Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

sabato 31 ottobre 2009

Ciao chicca.

Ciao Livia,
come ogni anno sono passato a trovarti anche in queste giornate novembrine, in un periodo che sembra una porta tra due mondi, il mio ed il tuo, e che pare lasciare uno spiraglio dove posso sbirciare oltre la soglia, e vedere se di là va tutto bene.
Lo so, forse ti aspettavi una lettera "privata", ma che ci vuoi fare? In fondo questo piccolo spazio virtuale, mi sembra più adatto alla situazione, no? E' come se queste poche parole potessero travalicare l'universo, viaggiando più veloci sulle onde magnetiche (o elettriche o..boh?) per arrivarti prima, e non importa se qualcun altro le leggerà, il nostro è un discorso privato, tra fratello e sorella, ma forse una piccola eco di queste parole al vento potrà essere gradita ad altri.
Mentre venivo da te sono passato - come sempre - tra facce antiche, foto del secolo passato e persone sin troppo contemporanee, qualcuno che ho conosciuto fino a ieri, e che ancora non riesco ad immaginare lì, immobile, 6 feet under, oggi.
Ti sembrerò strano (o forse no, ormai mi conosci) ma i viali pieni di foglie gialle e rosse, il vento fresco ed il silenzio rotto solo dai passi di altri visitatori, in somma questo piccolo rito attutito mi rilassa, e non mi dispiace passare qualche minuto da te, e pensare un po' al passato che non abbiamo avuto, ad un futuro che avrei voluto diverso, ad una sorellona che oggi mi manca più che mai.
Mentre ero lì, a ripulire un po' la terra dalle erbacce, improvvisamente ho realizzato che anche tu ormai saresti stata una donna, matura, magari con bimbi (nipoti: die ungeborenen Enkel, quanto aveva ragione Trakl), una splendida quarantenne insomma, ed io - forse - diverso.
Chissà cosa avremmo potuto fare insieme? Sono stra-sicuro che tu avresti migliorato la mia vita, è come in uno strano sliding doors, no? Solo che una delle due porte l'abbiamo trovata chiusa, sin dal primo momento. E' un peccato, non passa giorno che non pensi a questa strana "Second Life", ed al destino cattivo che ce l'ha negata.
A volte - ma sono momenti eh! - penso che le nostre vite avrebbero avuto un senso migliore se quel destino avesse voltato la carta giusta, ci sono giorni in cui vorrei solo non essere.
Poi tutto passa, mi rialzo, mi scrollo via la malinconia, faccio l'ironico (chissà se mi avessi apprezzato o mandato a cagare?), il distante, e continuo a pestare la terra. Un po' anche per te, così il peso è più leggero.
Buon riposo chicca, e pensami ogni tanto.
Il tuo fratellone

giovedì 29 ottobre 2009

Musica ipnotica

Per l'ennesima volta oggi riascoltavo (e postavo in faccia-libro...) un brano di Sakamoto che adoro: Forbidden Colors, ed ho pensato ad alcuni brani che sento spesso (direi con preoccupante frequenza...) perchè mi lasciano - per così dire - in uno stato leggermente estatico, come dopo un'ipnosi, o un massaggio iper-rilassante insomma.

E' difficile da spiegare, ma ammetto che un certo tipo di musica mi fa sentire bene, ma di quel bene che sfiora il rilassamento totale, lasciandomi in uno stato di torpore incosciente, quasi come dopo un massaggio (il migliore che vi venga in mente) ed una successiva sauna... in uno di quegli stati che sfiora il sonno, ma non lo è, è solo completo relax.

La musica in questi casi avrebbe anche un nome Chillout, ma l'effetto non me lo dà solo la chillout music, a volte è solo un brano pop, strano, complesso, oppure un pezzo si classica ecc...
Beh, la mia personale hit list del relax più assoluto comprende (in ordine sparso):
  1. Forbidden Colors -Ryuchi Sakamoto
  2. Il Canone -Pachelbel
  3. Drinking in LA - Bran Van 3000
  4. Libertango - Astor Piazzolla
  5. Moonlight Shadow - Mike Oldfield
Non c'è un ordine preciso, è chiaro, e nemmeno un vero leit-motiv musicale.... non so, è così e basta!
Succede anche ad altri, o mi devo preoccupare?


martedì 27 ottobre 2009

Pont du Carrousel 1907

PONT DU CARROUSEL

Il cieco che sta lì, sopra quel ponte,

come un termine grigio di regni senza nome

è forse la cosa, sempre uguale

attorno a cui da lungi si muove l’ora fatale,

ed il silenzioso centro delle stelle,

poiché tutto attorno a lui si volge, e gronda, e brilla.


