Pensieri, immagini, sensazioni, suggestioni da fermo ed in viaggio, in italiano, inglese e tedesco. Thoughts, pictures, feelings and charms from my travels and my life, in Italian, German, English. Gedanken, Bilder, Gefühle, Stimmungen aus meinen Reisen und meinem Leben, auf Italienisch, Englisch und Deutsch
mercoledì 30 luglio 2008
Ad ognuno il suo Santo
lunedì 28 luglio 2008
Manic Monday...

Citazione dotta (le Bangles ! e chi se le ricorda ancora ?) per introdurre un ennesimo post/meme che la cara Koala dagli USA mi invita a svolgere qui all'ombra del sole italico.
Semplici le regole:
- Mettere il link della persona che ti ha nominato
- Mettere il regolamento del gioco sul proprio blog
- Indicare 6 abitudini o particolarità, non importanti
- Nominare 6 persone aggiungendo il link al loro blog e avvisarle.
Ma qui casca l'asino: come forse avrà già capito chi ha - anche solo distrattamente - letto i miei interventi, tendo ad essere leggermente psicotico...cioè, le mie abitudini hanno la grave propensione a diventare manie in breve tempo...
Ecco quindi che una semplice lista di "abitudini o particolaritè poco importanti" ai miei occhi potrebbero scatenare trai lettori una corsa al telefono per far intervenire la croce verde (esiste più?) al mio domicilio...
Considerato ciò, provo ad elencare 6 mie piccole psicopatologie quotidiane, con la speranza di essere compreso (o forse compatito, giustificato) dai lettori bloggers:
- Odio il disordine domestico, specialmente in camera o nello studio. Sulla mia scrivania, nella mia stanza, nella mia casa "tout court", tutto deve offrire un posto per ogni cosa. Preferibilmente stabile. Ogni variazione "geografica" di un oggetto mi manda in iperventilazione finchè non ristabilisco l'ordine... Come ho letto da qualche parte, ciò è sintomo di un disordine interno da olimpiadi...credeteci. E' vero!
- Tendo ad iniziare la lettura di 2 /3 libri per volta in periodi di tempo molto stretti, che vado a terminare per lo più negli stessi giorni. Leggo in una sorta di raptus, poi però smetto, anche per lungo tempo. Ho un libro diverso in ogni stanza: camera, studio e bagno, che apro e sfoglio alternativamente.
- Vedendo la TV gioco con il telecomando, quasi inconsapevolmente, sfiorando i tasti numerici creo con le dita piccole croci o figure geometriche elementari. Per tutta la durata del film.
- Infilo sempre la scarpa destra per prima (e dico SEMPRE!), ma questo è un vizio abbastanza comune... vero?
- Rasandomi a zero i pochi capelli superstiti ormai da un po', ho sempre un cappellino da baseball, per ogni occasione, in estate ed in inverno (anche per combattere la sinusite). Cerco di comprarli "tone sur tone" abbinandoli ai diversi abbigliamenti.
- Abbondo con i profumi un po' ovunque: per il corpo e la faccia (preferibilmente Davidoff ), e per la casa: il bagno è pieno di macchinette deo-spina, così come le altre stanze. Uso bastoncini d'incenso in modo spropositato (quando li compro mi scambiano sempre per un tossico un po' anni '60..) e candele profumate everywhere. La mia macchina (la Camilla, yes my car..) olezza -secondo le stagioni - di fiori, patchuli, sandalo ecc.. Sembra la succursale di una profumeria su 4 ruote...
Ok. Alea iacta est: ora proporrei il meme (dai, non è male!) a 6 viaggiatori del web, sempre che no l'abbiano già fatto, ovvero:
stellastale, Baol, Humpty Dumpy, DigitoErgoSum, Maria, Dioniso .E spero che non se la prendano!
sabato 26 luglio 2008
Intermezzo felino
venerdì 25 luglio 2008
Amburgo e Lubecca in 10 foto: da St. Pauli a Thomas Mann passando per il Marzapane
Amburgo: le due figure della fontana nel cortile del Municipio mi sembrano un'ottima sintesi plastica della città anseatica. Qui due Ninfe giocano: la prima con una nave (la città ed il mare, una sinergia storica), mentre l'altra si specchia (una città vanitosa, ricca, che si compiace di esserlo).
