Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

mercoledì 31 marzo 2010

In Patagonia

Non so voi, ma nei momenti di italico sconforto (e questo ne ha tutte le caratteristiche) a me viene voglia di scappare. Visto che - come scrive il buon Baol - mi sento vieppiù (non ve lo ricordavate questo avverbio eh?... dai confessatelo!) all'interno di una riserva Sioux, tendo a sognare spazi aperti, cielo pulito, aria gratis....

Impossibilitato - per motivi biecamente economici - alla fuga fisica, mi rifugio nella fuga mentale, e visto che l'aria si fa sempre più stantia, passo direttamente alla maxi confezione di viaggi e libertà: Bruce Chatwin e la sua Patagonia.

Quindi , amici vicini e lontani, nei prossimi giorni, caso mai vi prendesse la voglia cercarmi, ricordate che sono qua:

P.S se volete venire anche voi, non c'è problema. Di spazio ce n'é tantissimo, e nemmeno l'ombra di Maria De Filippi (o peggio Capezzone..), basta accontentarsi di dormire in modo un po' spartano, ma -come diceva Kant - a me basta "Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me"...

domenica 28 marzo 2010

Cos'é successo ? ?

Preso da un irrefrenabile spirito autolesionista pre-pasquale, oggi ho messo mano ad un vecchio album fotografico per scannerizzare alcune foto.

Ed ho trovato queste immagini:



Lo scrivente in atteggiamento equivoco ad un anno



Lo scrivente che si strafoga di torta

Lo scrivente bellimbusto al mare



Lo scrivente con mutandone ascellari sul terrazzo

Ora la domanda è lecita: cosa diavolo è successo? Quando è iniziato il tracollo ? ?
E poi dice che uno vuole ritornar "picinin", e ce credo!

martedì 23 marzo 2010

Sono proprio lento ad imparare...


"Sei lento a imparare, Winston" disse O'Brien, con dolcezza.

"Ma come posso fare a meno..." borbottò Winston "come posso fare a meno di vedere quel che ho dinanzi agli occhi? Due e due fanno quattro."

"Qualche volta, Winston. Qualche volta fanno cinque. Qualche volta fanno tre. Qualche volta fanno quattro e cinque e tre nello stesso tempo. Devi sforzarti di più. Non è facile recuperare il senno."

(1984)

Mi suona spaventosamente familiare. . .

domenica 21 marzo 2010

Dimmi come parli....

Prendo spunto (come spesso mi accade, visto che ultimamente partorisco poche idee autonomamente...) da una delle tante interessanti lezioni di inglese di Palbi, in cui si discute dei differenti collegamenti tra cibo e linguaggio, ovvero: come mai alcuni comportamenti (e le rispettive espressioni) usano riferimenti alimentari diversi da lingua a lingua?

Un po' pomposamente - lo ammetto - io replicavo che questo ha a che fare con l'antropologia culturale e con la psicolinguistica, cioè il linguaggio esprime istanze simili nel mondo usando dei riferimenti culturali quotidiani, e quindi un'espressione del tipo: "è andato tutto liscio come l'olio" - che indica spesso la soluzione semplice, senza problemi, in tedesco si dice "es war spiegelglatt" ovvero liscio come uno specchio, in quanto l'olio non è un elemento essenziale nella cultura del nord europa, al contrario del Mediterraneo!

Allora ho riflettuto su alcuni modi di dire (Idioms, Redewendungen) che esprimono lo stesso concetto ma che si differenziano molto nell'uso dei propri riferimenti tra italiano, inglese e tedesco, e mi è venuta voglia di farci un post, così tanto per arricchire un po' la nostra cultura generale (che non fa mai male, altrimenti senza cultura si rischi poi di aggregarsi ad un trenino musicale in una piazza colma di milioni di persone, no?) e per farci 2 risate 2:

  1. Quando è troppo, è troppo! - ing. enough is enough (ovvero abbastanza è abbastanza) - Ted: das ist mir zu bunt (per me è troppo colorato)
  2. verde d'invidia - ing: green with envy (ok) - ted: gelb von Neid (ovvero giallo!)
  3. Non capire un acca - ing: I understood damn all (ovvero: col cacchio che ho capito tutto) - ted: ich verstehe nur Bahnhof (capisco solo stazione una parola semplice in tedesco..)
  4. Per me è arabo: ing: it's greek to me; - ted: das kommt mir Spanisch vor (spagnolo)
  5. Hai il prosciutto sugli occhi (non vedere/capire bene)- ing: you have your head in the sand (la testa nella sabbia, come gli struzzi); - ted: Tomaten auf Augen haben (avere pomodori sugli occhi)
  6. Se non è zuppa è pan bagnato ing: seme meat, different gravy (stessa carne, sugo diverso) - ted: Jacke wie Hosen sein (essere gicca come pantaloni)
  7. Prendersela con calma. ing: take it easy. - ted: abwarten und Tee trinken (aspettare e bere un thè)
  8. mettiamoci una pietra sopra; ing: let the bygones be bygones (lascia che i passato sia passato); - ted: Gras über etwas wachsen lassen (lasciar cresere l'erba su qualcosa)
  9. Essere al verde (in italiano forse con riferimento alle candele che avevano una base verde, quando si consumava l'ultima candela . un bene prezioso - si era al verde...): ing: to be broke; - ted: blank sein
  10. marinare la scuola (fare sega..) - ing: to play hookey (etimo incerto, forse da hook it). - ted: Blau machen (fare blu)
Nota sui colori:
differenze interessanti riguardano anche le varie sfaccettature del colore blu. In italiano è legato al cielo, all'infinito, al bel tempo, ma senza alcun riferimento "psicologico". In inglese Blue è invece un colore triste (da Blue anche la musica blues ad esempio) I'm blue è infatti un modo di dire sono triste... In tedesco invece il blu (Blau) ha 2 variazioni curiose: Blau machen (fare blu) equivale a marinare/bigiare la scuola. Qui aiuta la storia: nel medioevo il colore blu era formato da estratti di fiori che però dovevano macerare un giorno prima di assumere la tonalità voluta, quindi in quel giorno gli operai (tessili) erano esentati dal lavoro perchè dovevano attendere il blu, quindi potevano aver un giorno libero!
Altra sfumatura è: blau sein (essere blu) che invece significa essere ubriaco, e forse anche in questo caso è legato al giorno blu: in quel giorno libero infatti i suddetti operai potevano andare in taverna a bere, ubriacandosi nel giorno blu!

E per finire l'excursus colorato: la parola inglese Black e l'italiano Bianco sono stranamente simili pur designando i colori opposti.. perchè?
Qui bisogna risalire al termine originale inglese: blank, ovvero vuoto, in quanto assenza di colore. Per i popoli del nord però l'assenza di colore fa più pensare al nero (blank>black) come la notte appunto, mentre per noi, mediterranei, questa assenza è collegata al bianco!

Lo sapevate? Beh ora sapevatelo, sui Rieduchescional ciannel!!


venerdì 19 marzo 2010

Affanculo i Maya !


Ora lo so con certezza.

La fine del mondo prevista dai Maya per il 2012 è un grande bluff! E ne ho le prove!

Oggi al supermercato ho comprato un barattolino di capperi con scadenza il 2013 !!

Tiè!

mercoledì 17 marzo 2010

St. Patrick's Day



As I was going over the far famed Kerry mountains

I met with captain Farrell and his money he was counting.
I first produced my pistol, and then produced my rapier.
Said stand and deliver, for I am a bold deceiver,

musha ring dumma do damma da
whack for the daddy 'ol
whack for the daddy 'ol
there's whiskey in the jar

I counted out his money, and it made a pretty penny.
I put it in my pocket and I took it home to Jenny.
She said and she swore, that she never would deceive me,
but the devil take the women, for they never can be easy

I went into my chamber, all for to take a slumber,
I dreamt of gold and jewels and for sure it was no wonder.
But Jenny took my charges and she filled them up with water,
Then sent for captain Farrel to be ready for the slaughter.

It was early in the morning, as I rose up for travel,
The guards were all around me and likewise captain Farrel.
I first produced my pistol, for she stole away my rapier,
But I couldn't shoot the water so a prisoner I was taken.

If anyone can aid me, it's my brother in the army,
If I can find his station down in Cork or in Killarney.
And if he'll come and save me, we'll go roving near Kilkenny,
And I swear he'll treat me better than me darling sportling Jenny

Now some men take delight in the drinking and the roving,
But others take delight in the gambling and the smoking.
But I take delight in the juice of the barley,
And courting pretty fair maids in the morning bright and early

