Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

martedì 14 luglio 2009

Censura

La censura - di ogni tipo - solo a paventarla, o immaginarla (magari ti prende la voglia di censurare l'etere, la rete, le idee...) è un abominio. Da sempre.
Questo un mio piccolo contributo (non silenzioso) alla giornata:

Al tempo della guerra mondiale
in una cella del carcere italiano di San Carlo
pieno di soldati arrestati, di ubriachi e di ladri,
un soldato socialista incise sul muro col lapis copiativo:
viva Lenin!

Su, in alto, nella cella semibuia, appena visibile, ma
scritto in maiuscole enormi.
Quando i secondini videro, mandarono un imbianchino con un secchio di calce
e quello, con un lungo pennello, imbiancò la scritta minacciosa.
Ma siccome, con la sua calce, aveva seguito soltanto i caratteri
ora c'è scritto nella cella, in bianco:
viva Lenin!

Soltanto un secondo imbianchino coprì il tutto con più largo pennello
sì che per lunghe ore non si vide più nulla. Ma al mattino,
quando la calce fu asciutta, ricomparve la scritta:
viva Lenin!

Allora i secondini mandarono contro la scritta un muratore armato di coltello.
E quello raschiò una lettera dopo l'altra, per un'ora buona.
E quand'ebbe finito, c'era nella cella, ormai senza colore
ma incisa a fondo nel muro, la scritta invincibile:
viva Lenin!

E ora levate il muro! Disse il soldato...
(Bertold Brecht)


6 commenti:

Lara ha detto...

Bellissimo e molto adatto questo racconto di Brecht.
Grazie Fabio!
Lara

Yuki ha detto...

Grande Brecht!

Ipazia ha detto...

Splendida!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Apprezzo che anche tu non sia stato in silenzio!

Daniele il Rockdichter

Simo ha detto...

Che bello!!(tra parentesi, ma il pennello grande poi era Cinghiale?) Orgogliosa di essere nata il 14 luglio!
Bellissimo blog!

Penny Lane ha detto...

Bella proprio! Per un attimo ho anche pensato l'avessi scritta tu...l'idea di fondo di Brecht è semplice ma fenomenale. Mi ricordo che una volta venne nel mio liceo un attore, che recitava da solo una serie di poesie e monologhi: fu in quell'occasione che scoprii "Generale...l'uomo può pensare."
Peccato che Brecht fosse un po' troppo ottimista!