Amburgo: il Porto. Il secondo più grande d'Europa, un crocevia di mondi lontani in perenne movimento, tra passato e futuro, caratterizzato da una singolare anomalia: il Mare non c'è! E' il fiume Alster che sfocia nell'Elba e che - a sua volta - sfocierà nel Mare del Nord, ma solo dopo 110 Km!!
Amburgo: il Binnenlaster e la piaza del Municipio. Il fiume Alster si fa laghetto interno, quasi canale Veneziano, per sfiorare i palazzi del centro, sino al Municipio.

Amburgo: il Porto. Il vecchio lupo di mare, che sagoma !
Amburgo: St. Pauli. La strada del vizio. Grosse Freiheit, una strada laterale della famosa Reeperbahn, culla del vizio e dei voyers dagli anni '60 in poi (Alberto Sordi ne I Magliari ne fa un bel quadro) di cui ora resta solo una stradina dove le ragazze (come ad Amsterdam) si mettono in vetrina.. Alle donne (turiste) è vietato l'ingresso in strada!
Amburgo: Europa Passagen. L'opulenza della città si fa vetrina, un centro commerciale diventa città nella città... La fiera del Nord.

Lubeca: Il Marzapane. La ditta Niederegger ha reinventato il marzapane, presumibilmente arrivato a queste latitudini grazie ai commerci con Venezia, ai tempi dell'Hansa, il nome originale Marci Panis richiama infatti San Marco, patrono della Serenissima.. I Lubecchesi ne hanno fatto un'arte plastica.
Lubecca: Fabio ed il Diavolo. Secondo una leggenda, quando nel Medioevo si iniziò a costruire la Chiesa di Santa Maria, il diavolo credette che gli uomini stessero costruendo una taverna, e ne fu felice, perchè così avrebbe avuto più anime! Così si travestì da operaio per aiutare il cantiere, che - diabolicamente - fu molto veloce. Quando però si rese conto di aver contribuito all'edificazione di una chiesa, pieno di rabbia, rubò una pietra portante per portasela all'inferno. Mentre volava via gli operai lo convinsero a lasciare andare la pietra, promettendo di erigere per lui una cantina. La pietra ricadde proprio lì, accanto alla chiesa, e gli operai costruirono per lui una taverna nella cantina del municipio. Ancora oggi è lì di fronte...

Lubecca: Buddenbrooks Haus. La casa della famiglia Mann, di Thomas e Heinrich. Il mio pellegrinaggio laico si compie qui. Le mie radici culturali iniziano a prendere forma architettonica, ad Agosto sarà la volta dell'altro Dioscure, Kafka, nella Praga magica.
Amburgo: Japanischer Garten. Un'epifania al centro della città anseatica, un vero giardino zen, una delle mie passioni, un'oasi di silenzio e meditazione dove solo il lieve fruscio dell'acqua accompagna il viaggiatore.. Un pezzo di Kyoto al mare del Nord.
Ed ora - visto che siete stati così buoni e pazienti - una BONUS TRACK.....
Japanischer Garten. Mentre giro inebetito tra bonsai e pietre zen, una visione angelica mi colpisce come la spada di San Michele. Si sta girando uno spot TV per una crema viso / corpo (credo qualcosa tipo Nuvenia..) e la protagonista è un angelo biondo caduto dal cielo grigio tra le felci e le Ninfe giapponesi...come non dedicarle un pensiero ??
giovedì 24 luglio 2008
Moi, Moi Hamburg . . .

Il campanile della chiesa di St. Michael (quello da cui parte la gabbianella istruita dal gatto di Sepulveda)
Tipo abbigliamento Amburghese
Tipico pasto Germanico: Wurst e Kartoffelsalad + Currywurst
mercoledì 16 luglio 2008
Amburgo: il profondo sud del Polo

martedì 15 luglio 2008
DALLA PAROLA ALLA LINGUA - Lingue e contaminazioni linguistiche nei secoli
N.B. Molti spunti e riflessioni qui presenti sono stati fortemente influenzati dalla lettura di un'insostituibile opera di Umberto Eco: La ricerca della Lingua perfetta.
