Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

venerdì 23 gennaio 2009

We the people

Una piccola riflessione a margine del discorso di insediamento di Obama, che nasce dalla lettura dell'interessante post dell'amico Dioniso (QUI) e che mi ha spinto a ragionare sulla forza evocativa dei discorsi "civili" dei politici americani che si nutrono di profondi riferimenti all'oralità ed alle Sacre Scritture..


Un bel libro di Alessandro Portelli di un po' di anni fa' (Il Testo e la Voce) affrontava con profondità questo strano rapporto tra l'oralità che si fa scrittura e che trova forma completa nei documenti fondanti della storia americana.

La tesi ormai è nota anche in Italia, persino tra i non addetti ai lavori: la costituzione scritta degli USA chiude, in un certo senso, l'oralità della rivoluzione, e la legge fonda i propri principi anche sulla fedeltà a quei valori "religiosi" che erano stati esiliati in Europa, e che quindi approdarono nel nuovo mondo con i Padri Pellegrini.


La contaminazione popolare della scrittura (non solo quella letteraria) si ritrova nei proclami scritti, e le grida dei rivoltosi di Boston nel 1770 diventano immediatamente scrittura, quando Samuel Adams fa tappezzare la città di manifesti per avvisare dell'arrivo degli inglesi pronti a sparare...

Nei nascenti Stati Uniti la stampa giocherà infatti un ruolo fondamentale: si può affermare che la stessa guerra d'indipendenza sia una rivoluzione scritta, per la prima volta nel mondo, prima ancora che in Francia, la stampa, i manifesti stampati furono il primo elemento di comunicazione "di massa" a fini politici.

Ciò presuppone chiaramente una certa abitudine alla lettura (spesso della Bibbia, secondo la tradizione dei padri pellegrini) e quindi una percentuale relativamente bassa di analfabeti!


L'oralità e la scrittura convergono in un processo di memorizzazione immediata, ed il popolo passa dal hic et nunc, dai bisogni del presente alla tematizzazione degli stessi in forma scritta.




"...When in the Course of human events, it becomes necessary for one people to dissolve the political bands which have connected them with another, and to assume among the powers of the earth, the separate and equal station to which the Laws of Nature and of Nature's God entitle them, a decent respect to the opinions of mankind requires that they should declare the causes which impel them to the separation...."



Questo l'incipt della dichiarazione di indipendenza, un brano in cui - in nuce - c'è tutta la cultura e la dialettica tipica dei discorsi patriottici: c'è il riferimento all'oggi (the course of human events), alle leggi naturali ed a Dio (the Laws of Nature and of Nature's God), e l'utopia laicizzante" (they should declare the causes which impel them to the separation).


Questi valori sono universali, e così la stessa Costituzione, così come voluto da Benjamin Franklin, sarà firmata da tutto il popolo, e la firma congiunta di tutti i partecipanti alla convenzione, se ne garantisce l'autenticità e l'accordo, ne nega anche una sola paternità.

Firmando tutti è come se nessuno l'avesse firmata, è il popolo stesso che la firma:

We the People of the United States, in Order to form a more perfect Union, establish Justice, ensure domestic Tranquility, provide for the common defence, promote the general Welfare, and secure the Blessings of Liberty to ourselves and our Posterity, do ordain and establish this Constitution for the United States of America.





Qui l'incpit - se vogliamo - è ancora più forte: "We the people of the United States", il popolo la vuole, non un'entità (la Repubblica) o un valore (Liberté), ma i cittadini che non delegano, bensì la Vox Populi che diventa immediatamente Vox Dei...


Bene: nel discorso di insediamento di Obama c'è l'eco di questa tradizione, laddove cita le scritture, lo fa nel solco della tradizione orale, della Bibbia così come la legge il pastore durante i sermoni (e la mente torna a Moby Dick, ed al sermone ai pescatori), quelle stesse letture che ancora oggi definiscono la cultura popolare in America.




We remain a young nation, but in the words of Scripture, the time has come to set aside childish things. The time has come to reaffirm our enduring spirit; to choose our better history; to carry forward that precious gift, that noble idea, passed on from generation to generation: the God-given promise that all are equal, all are free and all deserve a chance to pursue their full measure of happiness.



L'America è giovane, eppure conosce le Scritture, ed insegue la promessa divina, quel Pursuit of happiness che tanto fa storcere la bocca a noi europei, eppure vivo, incrolabile mito orale che viene sancito nella legge.

La formula di chiusura di ogni giuramento (sempre sulla Bibbia, dai tribunali al Campidoglio, dagli Stadi di football alle scuole) continua ad essere "So help me God" e seppure non esplicitamente richiesto dalla legge scritta, ma segno tangibile di un retaggio di oralità e cultura popolare, esso rimane nelle formule.

Ecco quindi che il solco della parola che si fa letteratura, della tradizione orale che viene derubata della sua stessa essenza dalla scrittura, ma che in essa rinasce, come una fenice, fonda l'identità stessa degli Stati Uniti, oggi come 200 anni fa'.

3 commenti:

Marlene ha detto...

... e qui esce fuori la vocazione all'insegnamento allo stato puro :) ciao prof.

Camu ha detto...

Devo dire che questi riferimenti all'immensità della superiorità spirituale e alla piccolezza dell'uomo e delle sue leggi morali fanno sempre un certo effetto quando sono inseriti in quelle che vengono considerate alcune delle pietre miliari dell'umanità, quindi costituzioni, leggi fondamentali, discorsi al mondo alla nazione ecc.ecc.;sta poi ad ogni singolo individuo valutare quanta importanza dare loro all'interno della trattazione.
Per quanto mi riguarda anche se non mi ritengo una buona cattolica, cristiana o come dir si voglia ,ogni tanto mi riscontro lacunosa in alcune nozioni fondamentali della religione che
possono rendersi utili nell'affrontare alcune tematiche letterarie, storiche e politiche interessanti...quindi ritengo che anche le tradizioni, i dogmi,le parabole a noi più lontane vadano almeno conosciute se non studiate.

dioniso ha detto...

Interessante sviluppo.

Saluti