Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

mercoledì 30 settembre 2009

Cosa sarà?

Days of Thunder.

Giorni strani questi, sono ancora in bilico. Sempre più incerto sul presente, al futuro nemmeno ci penso più ormai.. Mi pongo domande ma le risposte non le attendo, scappo, le temo addirittura. La guerra non è più dichiarata - scriveva la Bachmann - c'è, Punto.

Ogni pensiero appare un riflesso pavolviano di un mondo sempre più estraneo. "Faccio finta". Non tolgo più nemmeno la maschera. Scosto solo un po' la tenda, qui, in uno spazio virtuale, dove lo schermo LCD si sostituisce alla grata del confessionale. Di là non c'è un prete però. Ed io non credo neppure nei sacramenti, quindi sarebbe tempo perso...no?

Curioso: fingo di monologare con la mia moleskine, ma in effetti scelgo un atto pubblico. Nulla è più voluto di un pigro pigiare di tasti sul PC e scegliere "PUBBLICA POST" per mettere l'anima a nudo. Sono una contraddizione sopravvivente.

Vorrei fuggire dalle notizie, spegnere tutto, staccare spine su spine, ma la mente ormai è un wifi sempre acceso. Capto menzogne e verità in ogni momento, ne soffro un po', ma poi continuo a dissimulare (spero che nessuno tra i miei conoscenti tattili legga queste parole ...illuso!) e faccio finta. Di nuovo.

Mi viene in mente Marcello, un mio compagno di università, lui mi insegnò l'arte del "faccio finta", era il filosofo dello straniamento fatto realtà, il teatro che si fa vita. Io chiedevo: " come stai oggi?" E lui: "oggi sto bene, ma faccio finta, ora vado a lezione, fingo di essere un bravo studente, poi vado a mensa, forse parlerò con qualcuno, ma solo per finta" Ed allora ripenso a Damiel, l'angelo di Wenders, ed al Danton di Büchner: "la maschera è tutto, se togli la maschera, viene via anche la faccia".

Vorrei essere come Marcello, forse sono come lui, eppure non riesco a pensare a questa strana malinconia, al coraggio o alla paura che mi prende. Cosa sarà mai?

Cosa sarà che fa morire a vent'anni anche se vivi fino a cento?

Cosa sarà che ti spinge a picchiare il tuo re che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c'è?

Cosa sarà che ti fa comprare di tutto anche se è di niente che hai bisogno, cosa sarà che ti strappa dal sogno...?

Cosa sarà che ci fa lasciare la bicicletta sul muro e camminare a sera con un amico a parlare del futuro?

Cosa sarà questo strano coraggio o paura che ci prende e ci porta ad ascoltare la notte che scende?



10 commenti:

la signora in rosso ha detto...

cosa sarà che ogni mattino ci alziamo sperando in un giorno migliore e alla sera ci addormentiamo consapevoli che era uguale a ieri...ed esserne contenta perchè non è successo niente di brutto a te e alla tua famiglia.

Ehi, hai tenuto una conferenza su San Michele?... che bello, dal punto di vista storico il suo culto è molto interessante!

Yuki ha detto...

Ah, non dirlo a me... che sono la reggggina del "pubblica post"... Una vera reckless in questo.
Però sappi che non sei solo. I salmoni, anche se vanno controcorrente, sono una grande famiglia. Quando si incontrano hanno sempre un sacco di cose da dire, per contrastare la superficialità e le menzogne che altrove regnano sovrane.
Ah, com'è profondo il mare! ;)

amatamari© ha detto...

Perchè a volte e nonostante tutto in questa sapienza della finzione un peregrinare di terra in terra
oltre l'aspro nomadismo del cuore nell'incespicare perplessità brandendo la viltà della certezza, mi accade di sentire la vita
più vicina di quanto vorrei.

modesty ha detto...

è la bramosità per qualcosa che non possiamo avere.

Chico ha detto...

Coraggio: oggi sarà sicuramente peggio di ieri, ma certamente meglio di domani... :-(

dioniso ha detto...

Durante la mia adolescenza presi maggiore consapevolezza del fatto che la vita è teatro soprattutto dopo aver letto Pirandello. E tale conspevolezza mi fu utile. Contribuì al mio progressivo alleggerimento che è ancora in atto.

Saluti

dioniso ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
rom ha detto...

Come, cosa sarà?
Non già è?
Allora, sei in tempo per prevenire!
:-)
Accidenti, che post!
Anzi, che pre!
Anzi anzi: che in!
Bellissimo: una vera risposta. Placante.
Curante.
Humanitas.
Muchas gracias.

fabio r. ha detto...

@tutti: in primo luogo scusate l'amarezza, ma è un periodo un po' così..poi veramente non sapevo se pubblicare sta cosa o no e quindi vi ringrazio per i commenti " a gratis".
cercherò di tirarmi un po' su, lo prometto!

Moky ha detto...

Lo dici tu, sono momenti... soprattutto considerando le preoccupazioni che hai avuto di salute, etc. E' normale e umano. Siamo tutti come delle molle, a volte ci allunghiamo, ci tiriamo, a volte ci contraiamo e diventamo piccoli...
Ride the wave, my friend....