Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

domenica 17 gennaio 2010

Tutti possono parlare tedesco (o per lo meno capirlo) !

Il mio impeto divulgativo nei confronti della splendida lingua di Goethe, Schiller, Heine e compagnia bella, oggi vuole fare un passo avanti, sulla strada dell'evangelizzazione verso le masse!
Non è vero che Deutsche Sprache, schwere Sprache (lingua tedesca, lingua difficile), au contraire! Basta un buon vocabolario (magari uno di quelli on line), una minima conoscenza dei verbi base (kommen = venire; trinken = bere ecc, ed aiuta l'inglese, no?), qualche reminiscenza del latino e/o buona padronanza dell'italiano - visto che buona parte dei termini comuni hanno radici latine - e voilà!
Il gioco è fatto!
Certo... forse bisogna fare un pò di attenzione (ma poca eh!) ai cosiddetti "falsi amici", così popolari e noti anche in lingua inglese, ma d'altronde cosa vuoi che siano due o tre termini diversi, e poi parole dal suono affine non potranno avere esiti diversissimi, no?

Bene, per fugare ogni Vostro dubbio, Siori e Siore, eccomi qua alla prova: segue un breve testo tedesco basic, assolutamente "metafisico" (cioè inutile cercare di trovarvi uno scopo....) che attinge ad una serie di termini facili, facili.

Die Arte von diesem famosen Artist war in einem Bar in Berlin ausgestellt . Das Bild war brutto. Auf dem Bild war ein grosso Kind, und eine Nonne: das Kind war alt und hatte einen morbiden Golf und die Nonne hatte eine ordinäre Weste. Es war auch ein Boxer dabei, eine Bestie: “ Bau, Bau!“ sagte sie.

Ich wollte aber das Bild in einem Ast kaufen. Die Stanze mit dem Ast war dezent, und ich kam mit einem Kanister Euros. Es gab einen Konkurs, ich kämpfte gegen einen lunatischen Dirigent und habe das Bild gekauft, Oh Katze!!

Das Bild kam in einem Sakko und putze wie eine Tapete. Am Termin der Ast war ein Lunch in der Mensa: es war prima Tonne, dann Peperoni mit Pelle, Kotzen und Konfetti und eine Dose Latte.

Das war eine kalte Nacht, ich hatte meine Maschine, passierte den Po und kam nach Hause mit meinem Bild.

Cosa avrei voluto dire:

L’arte di quell’artista famoso era esposta in un bar di Berlino. Il quadro era brutto. Sul quadro c’era un grosso bambino e sua nonna: il bambino era alto ed aveva un golf morbido, e la nonna aveva una veste ordinaria, C’era anche un Boxer, una bestia che diceva “Bau, Bau!”.

Io però volevo comprare il quadro in un’asta. La stanza dell’asta era decente, ed io arrivai con un canestro pieno di euro. Ci fu un concorso, io lottai contro un dirigente lunatico ed ho ottenuto il quadro, e che cazzo!

Il quadro arrivò in un sacco e puzzava come un tappeto. Al termine dell’asta ci fu un Lunch in mensa: prima ci fu del tonno, poi dei peperoni con la pelle, cozze ed una dose di latte...

Fu una notte calda, io avevo la mia macchina, passai il Po ed arrivai a casa col mio quadro.


Cosa ho – più o meno - veramente detto:

I modi di quell’eccellente circense erano esposti in un Night Club di Berlino. Il quadro era al lordo. Sul quadro c’era un Bambino alto e d una suora: il bambino era vecchio ed aveva un Golfo morboso, e la nonna aveva un gilet grossolano. C’era anche un pugile, una belva che diceva “Costruisci, costruisci!”.

Volevo però comprare quel quadro in un ramo. La trinciatrice con il ramo era delicata, ed io arrivai con un bidone di euro. Ci fu un fallimento, io lottai contro un Direttore d’orchestra sonnambulo ed ho ottenuto il quadro, e che gatto!

Il quadro arrivo in un cappotto e puliva come una carta da parati. All’appuntamento del ramo ci fu un lunch nella mensa universitaria; ci fu ottimo barile, poi peperoncini con buccia, vomito e coriandoli, ed una lattina di asta.

Era una notte fredda, io presi il mio aereo e successe un culo ed arrivai a casa con il quadro…

Facile, no?

20 commenti:

Fuma ha detto...

Ho reminiscenze di latino e me la cavo con l'italiano, ma di tedesco ... nisba ... dopo la tua lezione, poi, ancora meno.
(sei così chiaro anche coi tuoi alunni?)
Mi è rimasta una curiosità: come si dice, in tedesco, ecchecazzo?

Fabrizio Cariani ha detto...

Ahahahah. Fantastico. Pero' mi sa che bisogna conoscere il tedesco per capire l'ironia :D

Angel ha detto...