All’ inizio fu il verbo, la creazione divina della Genesi avviene con un atto di parola: “..Dio chiamò la luce giorno e le tenebre notte..”, Dio parla ad Adamo, il quale a sua volta parla per “chiamare” (quindi nominare) tutto il creato: quale è la lingua di Adamo ? E poi: è veramente Adamo l’inventore del linguaggio ? Oppure la lingua biblica è fenomeno puramente spirituale ? Adamo chiama gli animali con i loro nomi, essi li avevano già quindi, ma da chi ? I nomi sono stati scelti dall’uomo su quale criterio ?
Ogni cosmogonia, o mito di fondazione, si scontra col problema linguistico; la diversità delle lingue viene comunque vissuta da tutti come una ferita da ricomporre (confusio linguarum), un errore, la traccia del peccato babelico da superare per giungere ad un’unica lingua universale.
L’IPOTESI DELL’ INDOEUROPEO
Nel 1786 Sir Williiam Jones avanza l’ipotesi di una maggiore nobiltà e completezza del sanscrito (lingua pre indiana) rispetto al greco e al latino, ed afferma che questa lingua abbia una parentela con il celtico ed il gotico (lingue germaniche), sulla base di alcune radici nominali.
Il tedesco Schleicher concepisce l’IE (= INDOEUROPEO) come un sistema perfetto in se’, una vera e propria lingua da cui per decadimento e peggioramento nascono le altre lingue; egli propone la teoria dell’albero genealogico: dall’IE, vera e propria lingua-madre, nascerebbero le lingue nazionali.
1 (Uno) = sanscr. eka
= lat. oinos (unus)
= got. ains (eins)
= celt. öen
Da ciò si desume che la K del sanscrito non ha nessuna relazione con la N delle altre lingue: si tratta in questo caso di due radici diverse.
esempio: germanico = bher (portare)
= beran (verbo)
= barn (figlio, i.e. colui che è portato dalla madre)
= gi-burt (nascita)
Il senso del Portare è qui garantito dalle consonanti B e R, cambiando le vocali si ottengono solo diversi lemmi della parola.
I fratelli Grimm approfondiscono lo studio dello sviluppo linguistico individuando una serie di regole fisse che determinano i cambiamenti di alcune consonanti nel loro percorso dall’IE alle lingue nazionali: nascono in questo modo le Leggi di Grimm.
got. Faihu
asax. Feoh
Da questi mutamenti si risale anche al nome di una speciale lettera runica simile alla F che viene appunto denominata Feu (non solo pecora, ma pecunia, ovvero oggetto di scambio equivalente a valore in danaro per tutti i popoli primitivi).
I PRESTITI LINGUISTICI.
Ogni dominazione straniera, ogni contatto con popoli sconosciuti, ogni minimo mutamento storico porta alla conoscenza ed alla mescolanza delle lingue: laddove resiste più a lungo l’isolamento politico, segue la purezza linguistica (il Finlandese si può a ragione considerare una lingua quasi incorrotta per oltre 1000 anni ); dove invece più frequenti sono i contatti, allora la lingua si evolve, muta per contatto.
ALCUNI ESEMPI DI PRESTITI DAL LATINO
Lat. Ceresia > ted. Kirsche, Ingl. Cherry.
Lat. Caseus > ted. Kaese, ingl. cheese. In questo caso è bene ricordare però che in germanico già esisteva una radice autonoma per il formaggio : Justa, che però denominava esclusivamente il formaggio fresco, il Caesus latino vi si sovrappone determinando invece quello duro, stagionato..
Lat. Plantare > ted. Pflanzen, ingl. Plant.
Commercio:
Lat. Cauponari (comprare) > ted Kaufen, ingl. Cheap . Per l’inglese il significato è legato all’espressione medievale “at good cheap” = a buon prezzo, oggi la prima parte dell’espressione è scomparsa assimilata dalla stessa parola (conveniente).
Guerra:
Una seconda ondata di prestiti è invece più recente, e legata alla religione cristiana, tra gli esempi più noti:
il Vescovo è una figura nuova per i tedeschi, l’aat. riporta Biscop <>Episcopus, ma perché il tedesco da’ una B ? Ciò fa supporre che i tedeschi abbiano conosciuto la parola quando questa veniva già pronunciata al modo del latino volgarizzato (Biscopo > ital. Vescovo), in epoca di medioevo più recente.
