Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

lunedì 30 giugno 2008

All You need is Love (paparapapa...)



A volte le belle parole - soprattutto se inattese - ci colpiscono al volto come un uppercut, e ci lasciano con l'espressione sorpresa, ma sicuramente fanno meno male...

Il blog è un paese/mondo virtuale, immenso, con i suoi fusi orari (è divertente zompettare tra le pagine e vedere "che ora è" lì) e le sue highways, ma poi - gira che ti rigira - ci ritroviamo a battere le stesse, piacevoli stradine di campagna, come quelle che percorreremmo nel nostro paese, alla ricerca di facce e voci amiche.
Apriamo la porta del mondo, e poi - sala dopo sala - ci avventuriamo lungo qualche corridoio, curiosi come gatti, ed ogni tanto ci segnamo l'indirizzo delle nostre sale preferite, perchè lì ci sentiamo a casa, tra amici.
Perchè? Forse perchè lì qualcuno ci offre da bere, ci ascolta, ci fa sorridere e pensare, e con lui/lei scambiamo due parole come se ci conoscessimo da una vita..

Alcune volte succede di aprirci più di quanto faremmo con amici veri (ovvero quelli in carne ed ossa) e non sappiamo se la cosa sia giusta o no. Ma lo facciamo.
Gli inglesi la chiamerebbero "serendipity" (bello il film, chi lo ricorda?), io lo chiamo caso, oppure affinità elettiva (grazie papà Goethe..), comunque un incontro positivo, un'esperienza nata tra i tasti del pc e lo schermo (piatto o cicciottello) che ci arricchisce, e senza cui, oggi, sarei sicuramente diverso. Più povero e solo.
Il mio Dioscure personale, il mio primissimo contatto più di 6 mesi fa', la prima voce curiosa che si affacciò al piccolo blog dal nome altisonante fu Maria Rita, un'anima bella, ed un viso da copertina.
Non dico lo stupore ed il piacere meravigliato per quel primo contatto. Ammetto che - data la mia natura da esteta dell'anima e del corpo - è stato subito un colpo di fulmine!

Lei è definitivamente la mia musa: un'anima inquieta eppure affine, un'Ondina che sorge dalle acque solo quando vuole, il mio contrappunto spirituale, il mio Dopplegaenger celebrale, la mia corrispondenza d'amorose lette(u)re.

Ecco perchè ritengo un onore (il piacere è ovvio..) che questa Ariele del web abbia nominato il povero Prospero (me) per un premio: I love you this much award (link esplicativo), che con immenso rispetto e riconoscenza accolgo.



Onde evitare un rimbalzo di premi (della serie: from me to you) leggermente autoreferenziale, e nello spirito amorevole del suddetto premio, ho deciso di passare la dolce incombenza a due rappresentanti del gentil sesso che ho imparato a conoscere in questi mesi, e che sento particolarmente "affini" (malgrado l'abissale differenza epocale, ma io sono un Peter Pan impenitente..) per sensibilità molteplici:
  • Desaparecida: perchè è la prova concreta che un animo gentile vince ogni resistenza

  • Inenarrabile: perchè cammina già come un'adulta tra gli spazi delle parole, senza perdere lo spirito della gioventù

Così è deciso. Grande capo Orso Accaldato ha parlato. Andate in pace. Augh!

Il cavaliere del Grillo

"L'etat c'est moi". Il dispotismo (pochisssimo) illuminato del premier....



E - per i pochi, soprattutto giovani - che non ne conoscessero la fonte, ecco l'originale:

video

domenica 29 giugno 2008

L'Umbria in campo

Malgrado il titolo possa furbescamente suggerire un intervento politico, la faccenda è molto più semplice: nell'ottimistica previsione di qualche ora libera durante i prossimi giorni (gli esami non sono ancora finiti, ma spero di ritagliarmi un po' di free time prima di scoppiare..) ho iniziato la solita perlustrazione del percorso che abitualmente seguo in bici, tra strade periferiche, viottoli di campagna, lunghi rettilinei semideserti, e qualche collina.
I dintorni della città offrono varie possibilità all'impacciato ciclista estivo, e da anni ormai seguo più o meno le stesse strade, variando di tanto in tanto l'approccio alle salite (la vecchiaia si fa sentire..) ed il tempo impiegato.

Per un "polimorfo perverso" (secondo Maria Rita) molto instabile come il sottoscritto, anche la ripetitività di piccoli gesti, come questo, può portare un po' di tranquillità, e fungere da "scarica batterie".

