giorno, Wow! non so se sentirmi come la vecchia nobildonna dei salotti romani o come una prostituta molto apprezzata... forse una via di mezzo...) è arrivato il giorno dei ringraziamenti. dovuti più che mai:

Il primo Grazie a tutti (ma proprio tutti) voi, passanti, lettori e curiosi per caso. A chiunque sia passato solo per caso, usando quelle strane ricerche di Google (tipo "tette" o "letteratura"..) e che inconsapevolamente è stato catapultato qui, senza trovarne molte di tette (Ok, qualcuna) e che - giustamente - ha cambiato strada.

Il secondo grazie a tutti gli "amici abituali", quelli che ho avuto l'ardire di inserire nella mia lista e che sono diventati quasi persone di famiglia. Quelle di cui seguo la vita (lontana o vicina, non importa) come un vecchio zio curioso, sempre attento alla salute dei nipoti e parenti, pur non avendoli mai incontrati di persona.

Il terzo grazie a tutte quelle "anime affini" che miracolosamente ho incrociato qui, Voi siete proprio la ragione per cui continuo a scrivacchiare (togliendo tempo al tempo, ritagliandomi spazi di vita tra le pieghe del quotidiano lavorativo...) pigiando i tasti neri di una tastiera grigia, siete la prova vivente che l'affinità elettiva esiste, e non è solo un bel libro...

Grazie a tutti per aver condiviso - seppure per un attimo - il mio mondo, i miei viaggi, le immagini, le manie e le idiosincrasie di una vita che sembrava una strada a senso unico (come recita il titolo del blog), ma dove invece, ogni tanto, incontro, incrocio altre auto, altre persone che vengono incontro, e che saluto con i fari ed un sorriso.

Mi/vi faccio un piccolo regalo: ecco il bel video che richiama lo strano numero che da' titolo al post. Una bella canzone di Stevie Wonder, dal Musical "Rent":


martedì 23 dicembre 2008

Norman Rockwell, Dean Martin and the Chirstmas Spirit.

Ammetto che la parte brontolona del sottoscritto si arrende - in questi giorni - di fronte all'inevitabile spirito natalizio. Oddio, anche il vecchio Scrooge di Dickensiana memoria poi alza bandiera bianca, quindi non mi posso lamentare....



Adoro tutte le canzoni natalizie, le ascolterei come un ebete ad occhi socchiusi anche a ferragosto, e non sono affatto un purista: ascolto di tutto: da Stille Nacht a Fossi Xmas di Elio e le Storie Tese (che adoro come ogni altra carola natalizia partorita dalla fucina di radio Deejay...come un grullo, appunto.), da The rebel Jesus ai superclassici dei vari Frank Sinatra e Dean Martin.





Let it snow è tra le mie favorite, insieme a Jingle Bell Rock. Ok. Sono inguaribile. Mi merito di venir legato ad una poltrona a vedere 24 ore di film natalizi, da Home Alone (Mamma ho perso l'aereo) a Una Poltrona per Due..... e scommetto che me la spasserei pure!


Poi ho un'altra passione natalizia: i quadri di Norman Rockwell, che fanno tanto Happy Days (o Ritorno al Futuro parte 1 se volgiamo, Marty Mc Fly...per intenderci..).



Intendiamoci: non oserei costringervi (nè costringere alcun altro che passasse di qui per caso) ad ascoltare la musica, che - comunque - linko discretamente...ma Norman Rockwell fatemelo passare!



Let It Snow

Sammy Cahn, Jule Styne (c) 1945


Oh, the weather outside is frightful,
But the fire is so delightful,
And since we've no place to go,
Let it snow, let it snow, let it snow.

It doesn't show signs of stopping,
And I brought some corn for popping;
The lights are turned way down low,
Let it snow, let it snow, let it snow.

When we finally say good night,
How I'll hate going out in the storm;
But if you really hold me tight,
All the way home I'll be warm.

The fire is slowly dying,
And, my dear, we're still good-bye-ing,
But as long as you love me so.
Let it snow, let it snow, let it snow.







Buone Feste!


lunedì 22 dicembre 2008

E continuiamo col Xmas mood.....

