Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

mercoledì 30 luglio 2008

Ad ognuno il suo Santo

Molte persone (almeno qui nella verde, francescana Umbria) hanno un'immagine sacra appesa in camera, più per tradizione che per convinzione religiosa..

E' un'eredità della forza iconica della religione, di cui - forse - si è perso il vero significato. E così Madonne, Gesù bambini, Santi vari (da San Francesco in giù) e figure angeliche occupano parti consistenti delle nostre pareti casalinghe.

Io mi differenzio un po'...beh, ecco il mio Santo personale, appeso proprio sopra il letto:

lunedì 28 luglio 2008

Manic Monday...



Citazione dotta (le Bangles ! e chi se le ricorda ancora ?) per introdurre un ennesimo post/meme che la cara Koala dagli USA mi invita a svolgere qui all'ombra del sole italico.

Semplici le regole:
  • Mettere il link della persona che ti ha nominato

  • Mettere il regolamento del gioco sul proprio blog

  • Indicare 6 abitudini o particolarità, non importanti

  • Nominare 6 persone aggiungendo il link al loro blog e avvisarle.

Ma qui casca l'asino: come forse avrà già capito chi ha - anche solo distrattamente - letto i miei interventi, tendo ad essere leggermente psicotico...cioè, le mie abitudini hanno la grave propensione a diventare manie in breve tempo...

Ecco quindi che una semplice lista di "abitudini o particolaritè poco importanti" ai miei occhi potrebbero scatenare trai lettori una corsa al telefono per far intervenire la croce verde (esiste più?) al mio domicilio...

Considerato ciò, provo ad elencare 6 mie piccole psicopatologie quotidiane, con la speranza di essere compreso (o forse compatito, giustificato) dai lettori bloggers:


  1. Odio il disordine domestico, specialmente in camera o nello studio. Sulla mia scrivania, nella mia stanza, nella mia casa "tout court", tutto deve offrire un posto per ogni cosa. Preferibilmente stabile. Ogni variazione "geografica" di un oggetto mi manda in iperventilazione finchè non ristabilisco l'ordine... Come ho letto da qualche parte, ciò è sintomo di un disordine interno da olimpiadi...credeteci. E' vero!

  2. Tendo ad iniziare la lettura di 2 /3 libri per volta in periodi di tempo molto stretti, che vado a terminare per lo più negli stessi giorni. Leggo in una sorta di raptus, poi però smetto, anche per lungo tempo. Ho un libro diverso in ogni stanza: camera, studio e bagno, che apro e sfoglio alternativamente.

  3. Vedendo la TV gioco con il telecomando, quasi inconsapevolmente, sfiorando i tasti numerici creo con le dita piccole croci o figure geometriche elementari. Per tutta la durata del film.

  4. Infilo sempre la scarpa destra per prima (e dico SEMPRE!), ma questo è un vizio abbastanza comune... vero?

  5. Rasandomi a zero i pochi capelli superstiti ormai da un po', ho sempre un cappellino da baseball, per ogni occasione, in estate ed in inverno (anche per combattere la sinusite). Cerco di comprarli "tone sur tone" abbinandoli ai diversi abbigliamenti.

  6. Abbondo con i profumi un po' ovunque: per il corpo e la faccia (preferibilmente Davidoff ), e per la casa: il bagno è pieno di macchinette deo-spina, così come le altre stanze. Uso bastoncini d'incenso in modo spropositato (quando li compro mi scambiano sempre per un tossico un po' anni '60..) e candele profumate everywhere. La mia macchina (la Camilla, yes my car..) olezza -secondo le stagioni - di fiori, patchuli, sandalo ecc.. Sembra la succursale di una profumeria su 4 ruote...

Ok. Alea iacta est: ora proporrei il meme (dai, non è male!) a 6 viaggiatori del web, sempre che no l'abbiano già fatto, ovvero:

stellastale, Baol, Humpty Dumpy, DigitoErgoSum, Maria, Dioniso .

E spero che non se la prendano!

sabato 26 luglio 2008

Intermezzo felino

Prima di annoiarvi di nuovo con qualche ulteriore - non richiesta - descrizione di viaggio, mi/vi offro una cartolina che ho trovato ad Amburgo (la cui didascalia ho tradotto dal tedesco ad usum Delphini) e che penso scioglierà diversi cuori tra i miei amici gattofili. Si può copiare ed incollare!

Guardate qua:

venerdì 25 luglio 2008

Amburgo e Lubecca in 10 foto: da St. Pauli a Thomas Mann passando per il Marzapane

Un piccolo assaggio fotografico di sensazioni dal Mare del Nord:


Amburgo: le due figure della fontana nel cortile del Municipio mi sembrano un'ottima sintesi plastica della città anseatica. Qui due Ninfe giocano: la prima con una nave (la città ed il mare, una sinergia storica), mentre l'altra si specchia (una città vanitosa, ricca, che si compiace di esserlo).



Amburgo: il Porto. Il secondo più grande d'Europa, un crocevia di mondi lontani in perenne movimento, tra passato e futuro, caratterizzato da una singolare anomalia: il Mare non c'è! E' il fiume Alster che sfocia nell'Elba e che - a sua volta - sfocierà nel Mare del Nord, ma solo dopo 110 Km!!


Amburgo: il Binnenlaster e la piaza del Municipio. Il fiume Alster si fa laghetto interno, quasi canale Veneziano, per sfiorare i palazzi del centro, sino al Municipio.



Amburgo: il Porto. Il vecchio lupo di mare, che sagoma !






Amburgo: St. Pauli. La strada del vizio. Grosse Freiheit, una strada laterale della famosa Reeperbahn, culla del vizio e dei voyers dagli anni '60 in poi (Alberto Sordi ne I Magliari ne fa un bel quadro) di cui ora resta solo una stradina dove le ragazze (come ad Amsterdam) si mettono in vetrina.. Alle donne (turiste) è vietato l'ingresso in strada!





Amburgo: Europa Passagen. L'opulenza della città si fa vetrina, un centro commerciale diventa città nella città... La fiera del Nord.



Lubeca: Il Marzapane. La ditta Niederegger ha reinventato il marzapane, presumibilmente arrivato a queste latitudini grazie ai commerci con Venezia, ai tempi dell'Hansa, il nome originale Marci Panis richiama infatti San Marco, patrono della Serenissima.. I Lubecchesi ne hanno fatto un'arte plastica.






Lubecca: Fabio ed il Diavolo. Secondo una leggenda, quando nel Medioevo si iniziò a costruire la Chiesa di Santa Maria, il diavolo credette che gli uomini stessero costruendo una taverna, e ne fu felice, perchè così avrebbe avuto più anime! Così si travestì da operaio per aiutare il cantiere, che - diabolicamente - fu molto veloce. Quando però si rese conto di aver contribuito all'edificazione di una chiesa, pieno di rabbia, rubò una pietra portante per portasela all'inferno. Mentre volava via gli operai lo convinsero a lasciare andare la pietra, promettendo di erigere per lui una cantina. La pietra ricadde proprio lì, accanto alla chiesa, e gli operai costruirono per lui una taverna nella cantina del municipio. Ancora oggi è lì di fronte...






