Pensieri, immagini, sensazioni, suggestioni da fermo ed in viaggio, in italiano, inglese e tedesco. Thoughts, pictures, feelings and charms from my travels and my life, in Italian, German, English. Gedanken, Bilder, Gefühle, Stimmungen aus meinen Reisen und meinem Leben, auf Italienisch, Englisch und Deutsch
domenica 30 maggio 2010
Fado
mercoledì 26 maggio 2010
Spirito d'adattamento
"Un momento solo signore, devo chiedere una cosa al responsabile."
Il commesso si avvia verso gli uffici direzionale senza accorgersi che il cliente lo segue.
Entra nell'ufficio del responsabile e prorompe: "Direttore, c'e' un cretino di là che mi ha chiesto mezzo cocomero."
Cenni disperati del responsabile, che ha visto il cretino in questione.
Il commesso si gira e, senza fare una piega, dice: "E poi ci sarebbe questo gentleman che sarebbe interessato a prendere l'altra metà."
Risolta la situazione, il responsabile e il commesso si ritrovano da soli nell'ufficio;
"Giovanotto, - dice il direttore, - stava per combinare un bel disastro, ma non ho potuto fare a meno di ammirare il sangue freddo con cui ne è uscito fuori.
"Mi chiamo Ciro Quagliarulo, signore, e vengo da Napoli, città di grandi calciatori e grandi mignotte."
Il direttore: "Mia moglie e' di Napoli..."
"Ah, si'? E in che ruolo gioca?"
domenica 23 maggio 2010
Che soddisfazione . . . . !

La sconfitta era una way of life per noi. Eravamo taaanto carini e simpatici a tutti, innocui come un peluche, e le barzellette sull'Inter si moltiplicavano, gareggiando - loro sì - per il primato con quelle sui carabinieri:
basta un po' di sapone per lavare la bandiera del 1978.."
Voi non conoscete l'onta, direi la vergogna, di vedere un vero Signore come Moratti che spendeva miliardi (e vi assicuro, che nello sconforto era come se li spendessimo noi!) di vecchie Lire per vedere giocare veri bidoni come Darko Pancev.... ed essere derisi dai maledetti gobbi con soddisfazione, mentre al Comunale di Torino sfrecciava Platini, un genio, stronzo ma genio....
Non immaginate nemmeno lo sconforto di chi - dal 2002 - pensava al 5 Maggio non per Napoleone o Manzoni, ma per l'ennesima sconfitta all'ultima giornata con pianto annesso di Ronaldo...
Per la mia generazione, troppo giovane durante il famoso Italia Germania 4-3, il Santiago Bernabeu resta legato ad Italia Germania 3-1, a Paolo Rossi, a Spillo, a Tardelli che urla come un forsennato (altro che Murinho a Barcellona..) ma da ieri sera un'altra cellula della memoria si è attivata !
Ecco perchè oggi, 23 Maggio 2010, dopo una notte quasi insonne per l'adrenalina che non passava, posso dire con orgoglio di amare questi colori, questa squadra folle (veramente pazza, che ci ha abituato a vittorie rotonde e Caporetto improvvise), questa amalgama mondiale, perfetta di facce e colori, di giovani e meno giovani, di gentiluomini come Zanetti e hooligan come Balotelli, la squadra che fu di Facchetti, un marziano per cortesia ed aplomb sceso su questo paese incivile, e di quel genio dell'avvocato Prisco, vero Falsatff del pallone.
Ed allora la soddisfazione di un post quarantenne come il sottoscritto è democraticamente come quella dei "pischelli", è trasversale e completa.

P.S. Solo chi è stato nelle tenebre può assaporare il piacere del sole !
venerdì 21 maggio 2010
La pubblicità è l'anima del commercio
Quando un cartello tira più di una coppia di buoi......- Nota linguistica: "picchia" in Umbria è da leggersi come sinonimo dell'organo riproduttivo femminile (dove "picchio" è chiaramente quello maschile..).
