Pensieri, immagini, sensazioni, suggestioni da fermo ed in viaggio, in italiano, inglese e tedesco. Thoughts, pictures, feelings and charms from my travels and my life, in Italian, German, English. Gedanken, Bilder, Gefühle, Stimmungen aus meinen Reisen und meinem Leben, auf Italienisch, Englisch und Deutsch
venerdì 30 aprile 2010
Vivo. E vegeto...
domenica 25 aprile 2010
La terra di Mezzo
mercoledì 21 aprile 2010
L'angolo del Buonumore
La mia vita sessuale è talmente scarsa che sto partecipando ai campionati mondiali di astinenza. Nelle semifinali incontrerò il Papa. Guy Bellamy
Oggi sono andato all'Ikea per comperarmi una mensola. Non l'ho trovata e sono uscito con un salmone. Sono tornato a casa, l'ho aperto e, vaffamculo, era da montare! Claudio Batta
Datemi le mie mazze da golf, un po' d'aria fresca e una bella ragazza e potete anche tenervi le mazze e l'aria fresca. Jack Benny
Avete visto la pubblicità dell'American Express? "Salve, sono Valentino e sono felice con la mia carta di credito" Grazie al cazzo, anche noi saremmo felici con la tua carta di credito! Alessandro Di Carlo
Sì ma Clinton doveva immaginarlo che la Lewinsky non avrebbe tenuto la bocca chiusa!
Renato Trinca
Qualsiasi idiota è capace di prendere una tigre per i coglioni, ma ci vuole un eroe per continuare a stringere. Enrico Bertolino
Conosci te stesso (e non rompere il cazzo a me). Corrado Guzzanti
"Comunque è uno che si era perso" (Graffito comparso sulla statua di Cristoforo Colombo a New York)
Quello che ha inventato la ruota era un idiota. E' quello che ha inventato le altre tre che era un genio. Sid Caesar
Quella del sesso è un'arte che non credo di possedere. Ieri una prostituta con cui ero già stato un paio di volte mi ha tirato fuori la scusa del mal di testa. Mirco Zilio
ALE Io ho la chitarra di Chopin.
FRANZ Non dire cagate che Chopin non ha mai usato la chitarra.
ALE Infatti è nuova, è ancora imballata!
Ale e Franz
Il mio fisico non tollera la roba, l'alcol. Veramente! Ho bevuto un Martini la vigilia dell'ultimo dell'anno e ho tentato di dirottare un ascensore su Cuba! Woody Allen
Chi trova un amico gli tromba la mogli. Conte Uguccione (Bebo Storti)
Berlusconi fin da piccolo disse: "O divento presidente del Consiglio o niente". E' riuscito a diventare tutt'e due. Roberto Benigni
Sai come fanno i cinesi a scegliere il nome da dare al figlio appena nato? Buttano giù per le scale una scatola di chiodi, sentono il rumore e lo chiamano così. Giancarlo Bozzo
CAROLA Le ipotesi sulla morte di Lady Diana mi hanno molto turbato... ho sentito parlare di complotto, ma chi può avere interesse a eliminare una regina? QUELO Forse l'alfiere. (Corrado Guzzanti)
Dio creò la Padania, poi si accorse dell'errore e creò la nebbia. Scritta su un muro di Napoli
Perchè canti? - Per ammazzare il tempo! - Certo che possiedi un'arma micidiale! Fratelli Marx
Agostini-Larousse è orgogliosa di presentare un'iniziativa editoriale senza precedenti: il Nuovo Dizionario italiano-francese sbagliato. Oltre centomila voci errate, duemiladuecento illustrazioni incomprensibili, appendice di neologismi a casaccio. Dizionario italiano-francese sbagliato. Il piacere di chiedere l'ora e vedersi consegnare due etti di bresaola. Claudio Bisio
Era così piatta che il reggiseno non aveva la prima, aveva la retromarcia.
Giorgio Faletti
Una donna di 84 anni mi ha chiesto di aiutarla ad attraversare la strada. Io l'ho aiutata, però a quell'età dovrebbe iniziare a cavarsela da sola. Stefano Zaccarella
Il coraggio non mi manca. E' la paura che mi frega. Antonio Albanese
Lo stinco di una gamba è un aggeggio per trovare i mobili quando c'è buio. Colin Bowels
Ma parità dei sessi vuol dire che dobbiamo avercelo lungo tutti uguale? Mr Forest (Michele Foresta)
Recita un antico proverbio cinese: E' vero che chi semina raccoglie, ma è anche vero che chi raccogli si china e a chinarsi lo si prende facilmente nel culo. Paolo Hendel
VERA Per esempio... se Cristo suonasse oggi alla sua porta lei lo riconoscerebbe?
QUELO Certo...
VERA Come può esserne così sicuro?
QUELO Il citofono è rotto da due anni.
Quelo (Corrado Guzzanti)
VIAGGIATORE Quando parte 'sto cesso di treno? CONTROLLORE Appena si riempie di stronzi. Salga. Gianni Ippolito
Siamo giunti al minuto che intercorre tra il 16° e il 18°. Sandro Ciotti
lunedì 19 aprile 2010
Shakespeare 1 - Moccia 0
sabato 17 aprile 2010
Top Five
mercoledì 14 aprile 2010
Verkehr am Potsdamer Platz