Lubecca: Buddenbrooks Haus. La casa della famiglia Mann, di Thomas e Heinrich. Il mio pellegrinaggio laico si compie qui. Le mie radici culturali iniziano a prendere forma architettonica, ad Agosto sarà la volta dell'altro Dioscure, Kafka, nella Praga magica.





Amburgo: Japanischer Garten. Un'epifania al centro della città anseatica, un vero giardino zen, una delle mie passioni, un'oasi di silenzio e meditazione dove solo il lieve fruscio dell'acqua accompagna il viaggiatore.. Un pezzo di Kyoto al mare del Nord.


Ed ora - visto che siete stati così buoni e pazienti - una BONUS TRACK.....





Japanischer Garten. Mentre giro inebetito tra bonsai e pietre zen, una visione angelica mi colpisce come la spada di San Michele. Si sta girando uno spot TV per una crema viso / corpo (credo qualcosa tipo Nuvenia..) e la protagonista è un angelo biondo caduto dal cielo grigio tra le felci e le Ninfe giapponesi...come non dedicarle un pensiero ??

giovedì 24 luglio 2008

Moi, Moi Hamburg . . .

Moi Moi a tutti (saluto a metà strada tra Hallo, Ciao ed Auf Wiedersehen.. in Plattdeutsch, dialetto amburghese)... eccomi qua per un breve saluto serale ed un ringraziamento a tutti gli amici che hanno ripempito la mia casella di posta / commenti nell'ultima setimana !! Vielen Dank, herzlich!!

La relazione del viaggio con foto adeguate seguirà a brevissimo giro di posta, insieme alle dovute visite ai vostri blogs.

Da domani sarò interattivo anche grazie all'I-phone (arrivato!!), mentre nel freddino Nord Europa sono rimasto praticamente isolato come un cardo nella Lueneburger Heide....
Per il momento, un veloce ciao, vado a disfare il trolley e mi cucco (chè sarei stanchino...come disse Forest Gump..) e vi lascio con 3 istantanee curiose dal mio primo viaggio estivo..
Moi Moi...




Il campanile della chiesa di St. Michael (quello da cui parte la gabbianella istruita dal gatto di Sepulveda)



Tipo abbigliamento Amburghese



Tipico pasto Germanico: Wurst e Kartoffelsalad + Currywurst

mercoledì 16 luglio 2008

Amburgo: il profondo sud del Polo


Venerdì parto per Amburgo. Un viaggio inatteso e gratuito, quindi maggiormente gradito, verso quell'estremo lembo di Germania che ancora non conosco. Forse - a questo punto - l'unico.

L'invito arriva da un amico di famiglia, un distinto signore di mezza età per cui ho lavorato a lungo " a gratis", ma con piacere, traducendo lettere e tenendo corrispondenze in tedesco in sua vece, e che - per sdebitarsi - ha deciso di invitarmi nei luoghi delle ricerche.

La storia di questo viaggio è piuttosto curiosa, e forse vale la pena raccontarla, pur in poche reighe: il signore in questione non ha mai conosciuto il padre naturale, che morì nel 1944 proprio in un KZ Lager nei pressi di Amburgo, quando lui aveva appena un anno.

Il padre era infatti un IMI, ovvero un soldato italiano che, dopo l'8 settembre 1943, rifiutò di aderire alla RSI fascista e fu deportato dai nazisti in un campo di lavoro, quale "Zwangsarbeiter", praticamente schiavo, a lavorare per il Reich.

Morì nel Lager per setticemia, non avendo mai avuto la possibilità di vedere il figlio.

Io ho modestamente aiutato il figlio a rintracciare tomba e tracce del padre, un lavoro che ha prodotto nuove ricerche storiografiche in Umbria, e che ora mi viene ricompensato con una gita...

Vedrò il Mare del Nord, il porto, il famelico quartiere St. Pauli, il club dove suonarono i Beatles all'inizio della carriera (o ciò che ne resta..), e forse potrò muovermi un po' verso Lubecca e Brema, sulle tracce del mio Thomas Mann e su quelle dei Musicanti di Grimm !

Ammetto biecamente che confidavo nel nuovo acquisto (l'Iphone prenotato ma non ancora giunto..) tecnologico per tenere i contatti col mondo virtuale, ma non è così (ma in Repubblica Ceca, ad Agosto sono fiducioso di averlo!) .

Proverò a collegarmi da qualche Internet Point per informarvi "from spot" con servizi tipo Twitter, ma non garantisco niente.

Quindi - per il momento - saluti a tutti e non fate danni in mia assenza!

martedì 15 luglio 2008

DALLA PAROLA ALLA LINGUA - Lingue e contaminazioni linguistiche nei secoli

Visto che l'argomento LINGUA ha stimolato una certa curosità, ecco un post leggermente più serio, in realtà la sinossi di un articolo più lungo scritto un po' di tempo fa', con cui spero di attirare ulteriore interesse ed avvicinare i "volenterosi bloggers" alla filologia....

N.B. Molti spunti e riflessioni qui presenti sono stati fortemente influenzati dalla lettura di un'insostituibile opera di Umberto Eco: La ricerca della Lingua perfetta.




All’ inizio fu il verbo, la creazione divina della Genesi avviene con un atto di parola: “..Dio chiamò la luce giorno e le tenebre notte..”, Dio parla ad Adamo, il quale a sua volta parla per “chiamare” (quindi nominare) tutto il creato: quale è la lingua di Adamo ? E poi: è veramente Adamo l’inventore del linguaggio ? Oppure la lingua biblica è fenomeno puramente spirituale ? Adamo chiama gli animali con i loro nomi, essi li avevano già quindi, ma da chi ? I nomi sono stati scelti dall’uomo su quale criterio ?
Dopo il Diluvio tutta la terra aveva una lingua sola e parlate eguali, fino alla superbia di Babele, eppure già i figli di Noè avevano loro lingue (diverse) come si deve intendere la diversità pre-babelica ?

Ogni cosmogonia, o mito di fondazione, si scontra col problema linguistico; la diversità delle lingue viene comunque vissuta da tutti come una ferita da ricomporre (confusio linguarum), un errore, la traccia del peccato babelico da superare per giungere ad un’unica lingua universale.

L’IPOTESI DELL’ INDOEUROPEO

Nel 1786 Sir Williiam Jones avanza l’ipotesi di una maggiore nobiltà e completezza del sanscrito (lingua pre indiana) rispetto al greco e al latino, ed afferma che questa lingua abbia una parentela con il celtico ed il gotico (lingue germaniche), sulla base di alcune radici nominali.

