Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

domenica 27 gennaio 2013

Giorni bastardi

Brutti giorni questi. Gennaio inizia male, ma non è una novità: come l'ebreo errante di Roth, o Josef K. mi sembra di scontare una pena ignota, un dazio che pago da anni, inconsapevolmente reo.
Guardandomi allo specchio (raramente, fosse per me vivrei come i personaggi di 'The Others') mi viene da parafrasare quella battuta - forse di Flaiano - che recita: "Gli anni erano stati gentili con lui, i giorni e le ore invece erano stati veri stronzi...".
Il brutto della vita è che si invecchia, e gli acciacchi (fisici e non) sono molto democratici, colpiscono tutti. Indistintamente.
Le persone invecchiano, e sempre più spesso mi ritrovo nei corridoi degli ospedali, a mediare tra medici ed arteriosclerosi, la mia e quella dei miei cari.
Ogni mattina mi stupisco dell'esistenza in vita, sovente della mia.
Eppure in mezzo a questa versione domestica di Villa Arzilla i miei crucci ed i miei pensieri vanno soprattutto alla mia Madame, la ventunenne Mimì che in questi giorni vedo spegnersi lentamente, e seppure sia consapevole che i suoi 21 anni sono più o meno 100 dei miei, non riesco ancora ad elaborare la possibilità della sua scomparsa.




È stupido, lo so, molti diranno che le priorità sono ben altre, che l'essere umano deve prevalere sull'animale, tutto vero: ma permettetemi di essere triste per lei, che posso ben definire la compagna di una vita, la cosa più vicina ad un lungo legame affettivo che abbia mai avuto.
In questi giorni bastardi, gravidi di pioggia e tristi come un funerale la mia già stremata anima si sta spezzando con lei, ed ogni fottuta priorità della vita cede il passo al solo desiderio di starle ancora un po' vicino, finché potrò. Finché potremo.

sabato 12 gennaio 2013

Pezzetti.

L'ho amato, come si può amare una donna, o la propria madre.
L'ho ascoltato, come si scolta Mozart, in una sera d'estate, a Salisburgo, mentre si siede con una birra in mano e la musica sale pudica, con discrezione, dalla Piazza verso il castello.
L'ho letto, ho letto e riletto le sue parole, come si può leggere un poeta, come leggo Rilke, o Pavese.
L'ho imitato, con una vecchia chitarra, come possono fare i ragazzi, accaldati, al mare, davanti al fuoco in spiaggia.
L'ho rispettato, come si può rispettare un padre, un insegnante, un nonno che ha combattuto la resistenza.
L'ho ammirato, come si può ammirare il tramonto dalla collina, ad Aprile, con l'aria già tiepida di promesse.
L'ho persino invidiato, come si può invidiare il Genio, come Salieri di fronte Mozart.
L'ho perduto, come si perde un amore acerbo, staccatosi dal ramo, senza pietà.
L'ho pianto, come si piangono gli eroi ed i poeti, perchè sai che il loro tempo è finito.

L'ho adorato, come si può adorare un idolo in carne ed ossa, perchè ha scritto le parole che  avrei voluto scrivere io, e le ha immerse nella musica più dolce, che mi fa piangere ancora, quando la risento.

Ciao fabrizio.
Mi (ci) manchi. Oggi più di ieri.

martedì 1 gennaio 2013

And that's how it all started....

Ho fatto due conti (durante le feste si fanno i conti, no? col passato e con il futuro, volendo..) ed ho "realizzato" che questo Blog ha da poco festeggiato i suoi 5 anni di vita!
Il primo post risale infatti al 27 Dicembre 2007, ed a suo modo fu  molto programmatico, una specie di sasso nello stagno del web, ancora incerto, nella forma e nei contenuti, inserito in un layout standard, senza fronzoli, dentro un ingranaggio nuovo, strano, che poi sarebbe evoluto (involuto? ai posteri l'ardua sentenza) ed avrebbe incontrato amici, lettori, conoscenti lungo la strada, sentendosi meno solo.



Il Blog per il sottoscritto - l'ho sempre detto - dovrebbe essere un pò quello che per Kafka (fatte le DOVUTE PROPORZIONI) era un libro: "una scure per il mare gelato dentro di me". Ok, diciamo più un cucchiaio per il gelato/la gelatina dentro di me, forse è meglio....
E così è stato, fin'ora: l'ho curato, l'ho messo via, l'ho ripreso (a fatica), l'ho trascurato, l'ho odiato (quando le mie idee sono penose, quindi spesso) e poi l'ho coccolato come i miei gatti.
Con gli anni ne ho fatto uno sfogatoio, poi una piccola galleria per le mie foto, un'agenda moleskine pubblica, una mini guida per viaggiatori in erba, uno spazio per vari tentativi letterari, un brogliaccio per le traduzioni, insomma di volta in volta l'ho usato in modi diversi.
Grazie al blog, in 5 anni, ho conosciuto persone (virtuali e non), interessanti, ho letto, condiviso, obiettato alle loro idee, ho condiviso sensazioni, ho letto molto, in silenzio, a volte ho risposto, altre volte me ne sono stato in disparte, perchè senza parole.



Parlandone "statisticamente" (ecco l'angolo dell'egocentrico) non posso lamentarmene: una media di 230 visualizzazioni al giorno, circa 4000 al mese, e nei momenti più bui poi non mi avete abbandonato, visto che il mio silenzio (un po' come  il cinescopio della Rai) era comunque visitato ameno 60 volte al giorno!
In totale, ad oggi - dopo 5 anni - questa paginetta è stata visitata 198.000 volte, quindi quasi 40.000 accessi all'anno! Che dire? Grazie !
Molti lettori sono arrivati su queste pagine cercando parole chiave per lo meno curiose su google, e magari sono rimasti delusi, o forse no: il post più cliccato è stato questo,  ad esempio, solo perchè si chiamava Post-tribolo (e c'era da aspettarselo, no?) con oltre 5000 contatti.. sarà per la mia soave prosa, per il titolo o per la foto...? Boh !



Tutto però era iniziato così, in un freddo pomeriggio di Dicembre, con qualche parola buttata là, molte idee confuse, alcuni punti fermi (che i più attenti lettori potranno ritrovare nei miei post...) a cui affidarsi e via, senza farsi tanti problemi.
Per uno come me, che definire il paradigma stesso della timidezza è un eufemismo, uno che non mette (quasi) mai la sua faccia sui social network, ma che si fa rappresentare dai suoi amati gatti, oppure -come in questo caso - dalla sua versione 1.0, da cucciolo mangiapasta, beh per uno così mettere a nudo i propri pensieri è tanto, credetemi,  a volte troppo...

Augurando un anno migliore, in tutto, per tutti, mi è venuta voglia di recuperarlo qui, quel vecchio