Sie stehen verstört am Potsdamer Platz.
Sie wissen vor Staunen nicht aus und nicht ein.
Es klingt, als ob die Großstadt stöhnt,
Sie machen vor Angst die Beine krumm.
Stanno sconvolti a Potsdamer Platz
E pensano che Berlino sia troppo chiassosa.
La Notte si accende di Kilowatt
A bassa voce una signorina dice “Vieni con me tesoro”
E la birbona mostra molta pelle nuda.
Trasecolano e più niente capiscono
Rimangono lì e si fanno domande
Le rotaie risuonano, le auto gridano

Preferirebbero essere a casa
E trovano Berlino troppo grande.
E’ come se la metropoli gemesse
Perché qualcuno la sta osservando
Le case scintillano, la Metro romba
Loro a questo non ci sono abituati
E trovano Berlino troppo selvaggia
Le gambe tremano dalla paura
E fanno tutto al contrario
Sorridono attoniti. E attendono sciocchi
E restano lì sulla Potsdamer Platz
Finchè qualcuno li investe.
martedì 13 aprile 2010
Non leggete Travaglio !
Se volete vivere una vita tranquilla,

sabato 10 aprile 2010
Nemici di Maria
Il critico "storico" della TV in realtà mette a fuoco soprattutto l'aspetto commerciale, del business nato attorno ai cosiddetti talent shows in TV, ed alla conseguente auto-celebrazione del Clan della suddetta Maria/Costanza, che sforna audience come un fornaio sforna panini.
- Una drammatica sterzata nelle prospettive lavorative/culturali,anzi di vita tout court direi, della generazione che si sta abbeverando a queste fonti televisive, ovvero la speranza (spesso vana) di esistere e lavorare solo ed esclusivamente in un mondo dello spettacolo che tutti vedono come l'unico dei mondi possibile.
- Un altrettanto spaventoso impoverimento dialettico (grammaticale, morfo-sintattico) nella media degli studenti già a partire dalle scuole elementari (complici/colpevoli in questo caso i genitori) ed una tendenza ossessiva all'urlo, al sovrapporre la voce, il tono, fino a scimmiottare vere e proprie risse da ring televisivo che prende il posto della civile discussione.