domenica 14 marzo 2010

Disinteresse

Di fronte agli ultimi avvenimenti più o meno politici italici provo un sempre maggiore senso di disgusto. Un po' di nausea sale dallo stomaco in bocca, e non è bello.
Ciò che qualcuno mi aveva "preannunciato" sotto voce si sta avverando (vedi post precedente) e sembra che le conseguenze di tutti questi casini non siano ancora finite.
Ogni tanto è facile fare la Cassandra sui destini del paese, ed in questo periodo poi la previsione al peggio è naturale, è un po' come sparare alla croce rossa (o - usando una metafora che amo - picchiare uno che sta cagando) insomma...
Poi accade che leggo una statistica secondo cui sembra che ci stiamo (uso il plurale perché anch'io sono nel mucchio, e mi incazzo spesso...) arrovellando attorno a problemi che interessano - ad essere ottimisti - solo il 20% degli italiani, un'inezia insomma! Quindi siamo una minoranza assoluta di fronte alla massa che segue il GF ed Amici !
Poi capita che ascoltando De Bortoli da Fabio Fazio in TV mi trovi stranamente d'accordo con le sue parole: in definitiva il giornalista sosteneva che in questa infinita campagna elettorale per le regionali, (non ancora iniziata ma sempre combattuta, da un anno a questa parte) i problemi veri come il ritorno del nucleare, i costi della politica le misure speciali per l'economia ed altro, non entrano mai in ballo perché offuscate dalle beghe giudiziarie dei partiti e dalle liste.

Allora mi capita in mano un vecchio raccontino di Brecht, tratto dalle Storie del signor Keuner, che oggi mi appare illuminante, anche alla luce di quel suo vecchio slogan poco rivoluzionario: "Erst kommt das Fressen, dann kommt die Moral" (prima viene il mangiare poi la morale).

Un racconto-chiave, quasi una parabola dell'attuale, che vale più di 1000 parole:

Una buona Risposta
Un giudice chiese ad un operaio se questo volesse usare la formula laica oppure quella religiosa di giuramento. Lui rispose: "Io sono disoccupato" - Questa risposta non fu data per distrazione, disse il signor K. Con questa risposta lui chiarì che nello stato in cui si trovava certe domande, e forse l'intero procedimento legale, per lui non avevano più alcun senso.

lunedì 8 marzo 2010

Quello che alcuni non dicono.

Sebbene abbia - come altri credo - passato gli ultimi giorni da spettatore annoiato passando
da un appello al Tar, ad una leggina (ina ina oh..) e covando una legittima ma mesta incazzatura pseudo politica, ho anche avuto il tempo di inserire qualche impegno inatteso di lavoro.

Durante il weekend ho lavorato come un'ape (laboriosamente!) ad un paio di traduzioni molto improvvise e molto "delicate" che mi sono state affidate da una nuova conoscenza intellettuale. La persona - che conoscevo solo per il vizio di leggere e vedere TV - è un eccezionale filosofo (oh, uno vero eh! uno che sulla carta d'identità c'ha proprio scritto FILOSOFO! cosa che io non so nemmeno se c'ho scritto ancora operaio!), un tipo da cui ti attenderesti pistolotti metafisici, linguaggi aulici al limite del mistero eleusino ecc... Ed invece qui sta la sorpresa: il tipo è IN GAMBA! un vero scavezzacollo, un eretico della politica, della letteratura e compagnia bella insomma (Oddio, sto scrivendo come Holden Caulfield! aiuto!) e la sua conoscenza - oltre ad arricchirmi culturalmente (ed ok, anche un po' di soldini sono entrati, dai..) mi ha dato una scossa intellettuale!

Sorvolo - per pietà cristiana - sui particolari del lavoro, e sul suo nome (Iddiosolosa quanto la privacy sia in pericolo, no? lo dice sempre Ghidini!) ma colgo l'occasione per fare un paio di considerazioni pubbliche, che sorgono dai dialoghi dei giorni passati:

Ordunque, il filosofo di cui sopra, è molto ammanicato nell'establishment universitario, ma anche nel magico mondo della TV, in quanto spesso ospite dei teatrini tanto cari sono al Premier (o no?) in quanto esperto anche di cose economiche.
E qui sta il bello: in camera caritatis (in realtà nel suo studio pieno di libri e fogli, chè manco la biblioteca di Hogwart è così!) mi ha confessato vizi, dicerie, segretucci sporchi e meschini dei famosi VIPS salottieri, ma anche dei giornalisti paludati e prezzolati (loro, loro.. sapete di chi si parla, no?) sempre presenti con il loro piglio e cipiglio da tuttologi cazzari.

Beh, ho avuto la conferma di qualche mio legittimo dubbio: usando una erudita parafrasi (tipo rasoio di Occam per intenderci) posso solo dire che se puzza come la cacca, è marrone come la cacca, è molliccia come la cacca, non vi stupite: è proprio CACCA! (ed ahimè ci sta circondando, qui lo dico e qui lo nego però, e voglio la controfirma del presidente pure io, cacchio!).

Scandali, magna magna, ariaccia da pseudo regime? Ancora non abbiamo visto niente amici!

