Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

venerdì 17 aprile 2009

Autodafè

Una delle piazze sicuramente più belle e suggestive di Berlino è Gendarmenmarkt, che già dal nome rivela la sua doppia natura franco-tedesca. Un mercato (Markt appunto) ma con un richiamo agli ugonotti, ai soldati, agli Gendarmes venuti in Prussia dopo l'esilio della Rivoluzione.

Una bella Piazza simmetrica, che ospita due chiese speculari, con una spianata al centro, perfettamente adatta alle marce, alle manifestazioni popolari. Da sempre.



Una piazza che però ha subito un'onta insanabile. Nel 1933 proprio qui, su questa piazza, il Nazismo iniziò a bruciare i libri, in un impeto nichilista e dottrinario, scatenando la caccia alle idee, prima che agli uomini, bruciando le parole e l'anelito di libertà che spirava da Weimar.


In una notte le opere di Heinrich Mann, Erich Kästner, Karl Marx, Sigmund Freud, Kurt Tucholsky e tanti altri (molti ebrei) bruciarono in una pira inquisitoria, illuminando il buio della ragione con fiamme di odio ed intolleranza.



Oggi, su quella piazza, quasi impercettibilmente, si contina a camminare sui libri, a seguirne le storie invisibili, grazie ad un'istallazione sotterranea, opera dell'artista israeliano Micha Ullmann (nemesi della storia..) che ha voluto ricordare il fatto costruendo una biblioteca sotto terra. Visibile solo da una botola, quasi sbirciando negli inferi, verso il centro della terra.


Uno spazio pieno di scaffali bianchi. Senza un libro. L'ha chiamata Versunkene Bibliothek, ovvero, la Biblioteca inabissata, quasi come un Titanic di carta...





Accanto allo spioncino solo poche parole, di un grande scrittore tedesco dell'800 (e solo incidentalmente il secondo Dioscure di questo povero blog): Heinrich Heine, che con buona dose di preveggenza, scrisse queste parole nel suo tempo:


Dort wo man Bücher verbrennt, verbrennt man am Ende auch Menschen.
(Là dove si bruciano i libri, alla fine si bruceranno anche gli uomini).




Ora mi si chiederà (oppure no, chiedere è lecito, non obbligatorio..): perchè questo post? Che c'entra tutto questo con i giorni che stiamo vivendo?

Beh, non so voi, ma da qualche giorno io sento una gran puzza di fumo attorno a libri, parole (e disegni) anche in Italia.....

12 commenti:

Camu ha detto...

La scorsa estate trascorsa a Berlino ci ho messo un pò a trovare la piccola iscrizione e la nicchia sotterranes a cui tu fai riferimento ma poi finalmente ci sono riuscita!!!!Ci tenevo, soprattutto per dare giusto onore ai libri!!!!Per il resto , in giro c'e' davvero puzza di aria contrita e repressiva...

amatamari ha detto...

Se scrivi Autodafe' penso subito a Canetti...
Da leggere di questi tempi...

:-)

AndreA ha detto...

Sarò stringatissimo: Grande Fabio! ;-)

A presto!!

la signora in rosso ha detto...

sono stata a Berlino l'anno scorso, ma questa l'ho persa. Motivo in più per tornare.
Grande Canetti!
un abbraccio

giulia ha detto...

L'idea della biblioteca sotterranea è meravigliosa! Grazie Fabio, di avermela fatta scoprire!

Lara ha detto...

Questo sì che è un post!
Mi sono commossa nel leggerlo.
A Berlino c'è stata dunque una rivalsa, una "nemesi", scrivi giustamente tu. Qui da noi c'è ancora soltanto un forte odore di fumo che accnna al rogo...

Grazie Fabio,
Lara

Bastian Cuntrari ha detto...

Sin dalle prime righe ho immaginato dove volessi andare a parare (perché ricordavo però che il rogo fosse avvenuto sulla Piazza dell'Opera?).
Sono state date alle fiamme le tessere di quell'enorme puzzle che è la conoscenza, il sapere. Sai come la penso al riguardo: le vignette di Vauro, per me, in quella trasmissione sono state inopportune, perché inopportuna era la funzione della satira (che deve irridere) in quella circostanza: non mandarle in onda non avrebbe (sempre a mio parere) tolto nulla alla "conoscenza" della tragedia.

Detto questo, rimane la bellezza e la suggestione evocativa del tuo post: limpido e pacato come sempre, ma non meno ficcante. Bravo Fabio!

Irene ha detto...

Vista l'estate trascorsa a Berlino è stato bello leggere il tuo post.
grazie!
ciao ciao

Baol ha detto...

Concordo con te sulla puzza di bruciato... :(

Barbara ha detto...

Sono stata a Berlino lo scorso luglio. Città stupenda, piena di sorprese come la biblioteca sotterranea di cui parli. Concordo: tira una brutta aria, in un paese che avuto anche lui le sue piazze odorose di bruciato. Penso a Campo de' Fiori, a Giordano Bruno e al rogo dei libri del Talmud a Santa Maria Sopra Minerva, a Roma. Questo spirito è sempre presente in questo paese e aleggia sulle nostre teste inconsapevoli. Però qualcosa mi solleva....ma non sai che Federico Moccia ha scritto un altro libro??? Miracoli della cultura letteraria contemporanea....Mi sento male. Ti abbraccio.

fabio r. ha detto...

@camu: bella Berlino vero? per il resto non posso aggiungere altro!
@amatamari: Canetti è un'altra mia passione, non solo autodafè, ma anche le voxi di marrakesh e poi la sua vita letteraria..tutto insomma!
@Andrea: troppo buono!
@Signorainrosso: vai vai.. poi fammi spaere, o forse ci vediamo sù :-)
@Giulia: grazie a te per venire a leggere..
@Lara: troppo buona. grazie di cuore
@Bastian:lo so, loso.. ma l'aria pesante la sento cmq anche da altre parti, credimi...
@irene: brava, Berlin ist eine Reise wert (vale la pena di un viaggio insomma)
@Baol: ah, è arrivata anche lì?
@Barbara: grazie a te dell'attenzione e delle belle parole, come sempre... a parte Moccia..

Emilia ha detto...

bel post. bellissima la Gendarmenmarkt.