...oddio senza prenderci troppo sul serio eh? eppoi Irene La Medica val bene un video (con gli Elio addobati!!)


sabato 20 dicembre 2008

La leggenda dell'albero di Natale

Visto che siamo nel periodo pre natalizio (malgrado i miei malumori lunatici, che però vanno sù e giù...) volevo postare una bella storia natalizia, una di quelle che piacciono tanto ai bambini (ed agli adulti, certo..) in questi giorni.


La storia perfetta l'ho trovata qui, dentro uno dei miei siti germanofili preferiti (dove potrete leggere anche la versione tedesca e tante altre simpatiche storie e ricette natalizie) ed io l'ho semplicemente accorciata un po' ed adattat a questo spazio.


Buona lettura a tutti.


Il primissimo albero di Natale


Babbo Natale stava attraversando il bosco. Era di cattivo umore. Il suo cagnolino bianco, che di solito gli correva davanti con gioia, se n'accorse e s'insinuò dietro il suo padrone con la coda tra le gambe.Non provava più soddisfazione nel suo lavoro. Tutti gli anni era la stessa storia. Non c'era più entusiasmo. Giocattoli, cibi, alla lunga non servivano più. I bambini si divertivano certamente, ma lui voleva che urlassero, esultassero, e cantassero, ma ormai lo facevano sempre più di rado.

Babbo Natale si era lambiccato il cervello tutto il mese di dicembre per escogitare qualcosa che riportasse la vera gioia natalizia nel mondo dei bambini, una gioia a cui prendessero parte anche gli adulti. Ma niente.
Così procedeva faticosamente dentro la foresta innevata, fino a quando non giunse ad un incrocio. Lì aveva un appuntamento con Gesù Bambino, con il quale si consigliava sempre sulla distribuzione dei doni.Già da lontano vide che Gesù Bambino era già arrivato, perché in quel punto c'era un chiarore luminoso.

Il Bambin Gesù indossava un abitino bianco di pelliccia e il suo volto era tutto un sorriso: "Come va, vecchio mio?", chiese Gesù bambino. "Hai la luna storta?" Allora se lo prese a braccetto e andò via con lui. Dietro di loro trotterellava il cagnolino, ma non sembrava più triste e la coda ora era alzata, baldanzosa.
"Sì", disse Babbo Natale, " non mi diverto più. Che sia colpa dell'età o d'altro, non lo so. Il fatto è che dopo i dolcetti, le mele e le nocciole, è finito tutto. Finiscono di mangiarle e la festa è finita. Bisognerebbe trovare qualcosa di nuovo."Gesù Bambino fece un cenno di approvazione con la testa ed assunse un'espressione pensierosa; poi disse: "Hai ragione, vecchio mio, ci ho pensato anch’io, ma non è così facile." "E' proprio questo" brontolò Babbo Natale, "sono ormai troppo vecchio e troppo sciocco. Mi è già venuto un bel mal di testa a forza di pensarci, ma non mi viene in mente proprio niente di divertente".

Pensierosi, andarono entrambi attraverso il bosco bianco, Babbo Natale con il volto burbero e Gesù Bambino meditabondo. Nella foresta tutto era silenzioso, non si muoveva niente, soltanto quando la civetta si sedeva sopra un ramo, cadeva, con un rumore sommesso, un pezzetto di quella specie di decorazione che forma la neve appena caduta. La luna splendeva chiara e luminosa, tutte le stelle luccicavano, la neve pareva argento e gli abeti stavano lì, neri e bianchi, era proprio uno splendore.

Un abete alto cinque piedi che stava da solo in primo piano appariva particolarmente incantevole. Era ben proporzionato, su ogni ramo c'era una striatura di neve, sulle punte dei rami dei piccoli ghiaccioli, e così scintillava e luccicava al chiaro di luna. Gesù Bambino lasciò andare il braccio di Babbo Natale e diede un piccolo colpo al vecchietto in segno d'intesa, indicò l'abete e disse: "Non è semplicemente meraviglioso?" "Sì", disse il vecchietto, "ma questo a cosa mi serve?". "Tira fuori un paio di mele", disse il Bambin Gesù, "mi è venuta un'idea."Babbo Natale fece una faccia stupita perché non riusciva a immaginare come a Gesù Bambino fosse venuto voglia di mangiare delle mele ghiacciate con quel freddo.

