Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

martedì 28 ottobre 2008

Di Folletti, coboldi ed altri spiriti ….

Nella tradizione tedesca, in cui affondano le radici di molti racconti, poi raccolti dai fratelli Grimm, la sfera spirituale, demonica (da Daemon) e ctonia è molto vicina a quella quotidiana.

Numerose sono infatti le storie di folletti, spiritelli e gnomi “addomesticati” che vengono trasferite dalla tradizione orale ai testi scritti: i fratelli Grimm in primis, con le loro “Kinder- und Hausmärchen”, ma anche Brentano, Von Arnin, Kleist e Heinrich Heine ne hanno raccolte molte, edificanti, magiche, misteriose, ma anche dai contorni spesso agghiaccianti.

Più che favole, in realtà, bisognerebbe parlare di veri e propri racconti del terrore, in cui streghe e figure malvagie accompagnano il quotidiano di poveri contadini e mercanti, di cavalieri e viaggiatori.

Tra gli spiriti “minori” alcuni assumono una doppia valenza, ovvero buoni e servizievoli, ma anche malvagi e vendicativi; questi hanno nomi diversi in paesi diversi, noi li conosciamo come Gnomi o Folletti (nella tradizione celtica “wee people”, ovvero il popolo piccolo) mentre in Germania prevale il termine Kobold.



Secondo un’antichissima tradizione pagana i coboldi sarebbero spiriti di persone morte, spesso di bambini piccoli, che tornano sulla terra (e si rendono visibili solo in alcune occasioni, come – appunto – nella notte tra il 31 ottobre ed il 1 Novembre) per stare vicino alle persone care, da cui, però pretendono il rispetto di alcune regole…

Heinrich Heine, grande poeta figlio del tardo romanticismo, ce ne da’ alcuni esempi raccogliendo voci e tradizioni differenti, e sintetizzandole in una serie di piccoli “affreschi” macabri al punto giusto, e quindi adatti a questi giorni pre-Halloween…

Eccone una breve, ma incisiva, descrizione che potrebbe a buon merito entrare in un racconto del terrore….

Una serva teneva presso di se’ nel focolare, da molti anni, un folletto invisibile: essa gli aveva preparato un suo posticino, e si intratteneva con lui durante le lunghe sere invernali. Avvenne che una volta la ragazza pregò Heinzchen – così chiamava il folletto – di mostrarsi nelle sembianze che la natura gli aveva dato. Ma il folletto rifiutò.
Alla fine però, dopo lunga insistenza da parte della ragazza, accondiscese e le disse di scendere in cantina: là le sarebbe apparso.
La ragazza prese allora una candela, scese nella cantina e vide, in una notte aperta, un bambino morto che nuotava nel proprio sangue.
Ora, la ragazza aveva dato alla luce, molti anni prima, un figlio illegittimo e lo aveva ucciso, gettandolo poi in una botte..”

7 commenti:

Dressel27 ha detto...

che bello, fabio!!! adoro queste storie, simili a quelle che mi racconta la mia nonnina davanti al camino!!! un giorno ci vediamo e me le racconti tutte, ok? il camino, la legna e il cognac li offro io!!!

Baol ha detto...

Dove li vendono? :D

Marlene ha detto...

rimango sempre a bocca aperta come una bimba quando ascolto di queste storie. bravo fabio che tiri fuori il nostro lato infantile.

Marlene ha detto...

o meglio: che culli la bimba che c'è in me :D

desaparecida ha detto...

che meraviglia!!!
mi piaci proprio quando sei così,che ci posso fare te lo devo dire!!!

Dopo la serata con dressel ne concedi una a me?
se c'è una lista mi scrivi?

Un abbraccio! :)

Inenarrabile ha detto...

Che storia triste! Questa sì, che mi ha sorpresa...

notte Fabius :)

ღღ Š î $↕ Ŧ ۞ ღღ ha detto...

Karino lo gnomino
Ti volevo salutare
buon week ciao sisifo