Egli è l’immobile giusto,

in cui sfociano le vie confuse:

degli inferi l’oscura entrata

per le genti che in superficie stanno.

(R.M.Rilke)

PONT DU CARROUSEL

Der blinde Mann, der auf der Brücke steht,
grau wie ein Markstein namenloser Reiche,
er ist vielleicht das Ding, das immer gleiche,
um das von fern die Sternenstunde geht,
und der Gestirne stiller Mittelpunkt.
Denn alles um ihn irrt und rinnt und prunkt.

Er ist der unbewegliche Gerechte
in viele wirre Wege hingestellt;
der dunkle Eingang in die Unterwelt
bei einem oberflächlichen Geschlechte.

Traduzione a cura di fabio ronci

sabato 24 ottobre 2009

Wild World

Sono reduce da un paio di giornatacce. Odio, almeno SPERO di esserne reduce, non vorrei infatti che l'aura mefitica di questo periodo si amplifichi ancora come un cerchio in uno stagno di sfiga, dove ho accidentalmente buttato un sasso (mannaggia a me!) ma non ricordo quando..

Comunque le cose da scrivere/dire sono poche: riguardano la salute e la sfera privata purtroppo, e gli anni che passano attorno a me, mi sforzo di sorridere alle scalogne ed ai malanni miei e dei miei cari (mi torna in mente la battuta -non ricordo di chi - sul tempo che passa: "il tempo con lui fu galantuomo, sono stati gli anni ed i mesi quelli bastardi!") ma ammetto che sto sfiorando un po' la depressione...
Per fortuna che mi assiste l'ironia (leggasi "distanza" quasi come un laicismo dello spirito) ed allora risorgo un po'.
Ogni tanto mi prende un po' il magone, e sono facile alla lacrimuccia anche solo ascoltando una melodia (il chè non è molto macho, quindi non diciamolo troppo in giro...) beccata alla radio. Oggi, scavando un po' nella mia malinconia, ho ritrovato un bellissimo pezzo del vecchio Cat Stevens, wild world, dove una strofa sembrava essere stata scritta proprio per me in queste giornatacce:
"...baby it's a wils world, it's hard to get by, just upon a smile..:" che è quasi agli antipodi della filosofia spicciola del "put on a happy face" molto gettonata al giorno d'oggi.

Cercando tra le varie versioni del brano ne ho trovata una curiosa: il brano è cantato dal protagonista di Skins, una serie molto giovanile, trasmessa di MTV in Italia, a cui mi è capitato di buttare l'occhio qualche volta.

Ammetto - da bravo adulto con la sindrome di Peter Pan - che i ragazzi di Skins mi scioccano ancora un po', visto che usano linguaggi sin troppo espliciti e si danno a forme di devianza (sessuale, alcolica o tossica) ignote alla mia generazione, senza rimpianti, leggeri come se giocassero al calcio... Ne ho intercettato qualche puntata in tv e, visto che alcuni miei studenti liceali ne parlavano, ho voluto rendermi conto di persona della cosa.

