
Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)
venerdì 10 luglio 2009
Civiltà = vita
Mi succede spesso (soprattutto di ritorno dalla Germania o da altri paesi del centro-nord Europa) di pensare al livello di civiltà dei miei connazionali.... e lo trovo irrimediabilmente basso!

La noncuranza (o peggio il disprezzo) delle piccole regole, del rispetto degli altri e della comunità, è una cosa che mi avvilisce. Lo vedo spesso in giro, quando accompagno i miei connazionali poi (tipo guida turistica o accompagnatore scolastico), questo atteggiamento fa vergognare me, lasciando indifferenti molti altri.
Anzi, spesso di fronte ad un rimprovero o ad una semplice osservazione ("perchè non aspetti prima di attraversare la strada? Il semaforo è rosso! tutti gli altri sono in attesa!") loro mi guardano quasi con compassione, come si guarda un mentecatto poco furbo.
Già: la furbizia vince sulle regole 2-0. Hai voglia a spiegare, proporre esempi.. poco da fare.
Ho notato che all'estero vale la regola che la cosa "pubblica" è anche mia (io sono parte del pubblico) quindi il suo danneggiamento danneggia anche me.
Qui da noi si tende a pensare che la cosa pubblica non sia di nessuno, ergo nemmeno la mia!
La cosa che mi fa arrabbiare di più però è il disprezzo colpevole di quelle regole che potrebbero mettere in pericolo la vita propria e quella altrui!
L'esempio più calzante (almeno per me) è ancora l'inspiegabile allergia di molti coonnazionali alle cinture di sicurezza in auto! Da buon germanofilo questa abitudine io l'ho imparata all'estero prima ancora che fosse legge in Italia, ma dopo molti anni (art 172 codice della strada del 1992) mi imbatto ancora in molti spericolati piloti che rischiano di portarsi via la loro e la mia di vita!
L'ultimo esempio: ieri mentre andavo al lavoro, lungo una strada provinciale abbastanza frequentata, in un'ora di punta, dallo specchietto retrovisore vedo un SUV minaccioso che zigzaga tra le corsie a folle velocità , si immette addirittura sulla corsia di svolta ma solo per sorpassare, quindi costretto a frenare con repentinità, quindi clacson nervoso e via, sorpasso a 110 km/ora ( il limite ovviamente è 50..) e scorgo al volante una bella signora (forse della mia età) con tanto di telefonino in mano e pargolo di 4/5 anni seduto sul sedile accanto, rigorosamente senza cintura che zompettava allegro come un grllo.....
No ho parole....

martedì 7 luglio 2009
Sembra oggi
Perchè devo leggere le notizie VERE dai siti stranieri?
Perchè devo ringraziare i miei studi che mi hanno permesso di leggere e parlare 3 lingue?
Perchè accendendo la TV alle 20 di sera (o alle 19... o altre ore..) sbircio i TG e mi sembra di vivere nel paese di Bengodi, con faccione sorridenti ed ottimistiche manco fossero tutti Tonino Guerra all'Unieuro?
Perchè la parodia di Radio Felici-felicità di Lillo e Greg ora non mi fa più ridere?
Poi ho avuto un flashback: mi sono ricordato di qualcosa di simile, visto al cinema, anni fa'. L'ho ritrovato su Youtube.
Guardate anche voi: non sembra familiare?
domenica 5 luglio 2009
Blurker*
Da non credere: anch'io ho dei Blurkers ! ! !

Di alcuni sopettavo (amici per lo più.. e qualche parente che adoro...), ma leggendo un po' di google statistics, beh.... c'è tutto un mondo intorno !
Dovrò inizare ad essere più prudente.
E scrivere cose meno personali, o almeno politically correct.
O no?

*Blurker
1. A reader of blogs that leaves no trace of the visits behind. (blog + lurker)
2. A reader of blogs who has no blog of his or her own. See also "blog voyeur."
2. A reader of blogs who has no blog of his or her own. See also "blog voyeur."
sabato 4 luglio 2009
Sembra Ieri...


Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
P.S. non c'è niente da fare. Appena volto la testa per non vedere lo schifo, e mi illudo di poter vivere con un po' di serenità, magari affondando orecchie ed occhi nella musica o negli anni '60, poi alla fine mi ritrovo nella melma, peggio che prima.
venerdì 3 luglio 2009
Occhi blu - 3 (fine)
Ora l'enorme prato, che prima era deserto, si è trasformato nella più grande risaia fuori del Vietnam.