Staccò la sua cinghia, adagiò il suo enorme sacco nella neve, frugò dentro e allungò un paio di belle mele."Adesso tagliami qualche cordicella in due pezzi lunghi un dito e fammi dei piccoli paletti", disse Gesù Bambino. Al vecchietto tutto questo parve un po' buffo, ma non disse nulla e fece quello che gli aveva detto Gesù Bambino. Quando ebbe preparato le cordicelle e i paletti, Gesù Bambino prese una mela, gl'infilò dentro un paletto, legò attorno il filo e lo appese ad un ramo.

"Così", disse, "ed ora tocca agli altri e tu mi puoi aiutare, ma fa attenzione, che non cada giù neppure un fiocco di neve!" Il vecchietto lo aiutò, sebbene non sapesse perché, ma la cosa lo divertiva e non appena l'intero alberello fu carico di belle mele rosse, si allontanò cinque passi, si mise a ridere e disse: "Guarda, quanto è grazioso! Ma che senso ha tutto ciò?". "C'è proprio bisogno che tutto abbia uno scopo?" rise Gesù Bambino. "Stai attento, che lo faccio ancora più bello. Adesso dammi anche le nocciole!"

Il vecchietto fece scivolare fuori del suo sacco delle noci e le diede a Gesù Bambino. Infilò in ognuna un bastoncino, ci attaccò un filo e l'appese tra le mele. "Cosa ne dici adesso, vecchio mio?" domandò, "non è la cosa più bella del mondo?". "Si", disse, "ma non so ancora..." "Vieni dai!" rise Gesù Bambino. "Hai delle luci?".Ora, l'alberello stava lì sulla neve, dai suoi rami innevati facevano bella mostra di sé le mele rubiconde, le nocciole d'oro e d'argento brillavano e luccicavano, e le candele di cera gialle ardevano festosamente.Con il suo viso bianco e roseo Gesù Bambino era tutto sorridente e batteva le mani, il vecchio Babbo Natale non sembrava più così di cattivo umore e il cagnolino saltava di qua e di là e abbaiava. Quando le luci ebbero finito un poco di bruciare, Gesù Bambino agitò le sue ali d'oro e d'argento e le luci si spensero. Disse a Babbo Natale di segare l'alberello con cura.

Poi scesero entrambi dalla montagna portandosi dietro l'alberello variopinto. Quando arrivarono al paese tutti dormivano. Si fermarono alla casa più piccola. Gesù Bambino aprì la porta piano piano ed entrò; Babbo Natale gli venne dietro. Nella stanza c'era uno sgabello a tre gambe. Lo misero sul tavolo e c'infilarono l'albero. Babbo Natale pose sotto l'albero ancora tante belle cose, giocattoli, dolci, mele e nocciole, e poi tutti e due lasciarono la casa in punta dei piedi, come erano entrati.Quando l'uomo a cui apparteneva la casetta, la mattina seguente, si svegliò e vide l'albero variopinto, rimase stupito e non sapeva che cosa dire.

Accese le luci dell'alberello e svegliò la moglie e i bambini. C'era una tale atmosfera di gioia nella casa come non c'era stata mai durante i Natali passati. Nessun bambino badava ai giocattoli, ai dolci, e alle mele, tutti guardavano solamente l'albero con le luci. Si presero per mano, ballarono intorno all'albero e cantarono tutti le canzoni di Natale che sapevano.

Quando fu giorno pieno vennero gli amici e i parenti del minatore, guardarono l'alberello, si rallegrarono e andarono subito nel bosco, per andare a prendersi anche loro un alberello per i loro bambini. Le altre persone che videro questi, li imitarono, ognuno si prese un abete e lo decorò, chi in un modo, chi in un altro, ma luci, mele e nocciole le mettevano tutti quanti. Quando si fece sera ardeva in tutto il villaggio, casa per casa, un albero di Natale, dovunque si sentivano canzoni di Natale e il giubilo e le risa dei bambini.