Il mio giudizio resta sospeso, forse qualche blogger più informato potrà illuminarmi se vuole, ma la versione di Wild World in questo video è (voce a parte) da apprezzare.
Qui però metto il buon, vecchio Cat Stevens aka Youssuf Islam:

mercoledì 21 ottobre 2009

Un albero ed una storia

Ogni tanto - in realtà a me succede abbastanza spesso - mi capita di pensare a qualcosa di speciale, oppure vedo una cosa che mi colpisce particolarmente, magari mentre viaggio in auto, o passeggio, e dopo pochi istanti questa cosa (o pensiero) si associa inaspettatamente ad un'altra sensazione, complice, quasi una "chiosa" del pensiero appena iniziato...
E' come se nell'inconscio il pensiero e la sensazione si cerchino, come nella leggenda cabalista delle due anime (Nella concezione cabalista dell'anima infatti questa, nel momento in cui è creata, viene "spezzata", divisa in due metà e incarnata in due corpi diversi. Finchè l'uomo e la donna non ritrovano quella mezza parte di anima saranno condannati a reincanarsi senza conoscere Dio...) e spesso la voce, la musica, l'udito insomma chiudono il cerchio.
Tutto questo preambolo "barocco" solo per spiegare ciò che mi è successo stamattina: andando al lavoro passo lungo un viale alberato, e noto con dispiacere che alcuni begli alberi che conosco da anni (visto che costeggiano un parco dove spesso faccio il flaneur...) venivano tagliati.
Lo so che erano vecchi e pericolosi, so anche che l'ultima tromba d'aria (sic!) di qualche giorno fa' ha peggiorato la situazione e la loro stabilità, certo, sono consapevole che le vecchie fronde devono essere tagliate via per far posto ai nuovi alberi, tutte ragioni e spiegazioni lodevoli e sensate, eppure....
Non so, quel taglio "a vista" mi ha intristito.... Ed allora, mentre procedo pensieroso ed un po' mogio in auto, in radio viene letta letta questa bellissima poesia di Trilussa, che non conoscevo.
Ed il cerchio si chiude.

Il testamento di un albero

Un Albero di un bosco chiamò gli uccelli e fece testamento:

- Lascio i fiori al mare,lascio le foglie al vento,
i frutti al sole e poi
tutti i semi a voi.
A voi, poveri uccelli,perché mi cantavate le canzoni
nella bella stagione.
E voglio che gli sterpi,
quando saranno secchi,
facciano il fuoco per i poverelli.
Però vi avviso che sul mio tronco
c'è un ramo che dev'essere ricordato
alla bontà degli uomini e di Dio.
Perché quel ramo, semplice e modesto,
fu forte e generoso: e lo provò il giorno che sostenne un uomo onesto

quando ci si impiccò.

Trilussa


domenica 18 ottobre 2009

S.P.Q.A.

...ovvero, rifacendomi alla "glossa" di Asterix (che spiegava la sigla SPQR come: Sono Pazzi Questi Romani), Sono Pazzi Questi Americani !

Il massimo del trash e della fantasia kitsch però lo raggiungono proprio per Halloween; questo grosso carnevale fuori stagione, le cui nobili radici affondano nella memoria dei riti celtici (un argomento a me caro, a cui ho dedicato già precedentemente dei "post" colti...) oggi è definitivamente consegnato al cinema, al merchandising più sfrenato ed al circo delle maschere improbabili.

Tra queste ho scelto il fior da fiore solo per voi, miei cari amici virtuali: direttamente dal famoso sito Huffington Post, ecco alcuni orripilanti esempi:


Uomo Vagina

Il più grande spettacolo del mondo


un cavaliere indimenticabile (in inglese a Knight to remember, che gioca tra Knight=cavaliere e night=notte)

Sperm Man


L'uomo cellulare


No comment


Amore pecorino (?)



Carcerato nel settore dei maniaci sessuali

venerdì 16 ottobre 2009

The cat is on the table....

Mi ero ripromesso di NON USARE MAI questo esempio, volevo insegnare (suggerire? già, forse è meglio...) l'inglese cercando di evitare i luoghi comuni, e fin'ora ci ero riuscito dignitosamente!

Ma poi sono arrivati loro: i piccoli bipedi della 4a elementare, con cui divido 3 ore settimanali, un vivace gruppetto di nanetti da giardino mobili ed urlanti che vogliono disegnare, cantare e colorare forme strane sui loro quaderni.

Quindi sono passato alla contraerea: disegno cani e gatti sulla blackboard, li posiziono negli angoli più strani di una stanza fittizia che manco Van Gogh, ed immancabilmente un gatto/cane mi sale proprio lì!

