Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

venerdì 24 luglio 2009

Il Re è Nudo, ma Venezia lo riveste...

Questa la notizia, pubblicata dal Corriere della Sera. In sintesi: il temuto/atteso film Videocracy del regista svedese/italiano (mix terribile di radici iperliberarli e bigotte..) Erik Gandini sarà sì a Venezia, ma fuori dal catalogo ufficiale.
Si prepara una serata evento (chissà mai cosà vorrà dire..?) ma di partecipare alla mostra..nisba! Nulla, nichts, nothing, nada!
Lo scandalo sembra sia tutto nell'argomento scabroso e nella tesi che sostiene: l'Italia si è ormai trasformata da Democrazia a Videocrazia. Eppure a leggere brevemente la sinossi del film, a me è venuta voglia di guardarlo, ma dubito che troverà distribuzione, se non nelle 3/4 sale non possedute o controlate dal gruppo Mediaset...Vabbè, aspetterò il passaggio a Current TV, così come ho fatto per citizen Berlusconi d'altronde!

Eccone comunque, come aperitivo, un piccolo riassunto (tratto da cinematitaliano.info) :

In una tarda serata del 1976, una televisione locale italiana trasmette un quiz dove i telespettatori da casa devono rispondere alle domande. Per ogni risposta corretta, una casalinga si toglie un indumento accennando una breve danza. Il format è molto semplice e lo spettacolo è ripreso in un normalissimo bar. Il giorno seguente ci sono proteste dalle aziende locali, perchè la gran parte dei lavoratori uomini non si sono presentati in tempo per il lavoro.

Nessuno allora avrebbe potuto immaginarsi che quello spettacolo in bianco e nero sarebbe stato l'inizio della rivoluzione televisione che avrebbe per sempre alterato l'intero sistema politico italiano, cambiando i valori e divenendo un potente strumento di governo per la nazione.

In una videocrazia la chiave per il potere è il possesso dell'immagine. Le persone che ne imparano ad utilizzare gli strumenti e ne comprendono i codici divengono leader prendendo il controllo. In Italia un uomo tiene il controllo ed il dominio dell'immagine da tre interi decenni, all'inizio come uomo d'affari e magnate televisivo, poi portando il suo paradigma culturale televisivo nella politica. Silvio Berlusconi ha creato una televisione che rispecchia il suo personalissimo gusto e le sue preferenze.

Oggi l'80% della popolazione italiana ha la televisione come prima fonte di informazione. La televisione è stata trasformata consapevolmente in un canale di marketing che raggiunge direttamente oltre 50 milioni di abitanti portando il messaggio alle masse: “divertitevi e dimenticatevi la dura realtà del momento”. La cosa più importante è essere notati; il regno delle star, i soldi e l'ammirazione delle persone arriva automaticamente.

Il regista Erik Gandini vive in Svezia e in “Videocracy” ritorna al suo paese di nascita osservando le conseguenze del flusso ininterrotto di immagini colorate, musica e ragazze quasi nude che ballano ed incoraggiano il pubblico a “divertirsi”, cioè il messaggio che ha formato e trasformato la sua generazione in cittadini della repubblica televisiva italiana, un paese dove il passo da showgirl e ministro delle pari opportunità è una cosa naturale. Cosa succede quando il divertimento non è più divertimento in una società governata dall'apparenza e dalla superficialità, dove il significato della parola scritta e parlata ha perso per sempre la sua importanza, sconfitto dalla forza dell'immagine?

7 commenti:

Lucien ha detto...

Ma siamo solo noi?
Credo di no, anche se in Italia il processo ha raggiunto uno stadio avanzato e ormai endemico.
Non mi arrenderò mai mai a questo nulla che avanza.

Ornella ha detto...

E noi insegnanti che continuiamo a dire ai nostri ragazzi che è indispensabile studiare ed acquisire competenze per avere maggiori possibilità di entrare nel mondo del lavoro! La realtà è che basta far vedere culi e tette per assicurarsi un avvenire! Se poi riesci anche ad entrare nell'entourage del gran capo puoi anche ritrovarti parlamentare, e perchè no, ministro!

Vale ha detto...

Siamo proprio il paese delle banane!

María ha detto...

Sono d'accordo con Ornella. Mamma mia!! Ogni giorno è più difficile per me parlare della democrazia, i valori , l'importanza della educazione e tutto quello che fa ridere ai governanti di tutti i paesi, a miei alunni.

Vale: nel paese delle banane siamo noi, gli argentini.


Un bacio hermano.

dioniso ha detto...

Sembra molto interessante questo documentario. Mi piacerebbe vederlo.

Saluti

AndreA ha detto...

Si, si, repubblica delle banane...che finiscono sempre nello stesso posto!! ;-)

Un abbraccio! :-)

Yuki ha detto...

Grande Erik Gandini! Ho visto il suo documentario sul consumismo e anni fa l'ho anche ascoltato parlare del suo lavoro di documentarista. È un grande, davvero.