Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

mercoledì 2 marzo 2011

La slavina.

Incipit: ho scritto questo post di getto, con la musica in sottofondo, quella che troverete qui in basso, se volete fate lo stesso. Alzate il volume delle casse, ma non troppo. E' meglio.
Grazie

Ti pesa. Un macigno, invisibile ai più, eppure pesante, immenso, ti opprime il petto. Nel bel mezzo di un pensiero, di uno sguardo, di un sogno interrotto lo senti lì. Ti toglie il fiato per un secondo. Poi ricominci a vivere, con reticenza, quasi con lentezza all'inizio, per paura di sfuggire al giorno. Poi però ti fai sempre più veloce, frenetico, convulso, ti divincoli tra le ore, i giorni, i minuti, le pagine del diario, gli appuntamenti saltati, quelli che vorresti evitare, i problemi quotidiani che sembrano enormi montagne da scalare, arranchi verso una strada, prima che arrivi la slavina, dall'alto, perchè sai che devi correre più in fretta, perchè tutto passa e sai che non vorrai essere lì quando succederà.

Ma la slavina ti colpisce alle spalle, quando stai per uscire, quando il tuo quotidiano sta per diventare ieri, ti aggredisce vilmente, non la senti arrivare, ma il freddo, l'aria gelida sulla nuca, quella sì. Ed è troppo tardi ormai, non puoi evitarla.

Climbed a mountain and I turned around
And I saw my reflection in the snow covered hills
Till the landslide brought me down

Sei fermo da un po', non hai più tempo di scrivere, non trovi le parole, sei ammutolito dal chiasso del mondo e ti rifugi nella musica, che diventa ossessiva, un'autoipnosi, ti riprometti di scrivere un po', di uscire dal guscio, ma la pigrizia ormai ti corrode le vene, stai conducendo una vita riflessa, lo sai. Ma non hai la forza di combattere.
Leggi un po', le notizie ti aggrediscono da ogni punto, il mondo vorrebbe sfondare la tua porta chiusa, ermetica, dove solo le note però hanno la combinazione della tua serratura. Continui a far entrare solo loro, i pensieri si fanno scudo dell'oblio.
Un nome, una "breve di cronaca" ti colpisce per un momento, un piccolo tweet, un link da aprire, un nome, un luogo che ti suonano familiari, sinistro.
Il vento gelido della slavina arriva all'improvviso, lo percepisci appena, hai un sospetto, giri la testa velocemente, per controllare, ma è già tardi.

Quel nome ti ricorda un volto, quel volto un viaggio, tanti viaggi, tanti discorsi "eruditi" e sarcastici, con bella musica in sottofondo. In fondo una breve esperienza, un anno passato insieme, in una scuola non nostra, in una città non vicina, in mezzo a tanti altri ci siamo trovati, amici, mai veramente amici, curiosi chiacchieroni, entrambi sognatori, entrambi traduttori, a parlare di musica, di figa, di alcol, di birre e di posti da vedere, mentre fuori del finestrino scorreva la pianura, ed i camion sfrecciavano più veloci di noi, che eravamo lenti, persino nel pensare.
Sognavamo di volare via, forse, consapevoli del nostro limite, dell'abiezione della nostra umanità. Era un gioco, non c'erano molte prospettive; mentre altri colleghi si sforzavano di resistere e partecipare a noi bastava uno sguardo per metterci a ridere, per prenderli un po' per il culo, sentendoci un po' alieni in un mondo strutturato.
Ti ho perso di vista, ti ho ritrovato, poi perso di nuovo.

Ma la nostra non era amicizia, era affinità elettiva, classica, d'autore, e questa non la puoi perdere col tempo, basta una scintilla e lei si riaccende.
Siamo state anime affini, e la cosa non mi spaventa.

And if you see my reflection in the snow covered hills
Well, the landslide bring it down
Oh, the landslide bring it down

La slavina.. sei stato tu, vero? confessalo! sei stato tu a smuovere la neve, la terra, a far alzare quello strano vento che ora mi colpisce, tu con il tuo volo d'airone, inatteso da molti. Non da me però. La terra si muove con l'aria, è solo questione di tempo. Mi hai preceduto forse. O forse no.
Ciao Piero.


11 commenti:

Lara ha detto...

Una elegia, questa che leggo qui e che mi commuove.
Affinità elettive, sogni infranti, quotidianità e ...
Ciao Fabio,
Lara

Queen B ♛ ha detto...

:*
meravigliosa, benchè triste
ciao Piero
un abbraccio a te Fabio

dioniso ha detto...

Bello!
Un saluto

ziamaina ha detto...

Bella, struggente e dolorosa.
Come la sorgente di ogni vera poesia...
Un abbraccio, caro Fabio, e avanti sempre e comunque, slavine permettendo...

Lulu ha detto...

Le parole scritte di getto hanno il potere di graffiare la superficie delle nostre corazze e di farci capire i veri significati, il peso delle cose. Così è successo con le tue parole. Mi dispiace :-(

... daisy... ha detto...

Wow... quando scrivi di getto escono sempre le emozioni più vere... quelle che prendono anche chi legge... bello.

mod ha detto...

quando me ne andrò vorrei essere un Piero.

un abbraccio cat-man, mod

Moky ha detto...

Solo chi ha un'anima sensibile riesce ad apprezzare le varie nuances di Glee .. e della vita in generale.

amatamari© ha detto...

Grazie per questo tuo scritto.

fabio r. ha detto...

grazie a tutti per i commenti e la lettura. E' stato (lo è ancora) un momento difficile per me e quindi mi scuso con tutti per la mia assenza prolungata dal blog, ma è bello sapere che cmq vada voi ci siete e continuate a sopportarmi.
grazie di nuovo a tutti.

Yuki aka Prisma ha detto...

Solo ora leggo questo intenso post... La prima parte mi ha fatto venire i brividi perché sono sensazioni che conosco bene... la seconda mi ha commosso...

In ritardo, ma col cuore, ti abbraccio... A big hug, brüderchen.
E perdona la lunga assenza.