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Di topi, di vermi e di libri...

Negli anni passati a leggere e studiare lingue straniere il fatto che  all'espressione  italiana "topo da biblioteca" in inglese e tedesco corrisponda  il termine "verme dei libri" (bookworm e Buchwurm) mi ha sempre affascinato.

In italiano sembra infatti prevalere l'idea del piccolo ratto che abita le biblioteche, un ospite inatteso tra le pagine ed i volumi, che - suppongo - legga e divori con pari avidità.
Nelle lingue germaniche non si parla di biblioteche - un'eredità più vicina al mondo greco-latino in effetti, sebbene poi esportata con successo in ogni parte del mondo civile - bensì di libri, e l'animaletto qui è proprio un vermiciattolo, che apparentemente non legge le pagine, ma se ne ciba beatamente.



In ogni caso io posso ben definirmi un Bookworm, o un topo da libri, fate voi, uno che vivrebbe benissimo con la compagnia di qualche gatto ed un paio di casse di libri  su un'isola semi-deserta (ok, c'è un limite anche alla solitudine…

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