Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri. (Walter Benjamin)

sabato 1 novembre 2008

The burial of the Dead

Più invecchio (Oddio! invecchio? già... invecchio...) e maggiore è la percezione della morte.
Non la mia, della mia mi importa pochissimo, sotto questo punto di vista sono un vero Epicureo (La morte non va temuta perché quando ci siamo noi non c'è lei e quando c'è lei non ci siamo noi ), ma mi rendo sempre più conto che il contatto con Sorella Morte diventa vieppiù invadente.

Il mio piccolo mondo fatto di certezze ed abitudini sta divendanto sempre più piccolo: per persone di cui fino a pochi anni fa' dicevo "la conosco!" oggi uso l'imperfetto, un tempo bastardo, nè passato, nè presente, un' eterna sospensione cronologica, come nelle favole.. ed ogni visita al cimitero (cerco di evitarle per viltà, mantengo un dialogo solo con mia sorella, ma se accompagno i miei vi sono costretto...) è un tuffo al cuore, ed un viaggio nel mio album dei ricordi.
Le foto (terribile usanza cattolica-romana...) sulle lapidi sono sempre più colorate. Le vecchie foto in B/N che richiamavano gli inizi del secolo, quelle date che recitavano 1910, vengono sopraffatte da belle foto a colori, da date troppo vicine a me.
La mia idiosincrasia per i funerali ha radici - se vogliamo - anche letterarie (e ti pareva!) ed ogni volta che mi trovo in una situazione di "dolente parrtecipazione" sono a disagio, e mi sento come Leopold Bloom al Funerale di Paddy Dignam, o dentro una strofa di Waste Land....
Beh, oggi è ancora un giorno sospeso, tra spiriti e uomini, tra cielo e terra, un sabato grigio eppure caldo, in cui gli alberi stanno abbandonando i colori estivi, ma il giallo delle foglie ne porta ancora testimonianza.
Ed allora mi sono messo a rileggere quei passi, cercando un'improbabile sintesi tra l'esorcismo della morte e la ragionata compassione per i miei morti.



The Burial of the dead

Unreal City,
Under the brown fog of a winter dawn,
A crowd flowed over London Bridge, so many,
I had not thought death had undone so many.
Sighs, short and infrequent, were exhaled,
And each man fixed his eyes before his feet.
Flowed up the hill and down King William Street,
To where Saint Mary Woolnoth kept the hours
With a dead sound on the final stroke of nine.
There I saw one I knew, and stopped him, crying 'Stetson!
'You who were with me in the ships at Mylae!
'That corpse you planted last year in your garden,
'Has it begun to sprout? Will it bloom this year?
'Or has the sudden frost disturbed its bed?
'Oh keep the Dog far hence, that's friend to men,
'Or with his nails he'll dig it up again!

'You! hypocrite lecteur!—mon semblable,—mon frère!'

(T.S. Eliot - The Waste Land)


(La sepoltura dei morti - Città irreale, Sotto la nebbia bruna di un'alba d'inverno, Una gran folla fluiva sopra il London Bridge, così tanta, Ch'io non avrei mai creduto che morte tanta n'avesse disfatta.Sospiri, brevi e infrequenti, se ne esalavano, E ognuno procedeva con gli occhi fissi ai piedi. Affluivano Su per il colle e giù per la King William Street, Fino a dove Saint Mary Woolnoth segnava le ore Con morto suono sull'ultimo tocco delle nove. Là vidi uno ch e conoscevo, e lo fermai, gridando: « Stetson! Tu che eri con me , sulle navi a Milazzo! Quel cadavere che l'anno scorso piantasti nel giardino, Ha cominciato a germogliare? Fiorirà quest'anno? Oppure il gelo improvviso ne ha danneggiato l'aiola?Oh, tieni il Cane a distanza, che è amico dell'uomo, Se non vuoi che con l'unghie, di nuovo, lo metta allo scoperto! Tu, hypocrite lecteur! - mon semblable, - mon frère! )





No, ants too. First thing strikes anybody. Bury the dead. Say Robinson Crusoe was true to life. Well then Friday buried him. Every Friday buries a Thursday if you come to look at it.
O, poor Robinson Crusoe!
How could you possibly do so?

