Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

mercoledì 1 settembre 2010

Aspettando Godot (ovvero: non si uccidono così anche i cavalli?)

Si parla molto di scuola in questi giorni, d'altronde lo diceva già D'Annunzio, no? "Settembre, è tempo di studiare.." più o meno. Molti giornali (un po' meno i TG, impegnati dalle cronache mondane dei due simpatici caudillos) se ne occupano ed alcuni riportano anche qualche voce dall'interno, quelle dei precari che stanno affrontando l'inizio dell'odissea scolastica, come ogni anno..

Bene, il sottoscritto può fornire un piccolo quadro edificante di una realtà provinciale del centro, sicuramente migliore rispetto ai drammi della Sicilia o di altre regioni italiane, eppure tragica nella sua dimensione.

La mattina inizia per tutti alle 9,00: convocazione multipla, alla faccia della tanto sbandierata efficienza Brunettiana! Mandrie di precari di ogni materia cominciano ad affollarsi ovunque, tra stretti corridoi e salette piene di scartoffie decennali, polvere e migliaia di opuscoli stampati con soldi pubblici e mai consegnati.

La logica vorrebbe infatti che la convocazione avvenga a scaglioni orari, cioè - per esempio - dalle 9 alle 10 la classe di concorso X, dalle 10 alle 11 la classe Y ecc..., visto che con tanta foga digitale i Bonzi del Provveditorato (ops, scusate, Ufficio scolastico provinciale, nella pomposa Neolingua owellian-gelminiana) hanno predisposto tutto per via informatica, un altro piccolo sforzo si poteva fare, no?
Ma questo è chiedere troppo alla burocrazia italica! Allora dai, tutti insieme appassionatamente! Come dei Manzi nel recinto prima del macello! Oop, via!

L'impatto del precario storico è desolante: ci si rincontra qui, dopo essersi già visti a giugno all'ufficio collocamento, in fila per la disoccupazione (400 euro mensili...), e si ricomincia la fila.
La prima cosa che salta all'occhio è la prevalenza assoluta di donne di ogni fascia di età: dalle speranzose neo abilitate alle colleghe coetanee fino alle disperate ultra sessantenni, sempre in fila, con nipotini al seguito. Poi i passeggini con i bimbi, poveri, innocenti testimoni in fasce del caos scolastico, prima ancora di poter capire cos'è una scuola!

Io sono praticamente l'unico maschietto, ed allora le colleghe di tedesco mi sfottono: "Ecco l'insegnante più bravo della provincia! - e certo, sono pure l'unico!"
Passano i minuti, e le ore mentre la situazione si fa più caotica, una segretaria con la vocina piccola piccola cerca di farsi sentire nel marasma di voci e comincia a chiamare nomi e numeri, sembra di stare ad una riffa napoletana (la Smorfia), ed allora si interpretano numeri e nomi con la stele di rosetta universale: il foglio delle graduatorie, ultimo baluardo di un mondo ottocentesco altrove scomparso, fatto di sigle, anni, molte x (è la privacy, baby..) e strane abbreviazioni cabalistiche.


Si guarda in giro, chi c'è, chi non c'è più - perchè passato di ruolo (ha trovato il Santo Graal) oppure perchè ha giustamente cambiato mestiere - e chi magari non trova più le sue ore "storiche" ed a 55 anni è costretto a viaggiare per 100 Kilometri per arrivare in luoghi reconditi in cima a montagne fiabesche solo per coprire 6 ore settimanali a 500 ero al mese..
Eppure dopo 3 ore di caos, persino le 6 ore in una scuola media a Rocca Cannuccia di Sotto, vicino a Borgo disperato di Sopra, sembrano un miraggio.

Ad ogni classe di concorso che passa, torna la vocina che si affaccia dalla porta (oltre la quale tu ti immagini eserciti di piccoli scrivani con timbri e maniche staccabili come nei libri di Dickens, tutti che lavorano per te) che proferisce le parole proibite "graduatoria chiusa"!
Il tormento per noi, peones di lingua, va avanti fino alla fine, siamo quasi gli ultimi a lasciare il campo di battaglia, dopo di noi solo gli ectoplasmi delle materie tecniche specifiche, quelle che non iniziano per A ma per C ! Una lettera ai più ostica, arcana, come un testo ermetico, e che richiama alla memoria piccoli aiutanti tecnici e di laboratorio che nell'immaginario collettivo poco si discostano dai folletti di babbo Natale..