Allora la fatidica domanda:

WHERE IS THE CAT? e l'altrettanto ovvia risposta: THE CAT IS ON THE TABLE!

Sono disperato.....

martedì 13 ottobre 2009

I Loggionisti

Non so voi, ma io - da appassionato Lucarellista - seguo spesso Blu Notte su rai3, (e devo dire che adoro pure l'imitazione che ne faceva Fabio del Luigi per la Gialappa's..), un po' perchè tendenzialmente (come canta Elio) adoro le dietrologie, e poi anche perché spesso ci si azzecca, a pensar male...
Bene, la puntata del 2 ottobre 2009 si è occupata della loggia P2, del venerabile Licio Gelli e di tutta quella faccenda alquanto grigia legata ai poteri "forti" e paralleli dell'Italia recente.
Vista la mia età ricordo ancora benissimo la vicenda, per me e la mia memoria elefantiaca non è ancora "storia", è invece ancora "esperienza", informazione.


Eppure ogni volta che ne sento parlare, ne vedo qualche ricostruzione in tv, o ne leggo in giro, mi prende una strana sensazione di incompletezza, un mix di rassegnazione e rabbia, e mi chiedo perchè di uno scandalo così pantagruelico, enorme, sconfinato, si sono quasi perse le tracce.
Perchè - soprattutto il paese civile, l'opposizione di ieri e di oggi - non ha voluto scavare di più? Perchè la sentenza di assoluzione per i protagonisti ha di fatto cancellato tutti i legittimi dubbi sulle conseguenze "politiche" della vicenda?


Come mai il famigerato piano di rinascita democratica, a leggerlo oggi, sembra una fotocopia del programma del centro destra, ma nessuno lo fa notare?
Perchè mentre da una parte si odono accuse di incostituzionalità, si lanciano attacchi a tutte le istituzioni gettando le basi di una vera dittatura della maggioranza "eletta da tutti" (ahahah!!), si invitano industriali a boicottare questo o quel giornale, perchè insomma dall'altra parte non si rilegge un po' di questa storia?

La commissione parlamentare presieduta da Tina Anselmi (certamente non una fanatica trotzkista..) giudicò la Loggia «responsabile in termini non giudiziari ma storico-politici, quale essenziale retroterra economico, organizzativo e morale» della Strage dell'Italicus;
giudicò la Loggia «un complotto permanente che si plasma in funzione dell'evoluzione della situazione politica ufficiale»;
sottolineò l'«uso privato della funzione pubblica da parte di alcuni apparati dello stato» legati alla Loggia;
sottolineò la divisione funzionale della Loggia e quindi che, benché tutti gli affiliati fossero consapevoli del fine surrettizio della Loggia, fosse necessario individuare il settore di appartenenza dei singoli affiliati per risalire alle responsabilità personali;

Ciò che mi è piaciuto del programma in oggetto è stata anche la pervicacia di Lucarelli nell'accostare ogni nome degli appartenenti al proprio numero di tessera (ovviamente tra gli iscritti c'era anche il Mr B...) come per legarli a quelle responsabilità!
Il giorno dopo la trasmissione mi sono messo a leggere in giro, se ci fosse stata qualche reazione "di sdegno democratico" a quelle tesi: zero assoluto. La cosa è addirittura imbarazzante...

P.S. solo per i più giovani ed ignoranti del fatto, questa è una delle tesi cardine del piano della P2:
"Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media" - Licio Gelli.
(vi ricorda niente?)

sabato 10 ottobre 2009

Running on empty

L'autunno, quello vero, con aria fresca che sa di pioggia, con le foglie gialle che si accovacciano a terra, ai bordi della strada, l'autunno atteso da tempo sta arrivando.
Gli ultimi giorni sono stati insopportabilmente caldi, come in un eccentrico luglio, umidi di sudore sotto la camicia, costellati da repentini cambi di giacca, camicia, maniche corte, poi lunghe, questi giorni monsonici forse stanno lasciando il passo alla stagionalità.

