Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

giovedì 29 maggio 2008

Il veterinario


Forse la cosa non vi soprenderà, ma avendo da sempre animali in casa (gatti per lo più..) il mio rapporto col veterinario è caratterizzato - eufemisticamente parlando - da una costanza allarmante.


Personalmente tendo a sottovalutare i segni del tempo e le mie varie malattie, diciamo che sarei abbstanza noncurante verso il mio tempio personale, più volte profanato e le cui mura cadono ormai a pezzi..

La cosa cambia però quando si tratta dei miei gatti: qui sfioro l'ipocondria, ed ogni piccolo sintomo insolito, ogni miagolio fuori posto o un'andatura leggermente caudicante dei miei felini mi getta nel panico.



Purtroppo anche la salute di miei trovatelli tende ad essere instabile, e quindi - tra incidenti domestici, ferite da lotte per il terriorio, malattie più gravi a carico di ogni apparato vitale - posso ben dire di aver riccamente contribuito all'alto tenore di vita del mio pool personale di veterinari... sigh!
I miei gatti, solitamente ipercinetici e con poca abitudine alle ispezioni corporali, una volta entrati nel trasportino, in viaggio verso il Vet, si trasformano in statue di sale miagolanti, e non muovono nemmeno il minimo muscolo sotto le mani del dottore, quasi ipnotizzati e/o terrorizzati dall'ambiente sterile che li accoglie.


Ormai ci sono abituato, sto lentamente diventando anche un valido etologo e partecipo animatamente ai consulti veterinari, eppure - ogni volta - la mia sofferenza empatica mi distrugge, ed anch'io non vedo l'ora di lasciare l'ambulatorio, back home!

L'ultimo incidente accaduto al piccolo Felix (zampa claudicante e sospetto strappo di un'unghia) mi (ci) ha condotto di nuovo in questa strana dimensione da ER animale, gettandomi nel panico, per poi uscirne - fortunatemente - rasserenato sulle possibilità di guarigione con i soliti antibiotici: la ferita sulla zampa è risultata essere un morso, una ferita da combattimento felino, che si sta rimarginando.

Sono rinato! Ora felix dorme placidamente sul lettone ed è sicuramente rasserenato, ed allora gli leggo le storie di Garfield (sarò un po' schizzato? boh, sarà il lavoro...) e lo catechizzo rispetto alla pace universale, ai valori di fratellanza francescana (siamo o no in Umbria, terra del Santo animalista? echecacchio!!) con gli altri gatti ecc...
Non sono sicuro che lui si trasformi immediatamente in un non violento gandhiano, (anche se il padrone è stato obiettore di coscienza!) ma almeno covo la speranza di un futuro più pacifico nel quartiere...

5 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Bello unire la storia tua con le strisce di Garfield

Bravo Fabio!

Ciao
Daniele

Baol ha detto...

Garfield...mitico :)

MusEum ha detto...

Garfield mi fa morire! Troppo forte!

Ah, 'sti mici bulletti der quartiere! Dije de dàsse 'na carmàta, no? :DDD

Lady Cocca ha detto...

magari potessi fare la vita di garfield!! :D

Moky ha detto...

Io che ho appena portato sia TJ che Lady, the canine friend, dal vet, ti comprendo benissimo! Ti voglio solo regalare un'immagine: pensa ad avere 3 gatti, ognune nel suo carrier, in macchina, per 8/9 ore al giorno per 7 giorni... immaginati, se riesci, il concerto miagolico in mi bemolle... allora, questo e' stato il nostro trasloco l'estate scorsa... alla fine della settimana, miagolavo anch'io!!!