- Nota geografica: Montecchio è una ridente località tra Amelia ed Orvieto, quindi un paese reale!
mercoledì 19 maggio 2010
The new Prophecy: Home sweet Home
Come succede sempre più spesso, alcune mie - aihmè fosche - previsioni sul destino di questo povero stivale si rivelano sorprendentemente esatte. Sarà perchè "c'azzecco" per motivi cabalistici, sarà perchè sono informato sui fatti (vedi questo post), sarà il maltempo che affina le mie doti divinatorie o altro, beh sembra che il mio cervelletto sia un diapason perfettamente in sintonia con le magagne italiche.
Mi sto convincendo a lasciare l'infame carriera didattica per aprire un banchettino da lettore di carte o chiromante (ma visto l'andazzo mi sa che mi toccherà buttarmi sulla copromanzia..) in piazza e leggere il futuro dei passanti !
Vabbè, allora visto che siamo in tema divinazioni, ne faccio un'altra qui, ora. Anzi no, meglio: la ribadisco qui, visto che a casa, tra amici, ne parlo almeno da un paio di mesi e più passa il tempo, migliore è la previsione.
Questa però è facilina, anche voi ignavi e miscredenti potrete arrivare alle mie sagge conclusioni con un po' di applicazione ed un breve corso introduttivo (che tra poco metterò in vendita on line a soli € 99,99) quindi eccola qui:
Malgrado se ne parli sempre di meno in TV (ma va?), e nonostante la "velata" censura passata
e futura, il pasticciaccio brutto legato ad Anemone - le sue case -Scajola - Protezione Civile - Bertolaso - Lunardi ecc.... sta per scoppiare come un bubbone.
Nel silenzio mediatico infatti i magistrati a Perugia (mio capoluogo di regione!) stanno scavando nella cacca, e si sa: la cacca, più la rimescoli, più puzza.
Questa storiaccia ci darà ancora tante soddisfazioni, statene certi.... Ho qualche amico che lavora nei tribunali umbri e frequenta quello di Perugia che - sempre in camera caritatis - mi lascia presagire delle gioie future.... ssshhhh!!!

Ma qui sta la facilità della previsione: gli italiani, popolo incerto, immaturo, di berslusconidi mutanti ha la sua kryptonite: la CASA.
Nota apparentemente a margine: non so se qualcun altro l'aveva già notato, ma il giorno in cui sono stati pubblicati gli elenchi dei possibili privilegiati dell'Anemone, elenchi in cui figura anche l'intrepida Cesara Bonamici del TG5, questo TG, nell'edizione delle 13.00 dà la notizia (brevissima e senza commenti, un lancetto d'agenzia insomma) al 6° posto in ordine di importanza, persino dopo quella su una mostra canina.... fa pensare no?
Quindi non perdiamo la fede miei discepoli, a presto (forse) nuove divinazioni! Pace et Buono.
lunedì 17 maggio 2010
Abbidubbi

sabato 15 maggio 2010
Robin Hood - la storia (le storie) dietro la leggenda
In questi giorni il film dedicato a Robin Hood è uscito anche nelle nostre sale, e sta riscuotendo un buon successo.
Se qualcuno fosse interessato ad avere più notizie riguardo alla figura storica ed a quella letteraria dell'eroe di Sherwood, ecco un piccolo estratto di un testo più lungo che ho pubblicato tempo fa in un sito di cose medievali (e che nella sua lunghezza potrete trovare qui). Buona lettura.
Il ”miglior arciere d’Inghilterra”, la personificazione della giustizia e della lotta contro le angherie e le soverchie dei Normanni nelle antiche terre Sassoni, il protagonista di ben trentotto ballate popolari giunte fino a noi attraverso i secoli, nonché il personaggio principale ritratto dal mondo della celluloide in oltre sessanta anni di storie hollywoodiane.
Qual è il motivo di tanto successo, e – soprattutto – chi si cela dietro il cappuccio ed il velo della leggenda britannica? E’ mai esistito il
vero Robin Hood, oppure ci troviamo solo di fronte all’ennesimo parto della fantasia popolare, alla ricerca di eroi da emulare, con cui giustificare, a posteriori, le proprie azioni ?