I Fratelli Schlegel nel XIX secolo e quindi Jakob Grimm con la sua Deutsche Gramatik (1818) riprenderanno l’ipotesi di una lingua originale (Ursprache) che potesse essere la madre di molte altre lingue europee ed orientali, ricercando delle rotazioni fonetiche per rilevare, ad esempio, come dalla *P del sanscrito si generasse il pous-podus greco, il pes-pedis latino, il fotus gotico ed il foot inglese.

La tesi dell’ indoeuropeo come radice comune delle lingue moderne viene presentata inizialmente come ipotesi monogenetica, ovvero come germinazione di quasi tutte le lingue ariane (nel senso di non ebraiche, con tutte le connotazioni negative che questa convinzione svilupperà in parte della cultura germanica...) da un’unica lingua-madre.

Questa genesi è però subito contrastata da molti linguisti dell’epoca, che invece propendono maggiormente per un’ ipotesi di tipo poligenetico, ovvero spiegando l’indoeuropeo come una serie di idiomi, dialetti e lingue molto simili tra di loro, coesistenti che danno vita ad una successiva serie di linguaggi.

Il tedesco Schleicher concepisce l’IE (= INDOEUROPEO) come un sistema perfetto in se’, una vera e propria lingua da cui per decadimento e peggioramento nascono le altre lingue; egli propone la teoria dell’albero genealogico: dall’IE, vera e propria lingua-madre, nascerebbero le lingue nazionali.

Una tesi smentita però dai fatti, in quanto è subito palese l’impossibilità di appartenenza ad un’unica radice di una parola come Uno per le varie lingue:

1 (Uno) = sanscr. eka
= lat. oinos (unus)
= got. ains (eins)
= celt. öen

Da ciò si desume che la K del sanscrito non ha nessuna relazione con la N delle altre lingue: si tratta in questo caso di due radici diverse.
Studi più recenti hanno poi evidenziato come sia impossibile ricostruire l’Indoeuropeo partendo dalla comparazione linguistica, ma si può ricostruire solo la Radice morfologica delle parole, solo dalla radice si potrà ottenere verbo e sostantivo:

esempio: germanico = bher (portare)
= beran (verbo)
= barn (figlio, i.e. colui che è portato dalla madre)
= gi-burt (nascita)

Il senso del Portare è qui garantito dalle consonanti B e R, cambiando le vocali si ottengono solo diversi lemmi della parola.

Non si può parlare di una vera e propria cultura comune all’interno dell’area IE, in quanto le uniche assonanze linguistiche di un certo rilievo culturale appartengono alla sfera teologica, ovvero la nomenclatura di alcune divinità ( e la stessa parola utilizzata in aree distanti per Dio ) pagane e quella di alcuni rituali.

Resta quindi una mera ipotesi quella che vorrebbe riconoscere in un’epoca antichissima la presenza di popolazioni simili concentrate in un’unica zona dell’Eurasia, e che poi si sarebbero allontanate da questa area per dirigersi verso il mediterraneo e l’Europa centrale.

I fratelli Grimm approfondiscono lo studio dello sviluppo linguistico individuando una serie di regole fisse che determinano i cambiamenti di alcune consonanti nel loro percorso dall’IE alle lingue nazionali: nascono in questo modo le Leggi di Grimm.

I due linguisti affermano infatti che c’é stato un mutamento omogeneo all’interno di alcune classi consonantiche delle lingue germaniche e latine, per cui si può affermare, ad esempio, che dalla *P IE nasce sempre una F in germanico:
lat. Pecu
got. Faihu
asax. Feoh

Da questi mutamenti si risale anche al nome di una speciale lettera runica simile alla F che viene appunto denominata Feu (non solo pecora, ma pecunia, ovvero oggetto di scambio equivalente a valore in danaro per tutti i popoli primitivi).
Altri esempi significativi di una comunanza iniziale delle lingue IE riguardano l’onomastica familiare (Pater - Father - Vater ecc..), e quella legata al mondo rurale.

Le lingue germaniche europee andranno poi incontro ad un secondo, vastissimo, mutamento, verificatosi probabilmente tra il 5° e l’ 8° sec. d.C., e che viene comunemente chiamato 2a Mutazione consonantica.

Questo slittamento lessicale che interessa alcune consonanti porterà a dei mutamenti anche all’interno della nascente lingua volgare in Italia, soprattutto al Nord, visto la prevalenza dialettale del Longobardo in questi luoghi, (Longobardia, appunto, e la Val Padana), un dialetto che testimonia perfettamente questo sviluppo.

La 2a Mutazione Consonantica rende più difficile rapportarsi all’IE, proprio perchè cambia le carte in tavola nel bel mezzo del caos storico-civile dell’alto Medioevo europeo, introducendo termini nuovi, mutuati dai recenti incroci di dialetti all’interno del continente; è inoltre importante notare che questo momento segna definitivamente il distacco tra lingue germaniche “modernizzate” e lingue anglosassoni, che non subiranno questi cambiamenti.

Parametro di questa mutazione sarà la scomparsa nel tedesco moderno dei una consonante tipica per quest’area: la TH resta solo nell’inglese. L’importanza di una tale consonante ( e conseguentemente della sua scomparsa in alcuni dialetti germanici) è testimoniata dal fatto che essa coincide sostanzialmente col nome di una delle più potenti divinità pagane europee, quel Thor, presente in tutte le teogonie del Nord, che dispensa fulmini e guerra ( omologo del Giove Romano) e che battezza addirittura un giorno della settimana: Thursday ( thor - day ) per gli anglosassoni e Donnerstag ( donner = tuono ) per i tedeschi.

La cultura cristiana, l’evangelizzazione delle terre germaniche da parte di monaci come Bonifacio, S.Patrizio, i monasteri di Fulda e S.Gallo portano un enorme cambiamento nella cultura pagana imperante - ciò è risaputo - e la lenta scomparsa di una consonante strettamente legata alla religiosità germanica ne è la prova più evidente: l’Europa del Medioevo si avvia ad essere un’Europa cristiana anche linguisticamente.

I PRESTITI LINGUISTICI.

Ogni dominazione straniera, ogni contatto con popoli sconosciuti, ogni minimo mutamento storico porta alla conoscenza ed alla mescolanza delle lingue: laddove resiste più a lungo l’isolamento politico, segue la purezza linguistica (il Finlandese si può a ragione considerare una lingua quasi incorrotta per oltre 1000 anni ); dove invece più frequenti sono i contatti, allora la lingua si evolve, muta per contatto.

La Conquista Normanna dell’Inghilterra (1066) ad esempio rappresenta l’inizio dell’influsso francese nell’inglese, così come la calata dei Sassoni rappresentò la corruzione germanica delle lingue anglo-celtiche.