Beh, il risultato della perlustrazione domenical-mattutina (in sella al vecchio Liberty) ha condotto anche all'arricchimento del book geo-fotografico della zona, che - senza ulteriori indugi - allego al post per la mia (e spero vostra) gioia:




Grano e papaveri



Non è una lampada giapponese, solo una sorta di spaventapasseri tecnologico...



Van Gogh?



La gola del fiume Nera (nei miei momenti migliori in bici la risalgo dal basso..)



Campo di grano, albero e città sullo sfondo



Dopo la mietitura (After the Harvest)



Fa un po' Shyamalan, vero?


Il frutto della mietitura

venerdì 27 giugno 2008

L'eterno femmineo

ATTENZIONE ! ! POST LUNGHETTO ! !
(così siete avvisati, ma spero lo leggiate: forse ne vale la pena)

Dopo la ristorante pausa ridanciana (vedi post precedente), che tanto successo ha raccolto nell'etere, posso permetermi il lusso di "rispondere" con maggiore compiutezza all'alta composizione baol-digitiana che ha sapientemente affrontato un tema a me caro: l'essenza delle donne.

Lo faccio - però - da solo, senza compici e senza alibi, avventurandomi lungo un breve viottolo di campagna, discutendone con chi ne capisce di più (molto di più..), da bravo studente dell'anima femminile.



“ Dove state andando ragazzo ? “ la voce arriva inattesa. L’uomo si avvicina sorreggendosi sul bastone, ma appare vigoroso, quasi che il bastone sia solo un vezzo, da antico signore abbigliato all’ottocentesca, trasfigurazione di un quadro francese.
La voce è profonda, quasi ctonica.
Mi chiama ragazzo, lui sì che può farlo: forse è stato giovane un tempo anch’egli, ed è sopravvissuto.
“Allora, cosa cerchi da queste parti ? “ insiste con un tono da vecchio curioso, mentre mi fermo ad osservarlo tra i raggi del pallido sole che trafiggono i rami degli alberi ( già, gli alberi, alti ed indifferenti all’uomo ), ma si vede ben poco nella luce della sera incombente.

“Una donna, non è vero ? C’è sempre una donna all’inizio, ed alla fine:
Das Ewigweibliche zieht uns hinan

Quelle parole mi risvegliano come da un torpore millenario, come se non avessi mai vissuto prima di quei versi un’eco di lettere e libri, un richiamo dell’anima.
“Herr Goethe ? Cosa fate qui, o forse dovrei dire: cosa fate qui ora ? “

Il consigliere segreto sorride, o forse è solo una smorfia del viso accecato da un repentino raggio di sole. Weimar è lontana, il Meno non assomiglia affatto a questo rigagnolo di campagna, eppure il grande Pagano è qui, ora, e non altrove.

Ich habe Ihnen die Frage aber gestellt, mein junger Herr. Na und: wo gehen Sie jetzt hin ? “
“Da nessuna parte in particolare, passeggio per dimenticare, o forse per ricordare. Non lo so più a questo punto. Ma che ora é ? E che giorno è oggi ?”
“ Oggi è già domani, e ieri non è ancora dietro la collina. Il passato è già presente mentre corre verso il futuro. Cos’ è d’altronde il tempo ? E’ una cesura dell’infinito, una convenzione, come i colori, come questa stupida luce che sta cercando di vincere le tenebre della foresta. Io esisto qui, esistevo prima e ci sarò quando Voi ve ne sarete andato, tornando dalla Vostra bella...”
“ Tornare da Erato? Non credo proprio Herr Goethe.”

Le parole fuoriescono naturalmente, incuranti di quella palese incoerenza spazio-temporale, un modo come un altro di discorrere amabilmente con uno scrittore di quella caratura, morto e sepolto da oltre 150 anni ormai, ma tale è la situazione, che ora mi ritrovo a parlare di Erato con Johann Wolfgang von Goethe.

“Erato ? E’ dunque questo il nome ? Una Musa quindi, e -se mi consentite- perché l’avete chiamata così, suppongo infatti che questo è il nome che Voi le avete dato.. “
“ Una Musa, già, la mia Musa, una figura mitica, sicuramente metafisica. Ora non sono più sicuro che sia veramente esistita, forse è stato tutto un sogno, forse ho proiettato su di lei le mie fantasie ed i miei desideri. Lei mi ha lentamente avvinto a sé, ed ora il suo stesso nome mi ferisce, e vorrei poterla dimenticare, ma continuo a vederla ovunque, anche lungo le sponde di questo fiume..”

