Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

venerdì 6 febbraio 2009

Expressionismus

Piccolo astro

Un camionista di una birreria annegato,
sul tavolo fu sollevato.
Qualcuno, tra i denti, gli aveva incastrato
un astro viola chiaroscuro
Quando, partendo dal petto
sotto la pelle
con un lungo coltello
estirpai lingua e palato,
devo averlo toccato, perché scivolò
nel cervello lì accanto.
Glielo sistemai nella cavità toracica

tra trucioli di legno,
quando lo ricucimmo.
Bevi a sazietà nel tuo vaso!
Riposa in pace,
piccolo astro!




Kleine Aster
Ein ersoffener Bierfahrer wurde auf den Tisch gestemmt.
Irgendeiner hatte ihm eine dunkelhelllila Aster
zwischen die Zähne geklemmt
Als ich von der Brust aus
unter der Haut
mit einem langen Messer
Zunge und Gaumen herausschnitt,
muss ich sie angestoßen haben, denn sie glitt
in das nebenliegende Gehirn.
Ich packte sie ihm in die Brusthöhle
zwischen die Holzwolle,
als man zunähte.
Trinke dich satt in deiner Vase!
Ruhe sanft,
kleine Aster!

(Traduzione a cura di Fabio Ronci)

*Durante la Prima Guerra Mondiale Benn operò come ufficiale medico al fronte, e si ritrovò spesso a dover effettuare analisi post mortem dei soldati. A questa epoca risale la sua lirica che maggiormente riflette il tardo espressionismo: la raccolat Gehirne (cervelli) è del 1916.




Grodek
A sera risuonano i boschi autunnali
d'armi letali, dorate pianure
e gli azzurri laghi, e sopra il sole
che più oscuro, rotola via. Abbraccia la notte
guerrieri morenti, il selvaggio lamento
delle loro bocche spezzate.
Ma silenziosa si raduna fra i salici
rossa una nube, dove un dio furente sta,
il sangue sparso, lunare frescura;
tutte le strade sfociano in nera putrefazione
Sotto rami dorati della notte e le stelle
ondeggia l’ombra della sorella nel bosco silente,
a salutare gli spiriti di eroi, le teste insanguinate;
e lievi risuonano nel canneto gli oscuri flauti autunnali.
O lutto più superbo! O voi, are di bronzo,
l'ardente fiamma dello spirito un immenso dolore oggi nutre ,
I nipoti non nati.





Grodek
Am Abend tönen die herbstlichen Wälder
Von tödlichen Waffen, die goldnen Ebenen
Und blauen Seen, darüber die Sonne
Düstrer hinrollt; umfängt die Nacht
Sterbende Krieger, die wilde Klage
Ihrer zerbrochenen Münder.
Doch stille sammelt im Weidengrund
Rotes Gewölk, darin ein zürnender Gott wohnt
Das vergoßne Blut sich, mondne Kühle;
Alle Straßen münden in schwarze Verwesung.
Unter goldnem Gezweig der Nacht und Sternen
Es schwankt der Schwester Schatten durch den schweigenden Hain,
Zu grüßen die Geister der Helden, die blutenden Häupter;
Und leise tönen im Rohr die dunkeln Flöten des Herbstes.
O stolzere Trauer! ihr ehernen Altäre
Die heiße Flamme des Geistes nährt heute ein gewaltiger Schmerz,
Die ungebornen Enkel

(Traduzione a cura di Fabio Ronci)

*Georg Trakl - seppure morto tragicamente in giovane età - è forse tra i poeti maggiori dell'espressionismo. La lirica Grodek richiama il nome di una feroce battaglia della 1 Guerra mondiale a cui lui partecipò, dove fu ferito gravemente e curato in un sanatorio vicino al campo di battaglia. Durante questo periodo la morfina e le droghe usate in malattia lo portano a continue allucinazioni, che - forse - stimolano anche la visione apocalittica di queste righe.

6 commenti:

Baol ha detto...

Roba pesante eh?! :)

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Trovo la prima poesia più interessante della seconda. La trovo meno scontata più intensa e con una musicalità preferibile; parere personale ovviamente Fabio :-)))

Ciao!
Daniele il Rockdichter

Suysan ha detto...

concordo con Baol...pesantissime!

Silvia ha detto...

Sono due poesie molto drammatiche e non lasciano indifferenti...

Devo dire che la prima, particolarmente, ha un POCHINO turbato la mia sensibilità....

Ma sono davvero molto belle!

fabio r. ha detto...

@baol e suysan: certo, lo so. però l'espressionismo non è tenero per molte ragioni... la guerra in primis non è che spingeva a scrivere di fiorellini... :-)
@Daniele: sai, sto rileggendo alcune cose espressioniste ultimamente e tra le tante poesie ho trovato qualche similitudine con alcuni tuoi versi.... se non conosci Benn ti consiglio caldamente Cervelli nell'edizione adelphi.
@Silvia: quando lessi la prima volta le liriche di Benn all'università ammetto che un po' di schifo l'ho provato. Ma l'esperssionismo anche questo è. una scossa alla normalità, il caos nella geometria....

ciao a tutti

Camu ha detto...

La seconda mi ha lasciato un pò senza parole....cruenta attraverso le allucinazioni.