L'odore del mosto e delle castagne poco si adatta al sole ed al caldo, e la mia confusa razionalità non accetta questi squilibri. Il corpo ne paga già il fio (si dirà ancora fio?..) ed il naso si ribella all'instabilità, colando come una bottiglia mal tappata.
Ho ricominciato a viaggiare, a percorrere le stradine curve ed ombrose delle colline umbre, quei paesaggi incerti che guardano alla Sabina, al Lazio, ma che restano pudicamente provincia, paeselli di montagna, dove l'auto rallenta dietro al trattore, dove dietro una curva può spuntare una gallina, e non un SUV...

Salgo verso la montagna e l'aria mattutina è fresca, c'è persino un po' di nebbia, ed a volte ho l'impressione di viaggiare sopra le nuvole, un lieve senso di vuoto, che aumenta se guardo a destra, verso un piccolo abisso (e Nietzsche mi rimprovera, e mi richiama all'ordine..) ed allora mi rilasso un po', prima delle Termopili che dovrò affrontare in classe, ed accendo la radio.
La musica va e viene, le curve, gli alberi, tutto trama contro la stabilità, eppure - come da un fruscio di un vecchio grammofono - improvvisamente si fa strada una melodia nota, un pezzo del mio personale kitsch onirico-musicale. Inascoltata da tempo, e - colpevole - mi ritrovo a rimproverarmi per averla abbandonata al vinile, questa piccola epifania musicale.
Rallento un po', è ancora presto, mi godo il verde delle foglie che combatte contro il giallo, apro un po' il finestrino; l'aria è umida. Nella notte è piovuto. La strada è un po' viscida con le prime piogge, una ragione in più per rallentare allora.

Ed allora mi sembra quasi di vederla lì, Rosie, mentre aspetta un passaggio. Ma questa non è l'America, ed io non sto per salire sul palco per un concerto a cui invitarla, quindi vado avanti, per qualche "miglio" ancora, la saluto nella mia testa, ma me la porterò nelle orecchie, e nel cuore per tutta la giornata.

She was standing at the load-in
When the trucks rolled up
She was sniffing all around
Like a half grown female pup
She wasn't hard to talk to
Looked like she had nowhere to go
So I gave her my pass
So she could get in and see the show


venerdì 9 ottobre 2009

Mi ci potrei abituare....

...a giorni come questi, intendo:

8 Ottobre: sembra che siamo veramente tutti uguali di fronte alla legge...
8 ottobre: Nobel Letteratura ad una tedesca (alla faccia di chi sta tagliando le cattedre di tedesco qui con la speranza di trasformarmi definitivamente in disoccupato)
9 ottobre: Nobel della Pace a Barack Obama

Se dovessi ancora dormire, e quindi sognare, vi prego, lasciatemi dormire ancora un po'...

mercoledì 7 ottobre 2009

Questione di pollici

La quotidianità di una vita precaria che porto avanti in questi giorni è sottolineata da qualche deviazione inattesa.

In primis ho iniziato la stagione dei malanni (della serie: echisenefrega...già, ma a me un po' frega!) con una sontuosa inaugurazione di mal di gola - tosse - raffreddore, e sto seriamente valutando l'idea del vaccino quest'anno...
I piccoli pargoli delle elementari infatti sono portatori - nemmeno tanto sani - di germi, e visto che ultimamente frequento bimbi e mocciosi pre-adolescenziali, pericolosi penso proprio che dovrò vaccinarmi.

Poi ricomincio a viaggiare, e la mia piccola Ypsilon ha ricominciato ad assumere quel simpatico aspetto di macchina-hotel-ristorante che tanto mi piace, con borse, libri, fogli (TUTTO rigorosamente allineato ed incasellato eh! d'altronde anche in auto resto un meticoloso organizzato) e quant'altro per la sopravvivenza tra una sede scolastica e l'altra.

In secundis (si dirà? boh?) però quest'anno ho dei buchi colossali tra una lezione e l'altra, pause che però non mi permettono di tornare a casa, quindi vivacchio in aule di attesa, sale riunioni, in auto e leggo.