Da lì l'albero di Natale ha fatto il giro di tutta la Germania e da lì del mondo intero.

venerdì 19 dicembre 2008

Just the way I feel (I am?)

Non sono giorni allegri questi.

non so perchè, è uno strano spleen pre-natalizio, ma in sostanza mi sembra di viaggiare sulle montagne russe.
Vado sù poi giù, improvvisamente, senza un vero perchè.
Qualche preoccupazione casalinga, ok, ma non basta..

Vorrei scappare ma mi sento legato. Come un pezzo di ferro si lega alla calamita. Senza volerlo.

Mi sposto con la mente, ripercorro viaggi fatti, in treno ed in metro, in altre città.




Mi viene in mente New York, quella del film Manhattan di Woody Allen, rigorosamente in B/N ed una canzone malinconica e bella continua a suonarmi in testa.

Questa qui:

mercoledì 17 dicembre 2008

La verità mi fa maaale, lo soooo....

Sottotitolo alternativo: quello che gli insegnanti non dicono.


Oggi giornata di ricevimento genitori al Liceo. Uno degli appuntamenti scolastici maggiormente temuti dal corpo insegnante (chissà poi perchè diciamo corpo insegnante, sembra quasi un termine clinico...) e dai ragazzi.


Per molti genitori invece un vero e proprio avvenimento di gala, al pari di una prima alla Scala.


Ore 16: entro in classe con i registri in mano, brandendoli sopra la testa, a mo' di Mosè con le tavole della Legge, come nel film di De Mille. Fuori c'è la fila di varia umanità, nell'ordine:


  1. Mamme agghindate con pelliccia-basco-borsa finto Gucci con figlia poshy style al seguito (con regolare I-pod in testa, seccata dal dover sfilare con la madre) molto più attente a sedersi accavvallando bene le gambe e mostrare collane e perle manco fossero la Madonna di Pompei che non ad azzaeccare un congiuntivo fingendo di fare la faccia preoccupata tra uno squillo e l'altro del cellulare.

  2. Padri (per lo più notevolemente più anziani delle consorti, spesso loro ex badanti di dubbia provenienza) con la faccia truce che osservano con rabbia mista a rassegnazione i pargoli che smanettano con l'ultimo cellulare e le sopra citate mogli-vetrine..

  3. Classici-genitori-di-una-volta, sempre più rari a dire il vero, onesta middle class, veramente preoccupati per le sorti scolastiche della prole e con la faccia allegra ed i modi gentili.

  4. Non meglio qualificati fratelli-sorelle-zie-cugini dei pargoli che pretendono di prendere pagelline e firmare documenti in vece dei genitori, spesso ectoplasmi noumenici.... In questo caso è d'uopo un controllo documenti, visto che la legge non permette falle nella famigerata privacy.

Le prime code vengono smalitite in fretta: chissà perchè i genitori più solerti sono quelli del 3° tipo, con cui è un vero e raro piacere parlare, forse vogliono solo essere rassicurati sulla sorte dei loro piccoli geni, e quando - sinceramente - consiglio ai figli di fare più vita sociale e studiare anche meno (che comunque sono già bravi di loro) ti guardano con una faccia tra il paterno e lo stupito.... forse intimamente pregano l'onnipotente per esser in questo piccolo gruppo di eletti.

Certo, a volte mi sembra di esser nel film "La scuola" di Luchetti, dove Silvio Orlando doveva convincere il secchione ad uscire di più, ma meglio così...

Poi entrano i problematici: quelli che si presentano con prescrizioni mediche che attestano una particolare (spesso mai sentita prima) patologia del giovane fancazzista, quelli a cui stai per dire: "Suo figlio è un simpatico paraculo, lo mandi ovunque ma non a scuola, qui perde tempo" e allora cambi idea, per pietà ed accenni un "E' intelligente, sì, forse però un po' troppo distratto, ha margini di miglioramento, ma deve impegnarsi"

E qui apro il cuore alle mamme che leggono il blog: quante volte avete sentito questa frase? Beh. E' tutta "fuffa" non è vero, ve lo assicuro. Non esiste questa tipologia di svogliatezza. Vostro figlio è un semplice fancazzista. Punto. E' un mircaolo se arriverà al diploma incolume. Poi però ci fotterà tutti con un lavoro superpagato da miliardario e se la spasserà con Briatore e soci.