Elemosina è invece un classico esempio di doppio prestito, poichè nasce dal greco Elemosyne, che significa lamento (o compasione), la reazione cioè di fronte all’uomo elemosinante. Il latino quindi sviluppa il ted. Almosen e l’inglese Alms: la A iniziale fa pensare ad un latino volgare Alimosina.
Una caso particolare di prestito dal lat. in tedesco è rappresentato dalla parola Vangelo, o Buona novella: in questo caso si deve parlare di prestito di significato in quanto l’inglese Gospell, ha a che fare con una vera e propria traduzione del significato latino: God spell, ovvero Parola di Dio.
L’errore di traduzione è da ascrivere forse al fatto che dal Guod Spell ( buona parola = novella) iniziale la vocale o ha perso la pronuncia lunga per arrivare ad una nuova determinazione, ovvero God, Dio, visto che il Vangelo rappresenta per i neo cristiani la parola di Dio.
Ormai l’Europa e l’Asia si sono allontanate definitivamente, ed i contatti successivi avverranno solo sotto forma di dominazioni straniere, rivolte sempre dalla civilità ( e dalle lingue dominanti ) europee verso i barbari (=balbettanti dal greco) orientali, mosse ad imporre culture ed idee diverse da dominatori, fino ad annichilire ogni traccia di linguaggio autoctono.
domenica 13 luglio 2008
Forse non tutti sanno che....
Avrei potuto chiamarlo pure: Perchè si dice così? I nostri modi di dire ed il medioevo...
Allora: molte locuzioni moderne sono ancora - inconsciamente - legate al passato remoto della lingua, e/o a contesti esplicitamente datati, a cui, pur non essendoci più memoria, facciamo riferimento indiretto ogni volta che li usiamo.
Nel caso specifico voglio indicare l'etimologia (spesso sconosciuta ai più) di alcune espressioni comuni che si rifanno ad usi e locuzioni medievali (aridaje, diranno i miei piccoli lettori...), ma per chi fosse curioso e volesse scoprirene di più, rimando volentieri al link di wikipedia.
Ecco quindi un po' di di esempi:
- Un altro paio di maniche (significa: una cosa completamente differente): nel medioevo era in voga l'uso di cambiare le maniche - che erano cucite in modo da essere sostituite - in abiti particolarmente pregiati, spesso regalandole ai propri amanti come pegno d'amore. Il vestito appariva, quindi, sostanzialmente diverso dal precedente.
- Spezzare una lancia a favore di qualcuno (significa: dire o fare qualcosa in favore di qualcuno): prima di un torneo il cavaliere poteva "dichiarare" pubblicamente a chi avrebbe dedicato l'eventuale vittoria, correndo con il cavallo, lancia in resta, verso il muro dell'abitazione ove abitava la bella Dama, spezzando la propria lancia su tale muro, in segno di dedizione..
- Il bicchiere della staffa (significa: ultima bevuta prima di partire): come si deduce facilmente, era l'ultimo bicchiere offerto al cavaliere ospite, quando questo era già pronto a ripartire, col piede sulla staffa del cavallo.
- Salvarsi per il rotto della cuffia (significa: salvarsi all'ultimo momento, per un pelo): la cuffia era la parte terminale della cotta di maglia che indossavano i cavalieri medievali soto l'armatura, che copriva la testa. Era larga sotto il mento per lasciar respirare il cavaliere. Nel caso in cui la lancia colpisse al volto il cavaliere, poteva anche trapassare la cuffia, che si rompeva, e quindi il cavaliere (forse disarcionato) poteva salvarsi.
- fare la corte /corteggiare qualcuno: originariamante designava il luogo del corteggiamento, ovvero la Curtis medievale, poi corte d'amore, luogo interno nelle mura del castello feudale dove l'amante poteva cercare di concupire l'amata. Poi da luogo il significato transla in azione stessa dell'incontro amoroso
- andare a Canossa (significa: fare penitenza, umiliarsi pubblicamente): L'espressione deriva dal noto fatto storico con riferimento al fatto occorso a Canossa, nell'inverno del 1077 quando l'imperatore Enrico IV attese per tre giorni e tre notti, scalzo e vestito solo di un saio, prima di essere ricevuto e perdonato dal Papa Gregorio VII. Ma il conflitto tra i due era destinato a riaprirsi di lì a poco.