Il fango ha ricoperto coperte, bottiglie vuote, braccia, mani e facce.
I bambini scendono giù dalla collina di Woodstock scivolando sulla terra umida, trasformando questa calda giornata di Agosto in un Natale posticcio, tirandosi palle di fango al posto della neve, ed adattando i logori jeans al terreno, a mo' di slittino, atterrando tra la folla molliccia, ma felice.
La musica si è fermata per qualche ora. Tutti sembravano impazziti sotto il temporale, il palco ed i cavi elettrici sono stati coperti, le voci e le chitarre hanno cessato per un po' di vibrare, ma i corpi no.
Alle sei del pomeriggio ricomincia tutto: la musica inonda di nuovo la folla, il fango sembra quasi asciugarsi sotto le onde sonore di Country Joe, The Band, poi Blood sweat and tears, e la notte dell'ultimo giorno ricade come un manto musicale sul prato.
Chi suona ora? La ragazza quasi urla per farsi sentire dagli amici lì vicino, eppure insospettabilmente lontani, o forse lei si sta adeguando alla confusione, ed allora - mentre si lava via gli ultimi residui di fango dal bel viso rosso, scottato quasi fosse stata un lungo weekend in California - ripensa alle note, a questo strano buco di posto, alla miriade di teste, voci, mani, odori, facce, note, al mondo che improvvisamente qui, sembra esploso per trasformarsi in un unico villaggio pacifico e confusionario. Ed è felice.
Non si dorme nemmeno stanotte, ok! Ho capito.....tanto domani mattina si va, si torna a casa, ed allora sentiamo pure questi qui , dai! Judy! Vieni? Dai, avviciniamoci un po' al palco!
Già, ora si può, la ressa è diminuita, qualcuno ha già smonmtato le tende, il fango, l'acqua e la stanchezza hanno fatto il resto. Ok, vengo! Ma chi sono quelli?
Il tizio sul palco (carino, l'unico, gli atri 2 sono brutti ceffi..) ringrazia il popolo di Woodstock. "grazie per essere ancora qui! mamma mia! Tre giorni! E' incredibile! Vi vogliamo bene ragazzi" Poi si rivolge allo speaker ufficiale: " Ditegli chi siamo!" con un po' di vergogna, già i tre ragazzoni per la prima volta di fronte a 50.000 persone, e poi suonare dopo Cocker, gli Jefferson.. le gambe tremano un po'...
Signore e signori: Crosby Stills and Nash!
Un caldo benvenuto, le grida, gli applausi. Judy ed i ragazzi ora sono vicini al paclo, e tra le luci rosse e blu, nella notte umida di pioggia e note, sono attenti a non perdersi nemmeno una nota di questo nuovo gruppo. E Judy, soprattutto lei, scopre il suo mondo.
Postfazione: Con questo post chiudo un veloce flaskback nel 1969. Il prossimo Agosto saranno infatti passati 40 anni dall'evento che - si può ben dire - ha cambiato le sorti della musica. Oggi ne siamo sicuri. In questi giorni si può già vedere il Trailer del film che Ang Lee ha dedicato a Woodstock, e, da quando l'ho visto, mi è venuta la voglia di scrivere qualcosa.
La mia generazione è figlia di quegli anni, l'ombra di Woodstock si allunga sulla mia primissima infanzia, e la musica che ho imparato ad amare nei momenti della mia crescita culturale, viene quasi tutta da lì.
Mi piaceva quindi pensare all' aside del concerto, alle storie piccole, alle persone che hanno avuto la fortuna di essere lì, di fare la storia, e mi è venuto in mente un tris di piccole storie, ed un filo comune. Il mio onirico musicale si nutre di video e vecchie foto, ma la musica non cambia.
Grazie per l'attenzione.
martedì 30 giugno 2009
Amici in aiuto - 2
E' domenica. La morsa del caldo continua, il cielo però durante la notte si è colorato di grigio, e la terra sembra aprirsi dei varchi, sotto i piedi scalzi, le lattine di birra, le coperte ancora umide di rugiada notturna mischiata alla birra ed al pessimo whisky...
Tutto sembra pronto per la grande piogga. Ma - cazzo! - ancora non piove.