Ehhhh????
fabio, mi fa troppa antipatia il tedesco. ScuZami Tanto eh!:-))

AD Blues ha detto...

La prima volta che ho guidato in Germania stavo andando sull'autostrada A4 da Strasburgo verso Stoccarda.

Ad un certo punto, quando si passa il grande padre Reno, l'autostrada da Francese diviene Tedesca ed ovviamente anche la lingua dei segnali cambia.

Vedo un'uscita e leggo sul cartello "Ausfahrt"; passo oltre.
All'uscita seguente vedo un altro cartello: "Ausfahrt". Lo ignoro.
Altra uscita altro cartello "Ausfahrt", penso: ma quante uscite ha questa località!

Solo dopo 6-6 uscite mi prende il dubbio che i cartelli non indicassero il luogo!

Certo che usare due parole differenti per indicare un'uscita pedonale ed una carrabile è proprio da tedeschi!


---Alex

Bastian Cuntrari ha detto...

Ahahaha!!! Mi sembra il... tedesco che parlo in Croazia l'estate! Sei anni di tedesco al liceo (sono stata bocciata e ho ripetuto...), mi hanno fruttato:
1) una cotta epocale (durata 4 anni!) per il prof. che era più vecchio di mio padre, ma assomigliava a Cary Grant;
2) l'indelebile memoria della parola "der Pfarrer" (pastore protestante, no?), utilissima per chiedere una bistecca ben cotta o per avere un'indicazione stradale...

Comunque, Fabio, rimpiango di non essermi dedicata di più allo studio di quella lingua che - nonostante l'osticità soprattutto della costruzione della frase - mi piace ancora molto, persa com'ero a far sogni poibiti sul prof...

Suysan ha detto...

Ah ah ah...io so a malapena l'italiano..altro che basi di latino inglese e tedesco!!!

Ornella ha detto...

Sarà che lo associo, anche non volendo, col nazismo e le terribili SS, ma a me il tedesco non piace proprio! E' una lingua così dura, sorry!

amatamari© ha detto...

Ah ah grande post: inizialmente ho pensato tu fossi uscito di senno...
:-)
Però è vero, il tedesco è abbastanza semplice, e poi è preciso, logico, infatti non ricordo quasi niente di tutti gli anni di studio e lo capisco men che meno: in compenso posso recitare le prime strofe della Loreley che per arcano motivo mi son rimaste scolpite nella mente.
:-)

fabio r. ha detto...

@fuma: non si dice! sono seri loro
:-D
@fabrizio: ma nemmeno tanto.. basta provare con google translator o simili (anche in inglese eh?)
@angel: male, male! :-)
@alex: è successo anche ai miei studenti in gita. li vedevo dubbiosi ma solo uno ha avuto il coraggio di dire "Ma quant'è grande sta Ausfahrt? - ancora rido....
@BC: curiosa questa cosa del Pfarrer....
@Suysan: e ti pare niente? l'italiano è ostico!
@Ornella: se per questo l'italiano è la lingua di Mr. B e Mussolini (chissà perchè mi viene facile associarli..) ma anche di Dante, quindi la parlo. Poi Marx, Einstein , Anna Frank parlavano tedesco..!
@amatamari: per essere precisa è precisa! Ich weiss niht, was soll's bedeuten, dass ich so traurig bin. Ein Lied aus alten Zeiten....

Elisen ha detto...

non mettere strane idee nella testa dei tuoi lettori Fabio...il tedesco ha da essere die schwierige Sprache...sennò perché io mi sarei sparata 650ore di lezioni!?!
bello però il pezzo...è tuo?
rende l'idea del tedesco maccheronico che cerco diparlare tutti i giorni :)

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Io ho studiato tedesco per cinque anni alle Superiori. Hai omesso di dire che la grammatica tedesca é molto difficile. A me il tedesco piaceva moltissimo ma posso capire che possa essere complicato nella costruzione delle frasi soprattutto in relazione alle subordinate ed anche in relazione alle declinazioni di articoli det; idet. ecc.... E' cmq una lingua molto bella e musicale

Ciao!
Daniele il Rockdichter

dioniso ha detto...

Divertente il tuo testo.
Io posso riportare la mia esperienza di emigrante.
Arrivai 10 anni fa sapendo dire solo Danke e Guten Tag. Ora lo parlo da emigrante sbagliando i generi troppo spesso.

Saluti

dioniso ha detto...

... aggiungo che secondo me la parte più facile sono i verbi. La razionalità della lingua aiuta inoltre a costruire a intuito vocaboli ignoti.

Molto difficile a me risulta invece la struttuta sintattica e la memorizzazione dei generi. In particolare quest'ultimo aspetto mi rende sempre poco sicuro di me quando parlo: il genere sbagliato si ripercuote poi sui casi facendo suonare il tutto estremamente ridicolo.

fabio r. ha detto...