Infine il gruppo meno numeroso, quello che invece dovrebbe essere più preoccuptao della sorte dei pargoli, quello appartenenete al 1° e 2° tipo: figli problematici, veri e propri asini, incolti e viziati.

Qui bisognerebbe attaccare le figure genitoriali, ma è battaglia persa. I genitori (veri, presunti, matrigni, patrigni, zii porcelli e mamme in carriera sul raccordo anulare..) sono i primi ad aver bisogno dei servizi sociali, sono mine vaganti pronte ad esplodere - e magari picchiare di nascosto i loro figlioli asini solo perchè "i professori mi hanno fatto vergognare!" - per poi rientrare allegramente nel mega gruppo dei supercafoni del XXI° secolo....

Quando si fa loro notare la sfilza di 3, 4 e le note disciplinari (mai firmate da loro, che giurano di non averlo saputo dai figli, che invece - siccome sono amici - con loro parlano di tuuuutto!) ti guardano come guarderebbero ET e cercano di spiegare che "sì, è un po' irrequieto" (no guardi, è proprio un criminale in erba) e che "sa, lui fa tanto sport, frequenta il corso di progettazione di piatti sushi e suona in una band mentre va in piscina " (e tu pensi: ma allora ci credo che non ha tempo di studiare, ma nemmeno per pisciare..), e si giustificano con frasi tipo: "ma come? 3 al compito di latino? eppure ieri abbiamo studiato un'ora insieme!...e poi, parliamoci chiaro, col latino oggi che ce fai?" (e tu stai per scoppiare: brutto deficente analfabeta, che Tacito e Cicerone ti colpiscano nella notte con una maledizione in latino che tu non capirai e quindi non ti potrai difendere, e quando il magistrato ti giudicherà colpevole e ti condannerà per aver agito contra legem tu non saprai cosa significa e ti troverai al gabbio!), beh questi tipi sono la prova che abbiamo perso.

La scuola, l'educazione, la cultura è stata sconfitta, e tu ti ritiri come Cincinnato (che tanto quelli manco sanno chi è) in campagna, a leggere poesia...

martedì 16 dicembre 2008

Risky Business.....

...e non parlo del gioco in Borsa (tanto di soldi io non ce ne ho..), nè delle speculazioni avventate dei Lehmann Brothers.

Si avvicina Natale e siano bombardati da pubblicità di ogni tipo. Oggi va molto la piattaforma wii e consimili, e - da amante del rock - ammetto di essere rimasto colpito da questo video...sarà per la bella chitarra in primo piano ? ?

Beh visto che qualcuno faceva dell'ironia sulla mia richiesta finale a Babbo Natale (sempre che esista) nel post precedente, ora mi aspetto che ci saranno equivoci pure qui!

Ma vi assicuro che di wii, in questo caso mi frega pochino...ma una alternativa sul tema al babbo la lascio volentieri!!



video



P.S. per chi non conoscesse la scena originale che ha suggerito lo spot, eccola qui, con un giovanissimo Tom Cruise nel film - appunto - Risky Business.

E per farsi 2 risate 2 ecco la versione della stessa scena rifatta da Alf, l'extraterrestere. Lo ricordate??

domenica 14 dicembre 2008

Babbo Natale? E' svampato Signò....

Ok, ammetto che il testo è vecchio, arci-noto ed ormai un classico esso stesso all'interno delle storie di Natale.
E' l'italianizzazione di una folle tesi scientifica originariamente americana (qui l'originale per gli amici USA), forse frutto della mente contorta di qualche studente buontempone d Harvard o Yale....
Però a me fa ridere lo stesso, allora la ripropongo qui per i residui 2 o 3 amici che ancora non la conoscessero:





PROVA SCIENTIFICA CIRCA L'IMPOSSIBILITA' DELL'ESISTENZA DI BABBO NATALE

Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti che solo Babbo Natale ha visto.

Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni.
Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, presumendo che viaggi da Est verso Ovest.
Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:
1. trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta);
2. saltare giù dalla slitta;
3. scendere dal camino;
4. riempire le calze;
5. distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
6. mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
7. risalire dal camino;
8. saltare sulla slitta;
9. decollare per la successiva destinazione.
Ipotizzando che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km.
Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento:
Ipotizzando che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso).
Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg.Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000.Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II.
Sicuramente 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo.
In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche. L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.
CONCLUSIONE: se Babbo Natale fosse mai esistito, ora sicuramente è morto!
P.S. Comunque, per essere sicuri, non si sa mai il vecchio esistesse davvero - beh, io avrei scelto il mio regalo di Natale, sarebbe questo qui in basso (è anche usato, dovrebbe venir via con poco)....capito Babbo?

venerdì 12 dicembre 2008

Conseguente, inconseguente.

Georg Büchner è sicuramente uno degli autori teatrali (autori tout court in realtà) che preferisco, da sempre. E' stato innamoramento a prima vista, ovvero a prima lettura, sin dall'era incoscente del liceo. Dantons Tod, certo, in primis. Ma poi ho scoperto un piccolo libro, una sorta di monologo "freudiano" ante litteram: Lenz.

Lenz è una figura straordinaria all'interno dello Sturm und Drang, uno spirito assoluto, un genio che persorse strade accidentate verso la follia, perseguendo l'utopia di una vita letteraria.

Büchner, da scrittore / medico ce ne da' un ritratto quasi fisiologico, descrivendone la parabola creativa e la storia "psichiatrica" con una lucidità strordinaria.

Nel descriverne i momenti di follia, ci racconta di come il poeta inseguisse i suoi Demoni, e la sua stessa vita, recitando una litania e ripetendo senza soluzione di continuità il termine "conseguente"; ma se qualcuno osava interrompere il suo monologo, allora questo rispondeva: "inconseguente".

La storia mi è tornata in mente (con un bel salto mortale del rinvio letterario, lo ammetto...) in questi giorni, mentre ripensavo ad un'altra mia passione, a Wim Wenders ed ai suoi Angeli, e particolarmente ad un dialogo straordinario tra Damien e Cassiel nel film, in cui i 2 parlano di cosa sia immanente e cosa trascendente nella loro vita. E nella nostra.

E così ho ripensato agli studi sugli angeli di Scholem ed al fascino che esercitano in me alcune parole che risuonano di teologia e di metafisica.

Ecco: conseguente si oppone ad inconseguente; trascendente ad immanente, mentre la sintesi tra vita e morte, tra logica ed utopia ancora mi sfugge.... ed allora - in alcuni giorni - sembra anche a me di rincorrere la mia stessa vita, in bilico tra il conseguente e l'incoseguente, tra la trascendenza e l'immanenza della vita.

Come un pescatore di perle allora spero di tuffarmi nel mare dell'immanenza quotidiana, e di riportare alla luce qualche piccola scaglia di trascendenza, dal mare più profondo.

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martedì 9 dicembre 2008

Razza? Umana!

Si narra che Einstein, quando cerco' rifugio in America, dovette compilare un modulo.
Alla voce: razza? rispose: umana.

Il 10 Dicembre è la giornata internazionale dei diritti umani (QUI il bellissimo video)

Questo post è dedicato a chi non li conosce, a chi li conosce ma non li applica, a chi li conosce e li sostiene, a chi si batte ogni giorno affinchè vengano conosciuti ed applicati.

Auguri a tutti noi. E' il nostro compleanno di uomini liberi. Ovunque.

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.
(Benjamin Franklin)

lunedì 8 dicembre 2008

Just like starting over..

Life is what happens while you are busy making other plans.....

