Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

domenica 30 giugno 2013

Perle ai Proci - edizione 2013

Inaspettatamente anche quest'anno sono impegnato negli ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEL SECONDO CICLO SCOLASTICO (come recita la normativa, mica pizza e fichi...), ma questa volta da membro esterno, visto che la lingua inglese nel mio liceo è materia esterna...

Così ho lasciato la mia cara, vecchia 5a Liceo con i suoi eroici rappresentanti, che - sprezzanti del pericolo - sfidano le insidie della lingua d'Albione cercando di non sembrare troppo Totò a Milano, li ho (a malincuore) affidati ala commissario esterno, che in questo caso è una tedesca che parla inglese, aka Diocenescampi.

Dopo aver espletato i rituali ripassi ed augurato in bocca al lupo, speravo/credevo di essere libero da impegni, ed invece no: chiamato all'improvviso per sostituire il commissario di inglese in una scuola tecnica, o meglio, al famigerato ITIS, un nome che da solo evoca bulloni, circuiti integrati, seni e coseni (più coseni che seni purtroppo..), informatica, laboratori pieni di potenziali Unabomber, ma mai - in alcun modo - potrebbe essere accostato a materie umanistiche, nè tanto meno alla lingua straniera!  In pratica l'incubo di ogni insegnante cresciuto a Shakespeare e Joyce, e che si trova proiettato in un curioso mondo fatto di acronimi e formule, di protocolli web e mandrini !



Passati - quasi indenni - i giorni delle prove scritte, ora sono nel bel mezzo dell'orale, e mentre per le prime ho potuto contare sull'aiutino personalizzato, oppure sulla leggerezza della correzione ortografica (hous non è poi così diverso da house, vero?) ora è il momento del redde rationem.

Come successo anni fa' (ed il titolo di questo post fa esplicito riferimento ad uno precedente, in cui trattai temi simili..) mi ritrovo ad annotare minuziosamente frasi, pronunce, parole e sintassi che sembrano - nel migliore dei casi - essere il frutto di una lingua indoeuropea indefinita, ed allora ho pensato di scegliere il fior da fiore degli sproloqui dei simpatici ragazzacci (simpatici davvero, puri come Parzival, a  loro modo migliori di alcuni coetanei liceali spocchiosi, ma ugualmente ignoranti..) e farne memoria anche per il futuro.

In una settimana mi sono imbattuto in molti cloni del mitico Lorenzo, il personaggio nato dalla mente geniale di Corrado Guzzanti, e spesso mi sembra di riconoscerne addirittura lo stesso tono di voce, in quella degli esaminandi, e mi viene un po' da sorridere...



La tecnologia si evolve, e quindi - rispetto a qualche anno fa' - ora uso Twitter per conservare le mie riflessioni al volo, seminascosto, sotto il lungo tavolo della commissione, batto velocemente una parola, una frase, una mia considerazione e la invio al mondo intero (più o meno), così che tutti possano partecipare agli esami di stato, insomma: un Live Tweeting di servizio!

Ho pensato di trascrivere qua alcuni dei suddetti tweets,ad uso e consumo di chi non usa questo strano social network, ma che potrebbe essere curioso al riguardo. Una precisazione: questo post è Work in Progress, e visto che gli esami continuano, è possibile che la lista verrà completata in seguito.



fare il commissario d'esami per inglese all'itis è come essere 1 monaco buddista al bunga bunga ad Arcore: nn sai perché ti abbiano invitato

seconda giornata agli esami orali. almeno oggi è fresco dopo la pioggia di ieri

'mbuti! su rieduchescional Channel !

i candidati espongono loro idee come Vulvia, la stessa sintassi. uguale. sapevatelo ! su rieduchescional Channel !

e se mò su 2 piedi je sparassi le leggi della robotica di Asimov? tanto x dimostrare che le cose le so anch'io..? :-)

novità! tutta la 1 guerra mondiale è scoppiata x le crisi marocchine. ma tutta eh!!

per la settima volta sento: la crisi venne scaturita. mi arrendo.

l'arcaica, desueta espressione "vi è/vi sono" trova un inatteso rilancio solo durante il colloquio orale. Stand up for VI È!

nuova perla dagli orali: this motorcycle is bigger and better respect to the old motorcycle. - e si comincia!!

ma si dai ministero. facci fare gli esami informatici. bravo. poi però se salta internet non ti stupire se ti mandiamo tutti AFFANCUUUULO!

il client ADSL è più difficoltato. - e 2!

mai viste così tante assi cartesiane come in questi 3 giorni. and it's not over yet.

le epidemie vennero debennate.

la bombardazione di Hiroshima. molto peggio di un bombardamento!

finalmente è arrivato il candidato eeehhh: "il segnale eeehhhhh, il coseno eeeehh..."

tesina su Steve Jobs. titolo: stay angry, stay fulish. Due cose doveva scrivere in inglese, 2.... chiedo troppo????

giovedì 20 giugno 2013

Midsummer

Visto che questi sono i giorni tanto attesi del solstizio d'estate, e considerando tutto ciò che significa nella nostra cultura questa festa, tra il rito pagano ed il culto di San Giovanni, tra i fuochi nei campi e le commedie di Shakespeare, ripropongo - a distanza di qualche anno - uno dei miei post preferiti, perchè sarebbe difficile  riscriverne un altro in tempo di esami, ed anche per dare l'occasione a chi non lo avesse già letto di  scoprirlo oggi, con calma.
Voglio semplicemente condividere un po' di fascino solstiziale con i miei amici/lettori/curiosi, augurando a tutti una buona estate, tiepida (Shall I compare thee to a summer's day? Thou art more lovely and more temperate, riprendendo il Bardo....) e pacioccosa.




domenica 9 giugno 2013

Senza Pelle

C'è un film che vidi anni fa, si chiamava (e si chiama ancora per quanto ne so..) Senza pelle, diretto da Alessandro D'Alatri nel lontano 1994 ( già così tanto tempo? eppure sembra ieri)  con un bravissimo Kim Rossi Stuart. Se l'avete visto sapete già di cosa si parla.  Per chi non l'avesse visto invece, posso solo dire che il tema del racconto è molto particolare: il disagio mentale di un giovane, la cui sensibilità alle cose belle ed a quelle brutte, è amplificata a dismisura, così che per una piccola gioia il protagonista esplode di felicità, mentre per un piccolo dolore soffre indicibilmente. Appunto, come se non avesse la pelle, la scorza dura, per affrontare  il mondo.
Per diversi motivi - che non ho il tempo, né il coraggio di affrontare qui, in pubblico - sento questa tematica molto vicina alla mia sensibilità, da molti anni ahimè, ed allora mi capita spesso di piombare nello Spleen assoluto per una banalità, magari dopo aver letto una poesia o per aver ricordato un'immagine "musicale" che spunta dal passato.
Beh, in conclusione, questa poesia della Szymborska, scoperta per caso durante una lettura, ha avuto questo effetto:

Il gatto in un appartamento vuoto

Morire - questo a un gatto non si fa.  Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
E la sera la lampada non brilla più.
Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa qui non comincia
alla sua solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c'era qualcuno, c'era,
e poi d'un tratto è scomparso,
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Cos'altro si può fare.
Aspettare e dormire.
Che provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E all'inizio niente salti né squittii.