Le storie pongono Robin e le sue gesta in luoghi e tempi reali, ben rintracciabili ancora oggi: il Nottinghamshire, al centro dell’Inghilterra, a sud della vecchia capitale York.
Chi fu in realtà Robin Hood?
La leggenda lo vuole attivo attorno al 1190, durante il regno di Riccardo Cuor di Leone, ma le testimonianze letterarie sono molto più recenti, al massimo risalgono al XIV secolo.
Alcune testimonianze ci portano ad affermare ciò: al 1261 risale infatti un documento redatto nel Berkshire (centro dell’Inghilterra), in cui un tale William, figlio di Robert il fabbro, viene accusato di furto. Nell’atto di ratifica delle accuse un ufficiale copia il nome del presunto ladro modificandolo in William Robinhood, avvalorando così la tesi che quel nome è ormai divenuto sinonimo di ladro alla metà del XIII secolo !
Uno dei possibili candidati a ricoprire tale fama può essere stato un tenente dell’arcivescovo di York, il quale venne accusato di diverse malefatte e dovette fuggire nel 1225, allora fu registrato nei documenti del 1227 come “Robin Hod fugitive”.
Non si può però provare che questo Robin Hod fosse proprio quello delle leggende, anche perché il suo stato di fuorilegge, ed il supposto periodo della sua attività non coinciderebbero con quello delle leggende.
Ecco un’altra ipotesi: poiché la leggenda di Robin è diffusa sin dal 1266, anno in cui il suo nome, e quello dei suoi compari, è citato da Walter Bower quale esempio di famoso fuorilegge, si può affermare che a questa data il nome è già noto alle cronache.
Andando a ritroso nel tempo però possiamo richiamare i celebri versi di William Langland, autore che scrive il suo “Piers Plowman” nel XIV
secolo, ed all’interno del quale uno dei personaggi, accusato di non essere un buon cristiano, risponde con le testuali parole: “I do not know my Paternoster perfectly as the priest sings it. But I know the rhymes of Robin Hood and Ranulf Earl of Chester” ("Non conosco il paternoster così bene come lo recita il prete, ma conosco le canzoni di Robin Hood e del duca di Chester").
E’ noto dai documenti ufficiali che tale duca Ranulf muore nell’anno 1153, e visto che Robin viene associato alla sua persona, ecco che il quadro si fa più chiaro…
Robin viene poi spesso citato nei racconti come Duca di Huntingdon, e quindi può essere vissuto in un periodo in cui tale ducato aveva ancora legami con la stirpe dei Loxley (che è l’altro nome con cui è noto Robin). La storia testimonia della fine di tale ducato nel
Infine il nome di Robin viene inoltre sempre associato a quello dello sceriffo di Nottingham, secondo la tradizione William Peveril, che fu anche capo guardia della foresta di Sherwood proprio all’epoca della conquista normanna, quindi attorno al 1066 !
Un’altra questione collegata all’esistenza di Robin è quella inerente alla permanenza del suo gruppo nella foresta di Sherwood: perché tali uomini furono costretti a rifugiarsi lì, lontano dalla città di Nottingham, per divenire fuorilegge ? In questo caso ci viene di nuovo incontro la storia: dopo la conquista normanna del 1066 molti nobili sassoni furono uccisi ad Hastings, chi rimase in vita fu privato dei propri possedimenti e costretto a vivere in tenda, ai margini della città.
Molte di queste persone furono chiamate Tilvatid (chi vive in una tenda), ed i Normanni li chiamarono con disprezzo Silvatici. Ciò potrebbe chiarire anche perché Robin è associato (come i sassoni ribelli) alla vita nella foresta.
Il Robin della leggenda sembra quindi coincidere con Robin duca di Huntigdon, imparentato con i Loxley, vissuto all’epoca della conquista normanna, morto prima del 1100, sulla cui tomba (o supposta tale) a Kirklees è incisa la seguente iscrizione:
Robert earl of Huntington
Lies under this little stone.
No archer was like him so good;
His wildness named him Robin Hood
For thirteen years, and something more,
These northern parts he vexed sore.