Per quanto riguarda le lingue del continente, la storia è più complicata: la parte del protagonista l’ha avuta sicuramente il latino, grazie alla politica espansionista di Roma, e proprio il latino, oltre ad imporre una propria grammatica (sebbene, abbiamo visto, utilizzando il fertile terreno dell’IE) è l’elemento linguistico che ha prestato il maggior numero di lemmi alle lingue germaniche negli ambiti dell’agricoltura, dell’edilizia, del commercio e della guerra.

ALCUNI ESEMPI DI PRESTITI DAL LATINO

Agricoltura:

Lat. Vinum > ingl. Wine, ted. Wein (il viaggio in America dei Vichinghi con a capo Eric il Rosso sarebbe testimoniato questo senso dal toponimo Vinland presente sulle coste del New England, e lungamente noto agli indigeni ben prima di Colombo).
Lat. Ceresia > ted. Kirsche, Ingl. Cherry.


Lat. Caseus > ted. Kaese, ingl. cheese. In questo caso è bene ricordare però che in germanico già esisteva una radice autonoma per il formaggio : Justa, che però denominava esclusivamente il formaggio fresco, il Caesus latino vi si sovrappone determinando invece quello duro, stagionato..

Lat. Plantare > ted. Pflanzen, ingl. Plant.

Edilizia:

lat. Vallum (costruzione muraria civile) > ted. ed ingl Wall. La seconda radice latina Murus si conserva solo in tedesco con Mauer. E’ curioso notare che i popoli germanici ignoravano le costruzioni in pietra prima della conquista romana, utilizzando il lemma Wand per descrivere la parete, dal verbo Windan (= piegare), poichè si riferivano al piegamento dei giunchi e della paglia per formare le capanne.

Commercio:

Lat. cista > ted. Kiste, ingl. Chest (oggi torace, per esteso la forma del corpo più vicina al cesto, e quindi raccoglitore di organi..)

Lat. Cauponari (comprare) > ted Kaufen, ingl. Cheap . Per l’inglese il significato è legato all’espressione medievale “at good cheap” = a buon prezzo, oggi la prima parte dell’espressione è scomparsa assimilata dalla stessa parola (conveniente).

Guerra:

lat. Campus > ingl. Camp, ted. Kampf. Il tedesco moderno assimila la parola a guerra, poichè si rifà al latino Campus belli (campo della battaglia), col tempo si è persa la seconda parte dell’espressione, che quindi oggi accumula l’intera espressione.

Una seconda ondata di prestiti è invece più recente, e legata alla religione cristiana, tra gli esempi più noti:
il Vescovo è una figura nuova per i tedeschi, l’aat. riporta Biscop <>Episcopus, ma perché il tedesco da’ una B ? Ciò fa supporre che i tedeschi abbiano conosciuto la parola quando questa veniva già pronunciata al modo del latino volgarizzato (Biscopo > ital. Vescovo), in epoca di medioevo più recente.

Elemosina è invece un classico esempio di doppio prestito, poichè nasce dal greco Elemosyne, che significa lamento (o compasione), la reazione cioè di fronte all’uomo elemosinante. Il latino quindi sviluppa il ted. Almosen e l’inglese Alms: la A iniziale fa pensare ad un latino volgare Alimosina.

Una caso particolare di prestito dal lat. in tedesco è rappresentato dalla parola Vangelo, o Buona novella: in questo caso si deve parlare di prestito di significato in quanto l’inglese Gospell, ha a che fare con una vera e propria traduzione del significato latino: God spell, ovvero Parola di Dio.
L’errore di traduzione è da ascrivere forse al fatto che dal Guod Spell ( buona parola = novella) iniziale la vocale o ha perso la pronuncia lunga per arrivare ad una nuova determinazione, ovvero God, Dio, visto che il Vangelo rappresenta per i neo cristiani la parola di Dio.

La cristianizzazione completa dell’Europa sarà quindi il vero collante culturale ed in parte linguistico del continente; contemporaneamente però dobbiamo ormai accettare la diversificazione avanzata delle lingue europee, sempre meno simil tra di loro e sempre più ”nazionali”, tanto da apparentare ormai le appartenze linguistiche a quelle geografiche (e viceversa), alla ricerca di confini precisi in questo senso, le cosiddette “Isoglosse”.

Ormai l’Europa e l’Asia si sono allontanate definitivamente, ed i contatti successivi avverranno solo sotto forma di dominazioni straniere, rivolte sempre dalla civilità ( e dalle lingue dominanti ) europee verso i barbari (=balbettanti dal greco) orientali, mosse ad imporre culture ed idee diverse da dominatori, fino ad annichilire ogni traccia di linguaggio autoctono.

domenica 13 luglio 2008

Forse non tutti sanno che....

Prefazione: questo piccolo post autorale è frutto del fancazzismo domenical-pomeridiano, ed è chiaramente ispirato da Andrea ed il suo blog che - di quando in quando - indulge nella filosofia settimana-enigmisticheggiante.

Avrei potuto chiamarlo pure: Perchè si dice così? I nostri modi di dire ed il medioevo...

Allora: molte locuzioni moderne sono ancora - inconsciamente - legate al passato remoto della lingua, e/o a contesti esplicitamente datati, a cui, pur non essendoci più memoria, facciamo riferimento indiretto ogni volta che li usiamo.

Nel caso specifico voglio indicare l'etimologia (spesso sconosciuta ai più) di alcune espressioni comuni che si rifanno ad usi e locuzioni medievali (aridaje, diranno i miei piccoli lettori...), ma per chi fosse curioso e volesse scoprirene di più, rimando volentieri al link di wikipedia.

Ecco quindi un po' di di esempi:

  • Un altro paio di maniche (significa: una cosa completamente differente): nel medioevo era in voga l'uso di cambiare le maniche - che erano cucite in modo da essere sostituite - in abiti particolarmente pregiati, spesso regalandole ai propri amanti come pegno d'amore. Il vestito appariva, quindi, sostanzialmente diverso dal precedente.

  • Spezzare una lancia a favore di qualcuno (significa: dire o fare qualcosa in favore di qualcuno): prima di un torneo il cavaliere poteva "dichiarare" pubblicamente a chi avrebbe dedicato l'eventuale vittoria, correndo con il cavallo, lancia in resta, verso il muro dell'abitazione ove abitava la bella Dama, spezzando la propria lancia su tale muro, in segno di dedizione..

  • Il bicchiere della staffa (significa: ultima bevuta prima di partire): come si deduce facilmente, era l'ultimo bicchiere offerto al cavaliere ospite, quando questo era già pronto a ripartire, col piede sulla staffa del cavallo.