“Mignon fece lo stesso effetto, ma questo Voi lo sapete già... però vi dirò una cosa che forse non conoscete: nemmeno Mignon era il massimo: certo, era affascinante, piena di mistero, attraente sicuro, ma non certo pari ad Elena.
Eppure sapete come andò, e allora solo questo posso dirvi: nessuna donna è perfetta, non esiste la realizzazione di vostri sogni, in assoluto. Esistono donne che incarnano in gran parte queste caratteristiche, ma ciò che conta è quel certo quid che le rende uniche, insostituibili, perfette in un dato momento della Vostra vita.

Un’apparizione legata allo spazio ed al tempo, e che le trasforma immediatamente in ectoplasmi d’amore, dietro cui lasciar correre il cuore e la fantasia. Quella prima immagine, e non altre, Voi -caro signore- inseguirete nel tempo a venire: un suono, un profumo, l’eco di uno sguardo o di un gesto l'avranno legata al vostro cuore, e quel momento ritornerà in eterno, cristallizzato, non l’immagine reale, bensì l’archetipo.

Questa immagine però può frantumarsi in mille pezzi appena cozza contro la realtà della sua esistenza, indipendentemente dalla Vostra proiezione, quando capirete che lei non può assecondare le vostre fantasie, poiché vive di vita propria, libera da Voi, che ha una vita fuori delle vostre esigenze, beh, allora caro amico il quadro si romperà in terra, e voi vi troverete a raccoglierne i cocci..”

“Ma allora le affinità elettive ? E la chimica ? Nulla ha più durata ? “ risposi con una domanda.
“La chimica, mio caro signore, non prende in considerazione l’anima, essa lega due amanti come fossero due elementi simpatici, a volte da’ l’impressione che il legame possa durare in eterno, ma forse questo eterno vale solo per noi poveri sognatori di carta, noi bibliovori che non possiamo vivere al di fuori delle nostre aride citazioni d’effetto..”

A quelle parole il consigliere segreto Von Goethe si allontana verso i bosco, e lungo la strada viene affiancato da un altro personaggio (dunque la foresta è viva, dopo tutto ! ), i due sembrano discutere vivacemente, e l’altro signore si tende verso il poeta, quasi per ascoltare meglio le parole, e disapprovarle - da ciò che si può intuire...

Una carrozza passa lungo il fiume, Herr Goethe si allontana dal ciglio della strada con deferenza, ed accenna un inchino, lui che di inchini dovrebbe essere l’oggetto invece, ed infatti il suo compagno di strada sembra disapprovare sdegnosamente questo atteggiamento sin troppo ossequioso verso chissà quale principino di campagna, e da’ un’energica scrollata di spalle. Si muove in avanti lasciando il poeta quasi immobile: Karlsbader Begegnung.

giovedì 26 giugno 2008

The Ultimate Battle...

Birra contro Gnocca





Una birra è sempre bagnata.

La gnocca va incoraggiata.

E’ 1 Punto alla birra.

Una birra fa schifo servita calda.

E’ 1 Punto alla gnocca.

Una birra ghiacciata ti soddisfa.

E’ 1 Punto alla birra.

Se ti ritrovi un pelo nei denti bevendo birra, potresti aver voglia di vomitare.

E’ 1 Punto alla gnocca.

Se torni a casa puzzando di birra, tua moglie ti rimprovera.

Se torni a casa odorando di gnocca, tua moglie potrebbe lasciarti.

E’ Punteggio pari (dipende dai punti di vista !)

Dieci birre in una notte e non puoi più guidare.

Dieci gnocche in una notte e non c’è più bisogno di guidare.

E’ 1 Punto alla gnocca.

Se ti fai una birra in un locale affollato è normale.

Se ti fai una gnocca in un locale affollato, diventi un mito.

E’ 1 Punto alla gnocca.

Se un poliziotto ti sente addosso puzza di birra, potrebbe arrestarti.

Se un poliziotto ti sente addosso puzza di gnocca, potrebbe offrirti una birra.

E’ 1 Punto alla gnocca.

La birra, più è stagionata, meglio è.

E’ 1 Punto alla birra.

Se ti fai una birra con un preservativo indossato, non senti la differenza di gusto.

E’ 1 Punto alla birra.

Tanta birra può farti vedere gli ufo.

Tanta gnocca può farti vedere la Madonna

E’ 1 Punto alla gnocca.

Se ti chiedi sempre come sarà la prossima gnocca sei normale.

Se ti chiedi sempre come sarà la prossima birra, sei alcolizzato.