- Fare bancarotta (significa: fallire economicamente): deriva dall'usanza dei banchieri medievali (soprattutto a Firenze) di aprire banchi per cambiare o prestare soldi in strada. Tali banchi (simili a lunghi tavolini) venivano spezzati in tante parti dai soldati comunali nel caso in cui il banchiere non potesse risarcire o pagare quanto dovuto. Il banco rotto (bancarotta) era quindi sinonimo "visibile" di fallimento
- Sgamare qualcuno (significa: scoprire, svelare un segreto) è termine legato al mondo contadino: la "gama" è infatti la pellicina che copre il chicco di grano, quindi va tolta per scoprire i chicco, quindi rivelarlo, prima di essere portato al mulino.
- Finocchio (significa - volgarmente - omosessuale): contrariamente a quanto si pensa, il termine non è affatto "gaio" o allegro, tutt'altro. Esso è infatti legato all'uso terribile di bruciare sul rogo gli omosessuali nel medioevo (ed oltre..), buttando qualche seme di finocchio nella pira, affinchè dall'odore dolciastro il popolo astante e l'intera città comprendesse chi stava bruciando..
Questo uso è rimasto in spagnolo, dove si usano ancora oggi 2 punti interrogativi all'inizio (rovesciato) ed alla fine del paragrafo...
Ci avevate mai fatto caso?venerdì 11 luglio 2008
Growing up, going nowhere....
Un paio di cose mi hanno colpito oggi, in un'ennesima giornata afosa qui, al centro dello stivale (praticamente sullo stinco..), mentre mi muovo con difficoltà tra i punti lontani di un percorso mentale, costellato da strade di campagna e colline coperte di girasoli.Tornando dalla facoltà, dopo aver "brillantemente" promosso i miei studenti di inglese (alcuni ai limiti del Totò-e-Peppino-slang..), mi sono chiesto se questi ragazzotti avranno mai la consapevolezza del privilegio di essere 20enni in questo scorcio di midsummer, con gli esami alle spalle e solo il cielo davanti...
...ed ho ripensato con nostalgia alle mie estati da studente, ed al privilegio dell'assenza (assenza di doveri, di pensieri, di peso fisico e mentale) che difficilmente tornerà.
Questo stesso pensiero mi ha sfiorato al termine degli esami di stato, quando ho cercato di convincere i ragazzi a prendersi una pausa e fare un viaggetto "on the road", senza una meta precisa, certo non citando Kerouac ( forse lontano da loro per spirito e tempo), ma - confidando nella cinefilia di alcuni - ho rispolverato una frase tratta da uno dei film che ho amato di più, e che amo ancora rivedere, dopo più di 20 anni dall'uscita: Fandango.
La frase è questa:
"There’s nothin’ wrong with goin’ nowhere, it’s the privilege of youth."
La dice un giovane Kevin Costner prima di imbarcarsi in quel lungo road movie attraverso il deserto, alla ricerca di DOM (solo chi ha visto il film può coglierne la poesia..chi non l'ha ancora visto - vergogna! - vada subito in videoteca o si affidi ad Emule!), alla fine di un percorso che ha visto gli amici vivere in simbiosi, prima che il futuro (in quel caso il Vietnam) venga a bussarci alle spalle..
Poi in serata ho letto 2 post estremamente interessanti, quasi poetici, di Nonsisamai e Moky, due anime pellegrine negli USA, che invidio (per il loro coraggio) e che ho imparato ad apprezzare via schermo piatto. Lì parlano di viaggi e di appartenenza, di terra e di aria, e si fanno domande molto importanti, a cui non posso che provare a rispondere con l'unica arma che mi resta: l'ironia. Ma non basta. Ve li consiglio caldamente...La vita che avrei desiderato, forse, dopo il diploma, o dopo la laurea, assomiglia molto a Fandango: avrei voluto avere la forza delle due amiche US, avrei voluto togliere le ancore per sempre..forse...
Ma poi le radici sono più forti di tutto. Ed allora la fuga si concentra nel viaggio, l'esilio si converte in turismo, Xanadu si rivela essere un villaggio per vacanzieri..
Ma il sogno della frontiera, del viaggio è ancora lì, come un piccolo folletto dispettoso che ogni tanto si riaffaccia alla porta della coscienza: io lo lascio entrare, per un po', lo ascolto, poi gli do' dei biscotti, ed un po' di birra, e lo ricaccio via.
