Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

venerdì 22 gennaio 2010

La tempesta e l'impeto

Prendo spunto da un intervento di zia maina su un mio post precedente, in cui cercavo di fare proseliti, ma invano, alla lingua tedesca, ...
In primo luogo vorrei mettere da parte ogni riferimento "storico contemporaneo" che qualche voce critica muove a supporto della eventuale asprezza della lingua, poichè così come i nazisti parlavano tedesco, anche i fascisti (che picchiarono mio nonno quasi fino alla morte ed uccisero uno zio...) parlavano italiano, e non per questo io smetto di parlare italiano, nè rinnego la bellezza e la musicalità della lingua di Dante!

La mia tesi è un'altra: è facile fare poesia con l'italiano, ed il francese, così come l'evoluzione dell'inglese quale lingua internazionale ci ha portato lentamente ad eleggerelo quale lingua della musica mondiale, sebbene nell'800 godesse in Italia della stessa fortuna dello svedese, lingue barbare ed inadatte alla musica entrambe!

Quando invece da una lingua che si considera ostica, ostile, si riesce ad ottenere una lirica assoluta, perfetta, allora il gioco vale la candela! Non mi metterei mai a stilare classifiche, sia ben chiaro, ma sono convinto che il tedesco sia ANCHE una lingua immaginifica: un idioma che riesce a descrivere con una sola parola una serie di idee e sentimenti quasi metafisici, malgrado la penuria di vocali e rime adatte, è un piccolo miracolo.

Non a caso la filosofia moderna (ma penso anche a Kant) usa termini tedeschi senza poterli tradurre completamente, oppure si cerca di renderne il concetto usando mere perifrasi, visto l'assenza (in italiano ed in altre lingue) di termini similmente potenti. Weltschmerz, Sehnsucht, Zeitgeist, sono piccoli gioielli di semantica.


Altro punto a favore (dal mio punto di vista, of course..) del tedesco è il suo ruolo nella letteratura europea moderna: il mondo dei sentimenti, e lo stesso concetto di amore (sic!) e passione così come li conosciamo, non esisterebbero senza lo Sturm und Drang ed il Romaticismo!
Strano a dirsi, ma il primo vagito della rivoluzione passionale ed anti dogmatica post illuminista in Europa nasce proprio a Lipsia, e poi a Strasburgo, dal fortunoso incontro tra un giovane avvocato mancato ed un filologo universitario appassionato di lingue antiche. E chi poteva dirlo?
Nel corso degli anni ho studiato, letto, tradotto cose circa diversi momenti "epici" della letteratura europea, eppure ciò che accadde tra Lipsia e Strasburgo tra il 1770 ed il 1775 non ha pari in altre latitudini o altri momenti.
Goethe apre la porta dell'inconscio e dell'anima dell'Europa, ed Herder lo guida come un saggio Albus Silente tra le sale delle taverne e le guglie della cattedrale, attendendo solo che quel piccolo re Mida che soffriva di vertigini, potesse trasformare in oro lo spirito della poesia.
Dopo di lui, accanto a lui, lungo la sua strada lastricata di successo, si affacceranno i Romantici ed i Classici, ma quel momento fu irripetibile.

E solo questo per me vale il prezzo della grammatica, delle umlaut, delle subordinate che sono stato costretto a studiare negli anni.

Willkommen und Abschied (1771):

Es schlug mein Herz, geschwind zu Pferde!

Es war getan fast eh gedacht;

Der Abend wiegte schon die Erde

Und an den Bergen hing die Nacht

Schon stand im Nebelkleid die Eiche

Ein aufgetürmter Riese, da,

Wo Finsternis aus dem Gesträuche

Mit hundert schwarzen Augen sah.


Der Mond von einem Wolkenhügel

Sah kläglich aus dem Duft hervor;

Die winde schwangen leise Flügel

Umsausten schauerlich mein Ohr

Die Nacht schuf tausend Ungeheuer

Doch frisch und fröhlich war mein Mut

In meinen Adern welches Feuer!

In meinen Herzen welche Glut!


Dich sah ich, und die milde Freude

Floß von dem süßen Blick auf mich;

Ganz war mein Herz an deiner Seite

Und jeder Atemzug für dich.

Ein rosafarbenes Frühlingswetter

Umgab das liebliche Gesicht,

Und Zärtlichkeit für mich - ihr Götter!

Ich hofft es, ich verdient es nicht!


Doch, ach schon mit der Morgensonne

Verengt der Abschied mir das Herz

In deinen Küssen welche Wonne!

In deinem Auge welcher Schmerz!

Ich ging und du standst und sahst zu Erden

Und sahst mir nach mit nassen Blick:

Und doch welch Glück geliebt zu werden!

Und lieben, Götter, welch ein Glück!

Johann Wolfgang von Goethe

(Benvenuto ed Addio - Il cuore batteva, presto a cavallo! /E l’azione quasi precedette il pensiero; / La sera già cullava la terra, / e dai monti pendeva la luna. / Già stava la quercia vestita di nebbia, / Come un gigante turrito, là, / dove l’oscurità dietro i cespugli / guardava con cento occhi neri. // La luna dal suo cumulo di nuvole / splendeva mestamente tra le brume; / ali furtive agitavano i venti / sibilando sinistri alle mie orecchie; / la notte generava mostri infiniti, / ma infinito e gaio era il mio coraggio; / nelle vene un fuoco divorante, / e che ardore m'infiammava il cuore! // Ti vidi, e leggera gioia / Scorse dal tuo dolce sguardo su di me; / tuo fu tutto il cuore mio / ed ogni respiro per te. / Una rosea aria di primavera / Circondava il tuo amabile viso, / e quell’affetto per me – Oh Dei! / Che sì speravo, ma non mi meritavo! / / Ma poi, con il sole del mattino, / l’addio già mi stringe il cuore, / Quale delizia nei tuoi baci, / ma che dolore nei tuoi occhi! / Io andai, tu rimanesti là, guardano a terra, / e poi mi seguisti con lo sguardo umido, / eppure che benedizione l’essere amati! / Ed amare, Oh Dei, che fortuna !)

