Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

lunedì 29 novembre 2010

Glee

Nel corso del mio abituale pellegrinaggio tra i vari show e/o telefilm di Sky, un po' si tempo fa mi sono soffermato sul famoso/famigerato Glee, di cui tanto avevo letto, sentito ed intravisto, ma senza mai averlo seguito del tutto.
In effetti il target è leggermente più alto di quello del pubblico di - ad esempio - High School Musical, o di altre facezie canterine che finiscono tristemente per ricordarmi i-mai-amati-anzi-odiati Amici di Maria De Filippi... Ergo avevo sdegnosamente voltato lo sguardo (o più prosaicamente cambiato canale) allorché mi imbattei per caso nel suddetto show.

Devo ammettere però che da ragazzo sono stato un fervido spettatore della storica serie TV "Fame - Saranno famosi" che adoravo e seguivo nell'ora postprandiale, di solito dedicata all'abbiocco, al ritorno dalla scuola, ma che in quegli anni mi vide seguire la serie come un vero fan, un rito che trovava poi la sua controparte con la visione di Happy Days all'ora di cena!

Conscio di questa antica passione ho messo da parte per un po' il mio snobismo ed ho buttato lì l'occhio, cercando di vedere alcune puntate della 1a stagione in replica (dal 1° Dicembre partirà la seconda stagione infatti..) preferendo la visione in lingua originale offerta da Sky.

Allora ho realizzato: la forza planetaria di questa vera e propria "macchina da soldi" è molto simile a quella del mio "Fame", e non a caso la serie conta fan club in tutto il mondo, un merchandising da paura e - elemento da non sottovalutare - i dischi con le cover di celebri brani pop, ricantate dagli attori, hanno venduto milioni di copie!
Ricordo che l'anno scorso, si organizzò anche uno dei primi "flash mob" italiani alla stazione di Roma per anticiparne la visione, chiaramente un vento sponsorizzato da Fox e non frutto della spontaneità tipica dell'evento...

Ora mi sono riproposto di seguirlo (non sempre però) un po' di più, anche perchè lo trovo un'arma perfetta, micidiale, nella versione originale per fare didattica inglese in classe, mixando gergo giovanile, plot e musica - che i ragazzi amano ri-canticchiare - e così facendo posso stuzzicare la loro voglia di protagonismo riflesso e sperare in un effetto mimetico per ciò che riguarda la lingua inglese.

P.S.1 Ho scoperto che la protagonista principale di Glee nel telefilm viene imbruttita di proposito (tipo Ugly Betty), ma che in effetti - come i maschietti potranno confermare - meriterebbe invece tutt'altra considerazione (vedere qui).

PS2: tra i punti di forza del telefilm, in un continuo alternarsi di punti allegri e momenti strappalacrime, come nella migliore tradizione giovanil-soap operiana, un ruolo di rilievo lo giocano gli allestimenti para-musical delle canzoni proposte, ovvero le loro versioni più intimiste.
Ecco due esempi tipici del primo e del secondo tipo:





domenica 21 novembre 2010

Primo ricordo

Mentre passo - finalmente - per blog amici, lasciando un vago segno della mia vita terrena, ancora poco convinto se scrivere o no (mi preparo per giorni migliori e sicuramente più importanti..), leggo da Suysan la versione blogger di un invito già visto in faccialibro, legato alla settimana dei diritti dei bambini. Lì (su FB intendo) si invitavano i frequentatori a cambiare avatar per un po', sostituendolo con un cartone amato da bambini (ed io naturalmente ho scelto Charlie Brown!), qui invece si chiede di condividere un pensiero personale legato all'infanzia.
Ecco lo spunto utile allora! Qui posso scrivere 2 righe 2 senza tediare troppo, e partecipare ad un'azione carina.

I pensieri legati all'infanzia sono logicamente infiniti, e sceglierne uno, significativo per me, sarebbe impresa ardua.. Allora mi limito ad un solo ricordo, anzi IL ricordo per eccellenza, un flash più che altro, un'immagine che sale direttamente dalle stanze più antiche della mia memoria, apparentemente banale, ma che - col senno di poi - ha molta importanza. Eccolo qui:

Un'anticamera, un arco di pietra che conduce verso un corridoio, o un'altra stanza, luce che penetra da una finestra piccola, in alto, tendaggi verdi pesanti, l'odore di minestra dalla cucina, ed una grande (me la ricordo così) poltrona verde, io seduto, direi quasi avvolto, lì. Ai miei piedi giocattoli colorati, forse quadrati di legno. Poi la voce di mia madre, ed il profilo della sua panciona che appare dietro la tenda.

Tutto qui.
Dov'è la curiosità - diranno i miei piccoli lettori ? Beh, la curiosità è puramente cronologica.
Da anni tra le mie attività inutili ed economicamente superflue, posso annoverare l'interesse per le dinamiche della memoria (in modo molto confuso e sempre da precario del pensiero, sia chiaro..) e da un po' di tempo mi interrogo proprio sulla formazione dei ricordi primordiali, quelli dell'infanzia.

Mi ha sempre incuriosito ed affascinato l'idea del "primo ricordo coerente", e quindi, visto che questa immagine mi perseguita da parecchio tempo, un giorno ne ho parlato con mia madre. Beh, dall'arredamento e dalla sua pancia siamo arrivato alla verità, ovvero questo ricordo è legato ad un momento in cui io avevo appena compiuto 2 anni !

La casa che descrivo fu il primo appartamento della mia famiglia, da cui traslocammo un anno dopo, e soprattutto mia madre aspettava Livia, mia sorella, che poi sarebbe morta purtroppo..
Quindi ecco il ricordo, questo è il primo ricordo coerente della mia vita terrena in assoluto.

P.S. Solo per chiarire il contesto: quel tipetto seduto sul tavolo in basso, garrulo e beato di fronte alla torta, è proprio il sottoscritto, in quella casa, a quell'età...

sabato 13 novembre 2010

In attesa

... di ispirazione, di aver qualcosa di coerente che val la pena scrivere, di avere una vita più interessante.
Nel frattempo leggo moltissimo però. Sono nella fase letteral-bulimica. Ho divorato l'ultimo Severgnini (in 3 ore nette), l'ultimo Brizzi (in 4 giorni) ed il risultato è stata una specie di travaso di bile causato dal senso di rabbia politico-sociale.

Quindi, dossieraggio per dossieraggio, visto che quelli veri mi provocano l'ulcera, sono passato al quelli inventati, nella fiction, ed ora sono sprofondato nell'ultimo Eco.


Quindi, immaginando le vostre facce (tipo questa qui, in attesa) mi scuso per la stipsi creativa (no, non sono il buon Baol..) e vi saluto per un po'.

venerdì 5 novembre 2010

Paura dell'ottimismo

E' che quando le cose sembrano iniziare a girare bene, beh, io mi sento un po' così...
(clicca sull'immagine per ingrandire)