E allora torno dentro, a rivedere Fandango, e sogno (IO, praticamente un invalido sulla dance floor!) un ballo come questo....
giovedì 10 luglio 2008
Agguastate quanto sii sdrolico !
Tempo fa' il buon sabin-germanico Dioniso da quel di Heidelberg mi preannunciò un'opera bilingue dove lui avrebbe parlato un po' del proprio dialetto, con l'intenzione di farne poi una traduzione italiana / tedesca..
Ora ricevo la comunicazione che la cosa è andata in porto e presto nel suo blog presenterà il risultato dello sforzo. Bene!
Da linguista appassionato di storia locale, nonchè filologo ed etimologo (non entomologo) dilettante, la cosa non può che farmi felice.
Il dialetto - qualunque dialetto a qualunque latitudine - è il legame più stretto che l'uomo del presente abbia con il proprio passato: fortissimo eppure invisibile, non è un rudere, nè un'opera d'arte da musealizzare, eppure anch'esso dovrebbe essere preservato e studiato per capire da dove veniamo e - caso mai - ipotizzare anche un cammino futuro.
Pezzi di dialetto appaiono qua e là anche nell'italiano standard, ma spesso con funzioni "stranianti", per sottolineare volgarmente qualche opinione personale, e chi lo usa sovente non ne conosce nemmeno l'origine..
La bassa Umbria è terra di passaggio, di transumanze di popoli ed animali, stretta nel cosiddetto corridoio bizantino, per cui il latino si sviluppa in volgare sotto la spinta sinergica dell'osco umbro e del sabino; la lingua comune ne è ancora pregna, e le micro differenze glottologiche tra città e città testimoniano ancora della frammentazione della zona nella storia passata.
Nello specifico il "narnese" si differenzia leggermente dal ternano o dall'amerino, slittando verso toni più laziali (la Flaminia è qui), mentre distanze abissali ci dividono dall'umbro di Gubbio o Perugia, e dalla Tuscia orvietana.
Piccole o grandi differenze che rispecchiano la storia "imbastardita" di questa terra, al confine tra impero Bizantino e Longobardo, culla di sintesi religiose e letterarie..
Un'operazione di recupero del nostro dialetto è stata - fortunatamente - già fatta anni fà da un mio amico letterato, a cui - parzialmente - collaborai anch'io, e quindi la scrittura in questo caso salva l'oralità. Bene così.
Senza indugiare oltre (non è tempo nè spazio adatto per un trattato di filologia) ecco allora un breve brano da una conversazione tra due anziane signore narnesi tra casa e mercato, per spiegare meglio il colore locale.
DUE DONNE DALLA FINESTRA
- Margherì..
- Oooo.....
- ahò, ci stai? Credeo che fossi ‘nnata a fa a spesa.
- Ma stammattina eo cominciato e pulizie de pasqua; armeno quanno vene u prete, trova ‘n po’ de pulizia.
- Ma lu sai tu, quanno passa?
- Stea a dì questa qui sotto, che domenica a Messa ha ditto 'sta settimana che vene.
- M’ chi ciai a casa?
- ci sta mi fija a studià, che oggi a scola nun se fa.
- ma mi fijo è annato a Terni; se vede che li se fa.
- Ci va in piazza tu?
- Si e se m'aspetti ce facemo compagnia. Poi te devo da di 'na cosa.
PROSEGUENDO LA CONVERSAZIONE SI GIUNGE IN PIAZZA
- L'erbivendola: Signò stamattina non piji gnente? Ci stanno l'ova fresche, i pollastri, i facioletti, e zucchine e melanzane; guarda che belle mela; ci ho 'e cipolline fresche e guarda che bella 'nsalata.
- Quanto costano i facioletti?
- Quattro euri
- Un gorbo! E che so d’oro? ! Ma nun ve contentate mai.
- Ma a me a robba mica me la rigalano; e doppo e spese?
- ma nun piagnessi, che l'arte pe rimette nun se fa.
- Ma che cosa bisogna pìjà, perché, si nun se magna, nun se campa: però do anneremo a finì, non se sa.
- Me tocca pijà quarche cosa anche per me
- Senti; mo vado a vede anche quanno posso annà a damme 'na pettinata, che pure lì bisogna prenotasse, come da u medico....sinnò me pare de esse na sdrega.