  • Salvarsi per il rotto della cuffia (significa: salvarsi all'ultimo momento, per un pelo): la cuffia era la parte terminale della cotta di maglia che indossavano i cavalieri medievali soto l'armatura, che copriva la testa. Era larga sotto il mento per lasciar respirare il cavaliere. Nel caso in cui la lancia colpisse al volto il cavaliere, poteva anche trapassare la cuffia, che si rompeva, e quindi il cavaliere (forse disarcionato) poteva salvarsi.

  • fare la corte /corteggiare qualcuno: originariamante designava il luogo del corteggiamento, ovvero la Curtis medievale, poi corte d'amore, luogo interno nelle mura del castello feudale dove l'amante poteva cercare di concupire l'amata. Poi da luogo il significato transla in azione stessa dell'incontro amoroso

  • andare a Canossa (significa: fare penitenza, umiliarsi pubblicamente): L'espressione deriva dal noto fatto storico con riferimento al fatto occorso a Canossa, nell'inverno del 1077 quando l'imperatore Enrico IV attese per tre giorni e tre notti, scalzo e vestito solo di un saio, prima di essere ricevuto e perdonato dal Papa Gregorio VII. Ma il conflitto tra i due era destinato a riaprirsi di lì a poco.

  • Fare bancarotta (significa: fallire economicamente): deriva dall'usanza dei banchieri medievali (soprattutto a Firenze) di aprire banchi per cambiare o prestare soldi in strada. Tali banchi (simili a lunghi tavolini) venivano spezzati in tante parti dai soldati comunali nel caso in cui il banchiere non potesse risarcire o pagare quanto dovuto. Il banco rotto (bancarotta) era quindi sinonimo "visibile" di fallimento

  • Sgamare qualcuno (significa: scoprire, svelare un segreto) è termine legato al mondo contadino: la "gama" è infatti la pellicina che copre il chicco di grano, quindi va tolta per scoprire i chicco, quindi rivelarlo, prima di essere portato al mulino.

  • Finocchio (significa - volgarmente - omosessuale): contrariamente a quanto si pensa, il termine non è affatto "gaio" o allegro, tutt'altro. Esso è infatti legato all'uso terribile di bruciare sul rogo gli omosessuali nel medioevo (ed oltre..), buttando qualche seme di finocchio nella pira, affinchè dall'odore dolciastro il popolo astante e l'intera città comprendesse chi stava bruciando..
Un'ultima curiosità: il segno di interpunzione interrogativa ? è l'evoluzione della lettera q seguita da un punto che i monaci amanuensi ponevano all'inizio ed alla fine di un brano trascritto nelle pergamene, per indicare al lettore che quel passo doveva essere letto con l'intonazione di una domanda (quaestio, appunto).


Questo uso è rimasto in spagnolo, dove si usano ancora oggi 2 punti interrogativi all'inizio (rovesciato) ed alla fine del paragrafo...

Ci avevate mai fatto caso?

venerdì 11 luglio 2008

Growing up, going nowhere....

Un paio di cose mi hanno colpito oggi, in un'ennesima giornata afosa qui, al centro dello stivale (praticamente sullo stinco..), mentre mi muovo con difficoltà tra i punti lontani di un percorso mentale, costellato da strade di campagna e colline coperte di girasoli.

Tornando dalla facoltà, dopo aver "brillantemente" promosso i miei studenti di inglese (alcuni ai limiti del Totò-e-Peppino-slang..), mi sono chiesto se questi ragazzotti avranno mai la consapevolezza del privilegio di essere 20enni in questo scorcio di midsummer, con gli esami alle spalle e solo il cielo davanti...

...ed ho ripensato con nostalgia alle mie estati da studente, ed al privilegio dell'assenza (assenza di doveri, di pensieri, di peso fisico e mentale) che difficilmente tornerà.

Questo stesso pensiero mi ha sfiorato al termine degli esami di stato, quando ho cercato di convincere i ragazzi a prendersi una pausa e fare un viaggetto "on the road", senza una meta precisa, certo non citando Kerouac ( forse lontano da loro per spirito e tempo), ma - confidando nella cinefilia di alcuni - ho rispolverato una frase tratta da uno dei film che ho amato di più, e che amo ancora rivedere, dopo più di 20 anni dall'uscita: Fandango.

La frase è questa:

"There’s nothin’ wrong with goin’ nowhere, it’s the privilege of youth."

video

La dice un giovane Kevin Costner prima di imbarcarsi in quel lungo road movie attraverso il deserto, alla ricerca di DOM (solo chi ha visto il film può coglierne la poesia..chi non l'ha ancora visto - vergogna! - vada subito in videoteca o si affidi ad Emule!), alla fine di un percorso che ha visto gli amici vivere in simbiosi, prima che il futuro (in quel caso il Vietnam) venga a bussarci alle spalle..

Poi in serata ho letto 2 post estremamente interessanti, quasi poetici, di Nonsisamai e Moky, due anime pellegrine negli USA, che invidio (per il loro coraggio) e che ho imparato ad apprezzare via schermo piatto. Lì parlano di viaggi e di appartenenza, di terra e di aria, e si fanno domande molto importanti, a cui non posso che provare a rispondere con l'unica arma che mi resta: l'ironia. Ma non basta. Ve li consiglio caldamente...

La vita che avrei desiderato, forse, dopo il diploma, o dopo la laurea, assomiglia molto a Fandango: avrei voluto avere la forza delle due amiche US, avrei voluto togliere le ancore per sempre..forse...

Ma poi le radici sono più forti di tutto. Ed allora la fuga si concentra nel viaggio, l'esilio si converte in turismo, Xanadu si rivela essere un villaggio per vacanzieri..

Ma il sogno della frontiera, del viaggio è ancora lì, come un piccolo folletto dispettoso che ogni tanto si riaffaccia alla porta della coscienza: io lo lascio entrare, per un po', lo ascolto, poi gli do' dei biscotti, ed un po' di birra, e lo ricaccio via.

E allora torno dentro, a rivedere Fandango, e sogno (IO, praticamente un invalido sulla dance floor!) un ballo come questo....

giovedì 10 luglio 2008

Agguastate quanto sii sdrolico !



Tempo fa' il buon sabin-germanico Dioniso da quel di Heidelberg mi preannunciò un'opera bilingue dove lui avrebbe parlato un po' del proprio dialetto, con l'intenzione di farne poi una traduzione italiana / tedesca..


Ora ricevo la comunicazione che la cosa è andata in porto e presto nel suo blog presenterà il risultato dello sforzo. Bene!

Da linguista appassionato di storia locale, nonchè filologo ed etimologo (non entomologo) dilettante, la cosa non può che farmi felice.

Il dialetto - qualunque dialetto a qualunque latitudine - è il legame più stretto che l'uomo del presente abbia con il proprio passato: fortissimo eppure invisibile, non è un rudere, nè un'opera d'arte da musealizzare, eppure anch'esso dovrebbe essere preservato e studiato per capire da dove veniamo e - caso mai - ipotizzare anche un cammino futuro.