Lo sguardo preventivo alle nuove graduatorie ed una semplice comparazione: ore = numero insegnati è già rivelatore del risultato infruttuoso per te, eppure si rimane, per complimentarsi a denti stretti con i colleghi che hanno in mano il sacro foglio con l'incarico annuale e fare i conti con i "resti" insieme agli altri colleghi di sventura, ovvero si studiano le ore residue che poi saranno assegnate dai presidi in persona (entità metafisiche, lontane eppure presenti nei pensieri) ma più in là, a scuola iniziata, con il solito ritardo che si ripercuoterà sugli studenti.

Da qualche anno a questa parte poi c'è un nuovo pericolo: le ore residue, vera ancora di salvezza per molti precari, vengono sempre di più attribuite dai presidi agli insegnanti interni, non tanto per un risparmio economico, ma per evitare altra burocrazia. Così sfumano però piccoli posti di lavoro (tra cui il mio..) ed un po' di sicurezza economica, mentre si obbligano gli insegnanti a sovraccaricarsi di ore, spesso a scapito dell'attenzione per gli studenti, sempre di più oggetti della didattica, pezzi di un sistema economico che deve produrre numeri, e sempre di meno soggetti della scuola, alla faccia della continuità e dei tanti bei paroloni del Ministero.

Così si spezza anche il rapporto di fiducia tra studenti ed insegnanti, faticosamente costruito negli anni, ed un nuovo insegnante, un nuovo corpo "estraneo" si inserisce nella dialettica di classe, e così si perde tempo ed abilità...

Sono ormai le 13.15, si va via a scaglioni, facce tristi e facce allegre da "scampato pericolo", si ributtano in strada ed accendono i cellulari con nervosismo (ah, dimenticavo: nell'antro degli studi spesso i cellulari sono muti..) per comunicare a casa l' habemus papam, oppure no.

Un'altra mattina di un giorno da precari si è consumata, l'agognata supplenza non è arrivata, arriveranno un grappolo di ore, ma più in là, e magari sarà pure difficile farle combaciare tra scuola e scuola, visto che spesso si opera su tre sedi ed in città diverse, si diventa (come nel mio caso) dei nomadi dell'istruzione, con i libri perennemente in auto e l'occhio sempre all'agendina, con orari, incroci, tappe e viaggi...

Una piccola riflessione finale: in un paese che continua ad avere l'8% di disoccupati (ma i dati reali non comprendono chi ha rinunciato del tutto a cercare lavoro), dove le fabbriche non assumono ed i contrasti tra FIAT e sindacati sono nell'occhio del ciclone, proprio in questa situazione è triste vedere un altra fetta dell'Italia che lentamente scompare, e che è costretta a fare lo sciopero della fame per farsi sentire per un paio di giorni, almeno fino all'inizio della scuola, quando poi i genitori se la prenderanno con gli insegnanti per gli insuccessi dei figli, ed i professori saranno sempre di meno, sempre più vecchi e meno reattivi.

16 commenti:

digito ergo sum ha detto...

secondo me, te con quella testolina lì, sei davvero uno dei migliori prof e non solo della provincia, ma da come ti sta a cuore la sQuola, direi del mondo (e senza esagerare, eh?).

tutto condivisibile, tristemente peraltro, ma non il paragrafo finale. no. non ci sto. la scuola, per avere successo, deve godere della piena interazione "docenti-genitori", cosa che avviene sempre meno e non solo per colpa delle mamme e dei papà. non si può difendere in toto una categoria, perché non si può fare (passami il luogo comune) "di tutta l'erba un fascio".

la verità che insegnare è una missione, la scuola un'istituzione. per molti docenti la scuola è un mestiere noioso e la scuola un istituto. non sono tutti come te, prof, non sono tutti come te...

Bastian Cuntrari ha detto...

Porca zozza, Prof., ma è un girone dantesco!
Da giovane, nel Paleolitico, mi sarebbe piaciuto insegnare, e magari oggi sarei stata più fortunata di te, solo per ragioni anagrafiche, purtroppo. Ma è certo che il carro bestiame che hai dipinto a tinte fortissime, è davvero devastante e umiliante. Devi amarla proprio tanto, la tua professione, per sottoporti ogni anno, a questa lotteria.
Che t'aggia 'a di'??
In bocca al lupo, Fabio...

Brunhilde ha detto...