E’ 1 Punto alla gnocca.

Strappare l’etichetta da una bottiglia di birra è divertente.

Strappare le mutandine ad una gnocca è MOLTO più divertente.

E’ 1 Punto alla gnocca.

Lo stato tassa la birra.

E’ 1 Punto alla gnocca.

Se ti fai un’altra birra, la prima non s’incazza.

E’ 1 Punto alla birra.

Sei sempre sicuro di essere il primo ad 'aprire' una birra.

E’ 1 Punto alla birra.

Se fai agitare una birra, dopo un po’ si calma da sola.

E’ 1 Punto alla birra.

Bionda, rossa, bruna o nera, in qualsiasi momento puoi scegliere la birra che vuoi.

E’ 1 Punto alla birra.

Di una birra, si sa esattamente al centesimo quanto verrà a costare.

E’ 1 Punto alla birra.

La birra non ha una madre.

E’ 1 Punto alla birra.

PUNTEGGIO FINALE: BIRRA BATTE GNOCCA 10 a 9

Se sei una donna ed in questo momento ti stai incazzando sappi che una birra non avrebbe rotto le palle se avesse perso questo scontro:è un altro punto alla birra!!!

Se sei un uomo e in questo momento te la stai ridendo, sappi che senza birra la vita va avanti bene, senza gnocca…Fai un po’ te!

E’ 1 punto finale alla gnocca!!!

p.s. QUESTA è una versione 2.0 del bel lavoro letterario di Baol e Digito
P.p.s: si scherza eh....?

mercoledì 25 giugno 2008

10.000 ! !

26 dicembre 2007 - 25 Giugno 2008:


10.000 contatti ovvero (all'incirca): 1666 visite al mese = 55 al giorno = 2,2 all'ora

Wow!!

10.000 volte GRAZIE a tutti!

martedì 24 giugno 2008

Abbidubbi

Ultimamente sto virando verso il relativismo totale (nella testa e nel cuore) e non ho più certezze.

Prendiamo, ad esempio, la torre di Pisa:




...e se avesse ragione LEI ?


p.s. Questo è un post dichiaratemente Baoliano, ma - per ragioni geografiche - anche Ilbarsottoilmariano...

lunedì 23 giugno 2008

A midsummer night's dream

On a hot day like this, after a sweaty working day, while thinking of the magical night yet to come, I don't really feel like writing something intelligent.

Half asleep, half unconscious, in the middle of a hopeless crush on a dream girl, I'd rather be talking like Puck.


These few lines are dedicated from me (and daddy Shakespeare of course...) to all the night summer dreamers: just keep on dreaming!


If we shadows have offended,

Think but this, and all is mended,

That you have but slumber'd here

While these visions did appear.

And this weak and idle theme,

No more yielding but a dream,

Gentles, do not reprehend:

if you pardon, we will mend:
And, as I am an honest Puck,

If we have unearned luck

Now to 'scape the serpent's tongue,

We will make amends ere long;

Else the Puck a liar call;

So, good night unto you all.

Give me your hands, if we be friends,

And Robin shall restore amends.



sabato 21 giugno 2008

Summer in the city



Come avrete capito dalla strip, il momento attuale è confuso; il vuoto "spirituale" di questi giorni d'estate non può essere facilmente colmato da una coperta di Linus, o - nel mio caso - da un asciugamano per asciugarsi il sudore.

L'unica consolazione è l'eccezionale escursione termica fuori / dentro casa: si passa allegramente dai 33 C° delle pietre infuocate in strada, ai vivibilissimi 20 C° all'interno, nello studio in penombra, con finestre rigorosamente chiuse.

I gatti sono stesi sul pavimento come sfingi di pelo, e si godono l'unica superficie fresca della terra, oggi.
Il pomeriggio domestico del Sabato italiano è una sospirata oasi di frescura dopo l'arido deserto mattutino vissuto nelle classi infuocate di un liceo al centro della città dell'acciaio e che - come l'acciaio - d'estate diventa insopportabilmente rovente, per il povero insegnante sceso dalle colline...




L'atmosfera degli esami non viene poi alleggerita, nè tantomeno "rinfrescata" dalla ritualità delle operazioni che vedono la commissione plenaria (wow!) arrabbattarsi tra la correzione di temi sconfusionati e prove scritte in lingue straniere che solo apparentemente somigliano alla lingua ipoteticamente dichiarata nel testo...