Però non ditelo in giro ok? Queste cose non si dicono. non è elegante.....

venerdì 5 marzo 2010

Legaliter

Stamattina, leggendo il post di Mafalda, dedicato al film I cento Passi, ho collegato la figura di Peppino Impastato a quella di un altro bravo giornalista indipendente, anche lui ammazzato dalla malavita organizzata (la Camorra, per inciso): Giancarlo Siani.

L'accostamento tra queste due figure, ed i film che ne hanno descritto le rispettive parabole, e l'attualità del 2010 mi lascia però perplesso, e - per citare Flaiano nel giorno del suo centenario - sono propenso anch'io ad affermare che:
"

Essere pessimisti circa le cose del mondo e la vita in generale è un pleonasmo,

ossia anticipare quello che accadrà"


Lo "stridore" del paragone nasce dalla lettura di questo articolo di giornale: Favara: c'è la lezione sulla legalità, gli studenti lanciano oggetti alla polizia.
Ed allora ripenso alle battaglie di Impastato e Siani, non due martiri votati al sacrificio estremo in nome della legalità, ma ragazzi semplici, due giornalisti armati del coraggio delle proprie idee, di penna e taccuino, disposti a mettere in dubbio le verità trasversali, non accettando mai di piegare la testa, di tacere, per poter parlare della vita reale.
Siani fu chiamato a tenere qualche lezione di legalità e giornalismo nelle scuole a Napoli, ed amava trasmettere le sue esperienze, donare un po' di senso del legale ai giovani.
Quanto tempo è passato? Anni o secoli?

Dove sempre la legalità latita persino nei governanti, dove i rapporti amicali tra Cosa Nostra e la politica ormai non fanno più nemmeno scandalo, in un tempo in cui il sottile confine tra legale ed illegale, tra rispetto della legge ed uso della legge personale è a pezzi, beh, anche quei giovani che rifiutano la polizia in terra di mafia (ed altrove, purtroppo) saranno sempre più autorizzati a seguire il mainstream....



martedì 2 marzo 2010

La solitudine del Satiro

Un altro anniversario letterario è alle porte: il 5 Marzo 2010 saranno esattamente 100 anni (come passa il tempo quando uno si diverte) dalla nascita di Ennio Flaiano.

I più accorti (e quelli senza problemi di Alzheimer..) si ricorderanno che ho già dedicato un post ad uno dei miei Italiani preferiti, non solo uno scrittore, ma un artista a tutto tondo della vita, il pittore dell'Italia del Boom, l'amico (e sceneggiatore) di Fellini, il sagace aforista, a cui ancora oggi attingono comici ed intellettuali.

Leggo che per celebrare quest'anniversario saranno organizzate mostre in Italia (in Abruzzo, a Roma) ed all'estero (persino a Vienna) e ne sono felice. Spero che chi non lo conosce ancora - soprattutto i giovani costretti a leggere ancora SOLO Manzoni al Liceo - possa conoscerlo meglio e magari innamorarsene un po'.
La ricorrenza ha risvegliato in me - come capita spesso, sono un lettore compulsivo io - la voglia di riprendere in mano il suo diario notturno, iniziando da quella perla di ironia ed ambiente che è Un marziano a Roma.

La descrizione dell'atterraggio dell'astronave a Villa Borghese, gli incontri con i vari intellettuali (Fellini senza le scarpe dall'eccitazione, Mario Soldati che piange...) e con la gente comune, lo sconcerto e la gioia delle prime ore, lasciano poi spazio ai primi, odiosi blocchi del traffico lungo Via Nazionale, e lo spirito romano, un po' menefreghista, indolente per i disagi causati (fenomenale il dialogo nel bus fermo nel traffico: "ma che è venuto a fare?" - "Vuoi mettere come si sta a Roma e su Marte? Tu ci staresti su Marte?" - "Manco morto!") prevale con i giorni...

Che dire? Sono innamorato di Flaiano (non si capiva eh?) e sarei felice se qualche nuovo lettore lo conoscesse anche grazie a questo anniversario.

14 ottobre
Le autorità hanno fatto recintare l'aeronave, che si potrà d'ora in poi vedere dietro pagamento di una tassa a favore di certe opere assistenziali cattoliche. Il marziano ha dato la sua approvazione. La tassa è stata fissata in lire cento, per permettere anche alle persone meno abbienti di vedere l'aeronave. Tuttavia i mutilati di guerra, i funzionari del ministero degli Interni, i giornalisti con tessera possono entrare gratis. Gli enalisti, le scuole e le comitive possono ottenere uno sconto.