Such outlaws as he and his men
May
(Robert Duca di Huntingdon Giace sotto questa pietra Nessun arciere fu pari a lui Per la sua natura fu detto ROBIN HOOD. Per tredici anni e più Queste terre del nord egli rese aride. Fuorillege come lui ed I suoi uomini Possa l’Inghilterra non vederne più)
La leggenda ci consegna l’immagine di un fuorilegge, divenuto tale perché accusato di molti crimini dal perfido Sceriffo di Nottingham, tra cui rapine ai danni di viaggiatori inermi e l’uccisione di diversi cervi reali.
Collegata a questo crimine è la sua fama di essere il miglior arciere d’Inghilterra, e l’episodio in sé è indicatore anche di un altro aspetto della vita medievale nel Nottinghamshire durante i Medioevo: l’importanza della foresta e degli animali che la abitano.
Perché Robin viene sempre ricordato come arciere e non, come succede ad altre figure, come cavaliere? L’arco in questione è il cosiddetto Long Bow, o arco lungo, vanto e delizia di tutti i nobili inglesi che lo usano per andare a caccia, o per fare la guerra, come è ancora ben visibile sul famoso arazzo di Bayeux risalente al XII – XIII secolo.
Ecco quindi che Robin, grazie alla sua maestria con l’arco, rappresenta in pieno il carattere e le virtù inglesi, o forse dovremmo dire sassoni, in opposizione ai Normanni, contro cui userà spesso la sua arma, a mo’ di stendardo di liberazione.
Esistono trentotto ballate tradizionali nate attorno alle gesta ed alla figura di Robin. Molte di esse però furono scritte solo tra il XVII ed il XVIII secolo, altre invece risalgono almeno al XV secolo, e si suppone che siano state scritte almeno un secolo prima.
Le figure che attorniano di volta in volta Robin sono altrettanto note, e spesso hanno anch’esse legami con la storia ufficiale: Guy di Gisborne, il Frate (a volte Tac, a volte con altri nomi), vari monaci dei Monasteri attorno a Nottingham, e Lady Marian chiaramente…
L’ultima storia, che ricalca la vita di Robin, ci narra proprio della sua morte, ed è la cupa
descrizione della fine dell’eroe tra le braccia dell’amico di sempre Little John.
La foresta di Sherwood assume un carattere fondamentale anche nella storia personale di Robin, così come nelle vicende che lo hanno portato ad essere un fuorilegge.
Storicamente Sherwood era una foresta reale, soggetta alle leggi del Re, ed esclusivo spazio di caccia della corte.
Ciò in quanto la caccia è sempre stata passione reale, ed il fatto di aver deliberatamente ucciso dei cervi “reali” in quel luogo rappresenta un’esplicita violazione della legge, e quindi la messa al bando di Robin e dei suoi uomini, i quali però – con sprezzo del pericolo e delle convenzioni – torneranno a vivere di nascosto proprio là.
Robin Hood, oggi è soprattutto business: il mondo di ieri, la leggenda ci guarda e ci accoglie al “World of Robin Hood“, una sorta di Disneyland medievale, piena zeppa di facce di cera, un baraccone turistico per ingannarci ed alimentare il mito (e l’economia locale...), ed i bravi turisti si lasciano trasportare dal kitsch più becero, salendo sulla giostra per attraversare una foresta di Sherwood reinventata per gli americani.
Tra tiri all’arco, berlina con foto e puzza interattiva, si può compiere un viaggio indietro nel tempo, ma l’impressione resta ahimè quella di essere piombati all’interno di uno dei tanti libri a fumetti dell’infanzia, ed il vero Robin è duro a scovarsi, da buon fuorilegge sfugge a questo Luna Park, forse per abitudine, o per vergogna.
lunedì 10 maggio 2010
SESSO SFRENATO ! ! !
Visto che non ho ancora idee brillanti da condividere con alcuno, e non voglio ammorbarvi con le mie crisi mistiche/psichiche (non mi permeterei mai!) voglio solo verificare una congettura.
Oggi, 10 Maggio 2010 il contatore visite segna 110507. Sono curioso di vedere a che numero arriverò, diciamo, a metà settimana.
Per non deludere del tutto i sessuomani comunque ecco un bell'accoppiamento, al volo!