La piattezza delle argomentazioni proposte da questi giovani nei loro scritti fa nascere più di un dubbio sulle cosiddette classi dirigenti del futuro. Se questi temi rappresentano i primi vagiti dell'Intellighenzja italica del 21° secolo, cìè poco da stare allegri...

"Antò: fa caaaldo.." Il refrain non esce dalla testa in questa giornata afosa, ma non c'è traccia di thè lipton fresco nè di altra bevanda miracolosa in giro. Ci aggiriamo tra le aule finalmente deserte come i fantasni di Eduardo cercando improbabili punti freschi, ombreggiati, nella penombra dei corridoi.

La mente è già tesa al fresco domestico, mentre le residue speranze di effettuare un breve giro in bici pomeridiano naufragano alla luce del solstizio ed all'immagine tremenda del deserto che mi attenderebbe in strada!





Unica consolazione nel deserto di pietra ed in quello dell'anima (lo Spleen infatti sembra non volermi abbandonare, si è trovato un cantuccio ben riparato nella mia capiente persona ed ora soggiorna lì, soddisfatto..) è l'amabile presenza dell'amica e collega di lingua, ultima Thule della perfezione etica ed estetica, un raro gioiello caduto dal cielo (oppure sapientemente estratto dalle profondità della terra), e finalmente visibile per noi mortali, esposto da Tiffany.
Un luogo dove le persone come me non le farebbero entrare manco per un caffè (altro che colazione) ed allora mi accontento di goderne parole e sguardi dal marciapiede di fronte.


giovedì 19 giugno 2008

Meme impiccione

Da stellastale ricevo ed ordinatemente eseguo ( a modo mio... lasciando le tracce delle mie scelte):




Un colore: nero (non è un colore? allora azzurro jeans)
Un numero: 9
Un libro: Il nome della Rosa
Una canzone: Thunder Road
Una pietanza: tortellini (in brodo, con i tartufi, alla salvia ecc..)
Un dessert: creme caramel
Un posto: Cliffs of Moher
Un film: Io ballo da sola
Un momento del giorno: il tramonto
Blog, forum o chat?: Blog
Un punto di riferimento attuale: myself
Un punto di riferimento storico: Federico II di Svevia
Un punto di riferimento nella finzione: Charlie Brown
Un caffè: Illy in tazzina calda
Progetti immediati: vedere il libro che ho tradotto finalmente pubblicato!!
Sei felice?: NO
Osi dire la tua età?: 999

Non faccio prigionieri questa volta (temo ritorsioni), uso il metodo Baoliano: chiunque citato nel blogroll è libero di copiare!

lunedì 16 giugno 2008

Tapetenwechsel

Avevo voglia di cambiare un po' la tappezzeria del blog. La "Stimmung" attuale ondeggia tra il solare pre-estivo e la cupa disperazione pre-esami.
Il blu era troppo blu.
Il grigio era troppo grigio.


Ancora una volta nella mia vita mi sono trovato ad un bivio, e - come sempre - resto lì all'incrocio, perennemente indeciso sul sentiero da seguire (mannaggia a Robert Frost!) ed aspetto Godot!
Allora la sintesi è la risposta: un grigio blu ed un antracitico azzurro.. forse. A volte tendo a non riconoscere bene le sfumature dei colori (vago accenno di daltonismo), ed allora ecco il mix.
Lo chiamerò: estate malinconica !
P.S. eventuali commenti saranno graditi, ma forse non saranno presi in considerazione...

domenica 15 giugno 2008

San Giovanni ed il solstizio d'estate

E' giunto il momento per un altro, breve, tuffo nel Medioevo; come i più arguti avranno notato (ma anche i distratii, dai !) nel mio blog campeggia - da qualche tempo - un link solo all'apparenza pseudo-religioso. E' in realtà il richiamo ad una nuova iniziativa della mia città volta a colorare l'anno solare di ricorrenze popolari legate al Medioevo, in questo caso la Festa di San Giovanni Battista.






La festa di San Giovanni è una festa solstiziale, una celebrazione legata intimamente alle credenze pagane, pre-cristiane, ed al periodo della raccolta delle piante e delle erbe da usare nelle operazioni magiche.

Sin dai tempi più remoti, infatti, il cambio di direzione che il sole compie, tra il 21 e il 22 giugno, è visto come un momento particolare e magico.

Il "sole che rotola via" è associato, in un certo senso, alla testa del San Giovanni decapitato, che nella memoria religiosa si sovrappone al sole che cambia direzione..



