Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

giovedì 24 novembre 2016

Il corpo delle Donne

Una giornata. Un solo giorno. Il tempo è prezioso. Il tempo fugge.
Gli uomini che odiano le donne lo fanno tutti i giorni però.  Malgrado lo sforzo di Lisbeth Salander.

Un giorno per pensare - proprio noi ometti, cattivi dentro, sciovinisti, mammoni - che le donne sono uomini con qualcosa  in più, non in meno.
Donne, giovani, vecchie, bimbe, incendiate, sfregiate, uccise per gioco, per vendetta, per amore (così dicono i killer, l'amavano troppo, ed allora via, Zac! con un colpo di forbici), per noia.

Come due giovani studenti annoiati, che si mettono a sparare dalla finestra della facoltà di Legge, a Roma, così, per vedere l'effetto che fa. per vedere se si muore davvero, come nei film americani, con gli snipers, con i cattivi che se la cavano.

giovedì 8 settembre 2016

Wasted on the way

Oggi mi guardo indietro e non vedo più la strada nel bosco. Pensavo di aver fato come diceva Frost, ho preso "il sentiero meno battuto" perché volevo fare la differenza, ma poi lungo il sentiero ho incontrato altra gente, tutti sicuri di essere diversi, di seguire la propria strada, unica, come tutti loro. Come tutti noi.

Qualcuno si è fermato, ha imboccato un altro sentiero, ha incontrato altre persone, è stato invitato nel gruppo e si è accasato. Altri sono diventati ricchi, borghesi arrivati, circondati dai loro cari, hanno messo su famiglia e si sono adattati.

Ed è bene così.

Io non mi sono fermato. Ho proseguito, ed il mio gruppo è diventato sempre più esiguo, ed alla fine, superata la metà di un cammino che sembra non portare dal nessuna parte, voltandomi, non ho visto più nessuno.

E così mi vengono in mente le parole di vecchi amici, più esperti di me, che queste cose le cantavano 20 anni fa:

Oh, when you were young
Did you question all the answers
Did you envy all the dancers who had all the nerve
Look around you now
You must go for what you wanted
Look at all my friends who did and got what they deserved
So much time to make up everywhere you turn
Time we have wasted on the way

Oggi finisce il secondo terzo della mia vita. Ne resta solo un altro, o forse meno, ed ancora cerco le cose che ho perduto lungo il cammino.



venerdì 22 luglio 2016

The runaway American dream

Il Boss è tornato a Roma, la "città più bella del mondo" e ci accoglie in un italiano un po' arrugginito (malgrado le radici materne) con "Roma, daje!" giusto per far esplodere i 70.000 al Circo Massimo, così, per alleggerire l'attesa...




Un concerto di Springsteen non è un semplice evento musicale, ovvero, lo è - ci mancherebbe altro - ma solo in parte, solo ad una prima lettura superficiale: il Boss è genuinamente "blood, flesh and tears" dell'America contemporanea, lui rappresenta tutto ciò che la cultura popolare - nel senso più alto, non diminutivo - può proporre al mondo.

Tra le righe degli spartiti, tra una nota e l'altra si stende la tradizione orale e quella letteraria, la memoria collettiva e quella personale dell'America, una memoria che si fa testo, trama, "plot" per dar vita e dei mini romanzi in musica, erede della tradizione Mozartiana, volendo spingerci un po' più indietro, per cui il libretto è parte potente dell'opera, e Don Giovanni, o Figaro, non troverebbero voce se dietro la musica non ci fosse il testo.

Il bello dei suoi show (concerto è un termine riduttivo per lui) è che ognuno può trovarci  qualcosa che sente solo "suo",  in un processo immediato di personificazione, di appropriazione di quei miti moderni che il Boss descrive come antieroi nei suoi testi.  Ogni singolo spettatore si lega  - quasi come per affinità elettiva - ad uno o all'altro pezzo, e lo fa suo, si immedesima nella musica e nel testo.

giovedì 23 giugno 2016

Nel bel mezzo dell'estate: riflessioni sotto il sole di San Giovanni

La prima notizia direi sia proprio questa: le parole che state leggendo (che qualcuno, pochi, molti, un tot stanno leggendo...) sono il frutto inatteso e non programmato di un lungo periodo di assenza dal caro vecchio tronco di tela (web-log, etimologicamente parlando) su cui un tempo usavo annotare pensieri e parole con uno stiletto di ferro, trovato nella foresta presso Walden, e gelosamente custodito tra i miei strumenti della scrittura.

sabato 26 dicembre 2015

A conti fatti

 
 Il 2015 sta per finire. Mi verrebbe da urlare "finalmente!" ma mi rendo conto che - a parte qualche piccola, lodevole eccezione - questo urlo Ginsbergiano potrebbe ben accompagnare i due anni precedenti, come minimo.
Diciamo che sono passato attraverso una sorta di "trilogia del dolore" quasi ottocentesca, iniziata con qualche scossone familare nel 2013, proseguita nell'annus horribilis 2014 e giunta al termine (spero!) con questo 2015 che mi ha portato ancora lutti, dispiaceri, malanni ed il coronamento del cancro!
I punti a favore di quest'anno demmerda? Beh, il cancro l'ho scacciato via, insieme alla tiroide ed ad altri piccoli organi collaterali.. E non è poco! 

martedì 24 novembre 2015

You've got a friend (or two..)

Sarà che in questo periodo di stallo pre-operatorio (vedi post precedente) sto diventando più sensibile del solito - ed io sono già ipersensibile di mio - sarà che si avvicina il Natale con la famiglia sempre più ristretta, sarà che sono in crisi di passaggio tra il lavoro vecchio e quello nuovo, insomma saranno tutte queste cose, ma la verità è che l'unico momento di pace relativa me lo godo la sera, a letto, coccolato dai miei due gatti.
Sembra poco, ma credetemi, in alcuni giorni bui è tantissimo.