Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

lunedì 26 agosto 2013

Sulle orme di Ludwig (e pure di Sissi, va...)

La piccola gita alpina è finita. Un viaggio in auto, sull'onda dei ricordi giovanili che devono essere aggiornati, con molte montagne, piccoli borghi, fresco serale e sole per la maggior parte del tempo. Una gita quasi "fuori porta" per chi vive al Nord, in  Veneto ed in Trentino, un viaggio un po' più lungo per un gruppetto familiare terrone, o comunque "centrone" come il nostro.



Cosa resta nei ricordi? Le passeggiate lungo sentieri ai margini delle città, il verde curato ed esaltato, il rumore dell'acqua delle cascate in Tirolo, il colore dei balconi fioriti, ovunque, i castelli, pieni di storia e di fantasia (a volte  più la seconda della prima..), il cibo incredibile, con  enormi piatti mono-portata in cui c'è un po' di tutto, e gli odiati cuscini germanici, soffici come nuvole che di certo non hanno aiutato la mia povera cervicale...


Tra i paesi Kitzbuehel, Innsbruck, Kufstein, e poi i castelli di Ambras e Castel Coira (già in  Italia, ma solo legalmente...), il lago alpino di Achensee, la Oetztal, con tanto di villaggio di Oetzi, e poi i mitici castelli di Ludwig, vero prototipo delle favole Disenyane, pieni di turisti giapponesi (o cinesi? chi lo sa) manco fossimo a Tokio.


Le tracce dei Wittelsbach, del folle Ludwig (che stenta a staccarsi dall'immagine Viscontiana del film) e di sua cugina Sissi, un vago sapore Mitteleuropeo che sembra uscito dalle descrizioni ironiche e graffianti di Joseph Roth, la sensazione di trovarsi sempre ed ancora di fronte ad un progetto Imperiale da cartolina, con tutti i limiti politici, ma con la coscienza di voler incarnare un'utopia romantica, persino oggi, nell'anno del signore 2013.



Per un fanatico germanista come il sottoscritto è "tutta ciccia", ed allora le note del paesaggio si allineano a quelle delle memoria letteraria come in un diapason, ed il giovane di tante speranze che dorme nel vecchio me si risveglia, ed i brani di Mittner, Magris, Roth, Zweig (il mondo di ieri, una sintesi perfetta del mio viaggio), Hoffmanstahl si sovrappongono alle immagini.



E per pochi giorni la magia è completa. Di questi tempi non è poco, credetemi, bisogna accontentarsi...



2 commenti:

Grazia ha detto...

Per me il viaggio attraverso la geniale follia di Ludwig è stato magia pura!

ziamaina ha detto...

Mi viene da parafrasare che "la magia è negli occhi di chi la contempla" :-)
Grazie per queste foto, per le tue impressioni e per averne reso partecipe chi ti segue, anche da lontano :-)
Baci ai mici :-)