Da figlia di una prof. di francese in pensione ed amica di un'insegnante di lettere (coetanea) conosco la situazione. L'anno scorso ricordo l'angoscia della mia amica, terrorizzata dalla prospettiva di restare a piedi. Non è un Paese che vuol migliorare quello che risparmia sull'istruzione della gioventù. Mi consolo sperando per mio figlio che Hannelore Kraft ed il suo governo di minoranza riescano davvero ad abolire le Studiengebühren, e che questo duri almeno una ventina d'anni.
Per il resto, temo che l'unico rimedio contro la malinconia sia esercitare il bispensiero, ripetendo sempre: "ignorance is strenght" :-((

... daisy... ha detto...

Leggiti il libro che ho recensito stanotte! Credo che come professore lo troverai veramente divertente!
Insegni tedesco? Ma vieniiiiiiii!!! Che bello!
Purtroppo non ne so molto su questo tema quindi lascio il commento fuori tema! ;-)

Neverland ha detto...

Sono davvero poche le categorie di lavoro in cui non ci sono precari. Io sono precaria dopo 5 anni dalla laurea. C'è gente che lavora in nero, c'è gente che insegna all'università per 1000 euro in un anno, mia sorella deve cambiare città dopo 10 anni di lavoro, per un esperimento "salva-azienda" che non si sa come finirà. Questo è il nostro paese, ed è moolto grave, però le persone non si inc.. più di tanto. Sono tutti contenti dell'ipad a rate, della vacanza e dello smart phone perchè credono che questo sia benessere mentre non abbiamo la casa, ed il lavoro e ci chiamano bamboccioni e ci dicono che il lavoro ci sarebbe ma noi non vogliamo raccoglierli i pomodori..Buonanotte amico precario.

mod ha detto...

...stanno facendo lo scipero della fame e della sete in varie città italiane...
intanto il colonello gheddafi insegna il corano alle ragazze del domani......

povera, povera, povera italia

mod ha detto...

...sciOpero...la fretta...:)

amatamari© ha detto...

Mi dispiace.

F ha detto...

Son capitato qua saltando di blog in blog.. e mi son fermato perchè io ho un cugino ed un cognato che sono insegnati e stanno vivendo le tue stesse 'avventure' proprio in questi giorni.
Se ti va di scambiarci i link a me farebbe piacere.
Mi puoi leggere qua:
http://kookaburradovesei.blogspot.com/

Ah! Prof, per favore non mi correggere gli errori! Tra il mio povero italiano e l'inglese tormentato.. spesso scrivo orrendi orrori!
:)

Tintarella di... Luna ha detto...

Siamo tutti nella stessa barca.
Io ho una laurea in architettura e non lavoro, per di più abito lontanissimo da una grande città, dove qlc cosa ogni tanto si muove.
Dovrei trasferirmi certo, ma quando ti fanno un "contratto" per 10 mesi a 500 euro, mi dici come si fa a pagare un affitto che ne costa almeno 700??E poi finiti i 10 mesi tornare a casa trionfante?
Ma anche dall'altra parte fare 100 km al giorno o 5 ore di viaggio per 500 euro non ha senso...
Poi ci venissero a parlare di futuro...

fabio r. ha detto...

@digito: hai ragione Mister, ma in non intendo certo fare di tutta l'erba un fascio, eh! ne conosco di amebe, stai tranquillo...
@BC: sarebbe meglio dire che l'amavo questo mestiere, ora me lo fanno odiare..
@Brunhilde. io ho lavorato per un po' in Germania e conosco bene la differenza, e mi vergogno sempre!
@daisy: letta la tua recensione, forse lo leggerò! thanks
@neverland: pomodori non ne ho mai raccolti, ma in compenso ho fatto la vendemmia (da laureato) ed anche la raccolta delle olive (da insegnante part time)
@mod: io fortunatamente mi tengo in piedi grazie a lavori extra, se non fosse per quelli sarei alla canna del gas! e non il gas libico!
@amatamari: grazie!
@F: benvenuto! allora sei circondato da precari eh? scambio link effettuato, grazie
@tintarella: benvenuto anche a te. io ho vagato e vago da scuola a scuola e macino kilometri con la mia povera Ypsilon.. conosco la situazione..

Simo ha detto...

Angosciante...anche io ho un'amica che è nella stessa situazione...fare "salti mortali" e sacrifici per ricevere a fatica un contentino deve essere davvero scoraggiante. Vi stimo!
Io il 24 settembre inizio il corso preparatorio della Volkshochschule per poi (se ci sarà posto..) insegnare italiano agli stranieri, dura fino all'inizio di dicembre, speriamo bene!