@dioniso: il problema dei generi delle parole esiste anche per i tedeschi.. on è raro che lo sbaglino, sai? mentre da sempre mi stupisce la naturalezza con cui posizionano automaticamente i verbi della secondaria alla fine, senza pensarci su, ed ho capito che è una forma mentis, un DNA innato, non lo imparano! anche i poppanti lo fanno: possono equivocare mir con mich ma il verbo della Nebensatz sarà sempre lì!
p.s. ho notato che per fare i conti a mano, vista la pronuncia del numero composto (zewi und achtzig, per capirci..) alcuni sommano invertendo i segni da destra a sinistra!
cioè:
+ 21
19
= 40
Kapiert ????

dioniso ha detto...

Beh, sì, ci sono delle cose difficilissime da imparare per uno straniero ma che invece i nativi usano senza doverle apprendere (almeno a livello attivo).
Prendi il nostro imperfetto. Io non ho mai sentito un italiano usare l'imperfetto a spropostito (vabbè a volte lo si usa al posto del congiuntivo, ma non voglio fare il pignolo). Invece per un tedesco, ma anche per un anglofono, è estremamente difficile apprendere l'uso corretto dell'imperfetto italiano.

La mia Lehrerin è tedesca, fa la traduttrice dall'italiano e la nostra lingua la parla quasi alla perfezione. Anche dal punto di vista della pronuncia. L'unica cosa che ti fa capire che è tedesca è il suo uso dell'imperfetto.
Qualche volta l'ho corretta :-)
Dopo essersi andata a rivedere le regole mi ha detto che nel suo libro esistono più di 70 regole per l'uso dell'imperfetto italiano.

modesty ha detto...

...ach ja....beherrschen und gehorchen sind NICHT bindend aneinander gebunden....das versteht der deutsche immer erst, wenn es zu spät ist.
auf der anderen seite gibt es dann so wunderbar geniale wörter wie die "ungehorsamkeit der sprache"....hat natürlich 'ne frau geprägt diesen begriff. war ja klar, oder?!

love, mod

ziamaina ha detto...

E' innegabile che, da un punto di vista sonoro, il tedesco sia la lingua più brutta del mondo: ma si riscatta, a mio ignorante e modesto parere, con la geniale sintesi espressa da termini singoli che riescono a raggruppare mirabilmente ciò che per noi latini si traduce con locuzioni e perifrasi.
Tra le cose che vorrei conoscere, peraltro senza alcuna utilità pratica connessa alla mia vita, c'è tuttora quella di imparare il tedesco, anche se prima vorrei imparare francese e spagnolo, giusto per non lasciare indietro le lingue "tipiche" che si studiano a scuola: e tutto risale ai tempi del liceo, quando studiavo filosofia ed ho "incontrato" i filosofi romantici.
Il che è tutto dire, considerato il significato, anche se parziale, che la maggior parte di noi dà alla parola "romantico", giacché, appunto, il tedesco suscita pensieri di tutt'altro genere, come ha osservato Ornella...

fabio r. ha detto...

@ziamaina: non sono d'accordo (d'altronde come potrei? io ci campo col tedesco...) di lingue pegggiori ce ne sono! prova il danese o l'olandese! oppure qualche strana lingua dell'ex URSS...
eppure ogni lingua può fare poesia, e più è difficile (per i ns canoni), migliore sarà la resa. ovvbero: è facile fare poesia con cuore - amore, meno con lingue consonantiche e che nascono con allitterazione, ma quando vengono bene, allora è un miracolo di suoni!
mi hai dato lo spunto per un post, te lo dedicherò, va! e ti farò sentire (leggere..) qcs di inatteso per te, e vedrai che riacquisterai fiducia anche nello studio della lingua (chè non è mai troppo tardi) e nella Romantik!
Küsse

ziamaina ha detto...

Ovviamente sapevo che avresti difeso la "tua" lingua a spada tratta.
Non ricordo d'aver mai sentito parlare il danese, per l'olandese mi è capitata qualche frase quando andai in Irlanda con un aereo della KLM e sono assolutamente ignorante sulle lingue ex URSS.
Quindi toccherà fidarmi ;-)

Alessandra ha detto...

Mitico il tedesco!
Io l'ho odiato per anni perché mi fu imposto da subito. Italiano, tedesco e inglese senza colpo ferire!
Con gli anni ho optato per la mia parte anglo-americana ma il tedesco mi è rimasto (anche se il vocabolario è fermo a tanti anni fa, quando mio padre - l'amante del tedesco di casa - venne a mancare).
Infatti Il tedesco è una forma mentis che ti rimane per tutta la vita. Ti forgia anche come carattere.
Ora mi aiuta con lo svedese - nel quale, però ho una pronuncia, guarda un po'... tedesca!
Ciao,
Alex