Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

mercoledì 6 agosto 2014

Summertime Blues

Estate strana questa. Sembra non voler partire del tutto.Almeno da queste parti comunque niente "bombe d'acqua" (bruttissimo neologismo anglofono) più che altro acquazzoni che si risolvono nel giro di pochi minuti, poi torna l'afa.  Il cielo mai sgombro da qualche nuvola, il blu cobalto di qualche anno  fa' ormai è roba da modernariato.
Solo oggi sembra che un bel vento fresco stia avendo la meglio sul grigiore pomeridiano, e quindi mi godo un po' di aria fresca che scaccia via il sudore e lo spleen, almeno per qualche ora.

Dopo l'addio a papà ( con il mio maldestro tentativo di esorcizzare il fatto e la mia "breve lettera del lungo addio", volendo citare Peter  Handke...) la vita sembra aver rallentato la sua frenesia: ho ancora molto da fare, lotto ancora con la burocrazia che sconfigge persino la morte, ma non mi piego, ma la prendo con calma. Ho tutto il tempo del mondo. L'ho deciso io.



Il passaggio da ieri ad oggi, dal "prima" al "poi" si fa tangibile anche in casa: si ridipingono pareti, si imbiancano stanze, butto via cose, oggetti, libri, sedie, lampade. Cerco - invano ? - una sorta di palingenesi formato  Ikea, visti i  tempi.  

A volte sto solo sdraiato sul divano, Non faccio nulla. Poi, d'improvviso. mi metto a leggere, come  un pazzo, leggo centinaia di pagine, rileggo vecchi libri, ne scopro di nuovi, mi innamoro di un autore e gli giuro eterno amore, ma poi passo al successivo dopo pochi giorni, come un lettore tredicenne di fronte alle prime cotte estive.
Combatto gli anni con le parole altrui, cerco di ingannare la vecchiaia con la memoria, con le pagine già vissute, mi fingo giovane, ma sono come un frutto estivo: fuori la buccia è compatta, ma dentro la polpa si sfalda, e marcisce velocemente. Lo so.

A volte ascolto musica blues, che sembra sposarsi benissimo con questa estate timida: Summertime nella voce di Ella Fitzgerald, e sogno di starmene sdraiato su una poltrona, sul balcone di una casa simil vittoriana a New York, di sera, mentre da lontano si accendono le luci del Ponte, ed oltre si intravede Brooklyn, mentre in strada  i ragazzini giocano con una pompa d'acqua rotta, come nei vecchi film di Scorsese.



2 commenti:

Moky ha detto...

Sono parole malinconiche quanto questa vostra estate italiana.
Mi piace che accetti questo tuo nuovo modo di vivere, senza rimuginare troppo sul passato.
Da ogni fine nasce un inizio, tu stai ancora transizionando, secondo me…
Bello leggerti, come sempre!

dioniso ha detto...

Ciao Fabio. Continuo a seguirti anche se commento poco.
Ti auguro di ritrovare presto un nuovo equilibrio.
La fine del post mi ha ricordato l'ultimo verso di una canzone di Mannarino: "però che bella sta bella fregatura".
https://www.youtube.com/watch?v=RfBWhBANASY

Un abbraccio