Nella notte tra il 23 e il 24 giugno si usa bruciare le vecchie erbe nei falò e andare alla raccolta delle nuove oltre che mettere in atto diversi tipi di pratiche per conoscere il futuro perchè, come dice il detto, " San Giovanni non vuole inganni".
A tal proposito è interessante notare che nella tradizione della bassa Umbria, e quindi a quella narnese, il detto si arricchisce di una figura collaterale, molto interessante: Il Gatto.


Nel dialetto narnese, infatti, si dice "U gatto de San Giovanni non fà l'inganni", evidenzaindo - chiaramente in modo inconscio - la relazione tra il gatto (figura demoniaca nella tradizione, o comunque legato alle streghe) ed il Santo, quasi ad avallare la sovrapposizione religiosa tra momento pagano e cristiano.

La persistenza di alcune usanze dal sapore pagano è talmente forte nella festa, che persino gli Statuti della città, del 1371, vietano ai narnesi di andare in giro "cum corona" cantando "candicula" per le strade, ovvero di gingersi i capi con ghirlande di fiori (retaggio pagano) cantando canzoni oscene in direzione delle giovani pulzelle...

La tradizione pre-cristiana è comunque dura a morire: soprattutto nelle campagne Umbre e Sabine essa è ancora fortemente presente, tanto che l"Acqua di san Giovanni" viene preparata con dovizia da ogni ragazza alla vigilia della festa.

Il giorno prima del patrono si raccolgono fiori ed erbe da tenere a bagno, fuori di casa, durante la notte di S.Giovanni. La mattina seguente poi la stessa acqua viene utilizzata per lavarsi. Si dice che questa operazione procuri giovamento in particolare alla pelle, ma che sia anche una protezione contro le malattie in generale. Tra i fiori utilizzati nella zona spicca il giallo della ginestra, non dovrebbe però mancare l'iperico detto anche erba di S.Giovanni.


Il progetto Annus ha inserito questa festa all'interno delle celebrazioni medievali, sulla scia della festa di Maggio, ed allora eccoci qua! Tra pochi giorni saremo di nuovo tutti in Taverna ed in piazza, a festeggiare San Giovanni ! !
(Clicca per ingrandire)

sabato 14 giugno 2008

Il Graal del 21° secolo...

Ebbene sì. Lo ammetto. L'oggetto mi stuzzica assai....

Da mesi se ne parla ormai, la rete è invasa da pareri (per lo più positivi) e da voci estasiate da chi ce l'ha già, chiaramente made in USA ed importato a costi barbari.
Oggi però che la sua distribuzione italiana è vicina (11 Luglio, offerto da Omnitel e Tim) l'acquolina cresce...

Ho però un unico - enorme - riserbo, legato ad un dubbio ti tipo economico:
IL PREZZO ITALICO !
Mi domando infatti come mai un oggetto che Steve Jobs ha orgogliosamente voluto commercializzare a 150 $ (quindi circa 100 €) allo scopo di "democratizzare" la tecnologia in US, qui da noi, nel paese dove fioriscono i limoni, è indicativamente schizzato - dalle sole previsioni Omnitel, visto che sul fronte Tim tutto tace - ad una cifra oscillante tra 450 e 560 €!!
Ma cosa abbiamo noi, l'anello al naso ? ? ?
Le mie finanze non sopporterebbero un tale dissanguamento, purtroppo, ed allora mi sa' proprio che sarò lì, attaccato alla vetrina per un po', a guardare "quelli che mangiano il gelato", e mi farò passare l'acquolina in bocca con un sano panino... Sigh!

venerdì 13 giugno 2008

Memi e premi (non ne abbiamo mai abbastanza..)

Allora, andiamo con ordine: la mia Heidi personale ( il copyright ce l'ho io, ok?) mi assegna indegnamente un premio da aggiungere alla bacheca degli awards, addirittura per "lo sviluppo della mente" ! !


IO, sì proprio IO che con la mente sto facendo a pugni da anni ormai.. evabbè, si vede proprio che riesco ancora darla a bere agli studenti ed ai giovani (come il buon Faust d'altronde...). Io non posso che ringraziare la gentile donzella Tirolese e fare spazio tra gli scaffali..
Da Suysan ricevo invece un invito per un ennesimo meme, questa volta "iconico", ovvero - e qui cito la mittente - ...bisogna mettere 5 foto che non ci raffigurino personalmente ma che in un certo senso ci rappresentino..........naturalmente va aggiunta una spiegazione alla foto.