Il libro è una fuga temporanea, ed ogni tanto mi dimentico addirittura del tempo che passa ed è già capitato che per poco non giungevo in ritardo in classe, sebbene fossi lì, magari fuori del cancello a godermi un po' di sole e fresco in auto...
Ora mi sto godendo un bel libro di viaggi: Autostop con Buddha, di Will Ferguson, uno di quei bei diari di viaggio che amo tanto (in Giappone, un paese che mi attrae "a prescindere" pur non avendolo mai visto..), dove il viaggiautore, tra una sosta e l'altra, racconta ed unisce trame, pensieri e sensazioni.
Proprio in questo libro ho trovato un bellissimo spunto, che ha subito destato la mia attenzione "filologica" e semiotica.

L'autore - descrivendo alcuni templi shintoisti nel sud del Giappone - parla di Emon Saburo, un pellegrino del 9° secolo che seguì per tutta la vita le orme di un sacerdote, Kobo Daishi, lungo gli 88 templi del Giappone.
Al termine della sua vita, finalmente incontrò il sacerdote e chiese di poter rinascere più saggio e ricco. Daishi acconsentì e l'uomo fu sepolto con un sasso in mano, attorno al sasso un foglio vergato dal Daishi.
Nove mesi dopo nacque un bimbo, e fu chiamato un sacerdote per benedire la nascita; il bambino aprì la mano ed all'interno tutti videro un sasso ed il foglio. Sul foglio c'era scritto: "Questo è Emon Saburo, rinato a nuova vita in questo mondo".
Questo sasso ora è in un tempio a Matsuyama e tutti conoscono la storia del sasso-in-mano.

Ferguson poi da' la sua spiegazione del gesto "pollice in alto", segno internazionale di vita dai Cesari (contrapposto al pollice verso) agli aviatori, dagli astronauti a Fonzie insomma:

Quando un bambino nasce, tiene le mani strette in pugnetti. Lentamente, una dopo l'altra, le dita si rilassano, lasciando libero il pollice. Questo è il primo gesto di autoaffermazione, di chi vuol dire: "eccomi qua, ci sono anch'io!"


Insomma..bello no? Poi che dire? E' così che passo il tempo io.
Leggo mentre viaggio, anzi nelle soste. Ma la testa non si ferma mai. Purtroppo...

domenica 4 ottobre 2009

Due o tre cose sulla Germania...

In questi giorni ho letto molte cose sulla Germania che mi hanno fatto pensare di dedicare alla cosa un possibile "post serio e lungo", ovvero uno di quelli che tutti iniziano a leggere e che poi nessuno - giustamente! - finisce...
Ma un blog non è un libro, ed un post non è un saggio accademico, e poi per le cose più serie si è pagati profumatamente (no??) ed io qui passo il tempo " a gratisse", ergo mi permetto solo un paio di spunti, nati dalla lettura di altri bloggers, dai giornali, e dalla TV tedesca (via Sky of course..).

Le elezioni: quello che mi stupisce sempre della politica tedesca è questa innata tendenza alla "Realpolitik", un'etica del governare che spinge i 2 più grandi partiti a governare insieme per il bene superiore del paese. SPD e CDU sono - storicamente - come cane e gatto, eppure di fronte allo stallo hanno governato insieme per la terza volta (includendo la fase della Repubblica di Weimar) ed il matrimonio forzato ha comunque funzionato! La cosa è impensabile non solo in Italia (ahahahah!! ho le lacrime agli occhi al solo pensiero) ma anche nella maggioranza dei paesi europei!
Chiaramente la campagna elettorale di due partiti che fino a ieri andavano a "rubare insieme" (come i famosi ladri..) non potrà forzare troppo la mano sulle colpe altrui, visto che poi sono le proprie... Eppure c'è stato un vincitore. Non la CDU (che ha perso tanti elettori) né tanto meno la SPD (che ormai agogna come tutte le socialdemocrazie europee...) ma la FDP, il terzo incomodo. Un partito "aziendale", ovvero vicino alla finanza, ai poteri economici che vogliono "meno stato", un partito che esce pulito dagli anni di opposizione (piuttosto blanda a dire il vero) e che ora porta il conto alla Merkel.
Lei ne esce bene, ed il suo vice sarà Guido Westerwelle, un giovane leader (è del '61, un bimbo rispetto alla gerontocrazia italiana), dichiaratamente omosessuale, e quindi la Germania avrà un cancelliere donna ed un vice gay! Beh, se non è emancipazione questa!