14 commenti:

ziamaina ha detto...

Grazie per la dedica, mi hai quasi convinto.
Quasi ;-)
Inoltre, citando i filosofi tedeschi e lo Sturm und Drang ed allegando un quadro di CASPAR (!!!), potresti seriamente rischiare di vedermi arrivare dalle tue parti per imparare il tedesco.
E non dire che non ti avevo avvisato ;-D

Ipazia ha detto...

primo: il tedesco *è* difficile, perché per ogni parola italiana ne ha almeno DUE - voglio dire, non sono neanche capaci di dire semplicemente "sì", devono dire "ja" oppure "doch".
secondo: il tedesco è meraviglioso, perché per ogni parola tedesca in italiano ce ne sono almeno quattro del tutto inadeguate a renderne il senso.
terzo: ma vogliamo scherzare? il romanticismo nasce con La nouvelle Heloise, altro che sturm und drang.tsè.
(non è vero che io non sono nazionalista: io sono nazionalistissima, ma francese!)

Ornella ha detto...

Fabio, ti fa certamente onore che tu difenda il tuo amato tedesco, ma non me ne puoi fare una colpa se io, condizionata dai film sul nazismo fin piccola, per associazione di idee trovo il tedesco una lingua sgradevole. E poi non puoi farmi il paragone con l'italiano, perchè l'italiano è la mia lingua madre, come avrei potuto ripudiarlo? Inoltre, per fortuna, io sono nata dopo il fascismo, quando da noi si respirava aria pregna di speranza che ci avrebbe portato al boom economico.

fabio r. ha detto...

@ipazia: sorvolo sulla difficoltà, io la chiamo precisione, infatti Ja è sì, ma Doch è sì ad una domanda negativa! ci hai mai pensato? quando ti chiedono: che fai, non vieni? e tu rispondi sì, cosa intendi? sì non vengo o sì vengo? loro sono precisi! :-D
sulla Romantik: non generalizzo, ci mancherebbe, ma il sentire comune europeo attorno a quegli anni ha prodotto differenti visioni del romanticismo: a me piace anche quello inglese, anche s elo trovo troppo "bucolico" in alcune parti, quello italiano e quello francese invece non li amo troppo: li trovo eccessivamente "politicizzati", ma la fantasia pura, il frammento, l'infinito ecc sono tedeschi, come Novalis, gli Schlegel, Tieck.... poco da fare, sono incorruttibile!

modesty ha detto...

...VORFREUDE.

ecco la mia parola preferita in assoluto perché corrisponde ad uno stato d'animo di felicità che riesco a sopportare..

in italiano come farebbe?

:) love, mod

maria rosaria ha detto...

nel mio lavoro non lo parlo ma lo canto costantemente, e anche se non si direbbe risulta una lingua adattissima al suono vocale. dell'epoca romantica conoscerai la liederistica che come musica da camera vocale non ha eguali.
bel post, complimenti, fabio!

Elisen ha detto...

imparare una lingua straniera dà sempre grandi soddisfazioni aldilà dei propri gusti letterari.Riguardo al tedesco sicuramente ha una grande capacità di sintesi dovuta alla sua stessa natura 'agglutinante'ma non per qst deve risultare eufonica...Io trovo sia la lingua perfetta per i filosofi ma un pò meno per i poeti malgrado Goethe.Ma qst è solo un parere :)

Baol ha detto...

ciao bro...

ziamaina ha detto...

Ti ho appena restituito il favore ;-D
Buona domenica...

Ombudsman ha detto...

Il tedesco no lo parlo, ma so fare apfelstrudel come nessuno - nemmeno in Germania, Austria o Svizzera - e vado pazzo per la birra. Va bene lo stesso?

fabio r. ha detto...

@ziamaina: wow! allora ti conquisto un pò?? :-) grazie !
@ornella: ma ci mancherebbe altro! è anche una mia lingua, quella di Dante. io sono solo un piccolo evangelizzatore per altre lingue..!
@modesty: già anche Vorfreude è bella, a me piace anche lo Streben!
@marirosaria: hai presente il film Amadeus? quando Mozart contesta a Salieri la lingua dell'amore?
@Elisen: tu poi ne hai di esperienza nel campo, ma credimi, anche i poeti tedeschi (Heine!) sono meravigliosi.. provali
@Baol: Hallo Brud!
@ombudsman: perfetto! Tedesco DOC!

LB ha detto...

Capitata qui per caso, non posso non linkare! Ogni volta che dico che mi piacerebbe imparare il tedesco, la gente mi guarda come se dicessi che allevo tarantole da combattimento in camera da letto!

Serena ha detto...

Ho messo un pò di tempo a commentarti. Mi dispiace, so che mi perderò molto, ma non ce la posso fare!:-)
Già l'inglese (aussie) mi dà i suoi grattacapi ma il suono della lingua tedesca proprio non mi piace.
Baci

fabio r. ha detto...

@LB: ben trovata allora! no è mai troppo tardi per imparare eh!
@serena: don't worry.. ci sono cose peggiori :-)