- Beh, allora ci vedemo laddavanti e Mecuccette (negozio locale)
mercoledì 9 luglio 2008
Mi ami ? Ma quanto mi ami...?

Tu mi dici che mi ami
Tu mi chiedi se ti amo
Poi mi chiedi se ti amerò per sempre
E mi dici che mi amerai per sempre
Amore??? Mi lasci cagare in pace???!!!
Sei bella
Sei nuda
Sei davanti a me
Il tuo corpo e' qualcosa che copre ogni cosa
Di fronte e te tutto il resto sparisce
Amore, cazzo, levati davanti alla televisione
I tuoi occhi
Le tue mani
I tuoi capelli
Le tue gambe...
...Se li spargo bene in giardino
Non ti troveranno mai più
Non piangere cara e cerca di capire
Non piangere cara e cerca di capire
mi piace quando
mi accarezzi il collo
adoro sentire i tuoi buffetti
sulle guance
bellissimo quando mi copri gli
occhi e mi chiedi chi sono
però cazzo, quando guido non
mi devi rompere i coglioni!!!
Vedo
Vedo un camoscio
e gli stambecchi saltare
un'aquila vola in alto
e le marmotte zampettano circospette amore,
Mi è bastato
Mi è bastato vederti da lontano,
per capire quanto era grande la tua bellezza.
Mi è bastato vederti da lontano,
per capire quanto già ti desideravo.
Mi è bastato vederti da lontano,
per capire quanto ti avevo aspettata.
Mi è bastato vederti da vicino,
per capire: "Da lontano non ci vedo proprio più un cazzo!!!".
E' primavera
E' primavera, e lo capisci dalle piccole cose:
il vento che ti scompiglia i capelli e ti batte sul viso,
il colorato e incessante turbinio dei pollini;
e i bambini, i bambini che, finalmente liberi,
ti circondano con le loro grida acute e gioiose.
Ecco, arriva anche mia suocera,
così la rottura di coglioni è completa!
martedì 8 luglio 2008
Jim Morrison? E' vivo e si abbronza con noi !
lunedì 7 luglio 2008
Invito a cena con conflitto...
Non amo queste cene. Il mio primo impulso alla fine dell'anno scolastico (o accademico) è tirare una bella riga sui nomi e facce e spegnere la memoria... Ma poi quelle faccette semi angeliche mi fregano (quasi) sempre ed allora vado.
In dubbio fino all'ultimo comunque. Ora vado in bici, mi stanco un po' lungo le strade e poi decido con fretta (mai con calma, mai..).
Certo il conflitto resta: e poi c'è l'amica-collega-nonsocos'altro che mi aspetta. Ed allora "mi faccio i film". E mi sento come nanni Moretti in Ecce Bombo ("mi si nota di più se vado o se non vado ?").
Chiederei consigli al popolo sovrano, ma....NO! Faccio il bravo ometto (o Omino? almeno sbianco un po') e prendo il toro per le corna...forse....
Vabbè. To be continued.
p.s. forse questo post è un po' troppo stile "Inenarrabile". Sarà grave? Forse sì....
domenica 6 luglio 2008
Mosquitos' Bay
Certo, ammetto di avere delle pecche: sebbene stia provando a convertirmi al veget-arianesimo (vero Moky?) infatti, ho alcune resistenze gastronomiche.
D'altronde fui concepito onnivoro e la rivoluzione copernicana verso il veget-arianesimo è un processo lento assai... Ma ce la metto tutta.
Adotto animali a casa ed a distanza, la mia casa sembra quella del Dott. Dolittle; firmo petizioni, l'unica tessera mai presa nella mia vita è quella dell' Enpa, ecc.... in buona sostanza, amo ed apprezzo tutti gli animali...
...con un'unica eccezione:
Qualcuno mi sa dire qual'è l'iportanza delle stramaledette zanzare mel nostro ecosistema ????
sabato 5 luglio 2008
Vita di coppia (affari vostri...)

venerdì 4 luglio 2008
4th of July
Allora rimedio subito: ecco una delle canzoni - a mio giudizio - più belle del Boss prima maniera, triste al punto giusto, molto USA, da godersi LIVE, magari, mentre si guardano i Fireworks, stesi sull'erba di un prato appena umida, magari poi ascoltando il Baseball alla radio..
