Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

domenica 2 agosto 2009

La calunnia è un venticello....

La notizia è brutta e tanto, ma - come sempre - ha avuto poca o nessuna eco nei quotidiani nazionali. Già, visto che non si parla di miracoli economici, puttane di lusso o nuove autostrade da inaugurare c'era da aspettarselo....
In prima battuta l'ho "scovata" leggendo il blog di Grillo: il 29 Luglio, una video intervista a due ragazzi che sono stati calunniati dal solito onorevole di lusso-lei-non-sa-chi-sono-io, nello specifico dall'avvocato (uno dei tanti del Premier) Pecorella, solo perchè hanno posto una domanda giusta nel luogo sbagliato...
La curiosità degli impudenti ragazzi li ha spinti a porre scomode domande sul suo ruolo di presidente della commissione giustizia del senato e contemporaneamente di difensore di Nunzio De Falco, che ordinò l'omicidio di Don Peppe Diana.
Leggendo l'intervista e la loro storia si rimane per lo meno basiti dalla celerità dell'azione giudiziaria... ma fra le righe una frase colpisce: nella foga della difesa dell'onor perduto l'onorevole si lascia scappare qualche parola di troppo.

"..... gli chiedo come mai nel 2003, visto che era sia presidente della Commissione giustizia alla Camera sia l'avvocato del presidente del Consiglio, quindi due incarichi importanti, come mai decide di assumere le difese anche di Nunzio De Falco, boss dei Casalesi condannato all'ergastolo come mandante dell'omicidio di Don Peppino Diana, il prete anticamorra di cui parla nel suo libro anche Saviano. Il conduttore mi chiede: "ma perché? Nunzio De Falco non ha diritto di essere difeso?" io rispondo: "certo, assolutamente!", ma non era la mia domanda, e tanto meno stavo mettendo in dubbio il fatto che un avvocato possa decidere chi difendere, è nel diritto di ogni avvocato. Però da cittadino mi sento anch'io di chiedere conto di questa scelta che riguarda il piano morale di difendere Nunzio De Falco. Lui si arrabbia, comincia a dirmi che io con quella faccia lì non so niente perché se avesse letto la sentenza lei avrebbe riscontrato che Don Peppino Diana teneva in casa le armi della mafia..".

Ammetto che l'affermazione, buttata lì, semplicemente, come una battuta, mi turba un po'.
Cerco allora reazioni altrettanto stupite, navigo tra siti di giornali e blog, ma niente...
E' possibile - mi chiedo - che ormai siamo talmente anestetizzati di fronte a dichiarazioni, smentite, offese e difese d'ufficio che nessuno abbia notato questa macroscopica calunnia ? ?
Oggi finalmente trovo la risposta che aspettavo. Meno male! Pensavo di averla letta in un incubo!

Roberto Saviano scrive una lettera aperta all'onorevole Pecorella che viene riportata da Repubblica, ed allora la grancassa della stampa ufficile si fa sentire, finalmente!
Leggo - sempre da Repubblica solo lì però - che qualcuno inizia a chiedere ragione delle dicharazioni. Qualche parlamentare PD (allora c'è!! vive !! batte un colpo!! e vai!!) ora pone cortesi domande in merito...
Meglio tardi che mai. Peccato solo che il male fatto da una piccola, innocente, calunnia quasi sussurrata, rimane lì come un macigno, sulla memoria dei giusti.

1 commento:

AndreA ha detto...

O.T. Sono curioso di vedere se qualcuno ai TG dice di questo...

http://bologna.repubblica.it/dettaglio/due-agosto-la-cerimonia-in-diretta/1686938