Poor Dignam! His last lie on the earth in his box. When you think of them all it does seem a waste of wood. All gnawed through. They could invent a handsome bier with a kind of panel sliding, let it down that way. Ay but they might object to be buried out of another fellow's. They're so particular. Lay me in my native earth. Bit of clay from the holy land. Only a mother and deadborn child ever buried in the one coffin. I see what it means. I see. To protect him as long as possible even in the earth. The Irishman's house is his coffin. Embalming in catacombs, mummies the same idea.
Mr Bloom stood far back, his hat in his hand, counting the bared heads. Twelve. I'm thirteen. No. The chap in the macintosh is thirteen. Death's number. Where the deuce did he pop out of? He wasn't in the chapel, that I'll swear. Silly superstition that about thirteen.
Nice soft tweed Ned Lambert has in that suit. Tinge of purple. I had one like that when we lived in Lombard street west. Dressy fellow he was once. Used to change three suits in the day. Must get that grey suit of mine turned by Mesias. Hello. It's dyed. His wife I forgot he's not married or his landlady ought to have picked out those threads for him.
The coffin dived out of sight, eased down by the men straddled on the grave trestles. They struggled up and out: and all uncovered. Twenty.

(James Joyce: Ulysses - The Funeral)

(No, anche le formiche. Quel che colpisce subito. Seppellire i morti. Dicono che Robinson Crusoe è realistico. Bene allora lo seppellì Venerdì. Ogni Venerdì seppellisce un Giovedì a pensarci bene.
Robinson mio poverello!
Come hai fatto solo soletto?
Povero Dignam! L'ultimo indugio sopra la terra, nella sua cassetta. Pensando a quanti ce n'è sembra proprio uno spreco di legname. Tutto rosicato. Si potrebbe inventare una bella bara con una specie di pannello scorrevole scaricarla a quel modo. Già, ma potrebbero non gradire di esser scaricati da quella di un altro. Sono così schizzinosi. Seppellitemi nella mia terra natia. Zolla della terra santa. Solo la madre e il bambino nato morto si seppelliscono nella stessa bara. Capisco cosa significa. Capisco. Proteggerlo finché è possibile anche sotto la terra. La casa dell'Irlandese è la sua bara. Imbalsamazione nelle catacombe, mummie la stessa idea.
Mr Bloom s'era fermato dietro, col cappello in mano, a contare le teste scoperte. Dodici. Sono il tredicesimo. No. Quel tale col macintosh è il tredicesimo. Il numero della morte. Da dove diavolo è uscito? Non era nella cappella, ci giurerei. Sciocca superstizione quella del tredici.
Che bel tweed soffice quel vestito di Ned Lambert. Un'ombra di violetto. Ne avevo uno così quando si abitava a Lombard Street west. Una volta era un elegantone. Si cambiava tre volte al giorno. Devo far rivoltare da Mesias quel mio completo grigio. Olà. È tinto. Sua moglie dimenticavo che non è sposato o la sua padrona di casa gli avrebbe dovuto riprendere quei fili.
La bara scomparve, fatta scivolare giù dagli uomini a gambe spalancate sopra le assi gettate sulla fossa. Si rialzarono scostandosi con fatica: e tutti si scoprirono. Venti.)

8 commenti:

AndreA ha detto...

Sai, proprio qualche giorno fa ho fatto anche io una simile riflessione, circa le persone che non sono più con noi e ... che conoscevo.

Condivido inoltre quella fastiosa sensazione in materia di funerali ...

Un abbraccio, felice fine settimana!
:-)

riccardo gavioso ha detto...

di fronte al muro della morte la scienza si ferma, e solo la letteratura sembra in grado di valicarlo.
Ottime citazioni!

una buona domenica

Inenarrabile ha detto...

"La morte non va temuta perché quando ci siamo noi non c'è lei e quando c'è lei non ci siamo noi"

interesting, very interesting...

Fabrizio Cariani ha detto...

per coincidenza, parlavo di foto sulle tombe giusto oggi.

secondo me non e' un'usanza orribile, ma hai ragione che queste foto a colori sono un po' fastidiose!

María ha detto...

A "questa signora" la rispetto e non parlo molto di lei. Ma sempre è presente. Un fastidio.


Un bacio.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Sono poco amante dei funerali ma anche delle visite al cimitero. Soprattutto nelle ricorrenze.

Se uno vuole al cimitero ci va ogni giorno dell'anno senza dover aspettare certe feste comandate e poi cmq io le persone le porto con me nel cuore.

Il che non significa che non ci vada mai ovviamente...

fabio r. ha detto...

nemmeno io sono molto avvezzo ai funerali!
i cimiteri invece non mi dipiacciono, lo ammetto, sono un po' cimiteriale ma all'inglese...
d'altronde Totò non ne esaltava la "democrazia"?
ribadisco invece la mia idiosincrasia per le foto...
Grazie a tutti per i commenti...

dioniso ha detto...

Negli ultimi anni io ci penso sempre più spesso, ma non lo vedo come un fatto deprimente e negativo. Tutt'altro.
Ti posso consigliare un libro molto bello che ho letto recentemente

Lo trovi nella mia lista.

Saluti
Si tratta de "La morte amica" di Marie De Hennezel.