Tutte cose per cui - oggi più che mai - invidio le amiche / gli amici bloggers che vivono negli US.
Questa è dedicata a loro: a Moky, Aelys, Nonsisamai, Koala, Fabrizio, Emigrante ed a tutti quelli che (come me) vorrebbero stare lì, stesi sul prato, con l'odore del BBQ, sotto le stelle ed i fuochi artificiali!
Solidarnosc
Voglio anch'io solidarizzare con la povera ministra Carfagna, la Lewinsky de' noantri, ingiustamente sotto attacco per opera dei solitimagistratipoliticizzati solo per aver conosciuto in tempi non sospetti (biblicamente? e perchè no?) il cavaliere!!
E poi - diciamoci la verità - chi tra noi xy non solidarizzerebbe con questo ministro?

Oh, dico, mica si parla di Bondi eh?
E visto che sono bbbuono, un'altra difesa: spezzo una lancia (espressione di origine medievale, sapevate?) anche a favore del Cav: non è vero che LUI non ci fosse da Mentana, a Matrix, e c'ho le prove !
giovedì 3 luglio 2008
Condizionali

- Dovrei passare meno tempo al Pc.
- Dovrei scrivere meno poesie, e fare più sport.
- Dovrei leggere meno libri e fingere sorpresa quando leggo qualcosa di noto .
- Dovrei dissimulare di più.
- Non dovrei aprire bocca e dare fiato ogni volta che sono nervoso.
- Dovrei fare il misterioso, celarmi dietro gli sguardi, o dietro spessi occhiali Rayban (ma sono miope).
- Non dovrei spiattellare i miei sentimenti e/o le mie idee ogni volta che mi sento sotto pressione.
- Avrei dovuto aspettarmi che qualcuno si ricordasse le mie parole.
- Non dovrei abbassare gli occhi ogni volta che parlo con qualcuno che mi sta a cuore.
- Avrei dovuto contare fino a 100 prima di incamminarmi lungo il sentiero periglioso della dialettica.
- Dovrei stare molto più attento al linguaggio non verbale.
- Non dovrei avvicinarmi troppo a lei, dovrei stare a 20 metri di distanza per poterla guardare negli occhi.
- Non dovrei arrossire come un teenager brufoloso.
- Dovrei fare il macho, parlare di macchine e vino, non di Pessoa o di Shakespeare.
- Dovrei partire per sempre, lontano, senza guardare indietro.
- Non dovrei soffrire in anticipo per un abbandono che non ci sarà (poichè non ci sarà legame).
- Non dovrei fare /farmi troppe domande.
- Dovrei dare risposte sicure, definitive.
- Non dovrei usare troppi condizionali.
- Forse non dovrei spingere il tasto "Pubblica Post".
- Non dovrei vivere di rimpianti, ma di ricordi.
- Dovrei.
mercoledì 2 luglio 2008
Genio e regolatezza

martedì 1 luglio 2008
L'oroscopo pronostica sviluppi positivi
- scrivere un post mostrando il premio e citando chi te lo assegna
- scegliere un minimo di 7 blog brillanti sia nel contenuto che nel design e avvisarli della premiazione
- (facoltativo) esibire foto dei tuoi premiati e di chi ti ha premiato
Questa allora è la mia (lunga, ma breve) lista con relative motivazioni:
- L' agora del rockpoeta: sarò banale ma dal vecchio Daniele c'è sempre qualcosa da imparare
- Andrea: fancazzista assoluto con degli sprazzi di alta cultura popolare
- Baol: l'unico vero mago delle Puglie che scrive racconti improbabili insieme a...
- ...Digito ergo Sum: degno compare di penna (e tasti) del pugliese, sapiente ed ironico
- Marlene: perchè a volte mi sembra di leggere il mio negativo (molto più bello ed intelligente..)
- Museum: un croco in mezzo al polveroso prato delle parole sterili, un raggio di luce nel buio delle sintassi spente
- Moky: la mia american Mom, ho imparato più da lei sugli USA in 6 mesi che in anni di studi su Melville, Hawthorne e Salinger
Grazie a tutti. Senza di voi (e senza tutti gli altri amici del web) il mio piccolo mondo sarebbe più povero ed arido!