La ragazza si è svegliata tutta intorpidita, dopo la notte passata accovacciata accanto a chissà chi, in mezzo a migliaia di braccia, come se fosse stata cullata dal mondo della musica, è crollata sul terreno per un po', ok, faccio solo un sonnellino, poi ricomincio a ballare no? Cosa sarà mai? Mezz'ora, solo mezz'ora di sonno poi si parte di nuovo col groove...
La ninna nanna è una musica eccentrica però, dalle 4 del mattino gli Who suonano come indemoniati, poi quel folle di Pete sfascia la chitarra sul palco. Esagerato! Il rumore la sveglia di colpo. Che ora? Che giorno è? E gli altri? Ah sì. In fondo, il furgoncino... dov'è?
Ormai è ora di colazione, la roba da mangiare è lì: un po' di latte, birra (no, la birra no! basta..) forse qualche biscotto, devo andare lì. Ho fame, una fame del cazzo!
Si fa strada in linea quasi retta tra la folla, mentre sotto ci sono i Jefferson. Tosti quelli, mi piacciono, potrei stare qui a ballare tutto il giorno. Ma ho una fame della Madonna, quindi no! Vado!
Dopo una mezz'ora tra spinte, zaffate di fumo, braccia e mani che sembrano avere vita propria, staccate dalle facce, arriva al VW! Ecco dov'eri! Ma dove hai dormito? Cosa hai fatto? niente, cazzo, ho ascoltato la musica, come voi! Cosa dovevo fare? Dove sono i biscotti? Lì, nel furgone, dai sbrigati che tra un po' c'è Joe...
(...)
E' quasi ora di pranzo ormai, e le prime - bendette - goccie di pioggia arrivano, ma l'effetto è ancora quello della sauna. Merda! che caldo! E dai, non star sempre lì a lamentarti!
Poi zitti tutti! eccolo eccolo!
Le voci della folla oceanica coprono i tuoni. Lo strano ragazzo è sul palco. Si muove quasi come una marionetta, sembra perennemente in preda alle convulsioni... Mamma mia che impressione! Però che voce...
Ora tutto sembra più normale, ora va bene così. Sono qui, con gli amici. Fa ancora un caldo boia, ma so che tra un po' sarà più fresco. Lo sento.
domenica 28 giugno 2009
Pezzi di cuore (un tributo) - 1
E' caldo, fa un caldo boia! D'altronde è un pomeriggio di pieno agosto. Eppure nel cielo alcune nuvole minacciose stanno prendendo posizione in mezzo al blu, e qualcuno già spera nella pioggia purificatrice, che laverebbe via il peccato, la sabbia, l'alcol e l'LSD.
La ragazza suda come in una sauna, da qualche minuto ha perso di vista gli amici con cui è arrivata in quell'enorme deserto di mani, di braccia, di gambe che si muovono.
Non è molto alta, deve alzarsi in punta di piedi per cercare di intravedere il furgoncino VW con i fiori fucsia stampati sulle fiancate. Sì, forse è laggiù, oddio ma quanto si è allontanata? Scorge addirittura qualcuno che balla sul tetto del già traballante veicolo. Le viene da sorridere, il sudore solca le guance, la T-Shirt ha perso il colore originale ormai.
Deve fare pipì. Non sa come fare, si vergogna un pò, poi però decide di seguire l'onda e si accovaccia, e fa come fanno tutte le altre attorno. La fa lì.
Vabbè, gli altri li incontrerò più tardi, magari nella notte mi sposterò un pò, così riusciranno a sentirmi. Forse. Ormai si sta facendo scuro. L'aria è un mix di erba, alcol, sudore e pioggia. Ma la pioggia ancora non arriva.
Chi c'è sul palco? Ah, sì, è l'ora di quella ragazzona con la gran voce. Bellissima vociona. non posso dire lo stesso della ragazza. Eppure sprizza tanto fascino quanto io spruzzo sudore (le viene da ridere al pensiero), e poi è una calamita.
Però non sembra mai del tutto felice, peccato.... Oddio, non che non vorrei avere la sua voce eh! Ma - non so dire come - ma....un pò mi fa pena, ecco. Sembra che soffra sempre d'amore. O forse soffre davvero d'amore.
'Sto buco di posto...com'è che si chiama? Bethel, ah sì, mi ricordavo qualcosa simile a Bethlem, insomma 'sto cavolo di immenso pascolo ora sonnecchia, ma poi la ragazzona sul palco inizia a cantare.