Pezzi di dialetto appaiono qua e là anche nell'italiano standard, ma spesso con funzioni "stranianti", per sottolineare volgarmente qualche opinione personale, e chi lo usa sovente non ne conosce nemmeno l'origine..

La bassa Umbria è terra di passaggio, di transumanze di popoli ed animali, stretta nel cosiddetto corridoio bizantino, per cui il latino si sviluppa in volgare sotto la spinta sinergica dell'osco umbro e del sabino; la lingua comune ne è ancora pregna, e le micro differenze glottologiche tra città e città testimoniano ancora della frammentazione della zona nella storia passata.

Nello specifico il "narnese" si differenzia leggermente dal ternano o dall'amerino, slittando verso toni più laziali (la Flaminia è qui), mentre distanze abissali ci dividono dall'umbro di Gubbio o Perugia, e dalla Tuscia orvietana.

Piccole o grandi differenze che rispecchiano la storia "imbastardita" di questa terra, al confine tra impero Bizantino e Longobardo, culla di sintesi religiose e letterarie..


Un'operazione di recupero del nostro dialetto è stata - fortunatamente - già fatta anni fà da un mio amico letterato, a cui - parzialmente - collaborai anch'io, e quindi la scrittura in questo caso salva l'oralità. Bene così.



Senza indugiare oltre (non è tempo nè spazio adatto per un trattato di filologia) ecco allora un breve brano da una conversazione tra due anziane signore narnesi tra casa e mercato, per spiegare meglio il colore locale.



DUE DONNE DALLA FINESTRA
  • Margherì..
  • Oooo.....
  • ahò, ci stai? Credeo che fossi ‘nnata a fa a spesa.
  • Ma stammattina eo cominciato e pulizie de pasqua; armeno quanno vene u prete, trova ‘n po’ de pulizia.
  • Ma lu sai tu, quanno passa?
  • Stea a dì questa qui sotto, che domenica a Messa ha ditto 'sta settimana che vene.
  • M’ chi ciai a casa?
  • ci sta mi fija a studià, che oggi a scola nun se fa.
  • ma mi fijo è annato a Terni; se vede che li se fa.
  • Ci va in piazza tu?
  • Si e se m'aspetti ce facemo compagnia. Poi te devo da di 'na cosa.

PROSEGUENDO LA CONVERSAZIONE SI GIUNGE IN PIAZZA

  • L'erbivendola: Signò stamattina non piji gnente? Ci stanno l'ova fresche, i pollastri, i facioletti, e zucchine e melanzane; guarda che belle mela; ci ho 'e cipolline fresche e guarda che bella 'nsalata.
  • Quanto costano i facioletti?
  • Quattro euri
  • Un gorbo! E che so d’oro? ! Ma nun ve contentate mai.
  • Ma a me a robba mica me la rigalano; e doppo e spese?
  • ma nun piagnessi, che l'arte pe rimette nun se fa.
  • Ma che cosa bisogna pìjà, perché, si nun se magna, nun se campa: però do anneremo a finì, non se sa.
  • Me tocca pijà quarche cosa anche per me
  • Senti; mo vado a vede anche quanno posso annà a damme 'na pettinata, che pure lì bisogna prenotasse, come da u medico....sinnò me pare de esse na sdrega.
  • Beh, allora ci vedemo laddavanti e Mecuccette (negozio locale)

mercoledì 9 luglio 2008

Mi ami ? Ma quanto mi ami...?


Dicono:"l'amore"
Tu mi dici che mi ami
Tu mi chiedi se ti amo
Poi mi chiedi se ti amerò per sempre
E mi dici che mi amerai per sempre
Amore??? Mi lasci cagare in pace???!!!


Sei bella
Sei nuda
Sei davanti a me
Il tuo corpo e' qualcosa che copre ogni cosa
Di fronte e te tutto il resto sparisce
Amore, cazzo, levati davanti alla televisione


I tuoi occhi
Le tue mani
I tuoi capelli
Le tue gambe...
...Se li spargo bene in giardino
Non ti troveranno mai più



Non piangere cara e cerca di capire
Non piangere cara e cerca di capire
mi piace quando
mi accarezzi il collo
adoro sentire i tuoi buffetti
sulle guance
bellissimo quando mi copri gli
occhi e mi chiedi chi sono
però cazzo, quando guido non
mi devi rompere i coglioni!!!


Vedo
Vedo un camoscio
e gli stambecchi saltare
un'aquila vola in alto
e le marmotte zampettano circospette amore,
sei sicura che di qui si va a Rimini?



Mi è bastato
Mi è bastato vederti da lontano,
per capire quanto era grande la tua bellezza.
Mi è bastato vederti da lontano,
per capire quanto già ti desideravo.
Mi è bastato vederti da lontano,
per capire quanto ti avevo aspettata.
Mi è bastato vederti da vicino,
per capire: "Da lontano non ci vedo proprio più un cazzo!!!".



E' primavera
E' primavera, e lo capisci dalle piccole cose:
il vento che ti scompiglia i capelli e ti batte sul viso,
il colorato e incessante turbinio dei pollini;
e i bambini, i bambini che, finalmente liberi,
ti circondano con le loro grida acute e gioiose.
Ecco, arriva anche mia suocera,
così la rottura di coglioni è completa!

(Flavio Oreglio - Poesie Catartiche)

martedì 8 luglio 2008

Jim Morrison? E' vivo e si abbronza con noi !

«Jim Morrison è ancora vivo»
Parla Manzarek, ex tastierista dei Doors: non è morto nel 1971, si è solo trasferito alle Seychelles.
Beh, anche senza la testimonianza riportata dal Corriere, a noi qualche dubbio era già venuto....
Bastava dare un'occhiata alle cartoline ricordo che si vendono nei chioschi delle Seychelles:

lunedì 7 luglio 2008

Invito a cena con conflitto...

I maturati/diplomati invitano a cena il corpo insegnante (che sa tanto di obitorio, ma si dice così) per una cena (l'ultima? eh sì, l'ultima!) di ringraziamento al termine degli esami.

Non amo queste cene. Il mio primo impulso alla fine dell'anno scolastico (o accademico) è tirare una bella riga sui nomi e facce e spegnere la memoria... Ma poi quelle faccette semi angeliche mi fregano (quasi) sempre ed allora vado.

In dubbio fino all'ultimo comunque. Ora vado in bici, mi stanco un po' lungo le strade e poi decido con fretta (mai con calma, mai..).

Certo il conflitto resta: e poi c'è l'amica-collega-nonsocos'altro che mi aspetta. Ed allora "mi faccio i film". E mi sento come nanni Moretti in Ecce Bombo ("mi si nota di più se vado o se non vado ?").