La conseguenza più disastrosa di questo atteggiamento è l'abuso cosciente degli strumenti messi a disposizione dal web 2.0.
E' storia recentissima, e purtroppo reiterata, la messa in onda di ogni nefandezza verso i soggetti più deboli su Youtube, e la conseguente - ipocrita - caccia alle streghe di un mondo politico vecchio (che pensa con riferimenti inadeguati) ed impreparato al 21° secolo verso i providers stessi...
Non sono molto ottimista a riguardo, lo ammetto. In un paese in cui le opinioni del popolo si formano per il 75% seguendo asetticamente la TV, in un'Italia in cui i giornalisti ormai superano i lettori (per non parlare dei libri, stendiamo un velo pietoso..) un paese dove alle castronerie di partecipanti, conduttori, politici ai limiti dell'analfabetismo (vedi i vari servizi de Le Jene) si guarda con simpatia, quasi con affetto, beh per questo paese non vedo molta redenzione !
giovedì 8 aprile 2010
Banchetti e stravizi.
Tra le mie fonti locali c'è un poeta/cuoco vissuto ad Orvieto nel 14° secolo: Simone Pudenziani (o Prudenziani, secondo la grafia), noto per aver descritto in alcuni sonetti veri e propri banchetti in rima, molto interessanti per gli studiosi di cucina medievale.
"Tortelli in scutella e bramangeri
suppa francesca, lasagne e 'ntermesso
raviol prima e poi ce vennr 'l lesso
polli, somata, segnali e pevieri
Poi capriuoli e lepori in civieri
tordi, piccioni, starne arosto apresso
cum vin vermigli et arance cum esso
poi palmiscione, tartare e pastieri.
Bianchi savori, verdi e camelli
composta, olive conce qui se ne pone
per far nostri apetiti agusi e fini.
pere cotte e tragea quivi sone
uva passa,mele appie e nocelline
poi anace, confetta e 'l ciantellone."
- Succar = zucchero
- Tragea o Trasea = una sorta di confetti minutissimi
- Annasi = anici
- Chiarera = vino chiaretto
- Somata = lonza di porco messa sotto sale
- Segnali = cinghiali
- Pevieri o Pivieri = uccelli della famiglia dei trampolieri
- Composta = conserva di varie frutte
- Ciantellone = buon bicchiere di vino
lunedì 5 aprile 2010
Lui chi è ? - Brevi riflessioni a margine di alcune singolari statue nella Mitteleuropa moderna
Il fatto è che non mi veniva in mente un titolo migliore oggi; sarà l'effetto mefitico dei piccoli bagordi alimentari post pasquali, o l'arteriosclerosi che ha ripreso a galoppare, comunque il risultato è questo, ma - come si dice da sempre - mai giudicare un libro dalla copertina, no? Quindi spero che il seguito di questi vaneggiamenti risulterà più interessante, ecco.
La riflessione di cui sopra sorge dall'osservazione odierna di alcune foto che ho scattato negli ultimi 2 anni tra Praga, Bratislava e Budapest, in occasione dei miei viaggi estivi. Le tre città - già capisaldi dell'impero Habsburgico in periodi diversi - presentano alcune carattersitiche urbanistiche comuni, nate dall'esigenza democratica (dopo il 1989) di rivitalizzare, sbloccare ed "umanizzare" alcuni luoghi storici, troppo a lungo musealizzati in puro stile sovietico a scapito della storia e dell'arte precedente.
Qualche retaggio urbano dell'epoca socialista sopavvive ancora, soprattutto a Budapest (penso all'enorme, inutilmente faraonica Piazza degli eroi), e non solamente nelle periferie popolari, lontano dal centro storico, ma per lo più la vita quotidiana ed un'architettura più consapevole della tradizione storica, sembra prevalere oggi.
L'ombra dell'impero Habsburgico, con le conseguenti tracce sparse di un'urbanizzazione - per così dire "viennese" - è difficile da cogliere, purtroppo la foga razionalistica di impronta sovietica ha smantellato un impero di pietra per construirne un altro...
Eppure negli ultimi anni si è assistito ad una meritoria riappropriazione della memoria comune, una sorta di "musealizzazione" del quotidiano, dell'anonimo, del non-eroico insomma, quasi a vendicare l'erosimo kitch delle strutture sovietiche a favore di un'attenzione al particolare qusi "Biedermeier".
A Praga, ma più frequentemente a Budapest e riccamente a Bratislava, passeggiando per le strade, ci si imbatte in statue di bronzo, apparentemente fuori contesto, stranianti, eppure ben integrate nell'ambiente cittadino.
Si tratta spesso di opere d'arte contemporanee dedicate alle persone normali, agli operai, agli eroi locali (per noi sconosciuti) oppure - nel caso in cui rievochino personaggi famosi - dissacranti nei confronti del soggetto.
Quest'operazione mi ha affascinato, la trovo molto "moderna", nel senso "Benjaminiano" (o persino à la Wahrhol) del termine: si è insomma cercato di classicizzare il pop, di rendere arte la vita quotidiana, un approccio che in Italia - nel paese dei limoni e dei Fori Romani - vedo poco plausibile.
Eccone alcuni esempi:

Budapest: Anonymous - La statua, opera di Miklòs Ligeti, si trova di fronte al castello di Vajdhahunyad, nel celebre parco Varosliget. E' una delle statue più amate (e fotografate) di Budapest. Rappresenta un anonimo scrittore / cronachista che scrisse al tempo di Re Bèla, nel XIII secolo, molto importante per aver registrato la storia del periodo, eppure rimasto anonimo. Secondo la tradizione locale, gli scrittori che temono di aver perduto la loro vena, oppure chiunque voglia diventare scrittore, deve recargli omaggio, e toccare la sua penna (che, come si vede nella foto, è lucida per lo sfregamento..). Io l'ho fatto, non si sa mai!

Praga: Fontana umana - Kafka Museum. Proprio di feonte al museo Kafka (mia meta di pellegrinaggio...) si trova questa curiosa fontana che sembra richiamare un'evoluzione metafisica del famoso bambino che fa pipì di Bruxelles, o almeno a me piace pensare che sia così..

Budapest: Kiskiralylany (Principessina) lungo il Danubio, volutamente ambiguo "sessualmente" sembra un bambino ma forse è una bambina, ricorda molto un Peter pan di bronzo..

Budapest: ragazza che gioca con un cane - Tra le mie preferite, passeggiando lungo il Danubio non si può far a meno di osservare con tenerezza questa statua di David Raffay.

Bratislava: Soldato dell'esercito di Napoleone – Un'altra statua che si sporge da una panchina nella Piazza Principale (Hlavne namestie) nel centro di Bratislava. Questo soldato ricorda ai turisti lo stesso Napoleone che indossava un cappello tipico (Napoleone ha visitato Bratislava la prima volta nel 1805, poi nel 1809 l'esercito di Napoleone fece esplodere il Castello di Devin vicino a Bratislava). Sia ai turisti che alle persone del posto piace sedersi sulla panchina con il soldato dietro di loro.

Bratislva: Cumil – Questo tipo, che risiede nel Centro Storico, risale solo al 1997, ma gli abitanti di Bratislava e i turisti lo adorano. Ai bambini piace abusare di lui sedendosi sulla sua testa. Accese discussioni hanno avuto luogo quanto a cosa effettivamente l'uomo stia combinando – dovrete decidere se si sta semplicemente riposando, se sta cercando le gonne delle donne, se ha appena pulito la fogna...