Ci sono alcuni lutti nella vita di ognuno di noi rimangono indelebilmente impressi nella memoria, che creano una sorta di "spartiacque" dell'inconscio, soprattutto se vissuti nell'ambito dei quell'indefinito periodo di attesa inquieta che chiamiamo adolescenza.
Alcune di queste morti ci colpiscono in pieno, cambiando radicalmente la nostra esistenza, anche perchè sconvolgono la vita reale (la morte di un nostro familiare in primis, ma anche la scomparsa di un amico) e ci fanno crescere in un attimo.
Poi ce ne sono altre, teoricamente distanti, nello spazio e nella forma, che lasciano altri segni, piccole ferite più che altro, le cui cicatrici sono meno evidenti, eppure presenti, sotto la pelle.
La morte di John Lennon, in quella sera dell'8 Dicembre 1980 è stata un po' il mio inconsapevole spartiacque, ha segnato - per citare Edith Wharton e Scorsese in un colpo - la fine dell'età dell'innocenza.
Sono ancora vivi nella mia mente alcuni dettagli del momento in cui la appresi, in tv, alla mattina (Chapman lo aveva ucciso ale 22.50 di fronte al Dakota Building, quindi in Italia era notte fonda), svegliandomi per andare a scuola, accendendo la TV distrattamente, o magari trovandola già accesa in cucina, come succedeva spesso, mentre mi apprestavo a fare colazione.
Ricordo ancora distintamente le parole di mia madre che chiedeva. " ma quello lì, non era uno dei Beatles?" e lo stomaco che improvvisamente si chiuse, e tutta la musica che ascoltavo iniziò a materializzarsi in testa.
Andai a scuola, in bus, in una sorta di trance, e lì trovai i miei amici che - come e più di me, loro erano i melomani - si guardavano come se fosse caduta una bomba in classe...
A distanza di anni quella sensazione di vuoto mi è rimasta dentro, ed ogni volta che si avvicina Natale non posso fare a meno di pensare al John Lennon, ed a quei giorni, in cui imparai a "trattare" la musica come un'esperienza sentimentale, come un bacio dato o uno sguardo ricambiato, sapendo che come ogni esperienza che faceva bene al cuore, poteva anche spezzarlo, come un bacio negato, o uno sguardo rifiutato....

Ciao John, mi manchi.

domenica 7 dicembre 2008

Metamorfosi di Babbo Natale

Della serie "..forse no tutti sanno che...." (copio lo spunto da Andrea).
San Nicola di Myra era un Vescovo (turco quindi) del 3° secolo, quindi uno dei primi vescovi cristiani ufficiali dopo l'editto di Costantino.
Dopo la morte le sue spoglie furono portate a Bari (da cui San Nicola di Bari..ma non il cantante!) e la venerazione popolare lo accosta sempre di più al mondo infantile, per cui viene ricordato come benefattore dei bambini e delle ragazze nubili (che omaggiava di denaro e cibo ponendolo fuori dalla porta, e nelle scarpe....) in difficoltà.
Da Bari, attraverso il porto ed i collegamenti marittimi col Nord Europa, il santo lentamente viene venerato anche come protettore dei marinai: le gomene delle navi spesso sono intarsiate con la sua effige in abiti vescovili e barba lunga.



In quasi ogni città portuale, anche dove c'è solo un porto fluviale, nascono chiese dedicate a San Nicola (persino a Berlino, c'è il quartiere di san Nicola, sebbene il fiume oggi lì nemmeno si vede più), ed i marinai cominciano ad esportare effigi del santo anche oltre oceano.
La sua iconografia è semplice: magro, com mitra (nel senso di cappello e non arma..) e bastone pastorale, l'abito è bianco e rosso, ma il rosso è ancora sporadico...
In Europa, soprattutto nel Nord, il santo continua ad essere invece associato ai bambini ed alla distribuzione di doni, soprattutto ai bambini buoni, e col tempo gli viene associato acnhe un losco aiutantre, che in germania chiamano Ruprecht, a metà strada tra un Troll ed un diavolo (retaggio pagano) che invece deve spaventare i bambini cattivi!
La figura si associa la Natale solo "di striscio", ovvero il 6 Dicembre è l'inizio dei festeggiamenti dell'avvento cristiano, ma di lì a farne un vero e proprio distributore di dolci passeranno anni, anzi secoli..
Marinai olandesi ed inglesi nel frattempo hanno esportato la figura anche in America, con il nome di Sankt Nikolaus, nome ostico per gli americani (era già successo con le polpettine di carne amburghesi, Hamburger Knopsel, che loro chiamano solo Hamburger..) e quindi tendono a chiamarlo solo Saint Claus, poi - per una strana evoluzione - Santa Claus.
La figura è però ancora marginale, finchè - all'inizio del 20° secolo, a quanto pare, l'aspetto moderno di Santa Claus assume la forma definitiva con la pubblicazione della poesia "Una visita di San Nicola", ora più nota con il titolo La notte di Natale (The Night Before Christmas), avvenuta sul giornale Sentinel nel 1823.
Santa Claus vi viene descritto come un signore un po' tarchiato con otto renne, che vengono nominate (per la prima volta in questa versione) con i nomi di Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder e Blitzen.
Le immagini di Santa Claus si sono ulteriormente fissate nell'immaginario collettivo grazie al suo uso nelle pubblicità natalizie della Coca Cola. La popolarità di tale immagine ha fatto sì che si diffondessero varie leggende urbane che attribuivano alla Coca-Cola l'invenzione stessa di Santa Claus.
È, vero che l'immagine della Coca-Cola e quella di Santa Claus sono sempre state molto vicine, poiché- pur non inventandolo - viene comunemente rappresentato con i colori bianco e rosso: originariamente il vestito di Santa Klaus era infatti di colore verde, ma fu proprio con il marchio Coca Cola ad assumere gli odierni colori, come una lattina di Coca Cola!




