Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

domenica 15 aprile 2012

I'm nobody, who are you?

Aprile è il mese più crudele, T.S. Elliot l'aveva detto, ed io non posso che confermare questa saggia opinione. Da qualche giorno piove e le temperature si sono abbassate verso soglie inattese, a questo punto, intendo -cioè - proprio dopo il cambio armadio primaverile, e quindi il fresco mattutino mi prende a tradimento e mi lascia "sgarrupato" come un vecchio ramo di fronte al vento...


I pargoli stanno contando i giorni, le ore, che li separano dalla fine della scuola/tortura, ed io cerco affannosamente di trovare temi ed argomenti più interessanti in vista del fine pena, così da unire un po' di utilità didattica a gusti e temi più "leggeri", dopo mesi di sintassi, ascolti, letterature ecc ecc..
Spesso mi butto sulla musica e sui video, usandoli come grimaldello linguistico, e sembra che la cosa funzioni.
Il discorso si fa più arduo per il 5° Liceo però: qui il grande Golem da sconfiggere è l'esame di stato (buuuuu!) ed allora cerco di variare un po' dal solito elenco di nomi detti e ridetti negli anni - che (devo ammettere) hanno stancato pure me nel tempo - ed allora cerco di contagiare la truppa con le mie passioni poetiche del moderno.
Per fortuna la letteratura anglofona mi offre l'opportunità di variare e sterzare verso l'America del 20° secolo, così - a scapito dei vecchi soloni dell'800 europeo - mi butto (li butto) su Walt Whitman, ed Emily Dickinson, per condurli (spero trionfalmente) verso l'amato T.S. Eliot.
Il primo passo è stato fatto: l'incontro con Emily Dickinson sembra abbia fatto centro (o almeno lo spero vivamente..) e così la solita piatta lezione frontale io-leggo-tu-ripeti-io-chiedo si trasforma magicamente in un brainstorming di sentimenti e suggestioni, anche partendo da una piccola poesia, apparentemente insignificante, come questa:

I'm nobody! Who are you?
Are you nobody, too?
Then there's a pair of us -don't tell!
They'd banish us, you know.

How dreary to be somebody!
How public, like a frog
To tell your name the livelong day
To an admiring bog!

E' inutile dire quanto io ami questa poesia e la sua creatrice, la trovo una sintesi perfetta di parole, spirito e suggestioni poetiche. Non ero però sicuro del suo impatto sui ragazzi, eppure la risposta è stata positiva, per lo più, ed allora posso sperare nel futuro, almeno per un po' come diceva Kafka...

7 commenti:

Lara ha detto...

Penso, come ho già pensato altre volte, leggendoti, che tu sia un insegnante da ammirare.
Che fortuna sei per i tuoi studenti, caro Fabio!
Comlimenti e ciao,
Lara

giardigno65 ha detto...

giusto un pochino

Debora ha detto...

E' la prima volta che leggo il tuo blog, e mi ha fatto sorridere il fatto che il tuo ultimo post inizia con una frase simile (non uguale!!) alla frase del mio primo post scritto qualche giorno fa!!

la Cri ha detto...

Proprio oggi c'è stato un bell'acquazzone con temporale qui a Milano..

Ornella ha detto...

Tu sei l'orgoglio di noi insegnanti!

ziamaina ha detto...

E chissà se i tuoi studenti riescono a capire la fortuna di averti come insegnante, giacché riesci a rendere vivido ciò che da troppo tempo suona anacronistico e odora (per non dire, puzza) di stantìo...
Thumbs up, dear Fabio :-)

Moky ha detto...

Anche io amo Emily D. (hence my daughter's name) e Eliot... Ho da poco preso su kindle tutta la raccolta "wasteland"...
Penso tu sia un insegnante che lavorerebbe benissimo qui... just sayin'....
Sei davvero un insegnante speciale!
Mi piacerebbe davvero mandarti li' Chris per una settimana post-graduation l'anno prossimo... parliamone!