Di Folletti, coboldi ed altri spiriti ….

Nella tradizione tedesca, in cui affondano le radici di molti racconti, poi raccolti dai fratelli Grimm, la sfera spirituale, demonica (da Daemon) e ctonia è molto vicina a quella quotidiana.

Numerose sono infatti le storie di folletti, spiritelli e gnomi “addomesticati” che vengono trasferite dalla tradizione orale ai testi scritti: i fratelli Grimm in primis, con le loro “Kinder- und Hausmärchen”, ma anche Brentano, Von Arnin, Kleist e Heinrich Heine ne hanno raccolte molte, edificanti, magiche, misteriose, ma anche dai contorni spesso agghiaccianti.

Più che favole, in realtà, bisognerebbe parlare di veri e propri racconti del terrore, in cui streghe e figure malvagie accompagnano il quotidiano di poveri contadini e mercanti, di cavalieri e viaggiatori.

Tra gli spiriti “minori” alcuni assumono una doppia valenza, ovvero buoni e servizievoli, ma anche malvagi e vendicativi; questi hanno nomi diversi in paesi diversi, noi li conosciamo come Gnomi o Folletti (nella tradizione celtica “wee people”, ovvero il popolo piccolo) mentre in Germania prevale il termine Kobold.



Secondo un’antichissima tradizione pagana i coboldi sarebbero spiriti di persone morte, spesso di bambini piccoli, che tornano sulla terra (e si rendono visibili solo in alcune occasioni, come – appunto – nella notte tra il 31 ottobre ed il 1 Novembre) per stare vicino alle persone care, da cui, però pretendono il rispetto di alcune regole…

Heinrich Heine, grande poeta figlio del tardo romanticismo, ce ne da’ alcuni esempi raccogliendo voci e tradizioni differenti, e sintetizzandole in una serie di piccoli “affreschi” macabri al punto giusto, e quindi adatti a questi giorni pre-Halloween…

Eccone una breve, ma incisiva, descrizione che potrebbe a buon merito entrare in un racconto del terrore….

Una serva teneva presso di se’ nel focolare, da molti anni, un folletto invisibile: essa gli aveva preparato un suo posticino, e si intratteneva con lui durante le lunghe sere invernali. Avvenne che una volta la ragazza pregò Heinzchen – così chiamava il folletto – di mostrarsi nelle sembianze che la natura gli aveva dato. Ma il folletto rifiutò.
Alla fine però, dopo lunga insistenza da parte della ragazza, accondiscese e le disse di scendere in cantina: là le sarebbe apparso.
La ragazza prese allora una candela, scese nella cantina e vide, in una notte aperta, un bambino morto che nuotava nel proprio sangue.
Ora, la ragazza aveva dato alla luce, molti anni prima, un figlio illegittimo e lo aveva ucciso, gettandolo poi in una botte..”

Commenti

Dressel27 ha detto…
che bello, fabio!!! adoro queste storie, simili a quelle che mi racconta la mia nonnina davanti al camino!!! un giorno ci vediamo e me le racconti tutte, ok? il camino, la legna e il cognac li offro io!!!
Baol ha detto…
Dove li vendono? :D
Marlene ha detto…
rimango sempre a bocca aperta come una bimba quando ascolto di queste storie. bravo fabio che tiri fuori il nostro lato infantile.
Marlene ha detto…
o meglio: che culli la bimba che c'è in me :D
desaparecida ha detto…
che meraviglia!!!
mi piaci proprio quando sei così,che ci posso fare te lo devo dire!!!

Dopo la serata con dressel ne concedi una a me?
se c'è una lista mi scrivi?

Un abbraccio! :)
Inenarrabile ha detto…
Che storia triste! Questa sì, che mi ha sorpresa...

notte Fabius :)
Karino lo gnomino
Ti volevo salutare
buon week ciao sisifo

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