Allora, la scelta è stata ardua, ma alla fine, dopo una notte insonne (o forse fu opera dei fagioli..?) ed incubi ricorrenti, ecco la galleria, molto personale:


Narni: la mia città, le mie radici, la mia anima di viaggiatore ha però solidissime radici tra queste mura
I miei Libri: non potrei mai concepire una vita senza lettura
I miei sandali: ebbene sì! Il primo gesto automatico che faccio, entrando a casa (in hotel, o in qualunque altro luogo che - anche per una sola notte - io identifichi con la casa) è togliersi le scarpe e camminare con i miei sandali. E' un gesto liberatorio, la libertà dei piedi è la mia libertà interiore.
Il vocabolario di lingue: vivo perennemente in bilico tra sistemi semantici e linguistici diversi, lui è da sempre la mia guida.
La mia agenda Planning: non vivo senza. La mia esistenza è tutta lì, la porto ovunque con me, vivo nel terrore di dimenticare appuntamenti o sbagliare orari. Ho poi un personale rito esorcistico: al termine della settimana metto delle enormi X sulle pagine vissute. Panta Rei..
N.B. i miei gatti - of course - non li ho inseriti visto che praticamente VIVO per/con loro in eterna simbiosi....
Visto che il meme è carino lo passerei volentieri a qualcuno che vorrei conoscere meglio. Diciamo pure Maestro Baol, Desaparecida, Maria Rita, Maria e Dioniso (sempre che non l'abbiano già fatto e/o mi mandino simpaticamente a cagare..)

giovedì 12 giugno 2008

L'alunno B. fa la mosca in classe

La vita scolastica è uno straordinario microcosmo di follie, manìe, casi clinici e qualche spruzzata di ingegno... Nulla di più lontano dalle immagini edulcorate dei depliants dei college di Oxford o dalle facce sorridenti e rilassate di insegnanti e studenti volenterosi.






La scuola è un luogo a metà strada tra la Giungla (o meglio la Jungla, come direbbe Montesano) ed un ricovero per docenti affetti da Alzheimer precoce (tipo Villa Arzilla), l'unico luogo dove un simpatico - splendido (Morettianamante parlando) quarantenne - pelato e dall'aspetto vagamente Nerd, può passare per giovane matricola agli occhi catarattati dei colleghi già in disarmo, reduci da secoli di battaglie...



Sto uscendo a pezzi e bocconi dagli utlimi scrutini (Deo gratias!) dell'anno, preparandomi agli esami di stato, zompetto tra liceo ed Università (oggi 15 esaminati tutti promossi: ma quanto sono buono??? eppure in alcuni casi sembrava di sentire veramente Totò a Milano) ed allora penso che forse questo è l'inferno. Come disse Kubrik: "L'inferno è l'impossibilità della ragione" ma lui parlava del Vietnam, io della scuola italiana....

Ora capirete anche il perchè dell'interesse cul..turale improvviso per il calcio ed il suo tifo, no? E' una forma di autodifesa, è l'ironia romantica che mi salva dall'impazzimento tra numeri e registri...più o meno.



Per fortuna però ci sono ancora professori pieni di umorismo ed alunni ai limiti del ricovero psichiatrico..


Tratte dal sito Sette in condotta, ecco un florilegio di note (tutte vere) disciplinari:


"L'alunno L******** Mauro, al mio invito fatto ieri a vivere la filosofia, metaforicamente parlando, in abiti monacali, si presenta a scuola questa mattina vestito da frate francescano, con tanto di bibbia e sandali, tentando di evangelizzare i compagni. A voi le conclusioni"




"L'alunno N*** dopo essere stato scoperto svolgere la verifica di storia con l'ausilio di bigliettini, li mastica e poi li ingoia rischiando di rimanere soffocato"




"L'alunno Riccardo X ha rubato le chiavi di un'aula dismessa e insieme agli alunni x,y e z l'ha trasformata in un "punto relax" dotandola di portacenere e cuscini"


"La classe scappa dall'aula alle 8 e 35 dopo aver visto il sottoscritto distribuire il compito di Calcolo e Statistica"




"Lo studente S. chiama la presidenza con il citofono del corridoio e ordina 2 pizze margherite e un calzone"


"L'alunno F*** nell'interrogazione di letteratura afferma che D'Annunzio (il poeta)sia nato nel 1627 e, all'età di 27 anni si sia trasferito in Brasile e sia andato "a fanculo". Si richiede un colloquio con i genitori"


"Ca. rifiuta di essere interrogato in latino causa sconfitta della propria squadra di calcio del giorno precedente. Dopo numerosi solleciti si alza in piedi e recita il verso di Seneca 'Frangar, non Flectar', -mi spezzerò ma non mi piegherò- con aria di sfida nei miei confronti, viene pertanto allontanato dall'aula. La classe accompagna l'uscita con l'urlo "Massimo, Massimo""




"Bernardini rutta in maniera plateale e mentre lo porto in plestra De Andreis dice "Daje de culo adesso". Non aggiungo altro"


"Un alunno non meglio identificato giunge in classe vestito da clown e dopo aver urlato "CIAO BAMBINI!!" esce dalla finestra"

mercoledì 11 giugno 2008

Il calcio è anche poesia ! !