Bratislva: Schone Naci – La materia delle leggende di Bratislava, Schone Naci fu una nota figura nei primi anni del 20° secolo. Un pover'uomo e malato mentale, si pavoneggiava per le strade di Bratislava con un vestito vecchio, ma elegante – un abito di velluto, accoglieva i passanti con il suo cappello a cilindro e si inchinava cortesemente alle signore che passavano.
venerdì 2 aprile 2010
Figlio bianco e vermiglio
lo tuo figliolo è preso
Iesù Cristo beato
Accurre, donna e vide
che la gente l’allide;
credo che lo s’occide,
tanto l’ò flagellato».
[Maria]
«Como essere porria,
che non fece follia,
Cristo, la spene mia,
om l’avesse pigliato?».
[Nunzio]
Iuda sì ll’à venduto;
trenta denar’ n’à auto,
fatto n’à gran mercato».
[Maria]
«Soccurri, Madalena,
ionta m’è adosso piena!
Cristo figlio se mena,
como è annunziato».
[Nunzio]
«Soccurre, donna, adiuta,
cà ’l tuo figlio se sputa
e la gente lo muta;
òlo dato a Pilato».
[Maria]
«O Pilato, non fare
el figlio meo tormentare,
ch’eo te pòzzo mustrare
como a ttorto è accusato».
[Popolo]
«Crucifige, crucifige!
Omo che se fa rege,
secondo nostra lege
contradice al senato».
[Maria]
«Prego che mm’entennate,
nel meo dolor pensate!
Forsa mo vo mutate
de que avete pensato».
[Popolo]
«Traiàn for li latruni,
che sian soi compagnuni;
de spine s’encoroni,
ché rege ss’è clamato!».
[Maria]
«O figlio, figlio, figlio,
figlio, amoroso giglio!
Figlio, chi dà consiglio
al cor me’ angustiato?
Figlio occhi iocundi,
figlio, co’ non respundi?
Figlio, perché t’ascundi
al petto o’ sì lattato?».
[Nunzio]
«Madonna, ecco la croce,
che la gente l’aduce,
ove la vera luce
déi essere levato».
[Maria]
«O croce, e que farai?
El figlio meo torrai?
E que ci aponerai,
che no n’à en sé peccato?».
[Nunzio]
«Soccurri, plena de doglia,
cà ’l tuo figliol se spoglia;
la gente par che voglia
che sia martirizzato».
[Maria]
«Se i tollit’el vestire,
lassatelme vedere,
com’en crudel firire
tutto l’ò ensanguenato».
[Nunzio]
«Donna, la man li è presa,
ennella croc’è stesa;
con un bollon l’ò fesa,
tanto lo ‘n cci ò ficcato
L’altra mano se prende,
ennella croce se stende
e lo dolor s’accende,
ch’è plu multiplicato.
Donna, li pè se prènno
e clavellanse al lenno;
onne iontur’aprenno,
tutto l’ò sdenodato».
[Maria]
«Et eo comenzo el corrotto;
figlio, lo meo deporto,
figlio, chi me tt’à morto,
figlio meo dilicato?
Meglio aviriano fatto
ch’el cor m’avesser tratto,
ch’ennella croce è tratto,
stace descilïato!».
[Cristo]
«O mamma, o’ n’èi venuta?
Mortal me dà’ feruta,
cà ’l tuo plagner me stuta,
ché ’l veio sì afferato».
[Maria]
«Figlio, ch’eo m’ aio anvito,
figlio, pat’e mmarito!
Figlio, chi tt’à firito?
Figlio, chi tt’à spogliato?».
[Cristo]
«Mamma, perché te lagni?
Voglio che tu remagni,
che serve mei compagni,
ch’êl mondo aio aquistato».
[Maria]
«Figlio, questo non dire!
Voglio teco morire,
non me voglio partire
fin che mo ’n m’esc’ el fiato.
C’una aiàn sepultura,
figlio de mamma scura,
trovarse en afrantura
mat’e figlio affocato28!».
[Cristo]
«Mamma col core afflitto,
entro ’n le man’ te metto
de Ioanni, meo eletto;
sia to figlio appellato.
Ioanni, èsto mea mate:
tollila en caritate,
àginne pietate,
cà ‘l core sì à furato».
[Maria]
«Figlio, l’alma t’è ’scita,
figlio de la smarrita,
figlio de la sparita,
figlio attossecato!
Figlio bianco e vermiglio,
figlio senza simiglio,
figlio, e a ccui m’apiglio?
Figlio, pur m’ài lassato!
Figlio bianco e biondo,
figlio volto iocondo,
figlio, perché t’à el mondo,
figlio, cusì sprezzato?
Figlio dolc’e placente,
figlio de la dolente,
figlio àte la gente
mala mente trattato.
Ioanni, figlio novello,
morto s’è ’l tuo fratello.
Ora sento ’l coltello
che fo profitizzato.
Che moga figlio e mate
d’una morte afferrate,
trovarse abraccecate
mat’e figlio impiccato!».





