Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

lunedì 6 agosto 2012

Perdersi a Castalia

Il 9 Agosto ricorre il 50mo anniversario della morte di Herman Hesse (era il 1962), ed un provetto/semi-fallito germanista come il sottoscritto non poteva trascurare il fatto, ergo esco per un momento dalla mia caverna della solitudine agostana e gli dedico 2 righe 2.
Se qualcuno fosse interessato  alla vita ed alle opere di Hesse, beh qui non troverebbe soddisfazione, ma d'altronde la rete ormai è piena zeppa di fonti, links, pagine di critica e letteratura, il tutto molto più interessante e profondo di quanto potrei mai scrivere io.

La mia breve riflessione (hic et nunc, sic et simpliciter..) la dedico invece al mio personale rapporto di odio-amore con questo gigante della letteratura tedesca e mondiale, quindi lo dico subito, chiaro e tondo: non sono mai stato un vero fan di Siddharta, né sono mai stato affascinato dalle fasi "orientali" della sua poetica, come lo furono i Beatles, o qualunque altro fricchettone degli anni '70 che se ne scappava in India alla ricerca del Sai Baba con il libro di Hesse sotto il braccio.
Sono troppo europeo per godere dell'oriente a quel livello: da vecchietto poi ho amato e letto un po' di letteratura giapponese, (da Murakami a Yoshimoto, passando per Terzani) ma dell'India so ancora poco, lo ammetto.

Il mio approccio con Hesse è invece tardivo, parte dall'università, e da alcuni testi più "europei", dove la fuga dal mondo occidentale, ormai in irreversibile declino (come profetizzato da Oswald Spengler),  non è ancora geografica, quanto cronologica, e metafisica.
Iniziai con Steppenwolf, il Lupo della steppa, un testo di passaggio, l'equivalente Hessiano del Wilhelm Meister Goethiano,  per poi passare a Peter Camezind (il Bildungsroman) e finire perduto tra i vicoli e le strade metafisiche (quasi come in un quadro di De Chirico) del regno di Casatalia, nel Glasperlenspiel (Il gioco delle perle di vetro), un vero e proprio romanzo - monstre che - sia per le dimensioni, che per gli intrecci - mi ricorda da vicino il libro che sto leggendo in questi giorni, il "mitologico" Infinite Jest di David Foster Wallace...


In mezzo c'è stato (per scelta personale più che per dovere) Narziss und Goldmund (Narciso e Boccadoro) da cui, in realtà, mi aspettavo di più, vista la ma passione medievistica - Tolkeniana, forse mi attendevo un intreccio più "alla Eco", invece ho scoperto una storia d'amore senza tempo.
Il mio rapporto con Hesse ha subito - forse - la malefica influenza di Thomas Mann, autore europeo fino al midollo, esule anche lui, ma pur sempre tedesco, profondamente legato alla sua idea di Europa Goethiana, ed allora, inconsapevolmente, all'epoca dei miei studi quella Manniana mi sembrò la strada maestra, e di conseguenza il mio punto di vista rispetto alla metafisica di Hesse ne risentì profondamente...

Col tempo ho imparato ad apprezzare l'Hesse viaggiatore minore, il flaneur impressionista che amava tracciare piccoli schizzi naturali, indagando lo spirito religioso della storia, e così ho scoperto Hesse nella mia Umbria, ad Assisi, affascinato da Frate Francesco, godibile come una passeggiata sul Subasio, e l'ho rivalutato
Di Hesse oggi ammiro la mancanza di certezze (le certezze tipiche invece di Mann, pesanti come  un macigno), e la "lode del dubbio" (come direbbe Brecht) di fronte ad ogni evento naturale, in questo lo sento vicino, e sono felice di averlo letto.

Ich weiß nicht, ob mein Leben nutzlos und bloß ein Mißverständnis war, oder ob es einen Sinn hat.
(non so se la mia vita sia stata inutile, solo un grande equivoco, o se invece abbia un senso)



3 commenti:

ziamaina ha detto...

Bellissimo post, sincero e affatto scontato. E tutta la mia invidia per la mole di libri che ti sento raccontare... Una sana invidia, in questo (e solo in questo) caso...

Baol ha detto...

Massimo rispetto per te bro, per aver cominciato Infinite Jest, sarà che a me "Brevi interviste con uomini schifosi" non è piaciuto molto ma trovo Foster Wallace un po' sopravvalutato...vedremo quando leggerò altro :)

un abbraccio

CeciliaChristine ha detto...

Moky mi ha indirizzato verso il tuo blog e vedo che ha colto nel segno ... Passa da me se vuoi, sono appena tornata dall'Umbria (Borgo Cerreto di Spoleto), sono francescana, di Hesse amo l'Ultima estate di Klingsor ...