Chiederei consigli al popolo sovrano, ma....NO! Faccio il bravo ometto (o Omino? almeno sbianco un po') e prendo il toro per le corna...forse....

Vabbè. To be continued.

p.s. forse questo post è un po' troppo stile "Inenarrabile". Sarà grave? Forse sì....

domenica 6 luglio 2008

Mosquitos' Bay

Chi mi conosce da sempre (e chi mi conosce da poco.. è uguaglio...) sa quanto il mio amore per gli animali sia incondizionato.

Certo, ammetto di avere delle pecche: sebbene stia provando a convertirmi al veget-arianesimo (vero Moky?) infatti, ho alcune resistenze gastronomiche.

D'altronde fui concepito onnivoro e la rivoluzione copernicana verso il veget-arianesimo è un processo lento assai... Ma ce la metto tutta.

Adotto animali a casa ed a distanza, la mia casa sembra quella del Dott. Dolittle; firmo petizioni, l'unica tessera mai presa nella mia vita è quella dell' Enpa, ecc.... in buona sostanza, amo ed apprezzo tutti gli animali...

...con un'unica eccezione:

Qualcuno mi sa dire qual'è l'iportanza delle stramaledette zanzare mel nostro ecosistema ????

Baaastaaa!!!!! Da questo momento fondo un nuovo partito !!!



Chi mia ama (o chi si gratta) mi segua !

sabato 5 luglio 2008

Vita di coppia (affari vostri...)

Marito vs. Moglie


Alla mia carissima moglie: durante lo scorso anno ho tentato di fare l'amore con te 365 volte. Ci sono riuscito 36 volte, che significa una media di una volta ogni dieci giorni.
La seguente è una lista del perchè non ci sono riuscito più spesso:


54 volte le lenzuola erano pulite

17 volte era troppo tardi

49 volte eri troppo stanca

20 volte faceva troppo caldo

15 volte hai fatto finta di essere addormentata

22 volte avevi mal di testa

17 volte avevi paura di svegliare i bambini

12 volte era il periodo sbagliato del mese

19 volte dovevi alzarti presto

9 volte non eri nell'umore giusto

7 volte avevi preso una scottatura solare

6 volte stavi guardando il Costanzo Show

5 volte non volevi rovinare la pettinatura appena fatta

3 volte avevi paura che ci sentissero i vicini

9 volte avevi paura che ci sentisse tua madre

Delle 36 volte che sono riuscito, l'attività non è statasoddisfacente perché:

6 volte eri sdraiata e non hai partecipato

8 volte mi hai ricordato che avevo una grata in un occhio

4 volte mi hai detto di fare alla svelta

7 volte ho dovuto svegliarti per dirti che avevo finito

1 volta ho avuto paura di averti fatto male perché mi è parsoche tu ti spostassi.

Al mio caro marito: credo che tu sia un po' confuso. Queste sono le ragioni per le quali non hai ottenuto niente di più:


5 volte sei tornato a casa ubriaco e hai cercato di scoparti il gatto.

36 volte non sei proprio tornato.

21 volte non sei venuto.

31 volte sei venuto troppo presto.

19 volte ti si è ammosciato prima che tu potessi infilarlo.

10 volte avevi i crampi alle dita dei piedi.

38 volte ci hai provato troppo tardi.

29 volte dovevi alzarti presto per andare a giocare a golf.

2 volte eri stato coinvolto in una rissa e qualcuno ti aveva colpito nelle palle.

6 volte sei venuto nel pigiama mentre ti leggevi un porno.

98 volte eri troppo occupato a guardare il calcio in TV

Per le volte che ci siamo riusciti, la ragione per cui io stavo semplicemente sdraiata era che avevi mancato la mira e ti stavi scopando le lenzuola.

Non ho mai parlato di grata nell'occhio, ma ti avevo chiesto semi preferivi girata o in ginocchio.

La volta che ti pareva che mi stessi spostando era perché avevi scoreggiato e stavo semplicemente cercando di respirare.......

venerdì 4 luglio 2008

4th of July

Quasi dimenticavo !! Preso dall'empatia con la ministra (vedi post precedente) mi stavo dimenticando del 4 Luglio!

Allora rimedio subito: ecco una delle canzoni - a mio giudizio - più belle del Boss prima maniera, triste al punto giusto, molto USA, da godersi LIVE, magari, mentre si guardano i Fireworks, stesi sull'erba di un prato appena umida, magari poi ascoltando il Baseball alla radio..

Tutte cose per cui - oggi più che mai - invidio le amiche / gli amici bloggers che vivono negli US.

Questa è dedicata a loro: a Moky, Aelys, Nonsisamai, Koala, Fabrizio, Emigrante ed a tutti quelli che (come me) vorrebbero stare lì, stesi sul prato, con l'odore del BBQ, sotto le stelle ed i fuochi artificiali!


video

Solidarnosc

Oggi mi sento buono.


Voglio anch'io solidarizzare con la povera ministra Carfagna, la Lewinsky de' noantri, ingiustamente sotto attacco per opera dei solitimagistratipoliticizzati solo per aver conosciuto in tempi non sospetti (biblicamente? e perchè no?) il cavaliere!!


E poi - diciamoci la verità - chi tra noi xy non solidarizzerebbe con questo ministro?






Oh, dico, mica si parla di Bondi eh?


E visto che sono bbbuono, un'altra difesa: spezzo una lancia (espressione di origine medievale, sapevate?) anche a favore del Cav: non è vero che LUI non ci fosse da Mentana, a Matrix, e c'ho le prove !


giovedì 3 luglio 2008

Condizionali


  • Dovrei passare meno tempo al Pc.

  • Dovrei scrivere meno poesie, e fare più sport.

  • Dovrei leggere meno libri e fingere sorpresa quando leggo qualcosa di noto .

  • Dovrei dissimulare di più.

  • Non dovrei aprire bocca e dare fiato ogni volta che sono nervoso.

  • Dovrei fare il misterioso, celarmi dietro gli sguardi, o dietro spessi occhiali Rayban (ma sono miope).

  • Non dovrei spiattellare i miei sentimenti e/o le mie idee ogni volta che mi sento sotto pressione.

  • Avrei dovuto aspettarmi che qualcuno si ricordasse le mie parole.

  • Non dovrei abbassare gli occhi ogni volta che parlo con qualcuno che mi sta a cuore.

  • Avrei dovuto contare fino a 100 prima di incamminarmi lungo il sentiero periglioso della dialettica.

  • Dovrei stare molto più attento al linguaggio non verbale.

  • Non dovrei avvicinarmi troppo a lei, dovrei stare a 20 metri di distanza per poterla guardare negli occhi.

  • Non dovrei arrossire come un teenager brufoloso.

  • Dovrei fare il macho, parlare di macchine e vino, non di Pessoa o di Shakespeare.