ADMIN ha detto...

ciao Fabio! Da circa un anno abito al fianco del Provvedit.. ooopsa Ufficio Scolastico Provinciale e ancora una volta sono stato testimone delle "giornate del bivacco"! Una cosa vergognosa in un Paese "civile".
Sono poi marito di una ultra-precaria di terza fascia... 15-20 giorni d'insegnamento ogni anno (o giù di lì) tra contrattempi, assegnazioni ritrattate, equivoci e niente soldi...
E questa dovrebbe essere la formazione per le giovani leve? Ma per forza, poi, la massima aspirazione di un ragazzo non può che essere quella di fare il tronista o la velina.... :(

p.s. in bocca al lupo per il posto, prof. e... sempre avanti arancioviola!!!

Penny Lane ha detto...

Fabietto, è sconfortante leggere queste parole...e soprattutto sapere che anche tu sei tra i "sommersi", davvero. :(
Non posso che essere d'accordo con tutto quello che hai scritto, ma la cosa non ti è di nessuna consolazione. E concordo con chi ha scritto nei commenti precedenti che "insegnare è una missione": ci sono lavori, come quello di insegnante o medico, che meritano davvero rispetto (da parte degli altri) e che richiedono una vocazione (personale) per poter essere svolti in modo degno.

Volevo dirti che ho saputo oggi che comincio una collaborazione in una scuola elementare per fare da intermediaria per un bimbo tedesco che entra in una quarta elementare! Non si tratta di "insegnamento" vero e proprio o di "sostegno", ma è comunque un primo passo (breve e transitorio) in questo mondo sconosciuto. :)
Spero di non finire come mia zia che ha deciso di dimezzare il suo numero di ore (e l'importo dello stipendio) come insegnante di inglese alle superiori...
Un grosso bacio di in bocca al lupo, good luck e Hals und Beine broch, tschuess! :*

fabio r. ha detto...

@simo: alla VHS ci ho insegnato pure io! lì almeno mi divertivo, adesso invece mi sta passando persino la voglia di impegnarmi.. in bocca al lupo x i lavoro!
@admin: grande Fausto! allora sai bene di cosa parlo.. purtroppo la situazione non migliora affatto, e mi dispiace pure x la tua signora, che mi sa tanto dovrà andare avanti a pezzi e bocconi ancora per un po'(poco spero)..come tutti. sigh!
sempre forza Santa
@pennylane: Hals- und Beinbruch pure a te allora! mi raccomando, intermedia bene col pupo che i tedeschi sono un po' complicati!!

tiziana ha detto...

Ricordo le avventure di mia madre, insegnante elementare che doveva raggiungere dei paesini di montagna a piedi o grazie a dei muli per fare la supplente, fine anni '60 inizi anni '70. Dopo anni di sacrifici però si passava di ruolo mentre adesso il Santo Graal è un miraggio. Non perdere l'entusiasmo per la tua professione, una vera missione. Il futuro ce lo stanno rubando anche grazie alla disillusione ed i ragazzi lo sentono più di quanto si creda. Dover fare un doppio lavoro per vivere è faticoso, guadagnare poco e non sentirsi valorizzati per quello che si è e si potrebbe dare è drammatico, perchè un paese che non investe nei suoi insegnanti, nella scuola è un paese che sta portando al suicidio il futuro. So da quello che mi raccontavano che se riesci a far amare ciò che studiano, a far loro approfondire l'argomento, se catturi l'attenzione e l'entusiasmo e conquisti la loro fiducia.....beh hai salvato un pezzo di futuro dalla morsa del nulla. Di nichilismo e rabbia abbiamo le strade piene, tu non mollare perchè nel frattempo il tuo lavoro, sottopagato e privato della dignità necessaria per continuare ad amarlo a qualcuno serve eccome. La mia insegnante d'Inglese mi ha fatto scoprire la letteratura americana e a 16 anni mi ha insegnato a non aver paura dei cambiamenti. A 46 anni devo affrontare ancora un mare di cambiamenti eppure pur sapendo che niente sarà mai più lo stesso non ho paura anche grazie a lei. Una sua lezione su Virginia Woolf non mi ha cambiato la vita, la resa migliore! So che è una vergogna la situazione in cui ti trovi e con te la classe insegnante di un'intera nazione ma, quando si tocca il fondo e più giù non si può andare qualcosa deve cambiare ti pare? In Europa non ci restiamo a lungo se non investiamo nella scuola e nella ricerca le nostre risorse. Auguri di cuore e buon anno scolastico!