E' ancora una canzone triste. Ma a quest'ora va bene così. Ognuno di sera lascia un pezzo di cuore sul prato, no?
Janis - sì, si chiama così - canta, e le sue parole scuotono la sera, a Bethel, nella contea di Ulster (strano forte no?), nello stato sonnecchioso di New York.
Didn't I make you feel like you were the only man, well yeah,
An' didn't I give you nearly everything that a woman possibly can ?
Honey, you know I did!
And each time I tell myself that I, well I think I've had enough,
But I'm gonna show you, baby, that a woman can be tough.
I want you to come on, come on, come on, come on and take it,
Take another little piece of my heart now, baby,
Break another little bit of my heart now, darling, yeah.
Hey! Have another little piece of my heart now, baby, yeah.
You know you got it if it makes you feel good, Oh yes indeed.
sabato 27 giugno 2009
Richard Kimble, a.k.a The fugitive
Eccolo qui, il motivo delle mie emicranie, la gioia dei miei occhi, la causa dell'ipertensione, la mia medicina omoepatica quotidiana.


Fuori piove, anzi diluvia, e lui è tornato placido, placido a casa, un po' umidiccio, e - dopo qualche fuggevole sguardo alla finestra e le meritate (?) soste ai croccantini - è salito sul tavolo a fare il "belloccio-simpatico", poi si è impossessato della "mejo ssedia de casa", spodestando la povera Madame, si è accovacciato ed è crollato come Homer Simspson sul divano.
Deve recuperare 2 notti di veglia al buio, all'aperto, tra cantine e vicoli.
Lo strangolerei, eppure sono qui, orgoglioso papà che di rimira il figliol prodigo....
venerdì 26 giugno 2009
Prole? No grazie!
E poi dicono: ma vuoi mettere come sono carini i bambini piccoli, quei piccoli furfantelli ecc ecc...
E poi Mi dicono: ma tu che hai deciso di non sposarti cosa fai? Ci rinunci? Ma è innaturale!
Ed io che rispondo: ma li avete mai visti quei polimorfi dispettosi FUORI delle vostre mura domestiche? io sì!
Io li osservo nei loro habitat abituali, tra banchi, penne e cellulari...mi basta grazie.
E poi se scappano? E poi se li devi cercare in giro? E poi se sai che hanno il motorino e ci girano di notte?
E dove vanno?
E con chi sono?
No, non lo sopporterei...sono disperatemente ansioso, ansiogeno adirittura (cioè la mia ansia mette in ansia gli altri, e non è bello...); pensate che il mio amato Felix è stato fuori per 20 ore filate dalle 17.00 di ieri alle 15.00 di oggi, ed io - dopo aver setacciato vicoli, cantine, cespugli, case private come un novello Indiana Jones - ero già in crisi respiratoria, stavo per chiamare il 118 (o il 115 non ricordo mai, non so se verranno con l'ambulanza o col carro attrezzi..) quando FINALMENTE è riapparso!
Affamato, un po' spaventato, ancora un po' scombussolato ma sano.
IO che mi faccio venire emicarania e tachicardia per il gatto di casa! IO figli???
NO, GRAZIE.
(nella foto: il fuggitivo. Non è dietro le sbarre eh!)
giovedì 25 giugno 2009
Take it easy !
Giorni di fuoco, di idee e ripensamenti, di continui Up & Down. Giorni passati con l'urgenza di essere lì, dove devo essere, ma con la mente altrove.
Giorni caldi come l'abbraccio della donna al mattino, poi improvvisamente freddi come il silenzio che precede l'addio.
Giorni di parole dette a "vanvera", di numeri e nomi, di risate e poi incazzature.
Giorni di immenso Shakespeare e di sterile grammatica, di abissi e di cieli sereni, di incertezza e disincanto.
La testa continua a riempirsi e poi si svuota, il cervello è bulimico, dovrei prendermela più tranquillamente 'sta vita incerta....
Well, I'm running down the road, tryin' to loosen my load, I've got seven women on my mind,Four that wanna own me, Two that wanna stone me, One says she's a friend of mine, take it easy, take it easy, don't let the sound of your own wheels drive you crazy. Lighten up while you still can, don't even try to understand, just find a place to make your stand and take it easy....
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