  • Dovrei partire per sempre, lontano, senza guardare indietro.

  • Non dovrei soffrire in anticipo per un abbandono che non ci sarà (poichè non ci sarà legame).

  • Non dovrei fare /farmi troppe domande.

  • Dovrei dare risposte sicure, definitive.

  • Non dovrei usare troppi condizionali.

  • Forse non dovrei spingere il tasto "Pubblica Post".

  • Non dovrei vivere di rimpianti, ma di ricordi.

  • Dovrei.

mercoledì 2 luglio 2008

Genio e regolatezza


Mi prendo una sudata pausa (mai aggettivo fu più consono..) dagli esami e dalla traduzione che sto curando nelle ore pomeridiane, lontano dalle aule (poesie etrusche da tradurre in tedesco...ci credereste che c'è un mercato pure per questo?? Eppure mi ci pagano!) e giricchio per i miei cortili e le stanze amiche dei blog mondiali (Wow!).


Mi imbatto nel post dell'omonimo - ma di gran lunga più esperto e talentuoso - melomane Fabio in London calling, in cui si disserta di un concerto di Lou Reed, un geniaccio della musica e della poesia "all time".


Emerge che il vecchio poeta della wild side, in fondo è umano, ed allora mi viene da pensare a tutte quelle persone (personaggi?) famose/i che ho incrociato nella mia vita, o con cui la mia famiglia ha avuto a che fare nel passato, e di come - in fondo - molti geniacci fossero normali, nella migliore accezione..


Alla faccia di starlette e tronisti (aarggghh!!) che ci appestano da ogniddove, e che se la tirano manco fossero accademici di Stoccolma (e che forse manco sanno cosa siano gli accademici di Stoccolma..) al ballo di corte.


Per tradizione professionale, la parte materna del nucleo familar fabiesco è stata sempre a contatto con quello che oggi - pomposamente - chiamano lo Star System, nel mio caso con Cinecittà.


Totò, De Sica, Rossellini erano - per così dire - di casa a casa di mia madre, e poi la Loren, Mastroianni, fino all'ultima generazione rappresentata dall'infimo cugino (linea dinastica: nonno Enrico - zio Carlo - cugino Riccardo, tutti tecnici del suono. Un mestiere di famiglia che a me "bovero negro" non è toccato purtroppo..) che si è abbassato al clan dei fratelli Vanzina (pecunia non olet?).


Comunque la faccenda sta così: dai racconti di mia madre (e mia nonna, quando era viva) Totò l'ho conosciuto sotto un'altra luce, nella sua umanità, così come De Sica che mi descrissero mentre scherzava con le maestranze, ecc..
Personalmente, tramite lo zio ed il cugino, ho avuto modo di incontrare e conoscere qualche "star", tra cui il grande Peter Falk (che ho trovato unico, amichevole e straordinario), oppure quella che allora reputavo la ragazza più bella del mondo (e che ora è donna bellissima): Jennifer Connelly, ai tempi di Phenomena di Dario Argento, con cui molto maldrestramente esercitavo il mio inglese liceale tra un ciack e l'altro, e a pensarci oggi mi mangerei un braccio per aver perso il (un) suo inidrizzo!!

Comunque: it's history!

Poi la passione per i libri e la musica mi ha portato ad incrociare il genio, quello vero: Wilson Pickett che alla fine del concerto si ferma a bere con noi (amici) al bar chiacchierando di blues (cioè lui chiacchierava, io rispondevo, traducevo, e gli amici a fare il coro); Alan Stivell che voleva ricomprare simpaticamente alcuni vinili che portavo a firmare; o ancora Gloria Gaynor (You're just too good to be true, la colonna sonora del Cacciatore, mica pizza e fichi!) che a tavola parla amabilmente dei suoi viaggi in Italia ecc...

Dalla parte "libri" ho partecipato ad alcune edizioni della Buchmesse a Francoforte, ed anche lì ho incrociato il gotha della cultura mondiale, e da avido topo di biblioteca, sfacciatamente, mi inserivo nei capanneli di intellettuali per carpirne la magia. Anche in questo caso gli scrittori che ritenevo maggiormante "aurati" spesso si dimostravano i più terreni, senza fronzoli.

Così mi ritrovai a parlare di cucina umbra con Gunter Grass (no, dico, un Nobel!), e di calcio e Guinness con Roddy Doyle..
Che dire? Sono stato fortunato. Ecco perchè ora mi infurio quando vedo SgarbiCostantiniVelini ecc.. che sproloquiano in Tv, osservando il mondo da un pianeta lontano anni luce.

Beh. You know what? Spero prorio che ci rimangano lì, nella stratosfera!

martedì 1 luglio 2008

L'oroscopo pronostica sviluppi positivi

Questa volta bisognerà salvarlo l'astrologo!
La settimana dell'odiato segno della Vergine (ahimè il mio..) preannunciava l'inizio di un periodo positivo, fatto di nuovi incontri e soddisfazioni...Wow.
Che culo!
L'inizio del mese si caratterizza subito per l'ennesima nomination per un premio: questa volta addirittura per il blog brillante!
L'onore mi è concesso dalla deliziosa new entry nei mei blog preferiti, la bi-trilingue Hunpty Dumpty dal Sud Tirolo, terra a me già cara, ma che - da quando ho visto la sua foto e letto il suo blog - diventa pura passione !
(Isn't she lovely?)

Ringrazio umilmente e chino il capo glabro di fronte a tale onore. Accetto e seguo le direttive ufficiali, che qui elenco:


  1. scrivere un post mostrando il premio e citando chi te lo assegna
  2. scegliere un minimo di 7 blog brillanti sia nel contenuto che nel design e avvisarli della premiazione
  3. (facoltativo) esibire foto dei tuoi premiati e di chi ti ha premiato

Questa allora è la mia (lunga, ma breve) lista con relative motivazioni:

  • L' agora del rockpoeta: sarò banale ma dal vecchio Daniele c'è sempre qualcosa da imparare

  • Andrea: fancazzista assoluto con degli sprazzi di alta cultura popolare

  • Baol: l'unico vero mago delle Puglie che scrive racconti improbabili insieme a...

  • ...Digito ergo Sum: degno compare di penna (e tasti) del pugliese, sapiente ed ironico

  • Marlene: perchè a volte mi sembra di leggere il mio negativo (molto più bello ed intelligente..)

  • Museum: un croco in mezzo al polveroso prato delle parole sterili, un raggio di luce nel buio delle sintassi spente

  • Moky: la mia american Mom, ho imparato più da lei sugli USA in 6 mesi che in anni di studi su Melville, Hawthorne e Salinger

Grazie a tutti. Senza di voi (e senza tutti gli altri amici del web) il mio piccolo mondo sarebbe più povero ed arido!