La riunificazione: il 3 ottobre si è celebrato il 19° anniversario della riunificazione intertedesca, e tra meno di un mese saranno passati esattamente 20 anni dalla caduta del muro (aspettatevi/temete un mio pistolotto per l'occasione!), quindi siamo in pieno periodo celebrativo.
Molti commenti, molte riflessioni e tante voci hanno preso la parola: la memoria del presente e quella della storia si incrociano in Germania. Lo noto spesso anche io, parlando di questo fatto con i miei studenti: la caduta del muro ed il periodo successivo (Die Wende in tedesco) sono"iper-storicizzati" agli occhi di molti giovani, ed il 1989 viene sovrapposto al 1945, al 1960 ecc...
E' qualcosa che ancora mi stupisce, l'accelerazione della storia nell'ultimo ventennio è stata eccezionale. D'altronde Hobsbawn ha definito il 900 il secolo breve non a caso, eppure se da una parte mi terrorizza essere già un testimone storico della stessa esistenza di due stati tedeschi (La DDR? ma c'era? e cos'era?) e della loro unificazione, dall'altro ho il crescente timore che noi contemporanei ci stiamo allontanando dalla storia a passi velocissimi, con la convinzione che "il passato è passato" cioè non è utile, è un limite, punto!
Questa amnesia storica - ad un certo livello - è cercata, voluta, sottolineata con parole e slogan (siamo il nuovo, il miglio premier di sempre, non ci sono più vecchi partiti ecc...) che purtroppo fanno breccia da noi come in Germania...
A Berlino, camminando lungo le strade, a volte capita di pestare una strana linea tratteggiata in rilevo tra i sassi ed il cemento: è la traccia del muro, che la municipalità ha voluto rimarcare a favore delle giovani generazioni, visto che i diciottenni non lo hanno conosciuto, e molti non sanno dove passasse (a parte i pochi tratti in piedi a mo' di mostra chiamata East side Gallery, all'Ostbahnhof..), mentre però, paradossalmente, restano ancora dei pregiudizi tra Ossis e Wessis persino nel linguaggio, e nei comportamenti. Misteri della storia..


La Hunziker in TV: ebbene sì. L'ultima riflessione riguarda proprio lei, la bella svizzerona - già Frau Ramazzotti - che spopola in tv. Da ieri infatti la Michelle nazionale (ognuno ha le Michelle che si merita: noi abbiamo/avevamo lei, gli USA la signora Obama) affianca il Pippo Baudo tedesco (più capellone, post fricchettone, ricchissimo e biondo) Thomas Gottschalk nello Show di punta della TV tedesca: Wetten Dass, ovvero il nostro caro, vecchio "scommettiamo che?"..che tanti sonni e pisolini ci regalò negli anni 80-90 e che invece in terra di Arminio continua imperterrito a molestare gli spettatori.. De gustibus...
Lei però ha riportato in su l'auditel (e visto l'abbigliamento non solo quello...) germanico ed ha avuto un successone!
Insomma, ci siamo fatti scappare pure questa di bionda.. e ci teniamo la D'Addario...

giovedì 1 ottobre 2009

Uno dopo l'altro...

Leggo (e mi indigno, anzi mi incazzo proprio, poi mi viene pure un po' da piangere...) sul sito di Repubblica:

Immigrati, appello a Palazzo Marino
"Stop al bus-galera dei clandestini"

In difesa dell’uso dei bus blindati si schiera invece la Lega, che fa quadrato attorno al vicesindaco Riccardo De Corato: «Quei bus hanno un effetto deterrente - dice Matteo Salvini, capogruppo in consiglio comunale - Vedendoli, i clandestini capiscono che se ne devono tornare a casa»

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,

e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei,

e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,

e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Bertold Brecht


P.S. ieri sera (30 settembre) su Rai 3 (la rete comunista...buuuu!!) è andato in onda uno stupendo monologo di Ascanio Celestini. Ve lo lascio in link, se avete voglia e ve lo siete perso, dateci un'occhiata. Ne vale la pena:

Celestini a Parla con me