Ecco quindi che il vecchio vescovo turco, magro e quasi ascetico, torna in Europa (dopo la seconda guerra mondiale) quale paffutello vecchietto di rosso vestito !

venerdì 5 dicembre 2008

Visti da fuori

Sono sempre stato interessato alla letteratura "di viaggio", sia quella classica (i vari diari di viaggio del Grand Tour ad esempio) che quella più "bassa", più vicina allo sketch contemporaneo, all'impressione del semplice viaggiatore.

Amo leggere racconti di luoghi e persone visti dal di fuori, per così dire, ovvero narrati da chi conosce il paese e lo percorre in lungo e largo, sia esso un viaggiatore interno, indigeno, che eserno, straniero.

Tra le mie letture preferite di sempre (forse IL libro) c'è ovviamente Danubio di Claudio Magris, così come (più lontano nel tempo) Heine col suo Viaggio nello Harz, e chiaramente Gothe, Byron, Twain e naturalmente Chatwin e Sepulveda... ma anche i vari reports di Bill Bryson, di Levi Strauss, di Portelli sugli Stati Uniti sono tra le mie letture frequenti.

In questi giorni porto avanti 2/3 libri in contemporanea (mi succede nelle fasi critiche di distanza dalla storia quotidiana, quando mi isolo un po' e mi rifugio nella lettura, evitando i notiziari tv se posso..) tra cui l'ultimo libro di Vittorio Zucconi sull'America (L'aquila e il pollo fritto), così come - dalla sponda Europea - due autori tedeschi che parlano di Germania e di Italia, con uno sguardo molto ironico, critico eppure innamorato: Jan Weiler ed Henning Kluever (sono nella mia reading list in basso nel blog).


Da amante dei viaggi e delle culture "altre" sento la lettura di questi libri quasi come un"dovere" professionale, una sorta di scossa benefica contro il pericolo dell'intorpidimento della mia razionalità e del mio spirito critico a fronte delle banalità ripetute senza soluziome di continuità in tv, dove le voci si accavallano e gli scarni lanci di agenzia diventano la vivanda principale masticata e digerita in ogni commento...
P.S. rapito dallo spirito del viaggiatore moleskiniano (Chatwin docet) ho anche intrapreso un lungo, difficile, lavoro di ricostruzionme a posteriori dei miei Moleskine, pieni di parole ed impressioni, di tanti anni di viaggio. La speranza è quella di farne (ottimisticamente nel corso dei primi mesi del 2009) ad un vero e proprio libro di viaggio...vi terrò informati ;-)

martedì 2 dicembre 2008

Danny Crane !

Adoooro quest'uomo!!!

E' quanto di più politicamente scorretto ci sia in giro: repubblicano, omofobico, narcisista, e probabilmente affetto da mad cow disease.. ma è UNICO!!!

A volte vorrei essere come lui! (sarà grave? mi sa di sì..)

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