Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

venerdì 3 aprile 2009

Salzburger Knödel - Frammenti e ricordi musicali

Salisburgo è senza dubbio un luogo dell'anima.
In questi giorni la città Mozartiana sta per celebrare la sua particolare Pasqua Musicale: il Festival di Pasqua (Osterfestspiele Salzburg), fondato da Karajan nel 1967, è ormai il secondo appuntamento per eccellenza - accanto al noto festival Mozartiano di Agosto - e la Primavera delle Alpi austriache si addice perfettamente a questi luoghi magici dello spirito e della musica.
Salisburgo è da sempre un piccolo, esclusivo, "buen retiro" per tanti intellettuali germanofili, una sorta di magnete irresisitibile, che negli anni ha probabilmente abdicato alla sua esclusività a favore di un turismo mordi e fuggi all'ombra della Getreidegasse, dove tanti turisti si muovono ad ondate, cone le cavallette, alla ricerca delle mitiche Mozartkugeln (letteralmente Palle di Mozart, ma in italiano il nome ha un chè di blasfemo..) o di pacchetti musical gastronomici a basso prezzo...
Eppure basta allontanarsi un po' dal caos del vicolo (Gasse, appunto, non Strasse - strada - a Salisburgo non ci sono strade!) e muoversi oltre il fiume, il minaccioso Salzach - magari passando su quello strano ponticello che sembra tremare eccessivamente sotto i passi stanchi - ed ecco l'apparizione dei Giardini Mirabell, un'oasi di verde e Rococò, che si affaccia verso il Mönchsberg, e lascia intravedere la silouhette della città con la sua Festung, vicina eppure distante nella pace dello spazio verde.
La Altstadt (città vecchia, centro storico) pulsa di gente e suoni in ogni momento, è impossibile spostarsi nello spazio senza spostarsi nel tempo: ogni nota richiama al passato, magari artefatto, Disneyano, eppure - malgrado solidi anticorpi moderni - si cade spesso e volentieri nella trappola del Traumkitsch...
La Festung, la Rocca, (Hohensalzburg, come a dire la Salisburgo alta) si lascia conquistare con difficoltà, a piedi, oppure con la funicolare, fino ad un certo puntoperò: la meta, lo sprint finale, esige sudore e pazienza.
Ci si accoda diligentemente in fila indiana, o meglio teutonica, per accedere all'interno delle sale spoglie e dei cortili. Ogni tanto, dalle pareti grigie, spunta l'immagine del terribile vescovo Colloredo, vera nemesi Mozartiana (almeno nei ricordi del film Amadeus) anfitrione sgarbato di questi luoghi.
E' curioso muoversi negli spazi già signorili delle due case di Mozart: tutti conosciamo il suo "odio" per la provincia vescovile, la sua "abiura" nei confronti di questa città, che volle lascaire per seguire le sirene Italiane e poi quelle Viennesi.
Il rappporto di Mozart con Salisburgo ricalca quello di ogni buon austriaco, proprio come
Thomas Bernhard , suo connazionale (o come Kafka, il cui rapporto con Praga fu a dir poco schizzofrenico) che parlava dela sua Heimat come di una piccola, provinciale, prigione...
Ma le sue due case (Geburtshaus e Wohnhaus) sono - in un certo senso - ancora impregnate della sua vita, dei suoi umori, la musica che accompagna ogni nostro spostamento casalingo amplifica il fascino del luogo, e quando se ne esce, si resta per un po' in bilico, tra passato e presente, mentre guardiamo già il Duomo, la piazza ed i vicoli.
La notte ci accoglie sempre con la musica, onnipresente, un'essenza spirituale che fuoriesce dai locali, dalle chiese, dalle voci del coro in cattedrale, così come dall'archetto di un unico, perfettto, violinsta di strada.
Ed allora le onde sonore si fanno acqua, fiume, per colpire le strade ed i monti, mischiarsi alle immagini dalle vetrine, ed a quelle nella nostra testa, sussurrando un' incessante, eccentrica, buona notte....



5 commenti:

Fabrizio Cariani ha detto...

bel reportage! io a Salisburgo andai 10 anni fa (prima tappa di un viaggio dopo il mio primo anno di universita', durante il festival di Agosto) molto graziosa anche se, come tu sottolinei, un po' provinciale.

con la mia ragazza di allora vedemmo Don Giovanni e un'opera di Berio (che era un po' l'highlight dell'evento quell'anno). penso la mia attuale passione per l'opera derivi da quel viaggio.

maria rosaria rossini ha detto...

affascinante salisburgo! e anche se un po' provinciale, ha assorbito la caratteristica della città cosmopolita proprio grazie alla musica del grande genio.
un saluto

Dagmar ha detto...

Che bel reportage! Da ragazzina adolescente ero innamoratissima di Mozart, e mi ricordo che una volta quando siamo passati da Salisburgo con i miei al ritorno da un viaggio dalla Cecoslovacchia e abbiamo dormito in un campeggio, sono scappata di notte da sola per andare a vedere la casa di Mozart, che i miei non volevano andarci, erano stanchi. Alla fine mi ha beccata la polizia a vagare per le strade a mezzanotte, avevo forse 12 anni, e quando mi chiedevano dove stavo andando ho detto loro che stavo cercando la casa di Mozart.. e mi ci hanno portata! A vederla da fuori, ovviamente, e poi mi hanno riportato in campeggio dai miei, controllando solo se veramente rientravo (silenziosamente) nella nostra roulotte. I poliziotti austriaci mi sono sempre rimasti simpatici da allora!

la bislacca ha detto...

Ci sono stata anni fa, quando mio figlio aveva circa due anni e mezzo. Ho una sua foto bellissima accanto al monumento a Mozart.
Peccato che non riuscimmo a fare tutti i giri che hai fatto tu.

fabio r. ha detto...

@fabrizio: Berio.. WOW! bella esperienza! io becco sempre qualcosa di Mozart o simili e mi piace l'ambiente!
@Mariarosaria: già, un miz provincia-metropli musicale, è afasinante anche per questo penso.
@Dagmar:che coraggio!! da piccola esploratrice!! brava.. così si fa per le passioni!!
@la bislacca: io ci sono andato più volte per fortuna, ho anche trascorso un'estate per lavoro lì e me la sono goduta tutta!! è bellissima..