Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

sabato 23 giugno 2012

Dell'inutilità degli esami di stato (a Giugno)


Siamo in pieno marasma da esami qui.  La temperatura nei corridoi (che battezziamo "più freschi" perchè leggermente ombreggiati) e nelle aule non scende mai sotto i 30 gradi tra le 9 e le 13.
Un piccolo ventilatore portatile (MIO) sposta l'aria calda da destra a sinistra e viceversa.
Qualche buon'anima si affanna in segreteria (dove almeno c'è un condizionatore..) a fotocopiare i testi d'esame appena sfornati dal web con tanto di chiave decrittante che nemmeno 007 ce l'aveva una così.
Noi si fa la spola tra piani e corridoi, e si suda come dei lama.

Gli esaminandi piegati sui telefonini (il terzo/quarto posseduto dopo averne consegnato uno random) a cercare spunti invano: Aristotele è stato maledetto più in una giornata che in millenni di storia..
Poi sciamano via, nel caldo Sahariano, con la mente stravolta e quella faccia un po' così di chi si rende conto di aver frainteso praticamente tutto.

Noi si va a correggere temi di italiano che a volte sembrano scritti da quello di Shining, mentre in altri casi vorrebbero essere una "breve storia del tutto" e dopo il terzo paragrafo si confondono come i pensieri di Homer Simpson quando ha la scimmia che suona i piatti in testa.
Solo un paio di eccezioni nella massa informe: ma sono i soliti geniacci che non avrebbero proprio bisogno di questo esame, a riconferma del fatto che la (ex) maturità ormai è una vera bufala.

La versione di greco è un'opera cubista: a vederla da lontano sembra avere un senso, ma più ti avvicini e più capisci che le linee si intrecciano per puro caso. Comunque ci lasciamo commuovere dallo sforzo sudato, ed alcuni voti lievitano un bel po'..
Certo però  che l'inventiva di un paio di traduttori resta in mente indelebilmente: ad esempio io non sapevo che Eraclito amava scaldarsi di fronte ad un forno elettrico quando parlava con i suoi amici, ma secondo M. ed A. sembra proprio fosse così. Io mi fido.

Sono le 18.30 e forse ce la faccio a fuggire dall'aula bunker, per andare a casa e buttarmi sotto la doccia fino all'era glaciale, tanto Lunedì ricominciamo.

Giugno mi sta sulle palle. Decisamente.





P.S. nella foto lo sguardo tra l'ebete, lo smarrito e l'incosciente di alcuni maturandi in attesa lungo le scale. No, così, tanto per rendere l'idea..

domenica 10 giugno 2012

Marilyn

Il poster me lo ricordo bene: era in camera mia, proprio dietro il letto, nella vecchia casa (la terza in ordine cronologico) che ho abitato da adolescente, e ricordo bene come lo amassi, e che bella sensazione era quella di rientrare a casa, andare in camera. gettare libri e zaino sul letto ed alzare lo sguardo, per vederla, e salutarla..
In quegli anni (avevo 16, 17, 18 anni circa...) ne ero affascinato, avevo già visto tutti i suoi film, avevo persino comprato una sua biografia, in inglese (io che all'epoca studiavo inglese al liceo, ero bravino, ok, ma il 50% delle parole dovevo cercarle nel dizionario, o le saltavo direttamente..) piena di bellissime foto. Un libro che centellinavo pagina per pagina, come  un bicchiere di vino, assaporandone le parole e  le tante foto. E mi innamoravo ancora una volta, per sempre.
Era già un'icona lei, già passata attraverso Warhol, poi nei poster, sulle T-shirt, mercificata ed innalzata a semidea del pop, ne ero consapevole, ma l'ingranaggio del divismo post mortem mi aveva preso ormai, ed io mi lasciavo trasportare volentieri, con la massa,  dalle onde del sogno hollywoodiano.
In questi giorni ho letto delle belle cose su di lei, tra cui una testimonianza "dal vivo" della (mai troppo compianta) Fernanda Pivano, che in un suo vecchio articolo la descrisse come un'apparizione, durante il suo incontro  a casa di Arthur Miller, con dolcezza e qualche rimpianto, per la sua vita giovane e già perduta.
Ad Agosto saranno trascorsi 50 anni dalla sua morte, eppure sembra ieri, per chi - come me- ne sarà sempre innamorato.