Scioccato ed oltremodo offeso dai commenti in puro stile "caserma" per un paio di foto, allora voglio dimostrare che il calcio è anche poesia, e letteratura ! !
Echeccacchio !!!
Chiaramente - come avrete capito - la poesia delle parole sarà piacevolmente acompagnata (intervallata) dalla semplice, pura bellezza muliebre... (e che credevate ??).



Goal
Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l'amara luce.
Il compagno in ginocchio che l'induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla - unita ebbrezza - par trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l'odio consuma e l'amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
- l'altro - è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasto sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa - egli dice - anch'io son parte.
Umberto Saba.




«Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro».
Pier Paolo Pasolini

Arsenal - Stocke City 14 settembre 1968
Mi innamorai del calcio come mi sarei innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.Nel maggio del 68 (una data significativa, naturalmente, ma è tuttora più probabile io pensi a Jeff Astle piuttosto che a Parigi), poco dopo il mio undicesimo compleanno, mio padre mi chiese se mi sarebbe piaciuto andare con lui alla finale di Coppa fra West Brom ed Everton; un collega aveva offerto un paio di biglietti. Gli dissi che il calcio non mi interessava, neppure la finale di Coppa - il che era vero, per quanto ne ero consapevole - ma rimasi comunque incollato alla televisione per l'intera partita. Alcune settimane più tardi guardai, incantato, l'incontro Manchester United - Benefica, con mia mamma, e alla fine di agosto mi alzai presto per sentire com'era andato lo United nella finale della Coppa Intercontinentale. Amavo Bobby Charlton e Gorge Best (non sapevo niente di Denis Low, il terzo della Santissima Trinità, che aveva saltato l'incontro con il Benfica a causa di un infortunio) con un ardore che mi aveva preso completamente di sorpresa; durò tre settimane, finché mio padre non mi portò a Highbury per la prima volta.
Nick Hornby



martedì 10 giugno 2008

I love football (malgrado tutto) ! !

Ok: l'importante è partecipare ! W De Coubertin!


E poi ci sono altri lati del grande, sciocco, gioco del calcio che amo...e qui il risultato non conta!


Everybody here is a winner !!













domenica 8 giugno 2008

Bellavista

Come spesso mi accade, sto facendo ordine nelle varie librerie di casa (leggi: buttare via / regalare / alienare libri che non mi leggo più da anni...) per guadagnare spazio vitale, e l'occhio cade su un vecchio volume a cui - coincidenza del caso - pensavo proprio qualche giorno fa' con il timore di averlo perso. Lo gnomo dei libri, evidentemente, mi ha sentito, e magicamente l'ha fatto riapparire tra una Divina Commedia ed un catalogo d'arte epressionista...
Il libro in questione è La Napoli di Bellavista, dell'Ing. Luciano De Crescenzo, un volume fotografico comprato attorno al 1977, un gioiello fotografico con straorinarie immagini B/N e molta genialità partenopea in forma di zibaldone.
Frasi lapidarie e spezzoni di conversazione rubati in strada, dialoghi "alla Bellavista", ovvero sazi di filosofia aristotelica in salsa Napoli, e tanta umanità, in un'epoca che oggi - vista l'attualità della Campania - sembra purtroppo distante anni luce...
Vista l'età mediamente bassa dei bloggers, suppongo che molti amici (anche per motivi geografici, non solo cronologici) non conoscano quest'opera, nè l'autore, o che ala massimo lo abbiano conosciuto quale "filosofo dilettante" per via delle sue lezioni semiserie.
Per la mia generazione De Crescenzo è invece intimamente legato alle trasmissioni di Renzo Arbore (Quelli della Notte in primis) ed al Rinascimento Partenopeo dei vari Troisi, Lello Arena ecc..
Vabbè, bando alle ciance: ecco un po' di sano spirito popolare da Partenope:
Concorrenza sleale
Riposa in pace
Do not disturb!