Pensieri, immagini, sensazioni, suggestioni da fermo ed in
viaggio, in italiano,
inglese e tedesco.
Thoughts, pictures,
feelings and charms from
my travels and my life, in Italian, German, English.
Gedanken, Bilder, Gefühle,
Stimmungen aus meinen
Reisen und meinem Leben, auf Italienisch, Englisch und Deutsch
Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)
In piazza, la piazza grande, la vecchia Piazza del Lago (Platea Laci) medievale, ma da quel momento per tutti, e per la topografia narnese: Piazza Garibaldi.
Ogni città, ogni palazzo, casa privata, osteria o taverna in Italia può vantare almeno un luogo dove l'eroe dei 2 mondi ha sicuramente riposato le sue stanche terga lungo il viaggio alla conquista del regno d'Italia.
A volte sembra che Garibaldi abbia dormito più a lungo di quanto abbia cavalcato, alla testa dei mille (e qui non posso non pensare allo straordinario ultimo garibaldino di Verdone, che ne ridimensionava il numero..) ed ogni sosta si sia protratta un po' più a lungo del dovuto.. ma tant'è!
Anche da noi, nel bel mezzo dell'ex Stato Pontificio, nella piccola città ghibellina di un tempo (comunista/di sinistra poi..) il popolo ha festeggiato, con tanto di pargoletti cantanti l'inno, banda del paese, corone alla memoria dei martiri contro il fascismo (che non guasta mai qui..), bandiere pre- e post unitarie e persino l'emulo di Garibaldi a cavallo! Per la gioia dei bimbi e degli adulti, un po' eroe risorgimentale, un po' Bufalo Bill a dire il vero, ma a noi basta.
Il Garibaldi accavallato
Il coro dei piccoli e gli orgogliosi genitori fotografanti.
Bandiere di un tempo, sul presunto balcone garibaldino.
L'applicazione l'ho scoperta e scaricata per il mio Iphone, ed è stato un vero colpo di fulmine:Istagram ovvero un programma di ritocco fotografico che trasforma le foto fatte col telefono in una sorta di vecchie stampe polaroid e/o in foto old fashioned, quasi primitive per filigrana e colori soffusi..
Insomma, una bella applicazione da provare, con tanto di condivisione in rete e possibilità di seguire (follow, il nuovo trend!) altri fotografi nella galleria personalizzata.
Comunque, ciancio alle bande (o bando alle ciance..) ecco alcune mini-produzioni:
Incipit: ho scritto questo post di getto, con la musica in sottofondo, quella che troverete qui in basso, se volete fate lo stesso. Alzate il volume delle casse, ma non troppo. E' meglio.
Grazie
Ti pesa. Un macigno, invisibile ai più, eppure pesante, immenso, ti opprime il petto. Nel bel mezzo di un pensiero, di uno sguardo, di un sogno interrotto lo senti lì. Ti toglie il fiato per un secondo. Poi ricominci a vivere, con reticenza, quasi con lentezza all'inizio, per paura di sfuggire al giorno. Poi però ti fai sempre più veloce, frenetico, convulso, ti divincoli tra le ore, i giorni, i minuti, le pagine del diario, gli appuntamenti saltati, quelli che vorresti evitare, i problemi quotidiani che sembrano enormi montagne da scalare, arranchi verso una strada, prima che arrivi la slavina, dall'alto, perchè sai che devi correre più in fretta, perchè tutto passa e sai che non vorrai essere lì quando succederà.
Ma la slavina ti colpisce alle spalle, quando stai per uscire, quando il tuo quotidiano sta per diventare ieri, ti aggredisce vilmente, non la senti arrivare, ma il freddo, l'aria gelida sulla nuca, quella sì. Ed è troppo tardi ormai, non puoi evitarla.
Climbed a mountain and I turned around
And I saw my reflection in the snow covered hills
Till the landslide brought me down
Sei fermo da un po', non hai più tempo di scrivere, non trovi le parole, sei ammutolito dal chiasso del mondo e ti rifugi nella musica, che diventa ossessiva, un'autoipnosi, ti riprometti di scrivere un po', di uscire dal guscio, ma la pigrizia ormai ti corrode le vene, stai conducendo una vita riflessa, lo sai. Ma non hai la forza di combattere.
Leggi un po', le notizie ti aggrediscono da ogni punto, il mondo vorrebbe sfondare la tua porta chiusa, ermetica, dove solo le note però hanno la combinazione della tua serratura. Continui a far entrare solo loro, i pensieri si fanno scudo dell'oblio.
Un nome, una "breve di cronaca" ti colpisce per un momento, un piccolo tweet, un link da aprire, un nome, un luogo che ti suonano familiari, sinistro.
Il vento gelido della slavina arriva all'improvviso, lo percepisci appena, hai un sospetto, giri la testa velocemente, per controllare, ma è già tardi.
Quel nome ti ricorda un volto, quel volto un viaggio, tanti viaggi, tanti discorsi "eruditi" e sarcastici, con bella musica in sottofondo. In fondo una breve esperienza, un anno passato insieme, in una scuola non nostra, in una città non vicina, in mezzo a tanti altri ci siamo trovati, amici, mai veramente amici, curiosi chiacchieroni, entrambi sognatori, entrambi traduttori, a parlare di musica, di figa, di alcol, di birre e di posti da vedere, mentre fuori del finestrino scorreva la pianura, ed i camion sfrecciavano più veloci di noi, che eravamo lenti, persino nel pensare.
Sognavamo di volare via, forse, consapevoli del nostro limite, dell'abiezione della nostra umanità. Era un gioco, non c'erano molte prospettive; mentre altri colleghi si sforzavano di resistere e partecipare a noi bastava uno sguardo per metterci a ridere, per prenderli un po' per il culo, sentendoci un po' alieni in un mondo strutturato.
Ti ho perso di vista, ti ho ritrovato, poi perso di nuovo.
Ma la nostra non era amicizia, era affinità elettiva, classica, d'autore, e questa non la puoi perdere col tempo, basta una scintilla e lei si riaccende.
Siamo state anime affini, e la cosa non mi spaventa.
And if you see my reflection in the snow covered hills
Well, the landslide bring it down
Oh, the landslide bring it down
La slavina.. sei stato tu, vero? confessalo! sei stato tu a smuovere la neve, la terra, a far alzare quello strano vento che ora mi colpisce, tu con il tuo volo d'airone, inatteso da molti. Non da me però. La terra si muove con l'aria, è solo questione di tempo. Mi hai preceduto forse. O forse no.